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Fanny Cerrito: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Una delle pochissime coreografe donne dell’Ottocento: In un’epoca dominata dagli uomini, Fanny Cerrito non fu solo ballerina ma anche coreografa: un fatto rarissimo allora. Creò e firmò diversi balletti, dimostrando un controllo artistico totale sul proprio lavoro. Rivale (e collega) di Marie Taglioni: Fu spesso messa a confronto con Marie Taglioni. Se Taglioni incarnava l’etereo e lo spirituale, Cerrito era famosa per la brillantezza tecnica, la vivacità e il temperamento. Due stili diversi, entrambe icone assolute. Un successo internazionale: Nata a Napoli, conquistò le più importanti scene d’Europa: Parigi, Londra, Milano, Vienna. In particolare a Londra fu una vera celebrità, amatissima dal pubblico inglese. Protagonista del leggendario “Pas de Quatre”: Nel 1845 danzò nel celebre Pas de Quatre, insieme a Marie Taglioni, Carlotta Grisi e Lucile Grahn: un evento storico che riunì le quattro più grandi ballerine viventi dell’epoca sullo stesso palco. Una carriera lunghissima e una vita indipendente: Ballò ad altissimo livello fino a un’età avanzata per l’epoca e, dopo il ritiro, visse in modo indipendente, dedicandosi all’insegnamento e alla gestione dei propri affari — una vera donna moderna ante litteram. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Rudolf Nureyev: l’uomo che volava oltre il salto

  Quando Rudolf Nureyev si lanciava nello spazio del palcoscenico, non era semplicemente un corpo che obbediva a un impulso muscolare. Era come se la terra, per un istante, rinunciasse al suo diritto di reclamare peso. La gravità esitava, confusa, e il tempo si assottigliava fino a diventare un filo impercettibile. In quell’attimo sospeso, il pubblico smetteva di respirare: non per educazione, ma per istinto, come si fa davanti a un miracolo che non osa essere disturbato. Il salto di Nureyev non era mai un gesto isolato. Era un atto di rottura. Un’affermazione feroce di esistenza. Un grido muto lanciato contro i limiti imposti al corpo, alla storia, all’identità. Ogni elevazione era una dichiarazione d’indipendenza: da uomo che rifiutava la docilità, da artista che non accettava confini, da figlio dell’Asia centrale che si sarebbe fatto emblema dell’Occidente senza mai dissolversi in esso. Fu per questo che il mondo iniziò a chiamarlo Il tartaro volante. Un nome che sembrava nascere più dalla leggenda che dalla cronaca. La stampa europea lo scolpì con un gusto vagamente esotico, intriso di fascinazione e distanza. Tartaro evocava steppe infinite, cavalli lanciati al galoppo, popoli nomadi e indomabili. Una parola che sapeva di vento e di ...

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Ettorina Mazzucchelli: l’arte del balletto come destino

Milano, in un giorno qualunque del primo Novecento, una bambina osserva in silenzio le tende mosse dal vento. Ha le dita tese, già affilate, e nel cuore una chiamata che non sa ancora nominare. La danza non è ancora un mestiere, né un’arte: è una spinta. È quell’urgenza segreta che vibra nelle caviglie anche quando si sta fermi. Ettorina Mazzucchelli nasce così: nel silenzio, nel rigore, nella disciplina che solo i corpi più puri sanno accettare. Entra giovanissima alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Là, tra le ombre dei corridoi e le ginocchia sbucciate sull’assito, apprende che la bellezza richiede obbedienza. Ma Ettorina non è una semplice esecutrice: lei ascolta. Ascolta con il corpo, con la schiena, con la punta delle scapole. Negli anni Venti il mondo inizia a muoversi a una velocità che la danza classica fatica a seguire. Ma lei, con la calma di chi conosce il proprio posto, si fa strada. È Londra a chiamarla per prima: all’Hippodrome, nella rivista Joybells, tra piume, costumi e musiche sincopate, Ettorina danza con una compostezza che sembra stonare — e invece incanta. Torna in Italia, e il suo nome comincia a farsi bisbigliare nei foyer. Torino, Roma, ancora ...

