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Tag Archives: Rudolf Nureyev

Il direttore artistico e coreografo Iñaki Urlezaga “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? La sagra della primavera. Il teatro del cuore? Teatro Mariinskij. Un romanzo da trasformare in balletto? Ragione e sentimento di Jane Austen. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Ragione e sentimento di Ang Lee. Il costume di scena che hai preferito indossare? Qualsiasi di quelli disegnati da Yannis Georgiadis. Quale colore associ alla danza? Cambia ad ogni balletto. Che profumo ha la danza? Libertà. La musica più bella scritta per balletto? Quella di Prokofiev per Romeo e Giulietta. Il film di danza irrinunciabile? Un americano a Parigi. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Isadora Duncan. Il tuo passo di danza preferito? Tutti i piccoli passi. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Spartacus. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per tutte le meravigliose melodie. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Intelligenza, sensibilità e passione. Come ti vedi oggi allo specchio? Sorridente. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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L’ultimo inchino di Margot Fonteyn

Nel 1979 Sir Frederick Ashton concepì Salut d’Amour à Margot Fonteyn come ultimo, raffinato omaggio alla più luminosa étoile del Royal Ballet. La serata d’addio si svolse il 23 maggio presso il teatro di Covent Garden, luogo simbolo della danza britannica, e segnò il congedo dalle scene di Dame Margot Fonteyn che, a sessant’anni, salutava il pubblico dopo una carriera entrata ormai nella leggenda. La coreografia, costruita sulle delicate note di Edward Elgar e impreziosita dai costumi di William Chappell, si sviluppava come un poetico viaggio nella memoria artistica della ballerina. Ashton evocò infatti alcuni dei ruoli che avevano consacrato la Fonteyn al mito internazionale, trasformando l’assolo in una sorta di ritratto danzato della sua intera esistenza teatrale. Ogni gesto sembrava custodire il ricordo di un’epoca irripetibile del balletto inglese, di cui Margot era stata il volto più amato e riconoscibile. Il momento più emozionante giungeva nel finale, quando Ashton stesso entrava in scena per accompagnare la sua musa nell’esecuzione del celebre Fred Step,  la sequenza di passi che il coreografo aveva disseminato in quasi tutte le sue creazioni e che traeva ispirazione dai movimenti osservati anni prima nella danza della leggendaria Anna Pavlova. Arabesque, fondu, coupé, petit développé, pas ...

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Presentazione del docufilm “Antidiva” dedicato a Liliana Cosi

La presentazione del documentario Antidiva dedicato a Liliana Cosi presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura nasce, nello spirito del Piano Olivetti promosso dallo stesso Ministero, come un incontro aperto ai giovani danzatori e alle giovani danzatrici delle scuole di danza italiane, con l’obiettivo di iniziare a creare uno spazio reale di ascolto, confronto e avvicinamento alle istituzioni. Un’azione che mette al centro anche insegnanti e realtà provenienti dalle periferie e dalle zone meno servite, riconoscendo in queste scuole un avamposto culturale diffuso e capillare sul territorio nazionale. Per attivare questo dialogo è stata scelta un’icona internazionale della danza come Liliana Cosi, étoile del Teatro alla Scala, formatasi presso la Scuola di Ballo del teatro e protagonista di una carriera che l’ha portata sui principali palcoscenici internazionali, dal Bolshoi al Kirov, fino a tournée nei più importanti teatri d’Europa, Stati Uniti e Asia. Ha danzato con alcuni dei più grandi artisti del Novecento, tra cui Rudolf Nureyev, portando in scena i grandi titoli del repertorio classico e contribuendo alla diffusione della danza italiana nel mondo. Il documentario Antidiva, già nel titolo, comunica con chiarezza ai giovani un messaggio essenziale, il valore dell’impegno, della cultura e del sacrificio come fondamento ...

