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Ana Laguna: un’arte viva che continua a ispirare

Nel vasto panorama della danza contemporanea e del balletto del XX secolo, il nome di Ana Laguna brilla con una luce particolare. Non solo per il suo talento straordinario, ma per la sua capacità unica di fondere emozione, tecnica e umanità in ogni movimento. Nata a Zaragoza, in Spagna, nel 1954, Laguna è diventata una delle ballerine più influenti del suo tempo, lasciando un’impronta indelebile nella storia della danza, in particolare in Svezia, dove ha trascorso la maggior parte della sua carriera. Ana Laguna iniziò la sua formazione di danza a Madrid, dove mostrò fin da giovanissima una naturale predisposizione per il movimento e l’espressione corporea. Tuttavia, fu il trasferimento in Svezia a cambiare il corso della sua vita e della sua carriera. Entrò a far parte del Cullberg Ballet, una compagnia allora diretta dalla pioniera della danza moderna Birgit Cullberg, che riconobbe subito in Laguna una presenza scenica eccezionale e una versatilità rara. Il momento di svolta nella carriera di Ana Laguna arrivò con l’incontro con il coreografo Mats Ek, figlio di Birgit Cullberg. Ek, noto per il suo stile innovativo, drammatico e profondamente teatrale, trovò in Laguna l’interprete ideale per le sue creazioni più audaci. La loro collaborazione ...

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La coreografa e direttrice artistica Michela Barasciutti “allo specchio”

Balletto classico preferito? Giselle. Balletto contemporaneo preferito? Giselle di Mats Ek. Teatro del tuo cuore? Teatro La Fenice di Venezia. Un romanzo da trasformare in balletto? Uno dei tanti capolavori di George Simenon per la profonda introspezione dei personaggi. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Frida il film su Frida Kahlo. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume di Magdalena disegnato da me. A quale colore associ la danza? Ambra tenue. Che odore ha la danza? Il profumo dell’aria. La musica più bella mai scritta per il balletto? Le sacre du printemps. Un film di danza indimenticabile? Due vite e una svolta (The turning point). Due miti della danza del passato: uomo e donna? Michail Baryshnikov e Pina Bausch. Il tuo passo di danza preferito? Petits sauts. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Da giovane Kitri. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Sono molti i coreografi che con la loro genialità hanno segnato il percorso dell’arte coreografica concatenandosi e aprendo visioni e linguaggi. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Non parlerei, danzerei. Tre parole per descrivere la ...

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Il direttore artistico e coreografo Roberto Forleo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Giselle di Mats Ek. Il Teatro del cuore? Il Teatro Petruzzelli di Bari. Un romanzo da trasformare in balletto? Gli Scorta di Laurent Gaudé. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? 8 Femmes (8 Donne e un mistero) di François Ozon. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? La Morte, dal balletto Don Juan di Thierry Malandain. Quale colore associ alla danza? Verde. Che profumo ha la danza? Lavanda. La musica più bella scritta per balletto? La Bayadère. Il film di danza irrinunciabile? White Nights. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Monique Loudières Il tuo “passo di danza” preferito? Arabesque. Chi ti sarebbe piaciuto essere tra i grandi personaggi del balletto classico? Romeo. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Ce ne sono tanti, ma Mats Ek è uno dei miei preferiti. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Grazie di cuore per proteggere l’arte della danza. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Perseveranza, umiltà e amore. Come ti vedi oggi allo specchio? Mi vedo ricco di esperienze, ma con una sete ...

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Dieci anni dall’addio alle scene di Sylvie Guillem

Il 30 dicembre 2015, davanti al pubblico giapponese, Sylvie Guillem danzò per l’ultima volta. Non fu una serata d’addio nel senso tradizionale del termine, ma la conclusione naturale di un percorso coerente, lucido, radicalmente libero. La tournée mondiale Life in Progress si chiuse così, lontano dall’Europa che l’aveva consacrata, in un luogo simbolico per una danzatrice che aveva sempre preferito il dialogo silenzioso con il movimento alle celebrazioni ufficiali. Con quel gesto finale, Guillem non abbandonava soltanto il palcoscenico: chiudeva un’epoca della danza e ne lasciava aperta un’altra, fatta di domande, possibilità e nuove forme di presenza artistica. Entrata all’Opéra di Parigi giovanissima, Sylvie Guillem fu nominata étoile a soli diciannove anni da Rudolf Nureyev, che intuì immediatamente la portata rivoluzionaria del suo talento. Ma sarebbe un errore ridurre la sua grandezza alla precocità o alla perfezione tecnica. Guillem possedeva sì una linea fuori dal comune, un’estensione che sfidava l’anatomia e una forza fisica allora rara nel corpo femminile del balletto classico; tuttavia, ciò che la distingueva davvero era l’intelligenza del movimento. Fin dall’inizio, rifiutò l’idea della ballerina come figura decorativa o puramente esecutiva. Ogni ruolo diventava per lei un territorio da esplorare, da mettere in discussione. La tecnica non ...

