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Tag Archives: Movimento

“Landless”

“Landless”: Il corpo come territorio da reinventare

Il 30 ottobre 2025, al Kinneksbond – Centre Culturel Mamer di Lussemburgo, andrà in scena Landless, il nuovo lavoro del coreografo greco Christos Papadopoulos, interpretato da Georgios Kotsifakis. Figura di spicco della danza contemporanea europea, Papadopoulos continua a stupire per la precisione e la profondità della sua ricerca sul movimento. In questo nuovo lavoro, il coreografo esplora l’origine stessa del gesto, trattando il corpo come un’architettura vivente: uno spazio da costruire e da decostruire, dove ogni micro-movimento diventa un atto poetico e una rivelazione. Ispirandosi all’architettura (post)moderna, Landless indaga il legame tra struttura e libertà, organicità e artificio, presenza e smarrimento. Il titolo, Landless, letteralmente “senza terra”, evoca una condizione di sradicamento e ricerca. Papadopoulos guarda al corpo come a uno spazio architettonico: un luogo da plasmare, ordinare, attraversare, in cerca di un luogo, di un’identità, di un nuovo equilibrio. L’ispirazione all’architettura (post)moderna si traduce in una danza che indaga i principi di costruzione, equilibrio e frammentazione. Come un architetto che organizza lo spazio urbano, il coreografo modella il corpo del danzatore, esplorandone la struttura, le tensioni interne, le simmetrie e le rotture. Ne nasce una gestualità ibrida, a metà strada tra l’organico e l’artificiale, tra il moto naturale e ...

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Le cinque posizioni fondamentali della Danza Classica

La danza classica è una disciplina che unisce tecnica, grazia e rigore, costruita su fondamenta precise che ne definiscono l’estetica e il movimento. Alla base di questa arte troviamo le cinque posizioni fondamentali dei piedi, codificate nel XVII secolo alla corte del Re Sole, Luigi XIV, e ancora oggi immutate nei metodi delle principali scuole di balletto del mondo. Queste posizioni non sono semplici pose, ma rappresentano il punto di partenza di ogni passo, salto o rotazione. Vediamole una per una. Prima posizione: la prima posizione è l’essenza della danza classica: i talloni si toccano e le punte dei piedi si aprono verso l’esterno, idealmente formando una linea retta. Il peso è distribuito equamente su entrambi i piedi e il corpo si eleva verso l’alto con leggerezza. È una posizione di stabilità e controllo, ma anche di apertura verso il movimento. Seconda posizione: a partire dalla prima posizione, i piedi si allontanano lateralmente mantenendo le punte rivolte all’esterno. La distanza tra i talloni è di circa una lunghezza di piede. Questa posizione offre maggiore stabilità e prepara il corpo ai movimenti ampi, come plié o port de bras, favorendo una postura ben radicata ma fluida. Terza posizione: un piede si ...

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La danza è un linguaggio universale e straordinario che unisce

La danza non è solo arte, ma un atto profondamente civile. In ogni angolo del mondo, il movimento del corpo racconta storie, identità, memorie condivise. È linguaggio senza parole, capace di unire ciò che la società spesso divide: culture, generazioni, esperienze. Nella danza si costruisce comunità. Che sia su un palco, in una scuola o in strada, danzare insieme significa riconoscersi, ascoltarsi, coesistere. Dai rituali tribali africani alle danze popolari europee, fino alle forme più contemporanee di espressione urbana, la danza custodisce la memoria storica e l’identità di un popolo. In un tempo frammentato e digitale, la danza ci riporta al corpo e alla relazione autentica. È educazione alla sensibilità, all’empatia, alla bellezza. La danza ha anche un importante valore sociale. Negli ultimi decenni si sono moltiplicate esperienze che usano la danza come pratica educativa, terapeutica o di integrazione. Progetti di danza inclusiva coinvolgono persone con disabilità, anziani e giovani in situazioni di marginalità. In un mondo che cambia, danzare insieme può diventare un atto rivoluzionario: un modo per riconoscersi, per ascoltarsi e, forse, per ritrovarsi più umani. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Orsolina 28 – Student Sharing | “Elsewhere” e “Through the Fracture of Light”

