Find the latest bookmaker offers available across all uk gambling sites www.bets.zone Read the reviews and compare sites to quickly discover the perfect account for you.
Home / Tag Archives: Michail Baryshnikov

Tag Archives: Michail Baryshnikov

Divi & Divine: Rudolf Nureyev, il ribelle che cambiò per sempre il volto della danza

«La tecnica è ciò a cui ricorri quando finisci l’ispirazione.» Poche frasi raccontano l’essenza di Rudolf Nureyev meglio di questa. Per lui la perfezione tecnica non era il traguardo, ma soltanto il punto di partenza. Sul palcoscenico cercava qualcosa di più: verità, passione, rischio, intensità. È questa ricerca incessante ad aver trasformato il ballerino nato in Unione Sovietica in una delle figure più rivoluzionarie della storia del balletto. Nato il 17 marzo 1938 su un treno della Transiberiana, nei pressi del lago Bajkal, Rudolf Khametovič Nureyev trascorse l’infanzia a Ufa, in una famiglia di origini tatare. Il suo talento si manifestò tardi rispetto agli standard della danza accademica, ma l’ammissione alla prestigiosa Accademia Vaganova di Leningrado cambiò definitivamente il suo destino. Entrato nel Balletto Kirov nel 1958, si impose in pochissimo tempo come un interprete fuori dal comune, capace di unire virtuosismo, musicalità e una presenza scenica magnetica. Il momento destinato a cambiare non solo la sua vita, ma anche la storia culturale del Novecento, arrivò il 16 giugno 1961 all’aeroporto di Le Bourget, a Parigi. Durante una tournée del Kirov, Nureyev chiese asilo politico alla Francia, sfuggendo agli agenti sovietici che volevano rimpatriarlo. La sua clamorosa defezione divenne uno ...

Read More »

Il Demi-Soloist Daniele Silingardi dello Stuttgart Ballet “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Onegin e Mayerling. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián, Grosse Fuge di Van Manen e Spring and Fall di Neumeier. Il Teatro del cuore? Royal Opera House di Londra. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Notting Hill. Il costume di scena indossato che hai preferito? Ufficiali di Mayerling. Quale colore associ alla danza? Bianco perché chiunque può metterci del suo ed è proprio quello che differenzia ogni artista. Che profumo ha la danza? L’erba estiva appena tagliata dato che quando ero giovane andavo a scuola di danza in bici circondato dai prati italiani. La musica più bella scritta per balletto? Onegin ultimo passo a due, Seven Symphony di Uwe Scholz, Petite Mort di Jiří Kylián, passo a due di Concerto di Kenneth MacMillan con musica di Shostakovich. Il film di danza irrinunciabile? White Nights con Baryshnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Mikhail Baryshnikov e Sylvie Guillem. Il tuo “passo di danza” preferito? Tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Armand da La ...

Read More »

Il Demi Solista Federico D’Ortenzi “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il mio balletto preferito è Le Jeune Homme et la Mort di Roland Petit. Penso sia un balletto bellissimo e molto intenso, probabilmente uno dei sogni di tanti ballerini da interpretare. È davvero spettacolare, sia artisticamente che emotivamente, e spero un giorno di avere l’opportunità di danzarlo. Il balletto contemporaneo prediletto? Il mio balletto contemporaneo preferito è Petite Mort di Jiří Kylián. Anche se forse viene considerato più neoclassico che contemporaneo, è un balletto che amo davvero tantissimo. Penso abbia una combinazione incredibile di musicalità, eleganza ed emozione. Il Teatro del cuore? Come teatro del cuore, penso che per me rimarrà sempre il Palais Garnier. Non è soltanto uno dei teatri più belli al mondo, ma è anche un luogo pieno di storia, dove hanno danzato alcuni dei più grandi ballerini della danza classica. Ho avuto anche l’opportunità indimenticabile di esibirmi lì durante il periodo del Covid, ed è qualcosa che porterò sempre con me. Per me rimane davvero un teatro speciale e bellissimo. Un romanzo da trasformare in balletto? È una domanda molto interessante. La prima cosa che mi viene in mente è I Promessi Sposi, anche se probabilmente finirebbe per avere un’atmosfera simile a ...