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Panoramica sui grandi nomi della danza mondiale

La danza è molto più di un semplice movimento del corpo: è espressione di cultura, emozione e innovazione. Nel corso della storia, alcuni coreografi e ballerini hanno saputo rivoluzionare questo mondo, lasciando un’impronta indelebile che ancora oggi influenza spettacoli e insegnamenti. Scopriamo alcune delle icone che hanno cambiato la scena della danza. MARTHA GRAHAM: la rivoluzionaria del movimento moderno Considerata la madre della danza moderna americana, Martha Graham (1894-1991) ha introdotto un linguaggio coreografico basato sull’espressività interna e sulla tensione muscolare. La sua tecnica, conosciuta come Graham technique, rompeva con i rigidi schemi del balletto classico, enfatizzando contrazioni e rilasci del corpo per trasmettere emozioni profonde. Attraverso opere come Appalachian Spring, Graham ha dimostrato che la danza poteva raccontare storie complesse, sociali e psicologiche, aprendo la strada a generazioni di coreografi moderni. RUDOLF NUREYEV: la leggenda del balletto classico Rudolf Nureyev (1938-1993) è stato uno dei ballerini più carismatici del XX secolo. La sua tecnica impeccabile e la presenza scenica magnetica hanno elevato il balletto a una forma d’arte globale. Nureyev non solo eccelleva in performance classiche come Il lago dei cigni e Giselle, ma ha anche portato una nuova interpretazione dei ruoli maschili nel balletto, rompendo stereotipi e ispirando ...

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La prima ballerina Silvia Azzoni “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Isadora now di Joy Alpuerto Ritter + Bella Addormentata di Mats Ek. Il Teatro del cuore? Bunka Kaikan a Tokyo. Un romanzo da trasformare in balletto? Ikigai di Ken Mogi (la filosofia giapponese dell’arte di vivere). Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Chocolat di Joanne Harris. Il costume di scena indossato che hai preferito? Nikiya primo atto (versione di Makarova). Quale colore associ alla danza? L’arcobaleno, perché senza avere tutti i colori è limitante poter esprimere le emozioni dei vari ruoli. Che profumo ha la danza? Un misto di profumo di teatro (polvere, legno, pittura) e i profumi che indossi tu e i tuoi partner… tutto crea il profumo giusto per il giusto balletto. La musica più bella scritta per balletto? Tantissime …è impossibile sceglierne solo una! Il film di danza irrinunciabile? Natalia Makarova: disasters on stage… bisogna imparare che noi ballerini non siamo macchine ma persone che possono fare errori e su questi errori bisogna imparare a sorriderci sopra! I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Natalia Makarova (il mio idolo assoluto) e Michail Baryšnikov (the one&only). Il tuo “passo di danza” ...

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La danzatrice e maître de ballet Ivana Mastroviti “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Carmen di Mats Ek. Il Teatro del cuore? Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia e Teatro Petruzzelli di Bari. Un romanzo da trasformare in balletto? Siddharta di Hermann Hesse. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Interstellar di Christopher Nolan. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume del balletto coreografato da Johan Inger Birdland. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Gelsomino. La musica più bella scritta per balletto? La sagra della primavera di Igor Stravinsky. Il film di danza irrinunciabile? Flashdance. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Sylvie Guillem e Michail Baryšnikov. Il tuo “passo di danza” preferito? Rond de jambe. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi personaggi del balletto? Kitri. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Jiří Kylián. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Grazie, sei Immensa! Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Dedizione, umiltà, ascolto. Come ti vedi oggi allo specchio? Matura ma con gli stessi occhi di una bambina curiosa. Michele Olivieri Foto di Alice Vacondio www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Lo Schiaccianoci dell’Accademia scaligera celebra 15 anni

