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Ventisei anni di “Arenzano in Danza” di Patrizia Campassi. In ricordo di Carla Fracci e un premio alla carriera a Davide Bombana

Nel nome di Carla Fracci e Davide Bombana si è svolto  “Arenzano in Danza”, in diretta streaming dal Grand Hotel di Arenzano domenica 27 giugno dalle ore 17.

Un evento nell’evento, dunque, ricordando l’etoile più amata e conosciuta e premiando il coreografo e direttore della compagnia di balletto del Teatro Massimo di Palermo. Due nomi legati dal comune denominatore del sostegno agli altri e dal coraggio di osare, almeno sono queste le motivazioni salienti della scelta di Bombana  premiato 2021 di “DanzArenzano Arte”, giungo alla sua 23esima edizione nell’ambito delle ventisei edizioni di “Arenzano in Danza”.

Un viaggio che la direttrice artistica Patrizia Campassi percorre ormai da cinque lustri, accompagnata da donne ed uomini che hanno scritto la storia della danza, compresa la prima ballerina assoluta Carla Fracci, scomparsa lo scorso 27 maggio e premiata ad Arenzano nel 2010.

“Anche quest’anno – spiega Patrizia Campassi – abbiamo scelto candidati non solo in base alla loro grande professionalità, ma anche per il loro impegno sociale e all’esempio che incarnano proprio verso i tanti giovani appassionati d’arte. Lo scorso anno abbiamo consegnato il Premio alla giovane Principal del Royal Ballet Yasmine Nagdhi che, con grande sensibilità, ha saputo rivolgersi a tutti i giovani presenti. Quest’anno per il Premio ho pensato alla parola coraggio, volgendo lo sguardo verso Davide Bombana per il suo atto di coraggio nel continuare a creare anche in un periodo tanto difficoltoso per la danza e per l’arte in generale. Le sue opere intense e attuali, sono volte ad una continua ricerca di contaminazione fra danza, musica, recitazione, e appartengono ormai ad un suo stile e ad un suo linguaggio contemporaneo.”

Come in passato, anche in questa edizione 2021 la direttrice artistica ha potuto contare sulla collaborazione dei partner CSI comitato di Genova, l’Associazione “Docenti senza Frontiere” e la Fondazione Ceis di Genova che ha cercato e trovato in Davide Bombana l’artista e l’uomo giusto per la premiazione. Dalla Scala in poi ha danzato tutti i ruoli principali del repertorio classico e neoclassico, danzando in qualità di primo ballerino al Pennsylvania Ballet di Philadelphia, Scottish Ballet di Glasgow e London Festival Ballet di Londra su tutte. Successivamente ha iniziato il suo percorso di maitre de ballet nel 1991, e in seguito la sua attività si è aperta all’arte della composizione coreografica. Nella veste di coreografo Davide Bombana vanta collaborazioni con il Teatro dell’Opera di Parigi, il National Ballet of Canada di Toronto, il New York Choreographic Institute, il Queensland Ballet di Brisbane ed il Maggio Danza di Firenze che fanno di lui un nome di spicco in ambito culturale e coreutico internazionale. Ha inoltre curato la coreografia per il video “Ad ogni costo” di Vasco Rossi, interpretato dalla prima ballerina dell’Opera di Parigi Eleonora Abbagnato e le coreografie delle parti danzate del tradizionale concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker nel 2012, 2015 e 2018.

Non posso che ringraziare tutti per il premio – dichiara Davide Bombana – soprattutto perché si è percepita la mia voglia di osare anche quando tutto era fermo per ovvie ragioni. Un po’ come ho visto osare alcuni miei personaggi del repertorio che porto avanti da decenni o, al contrario, perché avrei voluto che qualche altro personaggio avesse osato molto di più! Del resto la vita artistica non può che attingere dalla vita reale o dalla mitologia o, ancora, dalla letteratura. Io ambisco a lavorare con tutto lo scibile possibile proprio per mettermi in gioco ogni volta daccapo, infatti difficilmente ho rivisto un titolo del repertorio classico di balletto, salvo Cenerentola, Romeo e Giulietta perché sono tre persone, piuttosto che titoli, di cui ho potuto dire cose nuove. Non è un caso che Patrizia Campassi mi abbia notato tra i tanti bravissimi coreografi in circolazione, è noto che nelle mie coreografie io mi metta sovente accanto ai più deboli, proprio come nell’anima e nelle corde di questo premio.”  

Sara Zuccari

 

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