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L’Illusione della leggerezza: la danza è una disciplina per ‘duri’

Nell’immaginario collettivo è diffusa l’idea che la danza sia una disciplina delicata, fatta di tutù, scarpette di raso e leggerezza senza fatica. È una visione che confonde il risultato finale con il percorso.

La realtà è molto diversa: la danza è una disciplina per gente tosta.

Richiede una soglia di tolleranza alla fatica che poche altre attività domandano. Mentre in altri contesti al primo segno di disagio ci si ferma, il ballerino impara a convivere con il limite.

I danzatori sono atleti d’élite che non possono permettersi di mostrare lo sforzo. Devono eseguire movimenti complessi mantenendo un’espressione serena. Questo implica sviluppare il dominio sul corpo e sulla mente.

Niente e nessuno è spietato come lo specchio della sala danza. Non ha filtri, mostra ed evidenzia ogni errore, ogni imperfezione tecnica. Stare di fronte ai propri limiti, giorno dopo giorno, necessita di un coraggio smisurato. La convinzione di poter migliorare richiede un’umiltà fuori dal comune.

La danza infatti distrugge l’ego fragile e forgia una resilienza che nessun’altra disciplina potrà mai insegnare.

Per guadagnarsi tre minuti di palcoscenico servono mesi di sudore e sacrifici. Significa rinunciare alle uscite con gli amici per andare alle prove, ripresentarsi in sala anche quando si è stanchi morti, accettare che il miglioramento arrivi a piccoli passi, attraverso la ripetizione costante.

Insegnare danza significa formare persone capaci di incassare i ‘no’, di gestire l’ansia e di trasformare la tensione in energia creativa.

Chi resiste con passione in una sala danza non si blocca di fronte alle difficoltà della vita. Ha imparato che la vera forza sta nella tenacia, nel sapere dove si vuole arrivare, senza paura di faticare per ottenere l’obiettivo.

Dentro ogni danzatore quindi c’è un ‘duro’, una roccia, capace di mostrare al mondo la bellezza con naturalezza. Essa non è apparenza, né un dono estetico, ma è la vittoria quotidiana della tenacia sulla fatica e sulla tentazione di rinunciare quando le cose diventano difficili.

Stefania Napoli
 www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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