È un appuntamento che da sempre scandisce le festività natalizie: ritorna in scena al Piccolo Teatro di Milano – Teatro Strehler l’incanto de Lo Schiaccianoci, interpretato da allieve ed allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, con la coreografia del Direttore, Frédéric Olivieri. La produzione, che debuttò nel 2011, è ormai una tappa essenziale nel percorso formativo della Scuola di Ballo e un pilastro della fortunata collaborazione fra l’Accademia e il Piccolo. In scena dal 9 al 21 dicembre per ben quattordici recite, oltre 100 giovani talenti torneranno a misurarsi con uno dei titoli più celebri e tecnicamente impegnativi del balletto ottocentesco, nel raffinato allestimento scaligero firmato da Roberta Guidi di Bagno. Sulle celeberrime musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, Frédéric Olivieri ha plasmato una versione dinamica che mantiene intatta l’onirica atmosfera dell’originale di Lev Ivanov, ma ne esalta la freschezza coreografica. L’incontro con questo capolavoro è fondamentale per ogni grande scuola di tradizione e questa produzione, entrata stabilmente nel repertorio della Scuola, chiede ai suoi giovanissimi interpreti non solo eccellenza tecnica, ma anche una notevole maturità espressiva e una padronanza dello spazio scenico, trasformando ogni replica in una vetrina del potenziale artistico dei futuri professionisti. Olivieri ha saputo ...

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XIII Premio Internazionale ApuliArte al Teatro Curci di Barletta

Domenica 9 novembre 2025, alle ore 18.30, il Teatro Curci di Barletta ospiterà la 13^ Edizione del Gala di Premiazione per la consegna dei Premi Internazionali ApuliArte. Inaugurato nel 2005 da Mauro de Candia, il Premio nasce dalla volontà di realizzare per la sua terra d’origine un evento coreutico come ringraziamento a personalità che si distinguono come ambasciatori culturali e promotori d’arte. Il Premio apre la stagione teatrale, di danza e di musica del Teatro Curci di Barletta promossa dal Comune di Barletta in collaborazione con Puglia Culture. Nel corso delle sue edizioni il Premio è stato conferito ad alcuni tra gli artistә più rappresentativә della scena coreutica sia a livello nazionale che internazionale, senza perdere di vista l’attenzione sui talenti emergenti, tuttә indicatә da una commissione di espertә. Anche per questa tredicesima edizione, la commissione composta da Gemma Di Tullio (programmatrice Danza per il Circuito Puglia Culture), Aja Jung (direttrice del Belgrade Dance Festival, Balletto Nazionale Serbo, Fondazione nazionale della Danza), Madeleine Onne (già direttrice del Royal Swedish Ballet, Hong Kong Ballet, Finnish National Ballet ed oggi direttrice del Teatro Confidencen a Stoccolma), Alessio Carbone (già primo ballerino dell’Opéra di Parigi, direttore de Les Italièns de l’Opéra e Il ...

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Il Prix de Lausanne assegna il Premio alla Carriera a Sylvie Guillem

Il Prix de Lausanne è orgoglioso di annunciare che Sylvie Guillem riceverà il Premio alla Carriera 2026, in riconoscimento del suo straordinario contributo all’arte della danza e della sua duratura influenza su generazioni di artisti in tutto il mondo. Il premio verrà consegnato durante l’Interludio delle Finali, sabato 7 febbraio 2026, al Théâtre de Beaulieu di Losanna. L’intera cerimonia sarà trasmessa in diretta sulle piattaforme ufficiali del Prix de Lausanne. Icona internazionale della danza, Sylvie Guillem ha lasciato un segno indelebile nella storia del balletto grazie al suo virtuosismo tecnico e al suo spirito indipendente. Formatasi alla Scuola di Ballo dell’Opéra di Parigi, entrò a far parte del Balletto dell’Opéra di Parigi a 16 anni e fu promossa a Étoile a 19 da Rudolf Nureyev, diventando la più giovane stella nella storia della compagnia. Si affermò come una pioniera del balletto classico, coniugando maestria tecnica con libertà interpretativa e un audace approccio al repertorio contemporaneo. La sua carriera internazionale, che include collaborazioni con coreografi di spicco come Maurice Béjart, William Forsythe, Mats Ek e Akram Khan, ha avuto un profondo impatto sul panorama della danza mondiale. La sua interpretazione del Boléro di Béjart rimane uno dei momenti salienti del suo ...

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