Sabato 28 giugno 2025, l’Open Air Stage di Orsolina28 Art Foundation ospiterà una serata speciale dedicata alla danza contemporanea, alla creazione artistica e alla formazione, in un dialogo profondo tra esperienza didattica e ricerca coreografica. L’evento, rappresenta non solo una restituzione pubblica del lavoro svolto durante le residenze, ma anche un’occasione per riflettere, attraverso il linguaggio del corpo, su temi universali come l’identità, la trasformazione e il senso di appartenenza. Aprirà la serata la presentazione degli studenti che hanno preso parte al Peter Chu Intensive Program, un percorso intensivo di una settimana guidato dal coreografo canadese Peter Chu, fondatore della compagnia chuthis. Il lavoro condotto durante la residenza non si è limitato alla trasmissione di tecniche coreutiche, ma ha invitato i partecipanti a un’immersione totale nella pratica del movimento come forma di consapevolezza e di relazione. Integrando elementi di danza classica, qigong, taiji e improvvisazione, il programma ha favorito lo sviluppo di una creatività personale e collettiva, ponendo al centro il corpo come luogo di ascolto, di empatia e di espressione autentica. L’esito performativo è il riflesso di questo processo: un momento di condivisione che restituisce non solo l’esperienza tecnica e artistica acquisita, ma soprattutto il senso di comunità e ...

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La danza ricompone le fratture interiori

Nella vita le cose non vanno sempre per il meglio e alcuni eventi possono essere estremamente stressanti e dolorosi. Che ne siamo consapevoli o no, ognuno di noi ha subito danni psicologici più o meno gravi da cui sono derivate reazioni psico-fisiche importanti che talvolta non vengono elaborate correttamente dal cervello. Ciò provoca un blocco delle emozioni e delle sensazioni corporee e la costruzione di reti neuronali disfunzionali che compromettono il benessere della persona. L’arte in generale possiede un valore terapeutico anche sulla salute mentale. È uno strumento di comunicazione che consente di esprimere le proprie potenzialità e il bello insito in  sé. L’arte della danza in particolare ha il potere di ricomporre le ‘fratture’ psicologiche. Rappresenta un potente approccio per la gestione dei traumi, in quanto riesce ad affrontare sia i sintomi psicologici che quelli fisici. Danzando migliorano la consapevolezza corporea e la percezione sensomotoria. Attraverso l’esperienza sensoriale del movimento e del ritmo emerge la connessione mente-corpo. Danzare infatti aumenta la capacità di riconoscere ed esprimere le emozioni, favorisce il rilascio cognitivo-emotivo e sviluppa l’empatia cinestesica, ossia sentire nel proprio corpo il movimento dell’altro. Tutto ciò favorisce l’emergere di importanti processi psichici come la consapevolezza e la verbalizzazione degli ...

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Danzando si accede a quel luogo in cui la teoria ha l’opportunità di tradursi in pratica

La danza accende molti tipi di intelligenza: cinestesica, visiva, cognitiva, emotiva e fisica. Il contributo della disciplina, della coreografia e dell’improvvisazione a un modo più ampio di comprensione di se stessi, è impareggiabile. Danzando si evocano parole, pensieri e scoperte, e si accede a quel luogo in cui la teoria ha l’opportunità di tradursi in pratica. Il linguaggio della danza infatti tocca le radici dell’esperienza e della conoscenza. Il processo creativo è un flusso di interrogazione, formazione e rifacimento, ed è sempre un momento di scoperta. Quando il danzatore segue l’impulso del movimento, si risveglia un modo antico di conoscere, attraverso l’intuizione del corpo, la capacità di esplorare l’equilibrio e il non equilibrio, la gravità e la leggerezza, la contrazione e il rilascio. Il nostro corpo sa, e il valore più significativo apportato dalla danza riguarda la creazione di un rapporto diverso e intimo con il corpo con cui siamo venuti al mondo. Danzando lo abitiamo pienamente e viviamo con presenza. Il corpo danzante esiste, si muove, lavora, migra e travalica confini geografici, culturali ed emotivi. Non è mero strumento tecnico per la performance. Non occupa semplicemente lo spazio scenico. La danza ne evidenzia la dinamica e le abilità sensoriali. È attraverso ...

