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Divi & Divine: Elisabetta Terabust, il rigore della perfezione

  Ci sono artisti che attraversano il proprio tempo e artisti che riescono a superarlo, lasciando un’eredità destinata a diventare patrimonio della storia della danza. Elisabetta Terabust appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Étoile di straordinaria autorevolezza, interprete di raro equilibrio tra tecnica e intensità espressiva, direttrice artistica e instancabile promotrice della formazione delle nuove generazioni, Terabust rappresenta una delle figure più importanti del balletto italiano del secondo Novecento. La sua carriera coincide con una stagione fondamentale per la danza italiana, quella in cui il patrimonio del grande repertorio classico si confronta con le nuove istanze della coreografia internazionale. In questo scenario, Elisabetta Terabust si distingue per una qualità interpretativa capace di unire disciplina accademica, musicalità e una profonda sensibilità teatrale. Nata a Varese il 14 agosto 1946, si forma alla Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diplomandosi giovanissima sotto la guida di maestri che ne riconoscono immediatamente le qualità. L’ingresso nel Corpo di Ballo del teatro romano avviene quando è ancora adolescente e la sua ascesa è rapidissima: nel giro di pochi anni conquista i ruoli principali del repertorio fino alla nomina a prima ballerina. L’incontro con il grande repertorio ottocentesco si rivela determinante. Giselle, Il ...

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Cyril Atanassoff: il compleanno di un principe della danza

Ci sono artisti che attraversano il tempo inseguendo il successo, e altri che, con la sola forza della loro arte, finiscono per trascenderlo. Cyril Atanassoff appartiene a questa seconda, rarissima categoria. Nel giorno del suo compleanno, il pensiero corre naturalmente a una carriera costruita sulla disciplina, sull’intelligenza interpretativa e su quella nobiltà del gesto che distingue i grandi danzatori dai semplici virtuosi. Nato con un talento straordinario e consacrato sulle scene più prestigiose, Atanassoff ha saputo incarnare un ideale di danza in cui la tecnica non è mai esibizione, ma linguaggio; non è fine, ma mezzo per raccontare la bellezza. La sua presenza scenica possedeva qualcosa di irripetibile: l’eleganza naturale, il controllo assoluto del movimento e quella capacità, propria dei grandi interpreti, di rendere ogni personaggio profondamente umano. Nei grandi ruoli del repertorio classico non cercava l’effetto, ma la verità. Ed è forse questa la ragione per cui il suo nome continua a essere pronunciato con rispetto e ammirazione da generazioni di artisti e di appassionati. Il destino di Cyril Atanassoff sembra scritto fin dall’infanzia. Nato il 30 giugno 1941 a Puteaux, alle porte di Parigi, da padre bulgaro e madre francese, cresce all’incrocio di due culture che ne plasmano ...

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Buon compleanno a Dominique Khalfouni: l’arte della grazia

Nel calendario silenzioso della danza, vi sono date che non appartengono soltanto al tempo, ma alla memoria viva dell’arte. Il 23 giugno – giorno della nascita di Dominique Khalfouni – è una di queste: un’occasione per celebrare non solo una figura eminente del balletto del Novecento, ma una concezione stessa della danza come vocazione assoluta, come destino inscritto nel gesto. Nata nel 1951 a Charenton-le-Pont, alle porte di Parigi, Khalfouni appartiene a quella generazione che ha incarnato l’ultima stagione aurea del grande balletto classico europeo, sospesa tra tradizione accademica e rinnovamento coreografico. La sua formazione all’École de danse dell’Opéra di Parigi – iniziata all’età di nove anni – si inscrive in quella linea severa e luminosa che, da Carlotta Zambelli a Yvette Chauviré, ha plasmato il canone della scuola francese. Vi è, nella sua ascesa, qualcosa di quasi mitologico: entrata nel corpo di ballo giovanissima, Khalfouni giunge al titolo di danseuse étoile nel 1976, in circostanze che la leggenda della danza ama ricordare come eccezionali. Non già attraverso i consueti gradi gerarchici, ma per una consacrazione immediata, quasi inevitabile, che riconosceva in lei una qualità rara: la capacità di unire purezza tecnica e intensità drammatica in un equilibrio perfetto. Il ...

