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Tre compleanni, tre giganti della danza: Vasiliev, Ek e Haydée

Il 18 aprile riunisce, in una singolare coincidenza del calendario, tre personalità che hanno segnato in modo profondo e divergente la storia della danza del secondo Novecento: Vladimir Vasiliev, Mats Ek e Marcia Haydée. Tre percorsi artistici distinti, talvolta quasi opposti per estetica e formazione, ma accomunati da una centralità assoluta nella ridefinizione del linguaggio coreografico contemporaneo e del ruolo stesso dell’interprete nel teatro di danza. Considerati insieme, essi offrono una sorta di mappa ideale delle trasformazioni del balletto tra tradizione accademica, modernismo europeo e sperimentazione drammaturgica del corpo. Nel caso di Vladimir Vasiliev (18 aprile 1940), la storia della danza classica del XX secolo trova una delle sue incarnazioni più emblematiche. Formatosi alla Scuola del Bolshoi, Vasiliev si impose come uno dei più straordinari interpreti maschili del repertorio sovietico, incarnando una nuova idea di danzatore virile, non più semplice supporto della ballerina ma protagonista drammatico a pieno titolo. La sua interpretazione in Spartacus di Yuri Grigorovich rappresenta uno dei punti più alti di questa evoluzione: il corpo non è più soltanto strumento di virtuosismo, ma veicolo di una narrazione epica, quasi cinematografica, in cui forza fisica e tensione emotiva si fondono in una sintesi di grande impatto scenico. Parallelamente ...

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La casa di Bernarda Alba (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

La casa di Bernarda Alba, nella sua trasposizione coreutica, rappresenta uno degli esempi più significativi di dialogo tra letteratura del Novecento e linguaggio del balletto contemporaneo. L’opera trae origine dal celebre dramma teatrale di Federico García Lorca, scritto nel 1936 poco prima della sua morte e rimasto a lungo simbolo della repressione sociale e psicologica nella Spagna rurale. Il passaggio dalla parola alla danza, avvenuto attraverso diverse versioni coreografiche nel corso degli ultimi decenni, testimonia la straordinaria forza evocativa del testo lorchiano, capace di essere reinterpretato senza perdere la propria intensità tragica. Il balletto La casa di Bernarda Alba non ha una versione unica e canonica, ma è stato riletto da diversi coreografi, tra cui spicca quella di Mats Ek, figura centrale della danza europea contemporanea. La sua interpretazione, creata negli anni Novanta, si distingue per un uso fortemente espressivo del movimento, in cui il gesto quotidiano viene deformato e caricato di tensione emotiva. In questa prospettiva, la danza diventa un mezzo per rendere visibile ciò che nel testo teatrale è spesso implicito: il conflitto interiore, la repressione del desiderio, la violenza simbolica esercitata all’interno dello spazio domestico. La vicenda si svolge interamente all’interno della casa di Bernarda, una vedova ...

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Spettacolo de l’Ecole de Danse de l’Opéra al Palais Garnier

Lo spettacolo annuale della Scuola di Danza dell’Opéra di Parigi, diretta da Élisabeth Platel, permette agli allievi di vivere le loro prime esperienze sul palcoscenico e al pubblico di scoprire la ricchezza del vocabolario coreografico insegnato. In questa stagione, lo spettacolo è segnato da una creazione di Clairemarie Osta, Il Piccolo Principe, ispirata al racconto poetico di Antoine de Saint-Exupéry. Brio, grazia e leggerezza sono alcune delle qualità richieste dal linguaggio classico di Soir de fête, balletto di Léo Staats creato nel 1925 all’Opéra. Infine, Yondering, concepito appositamente da John Neumeier nel 1996 per allievi alla fine degli studi, si ispira allo spirito d’avventura dei pionieri americani alla conquista dell’Ovest per evocare l’ignoto verso cui si dirigeranno gli studenti all’alba dell’inizio della loro carriera professionale. Élisabeth Platel inizia a studiare danza al Conservatorio di Saint-Germain-en-Laye, per poi entrare al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris. Ne esce nel 1975 con un Premier Prix, che le apre le porte della Scuola di Danza dell’Opéra di Parigi. Ingaggiata l’anno successivo nel Corpo di Ballo, viene promossa Première danseuse nel 1979. Al termine della sua prima interpretazione di Giselle – il 23 dicembre 1981 – Élisabeth Platel viene nominata ...

