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I ruoli en travesti nel balletto classico: storia e significati

Nel vasto panorama del balletto classico esiste una tradizione affascinante e spesso poco conosciuta: quella dei ruoli en travesti, personaggi interpretati da danzatori o danzatrici che vestono i panni del sesso opposto. Non si tratta di una semplice curiosità folkloristica, ma di un elemento strutturale dell’arte coreutica, capace di attraversare epoche, estetiche e stili diversi mantenendo intatto il proprio magnetismo scenico. Un termine, molte sfumature L’espressione francese en travesti significa letteralmente travestito, ma nel linguaggio della danza racchiude qualcosa di più complesso: una scelta interpretativa che gioca con la percezione del corpo, del genere e della personalità scenica. A differenza di altri generi teatrali, nel balletto il travestimento non nasce da esigenze comiche o burlesche — anche se talvolta assume anche quel ruolo — ma da una combinazione di motivi storici, tecnici e drammaturgici. Quando la storia decide il cast Nei secoli passati la scelta di assegnare a una donna un ruolo maschile era spesso dettata dalla necessità. Nei balletti romantici, ad esempio, molti personaggi maschili erano adolescenti, paggi o figure angeliche: fisici slanciati, linee morbide e movimenti leggeri, caratteristiche che il corpo femminile poteva restituire con maggiore efficacia sulla scena. In altre epoche, invece, alcuni ruoli femminili venivano occasionalmente ...

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Il direttore artistico e coreografo Vasily Medvedev “allo specchio”

Balletto classico preferito? La Bayadère. Balletto contemporaneo preferito? Swan Lake di Matthew Bourne. Teatro del tuo cuore? Teatro Mariinskij, Opéra di Parigi. Un romanzo che vorresti trasformare in un balletto? Il Fantasma dell’Opera di Gaston Leroux. Un film/serie che potrebbe diventare un balletto? Bridgerton (basato sui romanzi di Julia Quinn). Il costume di scena che hai amato di più? Un costume da “Principe”. A quale colore associ la danza? Bianco. Che odore ha la danza? Sudore, pece e libertà. La musica più bella mai scritta per il balletto? Il Lago dei Cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Un film di danza indimenticabile? La troisième jeunesse (su Petipa). Due miti della danza del passato: uomo e donna? Anna Pavlova e Vaslav Nižinskij. Il tuo passo di danza preferito? Grand jeté. Quale personaggio del balletto classico ti piacerebbe essere nella vita reale? Conrad de Il Corsaro. Chi era il genio dei geni della coreografia? Marius Petipa. Se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? “Grazie”. Tre parole che descrivono la disciplina della danza? Lavoro, fede, abnegazione. Come ti vedi allo specchio oggi? Cerco di non guardarmi troppo allo specchio. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Panoramica sui grandi nomi della danza mondiale

La danza è molto più di un semplice movimento del corpo: è espressione di cultura, emozione e innovazione. Nel corso della storia, alcuni coreografi e ballerini hanno saputo rivoluzionare questo mondo, lasciando un’impronta indelebile che ancora oggi influenza spettacoli e insegnamenti. Scopriamo alcune delle icone che hanno cambiato la scena della danza. MARTHA GRAHAM: la rivoluzionaria del movimento moderno Considerata la madre della danza moderna americana, Martha Graham (1894-1991) ha introdotto un linguaggio coreografico basato sull’espressività interna e sulla tensione muscolare. La sua tecnica, conosciuta come Graham technique, rompeva con i rigidi schemi del balletto classico, enfatizzando contrazioni e rilasci del corpo per trasmettere emozioni profonde. Attraverso opere come Appalachian Spring, Graham ha dimostrato che la danza poteva raccontare storie complesse, sociali e psicologiche, aprendo la strada a generazioni di coreografi moderni. RUDOLF NUREYEV: la leggenda del balletto classico Rudolf Nureyev (1938-1993) è stato uno dei ballerini più carismatici del XX secolo. La sua tecnica impeccabile e la presenza scenica magnetica hanno elevato il balletto a una forma d’arte globale. Nureyev non solo eccelleva in performance classiche come Il lago dei cigni e Giselle, ma ha anche portato una nuova interpretazione dei ruoli maschili nel balletto, rompendo stereotipi e ispirando ...