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Thomas Docquir nominato Danseur Étoile dell’Opéra national de Paris

Di nazionalità belga, Thomas Docquir nasce nel 1998 e si avvicina alla danza all’età di otto anni presso l’Académie di Godinne, sezione del Conservatorio Adolphe Sax di Dinant. Nel 2010 viene ammesso all’École de Danse dell’Opéra di Parigi. Cinque anni più tardi entra a far parte del Corpo di Ballo, avviando una rapida e brillante ascesa: nel 2017 è nominato Coryphée, nel 2020 ottiene il grado di Sujet e nel 2021 riceve il prestigioso Prix AROP de la Danse. Il 12 luglio 2024, su proposta di José Martinez, Direttore della Danza, viene nominato Premier Danseur dal Direttore generale Alexander Neef. Nel 2025 gli viene inoltre conferito il Prix Bologne-Lemaire, riconoscimento assegnato al “Vallone dell’anno”. Il suo repertorio comprende ruoli di primo piano nei grandi balletti classici e nel repertorio neoclassico e contemporaneo. Tra questi si annoverano Rothbart ne Il lago dei cigni, Espada e Basilio in Don Chisciotte, Béranger in Raymonda, l’Idolo Dorato in La Bayadère, Drosselmeyer/Il Principe ne Lo Schiaccianoci, il Principe Désiré ne La bella addormentata, e Romeo in Romeo e Giulietta nella versione di Rudolf Nureyev. Interpreta inoltre ruoli significativi come il pas de deux dei contadini in Giselle, il solista maschile in Sogno di una notte ...

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Il Demi Solista Federico D’Ortenzi “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il mio balletto preferito è Le Jeune Homme et la Mort di Roland Petit. Penso sia un balletto bellissimo e molto intenso, probabilmente uno dei sogni di tanti ballerini da interpretare. È davvero spettacolare, sia artisticamente che emotivamente, e spero un giorno di avere l’opportunità di danzarlo. Il balletto contemporaneo prediletto? Il mio balletto contemporaneo preferito è Petite Mort di Jiří Kylián. Anche se forse viene considerato più neoclassico che contemporaneo, è un balletto che amo davvero tantissimo. Penso abbia una combinazione incredibile di musicalità, eleganza ed emozione. Il Teatro del cuore? Come teatro del cuore, penso che per me rimarrà sempre il Palais Garnier. Non è soltanto uno dei teatri più belli al mondo, ma è anche un luogo pieno di storia, dove hanno danzato alcuni dei più grandi ballerini della danza classica. Ho avuto anche l’opportunità indimenticabile di esibirmi lì durante il periodo del Covid, ed è qualcosa che porterò sempre con me. Per me rimane davvero un teatro speciale e bellissimo. Un romanzo da trasformare in balletto? È una domanda molto interessante. La prima cosa che mi viene in mente è I Promessi Sposi, anche se probabilmente finirebbe per avere un’atmosfera simile a ...

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Roma celebra le stelle del balletto con “Icone della Danza” di Eleonora Abbagnato

Il grande balletto internazionale arriva nella Capitale con uno degli appuntamenti più attesi della stagione 2026. Dopo il successo del debutto parigino, Icone della Danza, il prestigioso gala ideato e diretto da Eleonora Abbagnato, approda lunedì 26 ottobre 2026 al Teatro dell’Opera di Roma per una serata evento dedicata all’eccellenza della danza mondiale. Étoile dell’Opéra National de Paris e direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, Eleonora Abbagnato firma un progetto artistico di respiro internazionale che unisce tradizione e contemporaneità, riunendo sullo stesso palcoscenico alcune delle più grandi stelle del balletto provenienti dalle più importanti compagnie del mondo. «Icone della Danza nasce dal desiderio di condividere con il pubblico la bellezza, l’emozione e la forza universale della danza», ha dichiarato Abbagnato. «Portare questo gala al Teatro dell’Opera di Roma rappresenta per me una grande gioia e un momento profondamente significativo». Il gala offrirà un programma raffinato e spettacolare, attraversando il grande repertorio classico e le creazioni dei più celebri coreografi contemporanei. Sul palco si alterneranno pas de deux, assoli e coreografie firmate da maestri come Roland Petit, George Balanchine, Frederick Ashton, John Neumeier, Christopher Wheeldon, Angelin Preljocaj, Marco Goecke, Leonid Lavrovsky e ...