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Il Museo dedicato a Rudolf Nureyev: un viaggio nella sua vita

Nel cuore del Teatro dell’Opera e del Balletto di Bashkir a Ufa si trova un luogo unico al mondo: il Museo dedicato a Rudolf Nureyev. Non è un semplice spazio espositivo, ma un vero e proprio scrigno di memoria, dove la vita di uno dei più grandi ballerini del Novecento viene raccontata attraverso oggetti, costumi, fotografie e locandine originali. Visitare questo museo significa fare un viaggio intimo e completo nella storia di un artista che ha trasformato la danza in linguaggio universale. Il museo non è organizzato come una mostra ordinaria: ogni sala racconta una fase della vita di Nureyev, dal periodo della giovinezza a Ufa fino ai trionfi internazionali. Le pareti sono animate da fotografie rare, immagini di spettacoli, ritratti in bianco e nero che catturano la concentrazione, la forza e la grazia dell’artista. Accanto alle immagini, i suoi effetti personali – lettere, manoscritti, oggetti di uso quotidiano – rivelano l’uomo dietro il mito, la disciplina dietro il virtuosismo. Uno degli aspetti più straordinari del museo sono i costumi originali di scena indossati da Nureyev nei grandi ruoli del repertorio classico e contemporaneo. Ogni abito conserva la memoria del gesto, della postura, dell’energia impiegata in ciascun passo. Osservandoli, si ...

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La danzatrice che non smette di rinascere: Alessandra Ferri e Vienna

Nel mondo del balletto esistono figure che non soltanto interpretano la danza, ma la trasformano. Alessandra Ferri è una di queste. Per oltre quattro decenni ha incarnato un’idea di femminilità scenica che fonde tecnica, intensità emotiva e una qualità narrativa rara. Nel 2025 inaugura un nuovo capitolo alla guida del Wiener Staatsballett, dopo una carriera che da sola basterebbe a riempire le pagine di un manuale di storia della danza. L’ascesa di Ferri comincia a Londra, dove si forma alla Royal Ballet School. Qui, sotto gli occhi attenti dei maestri che hanno fatto la storia del balletto britannico, rivela una maturità espressiva sorprendente per la sua età. Non è una sorpresa, quindi, che il Royal Ballet la promuova principal dancer appena diciannovenne: un record che segna il primo tratto di una carriera destinata a non conoscere confini. Dopo Londra, New York: all’American Ballet Theatre diventa partner di star assolute come Baryshnikov, consolidando la sua fama di ballerina capace di coniugare virtuosismo e drammaturgia. Poi Milano, dove dal 1992 diventa étoile del Teatro alla Scala. È qui che interpreta i ruoli che la renderanno immortale: Manon, Giselle, Marguerite and Armand, Romeo and Juliet. Ogni personaggio prende vita attraverso la sua sensibilità ...

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Un incantesimo di danza alla Scala per San Silvestro

Come ogni anno, la serata del 31 dicembre al Teatro alla Scala si conferma come uno degli appuntamenti culturali più preziosi di Milano e del Paese, e quest’anno la scelta non potrebbe essere più iconica: La Bella Addormentata nel Bosco, nella sontuosa coreografia di Rudolf Nureyev, torna in scena per accompagnare il pubblico verso il nuovo anno con la potenza immaginifica del grande balletto classico. Nureyev trasformò La Bella Addormentata in un monumento al virtuosismo e alla teatralità. Non si limitò a riproporre la struttura petipaiana: la ampliò, la rese più ricca, più esigente, più imperiale. Il risultato – che alla Scala ha una tradizione lunga e prestigiosa – è un balletto che sfida i danzatori sul piano tecnico e lo spettatore su quello emotivo. Ogni variazione sembra scolpita nella musica di Čajkovskij, ogni quadro scenico è un dipinto in movimento. In questa produzione del 2025-2026, il pubblico ritrova l’eleganza sontuosa dei costumi, l’imponenza delle scene e quella qualità coreografica che ha sempre fatto di Nureyev un nome senza tempo. La recita straordinaria del 31 dicembre – programmata alle ore 17 – rappresenta un vero e proprio rito per i milanesi e per il pubblico internazionale che sceglie la città ...

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La Scala e il 7 dicembre: un rito civile, culturale e mondano

Ogni 7 dicembre, mentre Milano celebra il suo patrono Sant’Ambrogio, il sipario del Teatro alla Scala si alza per inaugurare la nuova stagione lirica. È un appuntamento che travalica l’ambito musicale: un rito civile, culturale e mondano che da oltre settant’anni scandisce l’identità della città e la sua relazione con il teatro d’opera più celebre del mondo. Sebbene il teatro sia stato inaugurato nel 1778, la tradizione del 7 dicembre come apertura ufficiale è relativamente recente. Solo a partire dal secondo dopoguerra la scelta del giorno del patrono milanese si impose con regolarità, trasformando l’avvio della stagione lirica in un momento simbolico della rinascita cittadina. La data, perfetta sintesi tra devozione civica e vocazione culturale, richiama ancora oggi l’idea di una Milano che trova nell’arte un elemento identitario fondamentale. L’inaugurazione della Scala non è semplicemente la prima di un’opera. È un evento che muove istituzioni, diplomazia, alta società e opinione pubblica. Gli elementi rituali restano saldi: la presenza delle autorità, tradizionalmente il Presidente della Repubblica, il Sindaco, i rappresentanti del governo e del mondo culturale siedono nei palchi istituzionali. Il red carpet milanese: un tappeto rosso non dichiarato ma socialmente percepito, dove sfilano volti della cultura, dell’imprenditoria, dello spettacolo e ...