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Tanti auguri di buon compleanno ad Alessandra Ferri

Tanti auguri di buon compleanno alla stella del balletto internazionale, Alessandra Ferri (Milano, 6 maggio 1963). L’unica ballerina italiana del Novecento ad essere stata invitata come star dall’esclusiva compagnia di balletto dell’Opéra di Parigi (nel 1992 per Carmen e nel 1996 per Notre-Dame de Paris, entrambi di Roland Petit) e al Teatro Marijnskij di San Pietroburgo con il Balletto Kirov (nel 2000 per Manon). È stata prima ballerina del Royal Ballet (1983-1985) e dell’American Ballet Theatre (1985-2007) e prima ballerina assoluta del Teatro alla Scala. Nel corso della sua lunga carriera ha vinto due Premi Laurence Olivier, un Prix Benois de la Danse, ha ballato come ospite con molte delle maggiori compagnie al mondo e ha danzato accanto ad alcuni dei maggiori ballerini dell’epoca, tra cui Rudolf Nureyev, Michail Baryšnikov, Anthony Dowell, Patrick Dupond, Manuel Legris, Julio Bocca, Herman Cornejo, Laurent Hilaire, Carlos Acosta, Maximiliano Guerra, Edward Watson, Roberto Bolle, Massimo Murru, Yonah Acosta, Denys Cherevychko e Federico Bonelli. Incomincia a studiare danza al Collegio Bianconi di Monza, poi a Milano alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala. All’età di quindici anni vince una borsa di studio assegnata dal British Council, prima volta per una danzatrice, e grazie a ...

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“La Bayadère” torna a Parigi nel classico di Rudolf Nureyev

Il Balletto dell’Opéra di Parigi si prepara a riportare in scena uno dei capolavori più affascinanti del repertorio classico: La Bayadère nella versione coreografica di Rudolf Nureyev, in programma dal 17 giugno al 14 luglio 2026 all’Opéra Bastille. Questo grande balletto, nato a San Pietroburgo nel 1877, è a lungo rimasto poco conosciuto in Francia nella sua forma completa, dove per anni ha circolato quasi esclusivamente la celebre scena delle Ombre, divenuta iconica per la sua potenza visiva e la sua ipnotica processione. Fu nel 1992 che Rudolf Nureyev, ormai alla fine della sua carriera, dedicò le ultime energie alla creazione di questa sontuosa produzione per il Balletto dell’Opéra di Parigi, costruendo un allestimento capace di restituire l’intera ricchezza narrativa dell’opera. Nei tre atti si intrecciano amore, tradimento e morte, in una dimensione sospesa tra sogno e tragedia, dove la danza si sviluppa con straordinaria intensità drammatica. Le coreografie si inseriscono in un universo visivo opulento, fatto di scenografie e costumi ispirati a un’India immaginata attraverso lo sguardo orientalista, mentre la partitura di Ludwig Minkus accompagna e amplifica l’emozione della narrazione. Il ritorno di La Bayadère rappresenta non solo un appuntamento centrale della stagione, ma anche un’occasione per il pubblico ...

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Nureyev

Gala di Danza Omaggio a Rudolf Nureyev

Il 12 maggio 2026, all’Auditorium “10 Settembre 1943” di Isernia, la danza celebra uno dei suoi miti più luminosi con un Gala dedicato a Rudolf Nureyev, leggenda assoluta del balletto mondiale e artista capace di rivoluzionare per sempre il linguaggio del movimento. I primi ballerini e solisti di prestigiosi teatri internazionali accompagneranno il pubblico in un viaggio artistico che ripercorrerà le tappe fondamentali della straordinaria carriera dell’artista. Il programma della serata si articolerà come un racconto in danza, alternando grandi pagine del repertorio classico a momenti di ispirazione più contemporanea, nel segno della libertà espressiva che ha sempre contraddistinto Nureyev, con estratti da Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata nel Bosco, Lo Schiaccianoci, Giselle, Le Corsaire, Spartacus, Diana e Atteone, Le Burgeois e Don Chisciotte, un mosaico coreografico che riflette l’ampiezza del repertorio dell’artista e la sua capacità di attraversare stili e tradizioni diverse. Lo spettacolo, organizzato da Best Eventi e PS Live Group, si propone di restituire, attraverso una selezione accurata di estratti, la complessità artistica di Nureyev: interprete carismatico, coreografo rigoroso e innovatore capace di ridefinire il ruolo maschile nel balletto. Il “tartaro volante” non si limitò a interpretare il repertorio, ma ne operò una profonda trasformazione: ...