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Il Natale ha da sempre ispirato il mondo del balletto

Ogni anno, quando le luci si accendono sulle città e il profumo di cannella riempie l’aria, i teatri di tutto il mondo si preparano a un appuntamento irrinunciabile: il balletto di Natale. 
E, quasi sempre, il sipario si apre sulle note scintillanti dello Schiaccianoci. 
Ma se Čajkovskij resta l’indiscusso re delle feste, la danza offre un universo di storie incantate e atmosfere fiabesche che meritano di condividere la scena natalizia. Lo Schiaccianoci è più di un balletto: è un rito collettivo. Ogni sua replica celebra la meraviglia dell’infanzia e la forza del sogno. Ma anche altre opere del repertorio classico sanno evocare lo stesso incanto. La Bella Addormentata, ad esempio, con le sue fate, i palazzi dorati e le musiche sontuose, è una festa per gli occhi e per l’anima. Oppure Coppélia, che porta in scena automi, burle e un amore giovane e leggero, restituendo al pubblico la gioia pura del movimento. Il periodo natalizio si presta naturalmente ai toni fiabeschi, ma anche alla nostalgia e alla poesia. 
Cenerentola di Prokof’ev, con la sua storia di riscatto e trasformazione, incarna alla perfezione il senso del Natale: la speranza che, dopo la notte più buia, arrivi una nuova luce. 
E poi ...

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Matthew Bourne’s Swan Lake torna a Londra

In occasione del trentennale dalla sua prima rappresentazione, Matthew Bourne’s Swan Lake ritorna nella capitale britannica per una serie limitata di repliche straordinarie al New Wimbledon Theatre, dal 30 settembre al 4 ottobre 2025. Prodotto da New Adventures, lo spettacolo è entrato nella storia della danza per aver radicalmente reinterpretato il classico di Čajkovskij, sostituendo l’iconico corpo di ballo femminile con una energica e poetica compagnia maschile. La produzione sfida le convenzioni del balletto tradizionale e continua ad emozionare il pubblico con il suo stile teatrale, intenso e profondamente umano. Questa nuova edizione sarà interpretata dal danzatore sudafricano Thabiso Lebitso nel ruolo del Cigno e da Luca Hunter come Principe. La scenografia originale di Lez Brotherston è stata restaurata e rinnovata per l’occasione, mantenendo l’estetica visionaria che ha reso celebre lo spettacolo nel mondo. La versione di Bourne, presentata per la prima volta nel 1995, ha fatto la storia per una scelta tanto potente quanto coraggiosa: i cigni, anziché essere interpretati da ballerine in tutù bianco, sono tutti uomini, forti e vulnerabili. Il Cigno non è più solo un simbolo di grazia e purezza, ma anche di desiderio, rabbia e libertà. Il classico racconto del principe tormentato si carica di ...

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I cigni di Matthew Bourne compiono 30 anni

I cigni di Matthew Bourne compiono 30 anni era il 9 novembre del 1995 quando al Sadler’s Wells Theatre di Londra debuttava Swan Lake di Matthew Bourne. Per l’occasione il balletto ripartirà con una lunga tournée, anche italiana. La rilettura di Matthew Bourne, pur rimanendo fedele alle musiche di Tchaikovsky, trasforma il balletto in una vera e propria pièce teatrale che fonde sul palcoscenico danza, stile, ironia, spettacolo, sarcasmo e passione per creare un potente Lago dei cigni dei nostri tempi. La versione di Bourne è nota soprattutto per la sostituzione delle eteree figure femminili con un ensemble tutto maschile che presenta, al posto della fragile Odette, un Cigno maschio sensuale, forte e misterioso. Da qui il grande scalpore suscitato dalla lettura omossessuale dell’amore tra il Principe e il Cigno e dalla messa in scena delle dinamiche di una Corte che ricorda in molti aspetti quella anglosassone dei Windsor. Ma, al di là della trasgressione, è lo stesso Bourne a spiegare il senso di questa scelta: “L’idea di un cigno maschio ha per me un senso perfetto” – afferma Bourne – “la forza, la bellezza, l’enorme apertura alare di queste creature mi induce più facilmente a pensare alla muscolatura maschile ...

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Romeo e Giulietta (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

La tragedia dei due innamorati di Verona, scritta da William Shakespeare nel 1593, è una grande storia d’amore diventata eterna e trasposta in musica da uno dei più talentuosi compositori vissuti nel periodo sovietico, Sergej Sergeevič Prokof’ev. Basti pensare che nel 1914 si diplomò al Conservatorio con i voti più alti, vincendo il premio “Anton Rubinstein” come miglior allievo di pianoforte. Partì per un viaggio a Londra, dove conobbe, tra gli altri Claude Debussy, Maurice Ravel, Richard Strauss e in particolare Sergej Diaghilev (fondatore dei “Ballets Russes) nel 1912 mentre assisteva agli spettacoli di danza “L’uccello di fuoco”, “Petruskha” e “Dafni e Cloe”. Fu proprio su richiesta di Diaghilev che iniziò a comporre il suo primo balletto dal titolo “Ala e Lollij” su testo di Serghei Gorodecki. Nel 1915 Prokof’ev incontrò nuovamente Diaghilev a Roma e gli sottopose la partitura (ricca di ritmi selvaggi tanto da rimandare a “La Sagra della Primavera” di Stravinsky). Il celebre impresario mosse diverse perplessità (soprattutto rivolte alla carente russicità melodica) e invitò Prokof’ev a scrivere la musica per un altro balletto tratto da una fiaba popolare russa dello scrittore Aleksandr Nikolaevič Afanas’ev. A differenza di “Ala e Lollij” che rimase incompiuto (venne poi rielaborato ...

