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Buon compleanno a John Neumeier, custode del balletto europeo

Nel giorno del suo compleanno, rendere omaggio a John Neumeier significa celebrare una delle figure più autorevoli e longeve del balletto contemporaneo europeo.

Nato a Milwaukee nel 1939, Neumeier ha saputo costruire un ponte solido e visionario tra tradizione classica e sensibilità moderna, ridefinendo il ruolo del coreografo come autore totale: narratore, drammaturgo, curatore musicale e custode della memoria del balletto.

La sua storia artistica è indissolubilmente legata all’Hamburg Ballet, compagnia che ha diretto dal 1973 trasformandola in un centro di eccellenza internazionale. Ad Amburgo, Neumeier ha sviluppato un repertorio vastissimo, capace di dialogare con il grande patrimonio ottocentesco senza mai cedere alla musealizzazione.

Il suo lavoro non è mai stato semplice rilettura: è stato, piuttosto, un atto di interpretazione critica, un’indagine psicologica condotta attraverso il corpo.

Basti pensare alla sua versione di La Dame aux Camélias, forse il suo titolo più celebre: una coreografia che intreccia letteratura, musica e introspezione, costruita sulle pagine di Chopin, dove la tragedia romantica diventa studio delle fragilità umane.

Oppure alla monumentale Symphony of Sorrowful Songs, su musica di Górecki, in cui il linguaggio neumeieriano si fa meditazione spirituale e riflessione sul dolore collettivo.

Neumeier ha spesso scelto figure biografiche come chiave narrativa, trasformando la danza in teatro dell’anima: da Nijinsky a Mahler, i suoi ritratti coreografici non sono mai agiografie, ma esplorazioni profonde dell’identità artistica.

Il suo stile, immediatamente riconoscibile, fonde purezza accademica, teatralità espressionista e un uso sapiente del gesto quotidiano.

La tecnica classica rimane fondamento imprescindibile, ma viene piegata a un’urgenza narrativa che rende ogni movimento necessario. Accanto alla creazione, la sua opera pedagogica è stata altrettanto determinante.

Con la fondazione della scuola legata all’Hamburg Ballet, Neumeier ha garantito continuità a una tradizione che non teme l’evoluzione.

In un’epoca in cui molte compagnie hanno inseguito mode effimere, la sua direzione ha dimostrato che il repertorio può essere vivo solo se attraversato da una visione coerente e da una profonda cultura musicale.

Nel giorno del suo compleanno, la sua eredità appare chiara: John Neumeier ha restituito al balletto la sua dimensione narrativa senza sacrificarne la purezza formale.

Ha ricordato al pubblico che la danza non è soltanto virtuosismo, ma pensiero incarnato.

E ha dimostrato che il coreografo, quando è autore nel senso più pieno del termine, può ancora parlare al presente attraverso i grandi miti del passato.

Festeggiarlo oggi significa riconoscere non soltanto una carriera straordinaria, ma una concezione etica dell’arte: disciplina, memoria, profondità.

Neumeier resta un punto fermo, un maestro che ha saputo trasformare la scena in luogo di coscienza e bellezza.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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