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Buon compleanno a Sylvie Guillem: étoile per sempre

In occasione del compleanno di Sylvie Guillem, il mondo della danza celebra non solo una delle più grandi ballerine del nostro tempo, ma un’artista che ha ridefinito i confini stessi del balletto classico.

Nata a Parigi il 25 febbraio 1965, Sylvie Guillem entra giovanissima all’Opéra di Parigi. La sua ascesa è fulminea: nel 1984, a soli 19 anni, viene nominata étoile del Ballet de l’Opéra national de Paris da Rudolf Nureyev, allora direttore della compagnia. Un riconoscimento straordinario, che segna l’inizio di una carriera destinata a lasciare un’impronta indelebile.

Dotata di una tecnica prodigiosa, di un’estensione fuori dal comune e di una linea perfetta, Guillem ha incarnato un ideale di ballerina moderna: rigorosa ma libera, disciplinata ma indipendente. Le sue celebri arabesque a 180 gradi sono diventate iconiche, ma ridurre la sua grandezza alla sola tecnica sarebbe limitante. Guillem è stata soprattutto un’interprete intelligente, capace di scavare nei personaggi con profondità drammatica e sensibilità contemporanea.

Dopo aver lasciato l’Opéra di Parigi, Guillem diventa artista ospite principale del Royal Ballet, consolidando la propria fama internazionale. Interpreta i grandi ruoli del repertorio classico — da Giselle a Il lago dei cigni, da Manon a Romeo e Giulietta — ma è nel dialogo con la danza contemporanea che la sua figura si fa rivoluzionaria.

Collabora con coreografi come William Forsythe, Mats Ek e Maurice Béjart, portando nel balletto un linguaggio nuovo, più spigoloso, più umano. Non teme di mettere in discussione le gerarchie tradizionali, né di negoziare condizioni contrattuali inusuali per l’epoca, affermando con forza l’autonomia dell’artista.

Nel 2015, con il tour d’addio Life in Progress, Sylvie Guillem saluta le scene, scegliendo di ritirarsi quando è ancora al massimo livello. Una decisione coerente con la sua personalità: sempre padrona del proprio percorso, mai disposta a compromessi sulla qualità.

Da allora si è dedicata a cause ambientali e umanitarie, confermando una sensibilità che va oltre il palcoscenico.

Nel giorno del suo compleanno, il tributo a Sylvie Guillem è anche un invito a riflettere su cosa significhi essere artista oggi. Ha dimostrato che la tradizione può essere rispettata senza essere subita, che l’eccellenza tecnica può convivere con la ricerca, che la libertà è parte integrante della disciplina.

Il suo nome resta sinonimo di perfezione, coraggio e visione. E mentre le nuove generazioni continuano a studiare le sue interpretazioni, il suo esempio rimane vivo: non solo danzare bene, ma danzare con consapevolezza, intelligenza e autenticità.

Buon compleanno, Sylvie Guillem — étoile per sempre.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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