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Tanti auguri di buon compleanno ad Alessandra Ferri

Tanti auguri di buon compleanno alla stella del balletto internazionale, Alessandra Ferri (Milano, 6 maggio 1963). L’unica ballerina italiana del Novecento ad essere stata invitata come star dall’esclusiva compagnia di balletto dell’Opéra di Parigi (nel 1992 per Carmen e nel 1996 per Notre-Dame de Paris, entrambi di Roland Petit) e al Teatro Marijnskij di San Pietroburgo con il Balletto Kirov (nel 2000 per Manon). È stata prima ballerina del Royal Ballet (1983-1985) e dell’American Ballet Theatre (1985-2007) e prima ballerina assoluta del Teatro alla Scala. Nel corso della sua lunga carriera ha vinto due Premi Laurence Olivier, un Prix Benois de la Danse, ha ballato come ospite con molte delle maggiori compagnie al mondo e ha danzato accanto ad alcuni dei maggiori ballerini dell’epoca, tra cui Rudolf Nureyev, Michail Baryšnikov, Anthony Dowell, Patrick Dupond, Manuel Legris, Julio Bocca, Herman Cornejo, Laurent Hilaire, Carlos Acosta, Maximiliano Guerra, Edward Watson, Roberto Bolle, Massimo Murru, Yonah Acosta, Denys Cherevychko e Federico Bonelli. Incomincia a studiare danza al Collegio Bianconi di Monza, poi a Milano alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala. All’età di quindici anni vince una borsa di studio assegnata dal British Council, prima volta per una danzatrice, e grazie a ...

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La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala torna allo Strehler

Dal 7 al 10 maggio 2026, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna per cinque rappresentazioni sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano con l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca. L’apertura è affidata alla Presentazione, ideata dal Direttore Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria mappa visiva della didattica scaligera, la coreografia si sviluppa in una progressione di passi e movimenti sempre più complessi, restituendo con immediatezza l’evoluzione del percorso formativo, articolato nell’arco di 8 anni, e mettendo in luce lo stretto legame tra studio della tecnica e pratica scenica, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala. Si prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio, rimontato dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Questa versione, in cui spicca il celebre Grand Pas Classique, che nella prassi esecutiva compare spesso come pezzo a ...

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Addio a Jacqueline Rayet, già étoile dell’Opéra di Parigi

La scomparsa di Jacqueline Rayet, avvenuta il 17 aprile 2026 a Parigi, segna la fine di una delle figure più raffinate e discrete del balletto francese del secondo Novecento. Non era soltanto una grande interprete: era una custode silenziosa di una tradizione coreutica che, attraverso il suo stile, ha continuato a vivere ben oltre i riflettori del palcoscenico. Nata in Francia, esattamente a Parigi il 26 giugno 1932, Rate si formò all’interno della rigorosa scuola dell’Opéra di Parigi, una delle istituzioni più antiche e prestigiose al mondo. Qui assimilò quella purezza di linea, quella precisione musicale e quell’eleganza sobria che costituiscono la cifra distintiva della scuola francese. Fin dagli anni della formazione, mostrò una qualità rara: la capacità di coniugare disciplina tecnica e naturalezza espressiva. Entrata nel corpo di ballo dell’Opéra, la sua ascesa fu costante e meritata. Negli anni Cinquanta e Sessanta, periodo di grandi trasformazioni per il balletto europeo, Jacqueline Rayet si impose come una presenza autorevole e al tempo stesso misurata. Non cercava l’effetto, né indulgava in virtuosismi fini a sé stessi; il suo era un stile costruito sull’equilibrio, sulla chiarezza del gesto e su una musicalità quasi interiore. Divenuta étoile, interpretò ruoli centrali del repertorio classico ...

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Spettacolo de l’Ecole de Danse de l’Opéra al Palais Garnier

Lo spettacolo annuale della Scuola di Danza dell’Opéra di Parigi, diretta da Élisabeth Platel, permette agli allievi di vivere le loro prime esperienze sul palcoscenico e al pubblico di scoprire la ricchezza del vocabolario coreografico insegnato. In questa stagione, lo spettacolo è segnato da una creazione di Clairemarie Osta, Il Piccolo Principe, ispirata al racconto poetico di Antoine de Saint-Exupéry. Brio, grazia e leggerezza sono alcune delle qualità richieste dal linguaggio classico di Soir de fête, balletto di Léo Staats creato nel 1925 all’Opéra. Infine, Yondering, concepito appositamente da John Neumeier nel 1996 per allievi alla fine degli studi, si ispira allo spirito d’avventura dei pionieri americani alla conquista dell’Ovest per evocare l’ignoto verso cui si dirigeranno gli studenti all’alba dell’inizio della loro carriera professionale. Élisabeth Platel inizia a studiare danza al Conservatorio di Saint-Germain-en-Laye, per poi entrare al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris. Ne esce nel 1975 con un Premier Prix, che le apre le porte della Scuola di Danza dell’Opéra di Parigi. Ingaggiata l’anno successivo nel Corpo di Ballo, viene promossa Première danseuse nel 1979. Al termine della sua prima interpretazione di Giselle – il 23 dicembre 1981 – Élisabeth Platel viene nominata ...

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