
Silvia Gribaudi – artista che con il suo linguaggio coreografico coniuga danza, ironia, performing art e teatro – sarà in scena al Teatro Secci di Terni, per la Stagione 25/26, con due spettacoli: martedì 27 e mercoledì 28 gennaio alle ore 20.45 Grand jeté realizzato con i danzatori della MM Contemporary Dance Company ispirato ai gran finali della storia del balletto; giovedì 29 e venerdì 30 gennaio (repliche per le scuole) e sabato 31 gennaio alle 18 in scena Suspended chorus, nuovo assolo in cui l’artista mette in scena se stessa per rinnovare il proprio dialogo con il pubblico in un gioco di condivisione continua.
In Grand jeté la Gribaudi porta avanti la ricerca coreografica sulla relazione tra performer e pubblico a partire dalla trasmissione di alcuni passi della danza classica e del loro significato. Pliè, jeté, tour en l’air… parole che sono spesso collegate a dei passi conosciuti ma che possono aprire altri immaginari più profondi e che in Grand jeté vengono sperimentati insieme ai performer.
Silvia Gribaudi, come negli spettacoli precedenti, sviluppa una ricerca coreografica scegliendo di essere in scena e dialogando nel tempo presente sia con danzatori che con il pubblico. In che modo siamo o no coinvolti/e in un’azione collettiva o individuale? Questo metodo coreografico sposta continuamente lo sguardo di chi guarda, tra ciò che vede in scena, se stess* e le altre persone del pubblico generando il senso di essere un “corpo di ballo”.
In questo spettacolo con lei in scena ci sono 10 ballerine e ballerini della MM Contemporary Dance Company. “Sono i giovani che possono far fare un salto a tutta l’umanità – dice Silvia Gribaudi – per questo ho scelto una compagnia di ragazzi che abbiano la passione e il desiderio di portarci verso altri mondi a partire da un grand plié, ma tutti insieme per arrivare a un GRAND JETÉ!”
In SUSPENDED CHORUS, la performer sale sul palco da sola, ma non è mai sola. Partendo da un desiderio di collettività e unione, l’opera propone un rinnovato dialogo con il pubblico.
Il teatro, inteso come uno spazio di co-abitazione tra chi performa e chi assiste, diventa il luogo in cui gli spettatori e le spettatrici sono invitati a trasformarsi in un coro sospeso, fluttuante, plurale e necessario, diventando parte essenziale dell’opera stessa. Influenzata dalle pioniere della danza come Pina Bausch, Isadora Duncan e Anna Pavlova, Gribaudi si confronta con i limiti del suo corpo ultracinquantenne, trovando gioia e piacere nell’esplorazione delle sue potenzialità. Lo spettacolo de-costruisce i canoni moderni di bellezza e mette in luce la mortalità del corpo come entità individuale, celebrando al contempo la forza e il potere del collettivo. Ne siamo tutti e tutte parte integrante.
“Voglio sperimentare un allenamento all’empatia tradotto in coreografia, dove il pubblico si possa fare partecipe della danza di chi è sul palco. – spiega la Gribaudi – Un pubblico che diventi un “coro” senza copioni né spartiti, in relazione attiva e improvvisata con chi performa. Che possa abitare il dialogo sottile degli spazi “vuoti”, di silenzio e di sospensione. Voglio creare una coreografia indefinita che arrivi a completarsi solo grazie all’interazione di chi è venuto in teatro quella sera. Una composizione che, intrecciando l’empatia alla comicità, metta in discussione convenzioni sociali e stereotipi attraverso un atto di rivoluzione, perché in teatro possiamo allenarci a essere un coro, metafora delle società che contribuiamo a costruire.”
BIGLIETTI e INFO
È possibile prenotare al Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222, dal lunedì al sabato dalle 17 alle 20.
Acquisto disponibile presso il Botteghino centrale del CAOS – Centro Arti Opificio Siri (via Franco Molè 25, T 342 6241721) dal giovedì alla domenica 10-13 e 16-19); e presso la biglietteria Terni centro (corso Vecchio 227, T 0744 080704) dal lunedì al venerdì (9-13 e 16-18) sabato (9-12).
Acquisto online: www.teatrostabile.umbria.it
Michele Olivieri
Foto di Vojtěch Brtnický, courtesy Tanec Praha
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