
Mercoledì 18 febbraio si terrà la prima delle due Serate danza previste nella Stagione 2026 del Teatro Grande: un’occasione per apprezzare due diverse coreografie che portano la firma di due giovani artisti italiani: Giovanfrancesco Giannini e Annamaria Ajmone.
Il lavoro Nico, Desertshore – Site Specific del coreografo e performer Giovanfrancesco Giannini verrà proposto in doppia replica alle ore 19.00 e alle ore 21.00 nel Salone delle Scenografie. Concepita appositamente per il Salone delle Scenografie, la performance di Giovanfrancesco Giannini – che vanta collaborazioni con artisti di rilievo internazionale come Alessandro Sciarroni, Francesca Foscarini, Dimitris Papaioannou – si ispirerà alla voce e all’universo musicale di Christa Päffgen (in arte Nico) e si dispiegherà in un viaggio poetico tra suono, memoria e danza. Seguendo alcune tracce musicali di Desertshore (1970) – album di culto della cantante tedesca, musa dei Velvet Underground – i danzatori costruiranno un vero e proprio paesaggio visivo, attraversato da echi di memoria e di poesia, con corpi che si muoveranno in un’atmosfera sospesa e rarefatta senza mai toccarsi.
Nella stessa serata alle ore 20.00, in Sala Palcoscenico Borsoni, si esibirà invece Annamaria Ajmone con il lavoro I pianti e i lamenti dei pesci fossili, un’opera visionaria che toccherà la poetica del confine tra ciò che è organico e ciò che è inorganico, tra vita e non-vita, tra lo scorrere del tempo e il suo stratificarsi: un confine di cui il fossile si fa testimonianza materiale ed esempio poetico. Sul palco, oltre alla stessa Annamaria Ajmone – coreografa da sempre interessata allo studio del corpo e delle sue potenzialità performative, nonché artista apprezzata a livello internazionale – si esibirà nella danza e nell’espressione vocale anche l’artista Veza Maria Fernandez.
Biglietti e carnet sono in vendita presso la Biglietteria del Teatro Grande e online sui siti teatrogrande.it e vivaticket.com
MERCOLEDÌ 18 FEBBRAIO ORE 19.00 E ORE 21.00
SALONE DELLE SCENOGRAFIE
GIOVANFRANCESCO GIANNINI
NICO, DESERTSHORE – SITE SPECIFIC
Ideazione e coreografia Giovanfrancesco Giannini
Performance Roberta Racis, Giovanfrancesco Giannini
Ambiente sonoro F. De Isabella
Direzione tecnica e disegno luci Valeria Foti
Produzione, management e distribuzione Körper Centro Nazionale di Produzione della danza
Con il sostegno di Le Alleanze dei Corpi- ZEIT, IRA Institute, NAOcrea 2025 – Arte, territorio e partecipazione – Ariella Vidach Aiep
GIOVANFRANCESCO GIANNINI
Giovanfrancesco Giannini è coreografo e danzatore residente in Italia. Si diploma come danzatore alla Scuola Civica di Milano Paolo Grassi nel 2015. Attualmente lavora come interprete per diversi artisti tra i quali: Alessandro Sciarroni, con lo spettacolo Save the last dance for me andato in scena con oltre duecento repliche in tutta Europa e nel mondo; Francesca Foscarini con il progetto Museo dell’altrove (Progetto promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), Adelaide Cioni in 5 geometric songs una produzione di Fondazione Furla e Ariella Vidach con la compagnia Aiep in diverse produzioni. Ha danzato per numerosi coreografi e registi tra i quali: Sang Jijia, Dimitris Papaioannou, Luca Veggetti, Mathilde Rosier, Dominique Dupuy e Ismael Ivo. Dal 2019 è impegnato nel portare avanti la sua ricerca artistica ed un suo linguaggio personale come artista attivo nell’ambito della coreografia e delle performing arts. I suoi lavori sono stati presentati in festival nazionali e internazionali, tra i quali: Santarcangelo Festival, FOG Triennale Milano Performing Arts, Fabbrica Europa, CCDC Festival Hong Kong, SCENA Sesc San Paolo, Secret Florence, Autunno Danza, Primavera dei Teatri, BIG Bari International performing Festival, Korperfomer, Lecite Visioni – Teatro dei Filodrammatici. Nel 2019 è tra i vincitori del bando Crossing The Sea – Marche Teatro con il progetto Memories (2019) e nel 2020 è tra gli artisti italiani selezionati per CRISOL – creative processes, Boarding Pass Plus. Nel 2019 è assistente alle coreografie per Alessandro Sciarroni alla Biennale di Venezia per Biennale college danza. Il suo primo lavoro CLOUD (2022) è stato selezionato per Dna Appunti Coreogarafici (RomaEuropa), Nid platform – open studios 2021 e Tanzmesse – open studios 2022. Nel 2023/24 è tra gli artisti supportati da R.O.M – Residencies On the Move – Creative Europe con il progetto Vanitas (2024). Dal 2021 è artista sostenuto da Körper – Centro Nazionale di Produzione della Danza. La sua pratica artistica riflette in particolare sul tema della politica delle immagini in relazione alla coreografia e alle performing arts.