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La Sagra della Primavera: storia, personaggi, curiosità e trama

La Sagra della primavera è uno dei capolavori assoluti del teatro musicale del Novecento, un’opera che ha segnato una frattura radicale nella storia della musica e della danza. Il balletto nacque dalla collaborazione tra il compositore Igor Stravinsky e l’impresario dei Ballets Russes Sergej Diaghilev, che tra il 1911 e il 1913 commissionò la partitura destinata alla sua celebre compagnia. Fin dall’inizio il progetto fu concepito come qualcosa di profondamente nuovo: Stravinsky, affascinato da visioni arcaiche e rituali, immaginò inizialmente di intitolare l’opera Il Grande Sacrificio, mentre Diaghilev preferì per un certo periodo il titolo La Coronazione della Primavera, prima di scegliere definitivamente La Sagra della primavera. Il balletto venne presentato con il sottotitolo Quadri della Russia pagana e racconta un rito primordiale in cui una giovane fanciulla, designata come Eletta, danza fino alla morte per propiziare il ritorno della primavera e garantire prosperità alla comunità. La coreografia fu affidata al leggendario danzatore e coreografo Vaslav Nijinsky. In un primo momento Diaghilev aveva pensato a Michel Fokine, ma quest’ultimo, turbato dalla radicalità della partitura di Stravinsky, rinunciò al progetto; si considerò anche il nome di Aleksandr Gorskij, prima che la scelta definitiva ricadesse su Nijinsky. Il coreografo lavorò alla creazione ...

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Buon compleanno a Sylvie Guillem: étoile per sempre

In occasione del compleanno di Sylvie Guillem, il mondo della danza celebra non solo una delle più grandi ballerine del nostro tempo, ma un’artista che ha ridefinito i confini stessi del balletto classico. Nata a Parigi il 25 febbraio 1965, Sylvie Guillem entra giovanissima all’Opéra di Parigi. La sua ascesa è fulminea: nel 1984, a soli 19 anni, viene nominata étoile del Ballet de l’Opéra national de Paris da Rudolf Nureyev, allora direttore della compagnia. Un riconoscimento straordinario, che segna l’inizio di una carriera destinata a lasciare un’impronta indelebile. Dotata di una tecnica prodigiosa, di un’estensione fuori dal comune e di una linea perfetta, Guillem ha incarnato un ideale di ballerina moderna: rigorosa ma libera, disciplinata ma indipendente. Le sue celebri arabesque a 180 gradi sono diventate iconiche, ma ridurre la sua grandezza alla sola tecnica sarebbe limitante. Guillem è stata soprattutto un’interprete intelligente, capace di scavare nei personaggi con profondità drammatica e sensibilità contemporanea. Dopo aver lasciato l’Opéra di Parigi, Guillem diventa artista ospite principale del Royal Ballet, consolidando la propria fama internazionale. Interpreta i grandi ruoli del repertorio classico — da Giselle a Il lago dei cigni, da Manon a Romeo e Giulietta — ma è nel dialogo ...

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La maestra accademica Gioia Masala “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Qualsiasi balletto di Sidi Larbi Cherkaoui. Il Teatro del cuore? La Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? L’Alchimista di Paulo Coelho. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La mia Africa di Sydney Pollack. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume, disegnato per me, da Karl Lagerfeld nel balletto Mea Culpa di Sidi Larbi Cherkaoui. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Il profumo del legno. La musica più bella scritta per balletto? Il lago dei cigni. Il film di danza irrinunciabile? Il sole a mezzanotte di Taylor Hackford con Michail Baryšnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Sono due estremi e inseparabili: plié e tendu. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? La dama delle camelie è per me, in assoluto, il personaggio più coinvolgente appassionante ed emozionante da interpretare… ma vista la sua fine lo preferisco solo per il palcoscenico e non nella vita reale. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? ...

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Intervista a Oriella Dorella: elegante, iconica, ispiratrice [ESCLUSIVA]

Oriella Dorella nasce a Milano, dove inizia a frequentare la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Diplomatasi nel 1969, entra a far parte del Corpo di Ballo dell’Ente Lirico Scaligero, divenendo dapprima Solista nel 1972, poi Prima Ballerina nel 1977 ed infine Étoile nel 1986. Artista versatile, ricca di sensibilità e dotata di una tecnica rigorosa interpreta alcuni ruoli del grande repertorio classico e contemporaneo tra cui Giselle di Jean Coralli-Jules Perrot, Il giardino religioso di Felix Blaska, Specchio a tre luci di Mario Pistoni, Le Silfidi di Michel Fokine, Ricercare a nove movimenti di Amedeo Amodio, Take Five di Mario Pistoni, Specchio a tre luci di Mario Pistoni, Esoterik Satie di Llorca Massine, Coppélia di Enrique Martinez, Cinderella di Paolo Bortoluzzi, Don Juan di Aurel M. Milloss, Il Figliuol Prodigo di Mario Pistoni, Concerto Barocco di George Balanchine, Romeo e Giulietta di John Cranko, Lo Schiaccianoci di Rudolf Nureyev, Excelsior di Ugo Dell’Ara, La Jeune Fille et la Mort di Robert North, Square Dance di George Balanchine, Carmina Burana di John Butler, Miss Julie di Birgit Cullberg, La bisbetica domata di John Cranko, La strada di Mario Pistoni, Troy Game di Robert North, The Lesson di Flemming Flindt, Canzoni d’infanzia di Laszlo Seregi, L’Après-Midi d’un Faune di Jerome Robbins, Il lago dei cigni di Rosella Hightower, L’Histoire de Manon di Kenneth McMillan, Onegin di John Cranko, Le ...

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Ana Laguna: un’arte viva che continua a ispirare

Nel vasto panorama della danza contemporanea e del balletto del XX secolo, il nome di Ana Laguna brilla con una luce particolare. Non solo per il suo talento straordinario, ma per la sua capacità unica di fondere emozione, tecnica e umanità in ogni movimento. Nata a Zaragoza, in Spagna, nel 1954, Laguna è diventata una delle ballerine più influenti del suo tempo, lasciando un’impronta indelebile nella storia della danza, in particolare in Svezia, dove ha trascorso la maggior parte della sua carriera. Ana Laguna iniziò la sua formazione di danza a Madrid, dove mostrò fin da giovanissima una naturale predisposizione per il movimento e l’espressione corporea. Tuttavia, fu il trasferimento in Svezia a cambiare il corso della sua vita e della sua carriera. Entrò a far parte del Cullberg Ballet, una compagnia allora diretta dalla pioniera della danza moderna Birgit Cullberg, che riconobbe subito in Laguna una presenza scenica eccezionale e una versatilità rara. Il momento di svolta nella carriera di Ana Laguna arrivò con l’incontro con il coreografo Mats Ek, figlio di Birgit Cullberg. Ek, noto per il suo stile innovativo, drammatico e profondamente teatrale, trovò in Laguna l’interprete ideale per le sue creazioni più audaci. La loro collaborazione ...

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La coreografa e direttrice artistica Michela Barasciutti “allo specchio”

Balletto classico preferito? Giselle. Balletto contemporaneo preferito? Giselle di Mats Ek. Teatro del tuo cuore? Teatro La Fenice di Venezia. Un romanzo da trasformare in balletto? Uno dei tanti capolavori di George Simenon per la profonda introspezione dei personaggi. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Frida il film su Frida Kahlo. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume di Magdalena disegnato da me. A quale colore associ la danza? Ambra tenue. Che odore ha la danza? Il profumo dell’aria. La musica più bella mai scritta per il balletto? Le sacre du printemps. Un film di danza indimenticabile? Due vite e una svolta (The turning point). Due miti della danza del passato: uomo e donna? Michail Baryshnikov e Pina Bausch. Il tuo passo di danza preferito? Petits sauts. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Da giovane Kitri. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Sono molti i coreografi che con la loro genialità hanno segnato il percorso dell’arte coreografica concatenandosi e aprendo visioni e linguaggi. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Non parlerei, danzerei. Tre parole per descrivere la ...

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Il direttore artistico e coreografo Roberto Forleo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Giselle di Mats Ek. Il Teatro del cuore? Il Teatro Petruzzelli di Bari. Un romanzo da trasformare in balletto? Gli Scorta di Laurent Gaudé. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? 8 Femmes (8 Donne e un mistero) di François Ozon. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? La Morte, dal balletto Don Juan di Thierry Malandain. Quale colore associ alla danza? Verde. Che profumo ha la danza? Lavanda. La musica più bella scritta per balletto? La Bayadère. Il film di danza irrinunciabile? White Nights. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Monique Loudières Il tuo “passo di danza” preferito? Arabesque. Chi ti sarebbe piaciuto essere tra i grandi personaggi del balletto classico? Romeo. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Ce ne sono tanti, ma Mats Ek è uno dei miei preferiti. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Grazie di cuore per proteggere l’arte della danza. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Perseveranza, umiltà e amore. Come ti vedi oggi allo specchio? Mi vedo ricco di esperienze, ma con una sete ...

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