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Tag Archives: Sadler’s Wells

“Political Mother”: la connessione tra il calore di una madre e una patria politica al Sadler’s Wells di Londra

Dal 3 al 7 luglio la Hofesh Shechter Company presenterà Political Mother presso il Sadler’s Wells di Londra. Coreografia e musica sono create entrambe dall’artista Hofesh Shechter, uno dei nomi di punta della nuova coreografia inglese. Political Mother, del 2010, è stato visto in Italia a Roma durante il Romaeuropa Festival ed è il primo lavoro a serata intera del coreografo che da una decina d’anni ha base a Londra, dopo la formazione in Israele con Ohad Naharin alla Batsheva Dance Company. Attraverso il gesto, il suono e la voce, undici danzatori, un’orchestra di sette elementi e un cantante, condividono col pubblico quella che potrebbe essere una rievocazione storico-politica, tanto opprimente quanto capace di generare una danza popolare liberatoria. Lo spettacolo ha inizio con un cavaliere che fa harakiri con la propria spada, e che sancisce così la fine della classicità del mito dell’eroe solitario e dà inizio alla contemporaneità del mito della moltitudine solidale e corale. I musicisti ed il cantante sono posti su un praticabile posizionato in alto, al di sopra del palco. In Political Mother ci sono inserti classici verdiani tra la libera percussione di tamburi e giri di basso elettrico. Sul palco c’è una folla impazzita ...

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N.N.N.N. e Studio # 3, doppio spettacolo di William Forsythe al Sadler’s Well di Londra

Per tre giorni consecutivi, dal 18 al 20 giugno, al Sadler’s Wells di Londra William Forsythe, porterà sul palco due delle sue coreografie più recenti. Forsythe, danzatore e coreografo statunitense, è riconosciuto come uno dei compositori contemporanei più importanti del mondo. Il suo lavoro è conosciuto soprattutto per la decostruzione che fa del balletto classico per poi ritrasformarlo in una forma d’arte dinamica del ventunesimo secolo. La Forsythe Company, fondata nel 2005 che oltre a lusingare il pubblico con strabilianti coreografie, produce anche opere di installazione, film, performance e supporti didattici, ed in questi tre giorni si esibirà in un Doppio Spettacolo: il quartetto N.N.N.N. e Studio # 3. N.N.N.N. appare come una mente divisa in quattro parti, quattro uomini in uno stato di costante collegamento tra loro. Su sottofondo musicale di Thom Willem, i danzatori entrano in un complesso e intenso contatto. Le loro braccia, teste, corpi e le gambe diventano voci singolari, ciascuno sintonizzato e in contrappunto con l’altro. I danzatori scrivono il testo della performance con il proprio corpo, prima lentamente, poi sempre più rapidamente. Studio # 3, l’altro spettacolo coreografico che completa la serata, è stato creato e presentato in anteprima a Francoforte nel mese di ...

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Ivan Putrov in “Men in motion”: il repertorio maschile sul palco del Ravenna Festival

Il primo ballerino del Royal Ballet Ivan Putrov presenta un gala di brani coreografici che esplorano la bellezza della forma maschile in movimento.  Il prossimo 21 giugno infatti salirà sul palco, dopo il successo ottenuto al tempio della danza londinese, Sadler’s Wells, con il suo spettacolo Men in motion. Il danzatore maschio diviene così fulcro assoluto della scena, abbandonando ogni ruolo accessorio rispetto alla ballerina. I brani di repertorio saranno interpretati anche da altre étoiles ospiti: Andrew Bowman, Andrej Ivanov, Igor Kolb, Elena Kuzmina, Andreij Merkur’ev, Aaron Sillis e Simon Williams. Ivan Putrov interpreterà la coreografia di Fredrik Ashton Danza degli spiriti beati, Le spectre de la rose di Mikhail Fokin e Two times Two di Russell Maliphant. La Danza degli spiriti beati di Ashton prevede un assolo coreografico su musiche di Christoph Willibald Gluck, dove vocabolario maschile e femminile si fondono generando un’unione armonica di salti svettanti una rapida sensualità. Le Spectre de la Rose, di Fokine del 1911 è il balletto con cui il leggendario Vaslav Nijinsky ha reinventato l’immagine del ballerino, saltando sul palco con un costume con petali rosa, in modo così atleticamente virile da lasciare tutti senza fiato. Il terzo brano è quello di Russell Maliphant, dove Ivan Putrov ...

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Cenni autobiografici di Hofesh Shecther all’interno di “Uprising” e “The art of not looking back”, al Sadler’s Well di Londra

Per tre giorni consecutivi la Hofesh Shechter Company calcherà il palco del Sadler’s Wells di Londra con due delle sue coreografie Uprising e The art of not looking back.  Hofesh Shechter, uno dei più promettenti coreografi israeliani oggi attivo a Londra pone il suo sguardo sulle dinamiche della modernità, con due coreografie formate da due gruppi di danzatori di sesso opposto: per Uprising utilizza uomini e per The art of not looking back donne. I suoi lavori spiccano sempre per il senso dell’assieme, della spettacolarità, della brillantezza fisica, dell’energia del movimento e della cura del dettaglio. Uprising è una coreografia ispirata dalla rivolta nelle banlieues del 2006, le zone peiferiche dei grandi agglomerati parigini, dove sono protagoniste le dinamiche di gruppo e di banda, in cui Shechter riesce a cogliere anche la condotta del singolo individuo, sempre più simile al comportamento di un branco. La coreografia della durata di venti minuti è messa in scena da sette danzatori uomini della multietnica compagnia, sette figure che ricordano nei movimenti e negli atteggiamenti situazioni violente e cameratesche. Guardandola vengono in mente film come Fight Club o Lebanon. Questo militarismo poetico, ma al contempo angosciante, è il frutto autobiografico della giovinezza di Shechter, costretto a tre lunghissimi ...

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“Sutra”, al Sadler’s Wells per il suo quinto anniversario

Torna al Sadler’s Wells di Londra, per il quinto anniversario dalla sua creazione, Sutra, la coreografia di Sidi Larbi Cherkaoui, lavoro sulla spiritualità, ma anche sulla tecnica e l’abilità dei monaci buddisti. Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra Sidi Larbi, l’archeologo e antropologo inglese Antony Gormley, che ha creato per gli interpreti un toccante paesaggio di grande effetto, e il musicista polacco Szymon Brzóska, che ha composto nuovi brani per percussioni ed archi. I protagonisti della coreografia sono 17 monaci provenienti dal Tempio Shaolin, che si trova vicino a Dengfeng City nella provincia cinese di Henan, fondato nel 495 a. C. da alcuni monaci originari dell’India. I monaci seguono una stretta dottrina buddista, che prevede anche l’apprendimento di arti marziali come il Kung Fu e il Tai Chi, di cui Sidi Larbi stesso dice mi sono ispirato alla comprensione shaolin del movimento, alla loro completa identificazione con gli esseri viventi intorno, e alla loro particolafre abilità nel diventare l’essenza di una tigre, di una gru o di un serpente. L’interesse per il Kung Fu nel coreografo nasce sin da quando era bambino, infatti il suo modello era Bruce Lee; non solo per i personaggi interpretati, ma anche per la sua ...

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