Read More »

L’ex principal del SFB, maître e pedagogo Pascal Molat “allo specchio”

Balletto classico preferito? La Bayadère, per la tradizione del balletto esotico, il classicismo, la produzione e la musica. Balletto contemporaneo preferito? Molto difficile, ma direi In the Middle, Somewhat Elevated. Ha cambiato per sempre il linguaggio della danza: tagliente, impavido, architettonico e al tempo stesso profondamente musicale. Ho avuto la possibilità di danzarlo moltissime volte con diverse compagnie. Il teatro del cuore? Naturalmente il Palais Garnier. La sua storia, il suo mistero e la sua atmosfera incarnano ancora per me l’anima del balletto, oltre al fatto che lì ho trascorso la mia infanzia da studente, incrociando nei corridoi le étoiles. Ricordi magnifici. Un romanzo da trasformare in balletto? Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry: poetico, filosofico, intimo. Potrebbe diventare un balletto profondamente emozionante e visivamente magico. E, in uno stile completamente diverso, I tre moschettieri di Alexandre Dumas. E invece un film da cui trarre uno spettacolo di balletto? Moulin Rouge. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Probabilmente “Brown Boy” in Dances at a Gathering: elegante, soffice, con pantaloncini marroni aderenti e cintura. E mi piaceva anche indossare gli stivali. A quale colore associ la danza? A un blu profondo di mezzanotte: nobile, infinito, misterioso, con ...

Read More »

Il direttore del Washington Ballet Edwaard Liang “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Quintet di William Forsythe. Il teatro del cuore? Il mio preferito è il Palais Garnier. Ho avuto la fortuna di esserci stato con il NDT1. Un romanzo da trasformare in balletto? Piccole donne. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? So che è folle, ma sarebbe divertente creare un programma dedicato a Beetlejuice. Il costume di scena che hai preferito indossare? Oberon per Sogno di una notte di mezza estate di Balanchine. Quale colore associ alla danza? Una volta il blu, ma in questi giorni il rosso. Che profumo ha la danza? Floreale e muschiato. La musica più bella scritta per balletto? Davvero troppe. L’Adagietto della Quinta di Mahler. Serenade di Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? The Turning Point — sempre e per sempre. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Misha e Sylvie / Gelsey. Il tuo passo di danza preferito? Contretemps. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Cenerentola, perché mi piacerebbe il classico lieto fine… dalle stalle alle stelle. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Troppi per sceglierne uno solo… alcuni ...

Read More »

I più bei film di danza: quando il movimento diventa cinema

La danza, più di ogni altra arte, vive nel tempo fragile del corpo. Il cinema, invece, ha il potere di fissare quell’istante, di renderlo memoria condivisa. Quando questi due linguaggi si incontrano, il risultato non è mai solo spettacolo: è racconto, identità, conflitto. I più bei film di danza non mostrano semplicemente coreografie memorabili, ma usano il movimento come una vera forma di narrazione. Molti film di danza raccontano il momento in cui un individuo sceglie se stesso contro le aspettative del mondo. Billy Elliot resta un esempio paradigmatico: la danza classica, in un contesto operaio e maschile, diventa un atto di ribellione silenziosa. Il corpo del protagonista dice ciò che le parole non riescono a esprimere, trasformando ogni salto in una dichiarazione di libertà. Questa idea ritorna anche in film come Save the Last Dance e Step Up, dove la contaminazione tra danza classica e street dance diventa metafora di incontro culturale. Qui la bellezza non risiede solo nell’energia delle sequenze coreografiche, ma nella loro funzione narrativa: danzare significa trovare un posto nel mondo, ridefinire i propri confini. Il cinema di danza ha spesso esplorato il lato più duro e spietato dell’arte. Black Swan porta questa tensione all’estremo, trasformando ...