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Audizioni per Lugano Junior Ballet: nuova frontiera del talento

Nel cuore di Lugano è nata una realtà che promette di cambiare il percorso dei giovani danzatori europei: Lugano Junior Ballet, un progetto che combina la solidità di una scuola strutturata con la dinamicità di una compagnia emergente. Il suo obiettivo è preciso e prestigioso: accompagnare i giovani ballerini dalla sala prove al palcoscenico professionale, offrendo quel passaggio intermedio che spesso manca tra l’accademia e le compagnie affermate. Un centro creativo nel cuore della Svizzera italiana La base operativa della nuova compagnia è ospitata all’interno dell’Ashkenazy Ballet Center, una struttura luminosa e moderna situata a Lugano. 
Questo contesto non è solo una “casa”, ma un vero ecosistema coreutico: sale danza attrezzate, insegnanti con esperienza internazionale, programmi di perfezionamento e una rete di collaborazioni che si sta ampliando rapidamente. Lugano, con la sua posizione strategica, diventa così il luogo ideale per attrarre giovani talenti provenienti da più Paesi, senza la pressione delle grandi capitali della danza. Chi può entrare: un programma che guarda al futuro Lugano Junior Ballet si rivolge a danzatori giovani ma già formati, generalmente tra i 16 e i 26 anni. 
Non si tratta di un’accademia di base, ma di un percorso di transizione professionale, pensato per chi ...

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Frida

“Frida Opera Musical”: al Teatro Alfieri la tappa conclusiva del tour italiano

Dopo il debutto al TAM – Teatro Arcimboldi di Milano il 30 ottobre 2025 e le successive tappe a Firenze e Roma, Frida Opera Musical concluderà il suo tour italiano a Torino, al Teatro Alfieri, dal 4 al 7 dicembre 2025. Lo spettacolo, prodotto da MIC International Company, scritto da Andrea Ortis e Gianmario Pagano con la regia dello stesso Ortis, rappresenta una nuova tappa nel percorso della compagnia, già nota per le produzioni La Divina Commedia Opera Musical e Van Gogh Café Opera Musical. L’opera si distingue per la sua struttura narrativa fortemente integrata tra drammaturgia, linguaggi visivi e partitura musicale. Le musiche e le liriche originali di Vincenzo Incenzo si fondono alle coreografie di Marco Bebbu, ai costumi di Erika Carretta e alle scene di Gabriele Moreschi, in un impianto visivo completato dal disegno luci di Valerio Tiberi e Virginio Levrio, che cura anche la componente video-proiettiva. Federica Butera incarna con intensità Frida Kahlo, Andrea Ortis interpreta Diego Rivera, mentre Drusilla Foer dà voce e corpo a La Catrina, figura simbolica che attraversa lo spettacolo come elemento metateatrale e narrativo, collegando il piano biografico e quello visionario. La produzione, realizzata in collaborazione con il Museo Frida Kahlo “Casa ...

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A Natale arriva uno dei balletti più amati: “Lo Schiaccianoci”

Con l’arrivo del Natale, i teatri italiani si animano di luci, musiche e danze grazie ad uno degli spettacoli più amati di sempre: Lo Schiaccianoci. Il balletto, intriso di magia e sogno, continua a conquistare il pubblico di ogni età, trasformando i palcoscenici in un mondo di fantasia, neve e dolci incantati. Ogni produzione italiana del 2025 porta con sé una propria personalità. A Milano, alcune compagnie reinterpretano la fiaba con scenografie e costumi in stile Art Déco, immergendo lo spettatore in un’atmosfera elegante e scintillante, dove la tradizione si fonde con un gusto raffinato e contemporaneo. Le sale storiche di Roma ospitano invece versioni più intime e suggestive, con giovani talenti che danno vita a Clara, allo Schiaccianoci e al Regno dei Dolci, catturando l’essenza della fiaba attraverso passi di danza leggeri e raffinati. A Ferrara, la magia assume un volto classico e maestoso: le scene imponenti e i costumi sontuosi trasportano gli spettatori direttamente nel cuore della storia originale, tra battaglie di soldatini e fiocchi di neve danzanti. E a Venezia, il palcoscenico del teatro storico diventa un regno incantato, dove il pubblico può abbandonarsi alla meraviglia di un Natale da fiaba, tra coreografie armoniose e atmosfere suggestive. ...

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