MERCOLEDÌ 18 FEBBRAIO ORE 20.00
SALA PALCOSCENICO BORSONI
ANNAMARIA AJMONE
I PIANTI E I LAMENTI DEI PESCI FOSSILI
Danza e voce Annamaria Ajmone, Veza Maria Fernandez
Set e immagini Natália Trejbalová
Ricerca e collaborazione drammaturgica Stella Succi
Vestiti Fabio Quaranta
Disegno luci Elena Vastano
Consulenza set sonoro Attila Faravelli
Progetto web Giulia Polenta
Organizzazione Francesca d’Apolito
Diffusione Alessandra Simeoni
Produzione Associazione L’Altra
Coproduzione Triennale Milano Teatro, Fondazione del Teatro Grande di Brescia, Festival Aperto/Fondazione I Teatri Reggio Emilia, Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni, Snaporazverein, Short TheatreArtista associata Triennale Teatro Milano 2021-2024
In collaborazione con Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin 2022 – 2024 nell’ambito del progetto residenze coreografiche Lavanderia a Vapore
ANNAMARIA AJMONE
Annamaria Ajmone è danzatrice e coreografa. Laureata in Lettere Moderne presso l’Università Statale di Milano, si diploma come danzatrice presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Al centro della sua ricerca c’è il corpo inteso come materia plasmabile e mutevole, capace di trasformare spazi in luoghi creando parallelismi e sovrapposizioni temporali. Si avvale per le proprie produzioni di collaboratori e collaboratrici con cui condivide il processo creativo, coinvolgendo così diverse immagini e visioni. Le sue performance sono il risultato di un lavoro collettivo, nato da incontri e confronti in cui è infine complesso individuare la proprietà dell’oggetto artistico. Presenta i propri lavori in numerosi festival di danza, teatro e performing arts, musei, gallerie d’arte e fondazioni, tra cui: Torino Danza (Torino), La Biennale Danza (Venezia), Public Fiction (Los Angeles), brut (Vienna), Bit-teatergarasje (Bergen), Palais de Tokyo (Parigi), Pinacoteca Agnelli (Torino), Palazzo Grassi (Venezia), Fabbrica Europa (Firenze), FOG Triennale (Milano), Short Theater (Roma), Le Quarz (Brest), ADC (Ginevra), On Marche (Marrakech), BiPOD Festival (Beirut), Ramallah Contemporary Festival (Ramallah), M1 Contact Contemporary Dance Festival (Singapore), New Dance For Asia International Festival (Seoul), Festival Aperto (Reggio Emilia). Per Matera Capitale della Cultura Europea 2019 cura le coreografie per l’opera Cavalleria Rusticana, con regia di Giorgio Barberio Corsetti e la produzione del Teatro San Carlo di Napoli. È tra gli organizzatori di Nobody’s Indiscipline, piattaforma di scambio di pratiche tra artisti. Oltre alla pratica performativa e curatoriale, si dedica da qualche anno alla trasmissione di pratiche e conoscenze attraverso la conduzione di workshop e laboratori. Nel 2021-2024, è artista associata della Triennale Milano Teatro.
Michele Olivieri
Foto di Angelo Maggio
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