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#InternationalDanceDay: gli aforismi dei grandi maestri

La danza è un’arte che sfugge alle parole, eppure i più grandi interpreti della sua storia hanno spesso cercato di raccontarla attraverso frasi brevi, intense, capaci di racchiudere un universo in poche righe. Gli aforismi dei maestri non spiegano la danza: la evocano, ne suggeriscono il mistero, il rigore e la libertà. Nelle parole di figure come Martha Graham, Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov o Isadora Duncan, il movimento diventa pensiero, emozione, visione. Questa raccolta riunisce alcune delle loro riflessioni più celebri: lampi di verità che continuano a ispirare chi danza e chi guarda.   “La danza è il linguaggio nascosto dell’anima.” — Martha Graham “Non cerco di danzare meglio degli altri, ma solo meglio di me stesso.” — Mikhail Baryshnikov “La più autentica espressione di un popolo è nella sua danza e nella sua musica.” — Agnes de Mille “Danza per te stesso. Se qualcuno capisce, bene. Se no, non importa.” — Louis Horst “I grandi danzatori non sono grandi per la loro tecnica, ma per la loro passione.” — Martha Graham “Credo che la danza venga dal popolo e che debba sempre tornare al popolo.” — Alvin Ailey “Danzare è creare una scultura visibile solo per un istante.” — ...

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Al cinema “Margot e Rudy”: nuovo film sulla mitica coppia

Il cinema torna a guardare al mondo del balletto con un progetto che promette intensità, eleganza e una forte carica emotiva: Margot e Rudy. Al centro dell’annuncio c’è la scelta di Naomi Watts per interpretare una delle figure più iconiche della danza del Novecento, Margot Fonteyn. Una decisione che, già da sola, suggerisce la volontà di costruire un ritratto complesso, stratificato e profondamente umano di un’artista che ha attraversato epoche, crisi personali e rivoluzioni estetiche. Il cuore narrativo del film si concentra su un momento cruciale della vita di Fonteyn: quello in cui, dopo anni di gloria internazionale, si trova a fare i conti con l’inevitabile declino fisico e con il timore di essere ormai vicina al tramonto artistico. Non si tratta solo di una crisi professionale, ma di un passaggio esistenziale che riguarda identità, senso del corpo e paura dell’oblio. È qui che entra in scena Rudolf Nureyev — “Rudy” — giovane, ribelle, carismatico. Il loro incontro non è soltanto un evento artistico, ma una collisione di energie opposte: da una parte l’eleganza disciplinata e la maturità di Fonteyn, dall’altra la forza istintiva e rivoluzionaria di Nureyev. Il film promette di raccontare proprio questa alchimia irripetibile, capace di riscrivere ...

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La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala torna allo Strehler

Dal 7 al 10 maggio 2026, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna per cinque rappresentazioni sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano con l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca. L’apertura è affidata alla Presentazione, ideata dal Direttore Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria mappa visiva della didattica scaligera, la coreografia si sviluppa in una progressione di passi e movimenti sempre più complessi, restituendo con immediatezza l’evoluzione del percorso formativo, articolato nell’arco di 8 anni, e mettendo in luce lo stretto legame tra studio della tecnica e pratica scenica, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala. Si prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio, rimontato dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Questa versione, in cui spicca il celebre Grand Pas Classique, che nella prassi esecutiva compare spesso come pezzo a ...

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Alessandra Ferri e la stagione 26/27 del Wiener Staatsballett

Nel contesto di una stagione 2026/2027 della Wiener Staatsoper particolarmente ampia e ambiziosa, in cui l’offerta operistica raggiunge un numero considerevole di titoli, il percorso delineato per il Wiener Staatsballett si distingue per una coerenza interna e una visione artistica che porta con sé un respiro quasi narrativo. È in questo quadro che si inserisce con forza la direzione di Alessandra Ferri, giunta alla sua seconda stagione viennese, e già capace di imprimere una linea riconoscibile, colta e profondamente radicata nella storia della danza, ma al tempo stesso aperta alle urgenze del presente. La costruzione del cartellone, articolata in undici titoli, non appare come una semplice giustapposizione di produzioni, bensì come un tessuto connettivo in cui epoche, linguaggi e poetiche differenti dialogano tra loro. In filigrana si coglie una sensibilità che affonda le proprie radici nella grande tradizione europea del balletto, quella che da Marius Petipa in avanti ha definito i codici del classico, ma che nel corso del Novecento ha saputo reinventarsi attraverso figure decisive come George Balanchine e Jerome Robbins. La direttrice Ferri sembra raccogliere questa eredità e rileggerla con uno sguardo personale, evitando ogni forma di museificazione e restituendo invece al repertorio una vitalità autentica. Le nuove ...

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