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2024 un anno di danza e balletto

Molti gli spettacoli di danza e balletto in tutto il mondo che hanno accompagnato il pubblico lungo il 2024 passando dall’accademismo al contemporaneo. Per ragioni di spazio è impossibile stilare una lista completa ma di seguito citiamo una nutrita selezione degna di nota in ordine sparso: il “Balletto dell’Opera di Tblisi” con l’incantevole edizione del titolo forse più noto e amato dell’intero repertorio “Il lago dei cigni” nella messa in scena di Alexei Fadeechev e Nina Ananiashvili (quest’ultima GD Awards 2024). Per passare ad una serata contemporanea voluta dal Direttore del Ballo alla Scala, Manuel Legris con tre firme (Garrett Smith / duo Sol León e Paul Lightfoot / Simone Valastro) appartenenti a differenti generazioni e universi creativi con una ripresa e inediti debutti. Il Teatro Stanislavskij e Nemirovič-Dančenko di Mosca ha riproposto un classico del repertorio sovietico oggi meno frequentato: “Il fiore di pietra” su musica di Sergej Prokof’ev con la coreografia di Jurij Grigorovič. Un altro momento importante si è visto grazie al Direttore Frédéric Olivieri (GD Awards 2024) con il “Gala della Scuola di Ballo della Scala” che ha unito la tradizione e l’innovazione per illuminare gli elementi dei corsi accademici ancor prima del diploma confermando la ...

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Schiaccianoci

Lo Schiaccianoci: storia, personaggi, curiosità e trama

Lo Schiaccianoci è il terzo e ultimo balletto composto da Pëtr Il’ič Čajkovskij e la seconda collaborazione tra il compositore, Marius Petipa e Ivan Vsevolovžskij. Dopo il successo de La bella addormentata, Čajkovskij ricevette la successiva commissione da Vsevolovžskij per comporre una nuova opera in un atto e un balletto in due atti. Fu deciso che l’opera sarebbe stata Iolanta, e il balletto sarebbe stato Lo Schiaccianoci, basato sulla storia di ETA Hoffmann, per tramite della versione edulcorata di Alexandre Dumas. Le prove per Lo Schiaccianoci iniziarono nell’agosto 1892 ma a causa di una improvvisa malattia Petipa si ritirò cosicché Vsevolozhsky nominò temporaneamente l’assistente di Petipa Lev Ivanov come Maestro di ballo durante l’assenza del grande Maestro e gli incaricò di occuparsi della coreografia de Lo Schiaccianoci. Enrico Cecchetti fu nominato secondo Maestro di ballo di Ivanov. Storicamente non è certo se Petipa fu in grado di coreografare dei passi o delle variazioni per il balletto prima del suo forfait, ma è certo che la sua creatività si trova nel libretto e nella regia oltre in alcune indicazioni scritte come lo scenario, i ritmi, il numero di misure, e il tempo per ogni danza. A Ivanov va attribuita a pieno titolo buona ...

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Il lago dei cigni: storia, personaggi, curiosità e trama

  Balletto fantastico in tre atti e quattro scene, nel 1877 per la prima volta in assoluto venne portato in scena al Teatro Imperiale Bolshoi di Mosca con le coreografie firmate da Julius Wenzel Reisinger, il libretto di Vladimir Petrovic Begicev insieme a Vasil Fedorovich Geltzer (basato su una fiaba tedesca dal titolo “Der geraubte Schleier” di Jophann Karl August Musäus), con protagonisti Polina Karpakova, Vittore Gillert, Sergej Sokolov, Sergej Nikitin, Wilhelm Wanner, Olga Nikolayeva e le musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij senza ottenere successo tanto da essere ritirato dalle scene.   Nel 1894, al “Memorial Matinée” in omaggio a Čajkovskij da poco scomparso, venne riproposto solamente il secondo atto, riallestito per volere del direttore del Teatro Imperiale Mariinskij, che ne affidò la coreografia a Marius Petipa il quale lo diffuse al suo assistente Lev Ivanov. In seguito il tutto venne rielaborato dalla coppia Petipa/Ivanov, che per l’occasione superarono le loro rivalità e si divisero la stesura della coreografia: Lev Ivanov curò gli “atti bianchi” (II e IV atto) e Marius Petipa si occupò del I e del III atto, gli “atti neri”. Si divisero anche i divertissement del secondo atto: Petipa coreografò la danza spagnola e la mazurka, mentre ...

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