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The Margot Fonteyn International Ballet Competition 2026

Dal 17 al 21 agosto 2026 la Royal Academy of Dance (RAD) ospiterà una nuova edizione di The Margot Fonteyn International Ballet Competition, uno dei più prestigiosi concorsi internazionali dedicati ai giovani talenti del balletto classico. L’evento rappresenta un importante trampolino di lancio per ballerini provenienti da tutto il mondo, offrendo loro l’opportunità di confrontarsi davanti a una giuria composta da personalità di primo piano del panorama coreutico internazionale. Intitolata alla leggendaria ballerina britannica Margot Fonteyn, figura simbolo del balletto del Novecento e storica Presidente della Royal Academy of Dance, la competizione premia ogni anno tecnica, musicalità, espressività artistica e potenziale interpretativo dei partecipanti. Più che una semplice gara, il concorso è considerato un percorso di crescita professionale che valorizza il talento e accompagna i giovani danzatori verso una carriera nelle principali compagnie internazionali. Nel corso delle cinque giornate di prove e selezioni, i concorrenti affrontano variazioni del repertorio classico e coreografie contemporanee, dimostrando versatilità, preparazione tecnica e capacità di interpretazione. Il format riflette infatti l’evoluzione della formazione dei ballerini, chiamati oggi a padroneggiare linguaggi differenti e ad affrontare un repertorio sempre più ampio. La competizione richiama candidati provenienti da numerosi Paesi, molti dei quali formatisi nelle scuole affiliate alla ...

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Cast e programma di Roberto Bolle and Friends a Verona

Si rinnova l’appuntamento all’Arena di Verona con Roberto Bolle and Friends, format che dal 2000 porta la danza al grande pubblico, in coproduzione con ARTEDANZAsrl. Per un’unica imperdibile data, martedì 21 luglio, l’immenso palcoscenico sotto le stelle accoglierà undici tra i più prestigiosi ballerini solisti del mondo, fra debutti e attesi ritorni. Ben dieci, quest’anno, guidati naturalmente dall’ideatore e principale interprete, Roberto Bolle, étoile del Teatro alla Scala di Milano e ambasciatore internazionale del balletto in tutte le sue forme. “L’Arena di Verona non è solo un palcoscenico, è un tempio dell’arte a cielo aperto– afferma Roberto Bolle -. Per la data del 21 luglio ho voluto costruire un viaggio artistico che unisce la tradizione classica alla modernità, insieme a partner di livello internazionale. Il nostro obiettivo è sempre lo stesso, ma ogni volta rinnovato: portare la grande danza a tutti, rompere gli schemi e regalare una serata all’insegna della bellezza in una delle cornici più importanti del mondo”. Con lui, dal Teatro alla Scala, l’étoile Nicoletta Manni e il primo ballerino Timofej Andrijashenko. Dall’Opéra National de Paris, l’étoile Sae Eun Park, e i solisti Lorenzo Lelli e Shale Wagman, al debutto così come Riho Sakamoto, prima ballerina del Dutch ...

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La stagione 2026/2027 del “Béjart Ballet Lausanne”

La stagione 2026/2027 del Béjart Ballet Lausanne si sviluppa attraverso un prestigioso tour internazionale che celebra il patrimonio artistico di Maurice Béjart, affiancandolo a nuove creazioni e riletture contemporanee del suo repertorio. Un percorso che attraversa alcune delle più importanti scene europee, confermando la vitalità e l’attualità di una compagnia capace di coniugare tradizione, innovazione ed eccellenza interpretativa. Il sipario si alza il 25 e 27 settembre 2026 al Théâtre du Jorat di Mézières, dove la compagnia torna dopo il successo del 2023 con un programma d’eccezione composto da 7 Danses grecques di Maurice Béjart, Real Love di Andonis Foniadakis e un nuovo balletto che sarà annunciato nei prossimi mesi. Dal 9 all’11 ottobre 2026 il Béjart Ballet Lausanne sarà protagonista al Teatro Lirico di Cagliari, con quattro rappresentazioni dedicate a tre capolavori del repertorio di Maurice Béjart: 7 Danses grecques, L’Oiseau de Feu e l’intramontabile Boléro. L’8 novembre 2026 la compagnia approderà al Teatro de la Maestranza di Siviglia per una serata unica che si aprirà con Béjart et nous, l’omaggio al repertorio del Maestro ideato dal direttore artistico Julien Favreau, proseguirà con Real Love di Andonis Foniadakis e culminerà con il maestoso Boléro, creato da Maurice Béjart nel ...