Read More »

La prima ballerina e maestra Gilda Gelati “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Non esattamente un romanzo ma la biografia di Camille Claudel. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Lezioni di piano di Jane Campion. Il costume di scena indossato che hai preferito? Davvero difficile scegliere tra tutti… ma indossare per il mio debutto il costume di Giulietta, dopo averlo visto da ragazzina addosso alle più grandi ballerine, è stata una emozione che non dimenticherò mai! Quale colore associ alla danza? Bianco! Il colore dei tutù romantici e della mia ballerina di riferimento, Carla Fracci. Che profumo ha la danza? Ancora un ricordo da ragazzina legato a Carla Fracci… Un meraviglioso profumo alla Rosa di cui lasciava la scia ovunque passasse. Quindi, la ROSA. La musica più bella scritta per balletto? Il Lago dei cigni è il mio preferito tra le musiche composte per balletto. Ma incredibilmente belle quelle usate per i passi a due di Romeo e Giulietta (Prokofiev), Onegin (Tchaikovsky), Histoire de Manon (Massenet). Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta di Herbert Ross Due miti della danza ...

Read More »

La coreografa e direttrice artistica Michela Barasciutti “allo specchio”

Balletto classico preferito? Giselle. Balletto contemporaneo preferito? Giselle di Mats Ek. Teatro del tuo cuore? Teatro La Fenice di Venezia. Un romanzo da trasformare in balletto? Uno dei tanti capolavori di George Simenon per la profonda introspezione dei personaggi. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Frida il film su Frida Kahlo. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume di Magdalena disegnato da me. A quale colore associ la danza? Ambra tenue. Che odore ha la danza? Il profumo dell’aria. La musica più bella mai scritta per il balletto? Le sacre du printemps. Un film di danza indimenticabile? Due vite e una svolta (The turning point). Due miti della danza del passato: uomo e donna? Michail Baryshnikov e Pina Bausch. Il tuo passo di danza preferito? Petits sauts. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Da giovane Kitri. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Sono molti i coreografi che con la loro genialità hanno segnato il percorso dell’arte coreografica concatenandosi e aprendo visioni e linguaggi. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Non parlerei, danzerei. Tre parole per descrivere la ...

Read More »

Il solista Marco Di Salvo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Don Quixote. Il balletto contemporaneo prediletto? Obsidian Tear di Wayne McGregor. Il Teatro del cuore? L’Opera di Vienna. Un romanzo da trasformare in balletto? Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il grande Gatsby di Baz Luhrmann. Il costume di scena indossato che hai preferito? Albrecht in Giselle. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Odora di pelle calda e respiro trattenuto, un misto di legno del palcoscenico e attesa, come un ricordo che sta per nascere. La musica più bella scritta per balletto? L’Adagio di Aram Khachaturian per il balletto Spartacus. Il film di danza irrinunciabile? Il sole a mezzanotte di Taylor Hackford. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryshnikov e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Cabriole. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Basilio Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Le direi che la danza oggi non cerca la perfezione, ma la verità: ognuno porta la propria storia, ed è ...

Read More »

La danzatrice che non smette di rinascere: Alessandra Ferri e Vienna

Nel mondo del balletto esistono figure che non soltanto interpretano la danza, ma la trasformano. Alessandra Ferri è una di queste. Per oltre quattro decenni ha incarnato un’idea di femminilità scenica che fonde tecnica, intensità emotiva e una qualità narrativa rara. Nel 2025 inaugura un nuovo capitolo alla guida del Wiener Staatsballett, dopo una carriera che da sola basterebbe a riempire le pagine di un manuale di storia della danza. L’ascesa di Ferri comincia a Londra, dove si forma alla Royal Ballet School. Qui, sotto gli occhi attenti dei maestri che hanno fatto la storia del balletto britannico, rivela una maturità espressiva sorprendente per la sua età. Non è una sorpresa, quindi, che il Royal Ballet la promuova principal dancer appena diciannovenne: un record che segna il primo tratto di una carriera destinata a non conoscere confini. Dopo Londra, New York: all’American Ballet Theatre diventa partner di star assolute come Baryshnikov, consolidando la sua fama di ballerina capace di coniugare virtuosismo e drammaturgia. Poi Milano, dove dal 1992 diventa étoile del Teatro alla Scala. È qui che interpreta i ruoli che la renderanno immortale: Manon, Giselle, Marguerite and Armand, Romeo and Juliet. Ogni personaggio prende vita attraverso la sua sensibilità ...

Read More »

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. E maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi