
Un fisico considerato “non ideale”: Da giovane, Pavlova aveva caviglie sottilissime e un corpo molto esile, caratteristiche che all’epoca non erano considerate adatte al balletto classico. Trasformò però questi limiti in punti di forza, sviluppando uno stile etereo e leggerissimo che divenne la sua firma.
“La morte del cigno”, il suo ruolo immortale: La coreografia La morte del cigno, creata per lei da Michail Fokin nel 1905, la rese famosa in tutto il mondo. Non faceva parte di un balletto narrativo, ma era un assolo breve ed estremamente espressivo, perfetto per la sua sensibilità artistica.
Ambasciatrice del balletto nel mondo: Pavlova fu una delle prime ballerine a portare il balletto fuori dai grandi teatri europei. Si esibì in America, Asia, Australia e Sud America, contribuendo in modo decisivo alla diffusione della danza classica a livello globale.
Una vita interamente dedicata alla danza: Anna Pavlova non ebbe figli e non si sposò mai ufficialmente. La danza fu il centro assoluto della sua vita, seguita e sostenuta dal suo compagno e manager Viktor Dandré, che organizzò le sue lunghe tournée internazionali.
Arte, mito e leggenda: La sua morte nel 1931 contribuì a costruirne il mito. Si racconta che le sue ultime parole siano state: “Preparate il mio costume da cigno”. Vera o no, questa frase riassume perfettamente l’identificazione totale tra Pavlova e la sua arte.
Michele Olivieri
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