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La danza possiede un eccezionale potere trasformativo: ecco come cambia il danzatore

Nel mondo di oggi sedentario e frenetico, tutti trarrebbero beneficio dallo studiare la danza o dal praticarla più spesso. La Scienza dimostra che anche solo dieci minuti di ballo sono un allenamento completo per il corpo e la mente. La danza infatti modifica il modo in cui ci sentiamo e genera una sensazione di completezza e pienezza. Questo potere trasformativo riguarda tutti, uomini e donne, anziani e giovani e non ha nulla a che vedere con la bravura di un ballerino, né con un particolare stile di danza. I segnali motori vengono trasmessi dal cervello a nervi, muscoli e articolazioni. Il battito cardiaco aumenta, il sangue pompa meglio e il cuore diventa più forte. Si attivano sistema nervoso e neocorteccia, e il cervello diventa più plastico ed elastico. I percorsi cognitivi migliorano, così come la capacità di risolvere i problemi e di assumersi i giusti rischi. Il movimento e le risposte emotive alla musica inoltre permettono di scrollarsi di dosso sentimenti negativi e di fluttuare in uno stato di ottimismo e gioia. La danza cambia il modo in cui ci muoviamo in generale e migliora il rapporto con l’ambiente fisico che ci circonda. Aumenta la fluidità dei nostri gesti e ...

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Percezione del movimento, danza e tecnica

La percezione è processo complesso che consiste nell’attribuire un significato agli input sensoriali provenienti dall’ambiente esterno. Il movimento costituisce la dimensione più potente dello stimolo visivo. Infatti il nostro sistema visivo è altamente specializzato nella percezione del movimento che veicola qualità espressive ed emotive, ed è in grado di  recepire la fluidità del movimento danzato e il contenuto emozionale del danzatore. Quando percepiamo alcuni elementi, unifichiamo quelli che si muovono nella stessa direzione, quindi recuperiamo o addirittura ricostruiamo la tridimensionalità di una figu­ra dal suo movimento. Questa capacità di percepire il movimento biologico è presente fin dalla nascita, lo spettatore distingue istintivamente le intenzioni del movimento, ad esempio se il danzatore è rilassato, energico o incerto. Questa percezione è basata sulla cinematica del movimento, la velocità, i rallentamenti e le accelerazioni, e permette di identificare lo stato d’animo nella tipologia movimento . La capacità di percepire informazioni emotive in un corpo che danza, emerge precocemente. Già all’età di 4 o 5 anni i bambini sono in grado di decodificare l’emozione di chi danza, come la felicità e la tristezza, e di percepirne addirittura l’intensità. Percepire l’espressività corporea ed emotiva di danzatore è un’abilità che non richiede necessariamente esperienza o tecnica. ...

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Happenings: Quando le arti si incontrano

Gli happenings sono quei tipi di azioni artistiche che combinano insieme, in maniera sempre differente e senza schemi rigidamente stabili, elementi connessi alla danza, al teatro, a immagini di film, alla pittura, alla scultura, alla musica, alla letteratura. L’happening è una corrente artistica americana nata negli anni ’50 del secolo scorso dall’incontro delle varie arti. L’americano Allan Kaprow fu il primo (nel 1959) ad utilizzare il termine happening per definire degli: “assemblage di eventi che si svolgono in più di una situazione spaziale e temporale è un lavoro artistico ambientale attivato da performer e dal pubblico”. Dal 1958 A. Kaprow realizzò numerose di queste manifestazioni negli Stati Uniti e all’estero. La sua azione è stata importante non solo per aver preceduto molti tentativi analoghi, ma per aver sistematizzato e teorizzato una prassi che era già comparsa, ma in maniera meno sistematica, nell’ambito surreal-dada e aveva avuto anticipazioni pochi anni prima nelle manifestazioni del gruppo giapponese Gutai, nella danza di Merce Cunningham e nella musica di John Cage. Infatti una happening ante litteram può essere considerato ciò che accade nel 1955 a Tokyo , durante la prima esposizione del gruppo Gutai, quando il pittore Shiraga gettò del colore su una tela ...

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