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In autunno la Scala riporta in scena la storica “Giselle”

Dopo le otto recite di Don Chisciotte praticamente esaurite, al rientro dalla pausa estiva sarà Giselle a ritornare in scena alla Scala e sarà anche oggetto di registrazione da parte di Rai Cultura. La Stagione in corso si concluderà poi a novembre con l’attesissima serata Balanchine Bausch/ Stravinskij che ben  riassume ed esalta  le linee guida delle Stagioni del Ballo: grandi nomi, grande repertorio, nuove sfide con nuovi stili e produzioni in debutto. Assente dal palcoscenico scaligero dal 2022, ma nel 2024 in trionfo con il pubblico di Shanghai, Giselle torna alla Scala dall’ 1 al 23 ottobre, nella classica coreografia di Coralli/Perrot ripresa da Yvette Chauvirè. Una storia d’amore, tradimento e redenzione, tra gioiose feste contadine e il bianco stuolo di willi, affascinanti quanto spietate: Giselle, balletto romantico per eccellenza, continua a commuovere il pubblico con la sua storia delicata, a coinvolgerlo grazie alla tecnica e alla sensibilità dell’interpretazione dei protagonisti, nel contrasto fra un mondo solare e un regno oscuro popolato di spiriti. Il Corpo di Ballo scaligero riporta in scena l’indimenticabile coreografia di Coralli-Perrot nella ripresa di Yvette Chauviré, che proprio con la cura e la raffinatezza di ruoli come Giselle ha esaltato la tradizione classica in tutta ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Alvin Ailey

Parlare di Alvin Ailey significa evocare una danza capace di trasformare il movimento in memoria, emozione e poesia visiva. La sua arte non si limitava alla costruzione di coreografie: era un linguaggio che univa la forza della tradizione alla libertà dell’espressione contemporanea, dando voce a sentimenti universali attraverso il corpo umano. Nel panorama della danza del Novecento, Ailey seppe creare un’estetica inconfondibile, fondata sull’incontro tra tecnica rigorosa e profonda sensibilità emotiva. Le sue opere non cercavano la pura astrazione, ma un dialogo diretto con l’esperienza umana. Nei suoi lavori il gesto diventava racconto, il ritmo diventava memoria e la scena si trasformava in uno spazio dove la sofferenza, la speranza, la fede e la gioia trovavano una forma concreta e vibrante. Ciò che rende ancora oggi straordinaria la sua eredità artistica è la capacità di aver ampliato i confini della danza moderna senza rinunciare alla sua dimensione più autentica. Ailey concepiva il movimento come una forza inclusiva, in grado di parlare a ogni spettatore indipendentemente dalla provenienza culturale o sociale. La sua danza possedeva un’eleganza intensa, mai fredda o distante, perché nasceva da una profonda fiducia nella capacità dell’arte di creare connessioni e di raccontare l’essenza dell’essere umano. Le sue ...

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Analisi coreografica e stilistica del Don Chisciotte di Nureyev

Il Don Chisciotte di Rudolf Nureyev rappresenta una delle più compiute sintesi tra il rispetto della grande tradizione accademica e una concezione moderna della drammaturgia coreografica. Lontano dall’essere una semplice ripresa del celebre balletto ottocentesco concepito da Marius Petipa su musica di Ludwig Minkus, la versione di Nureyev si configura come una vera e propria rifondazione interpretativa del capolavoro, capace di esaltarne tanto la brillantezza virtuosistica quanto la profondità teatrale. La recente ripresa al Teatro alla Scala ha confermato, ancora una volta, la straordinaria vitalità di una produzione che continua a rappresentare uno dei vertici del repertorio classico internazionale. L’approccio coreografico di Nureyev si fonda su un principio fondamentale: il balletto classico non è una successione di variazioni virtuosistiche, ma un organismo drammatico in cui ogni passo, ogni gesto e ogni costruzione spaziale partecipano alla definizione del racconto. In questa prospettiva, Don Chisciotte perde qualsiasi carattere puramente decorativo per assumere una dimensione teatrale estremamente articolata, nella quale il virtuosismo diventa linguaggio espressivo e non semplice esibizione tecnica. Ciò che distingue immediatamente la scrittura coreografica di Nureyev è la densità del movimento. Le sequenze si sviluppano secondo una continuità quasi ininterrotta, evitando qualsiasi staticità compositiva. I tempi morti vengono eliminati attraverso ...

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L’ultima trincea del reale: la danza è il farmaco di cui i giovani non sanno di aver bisogno

Entrare in una sala danza nel 2026 significa varcare la soglia di un ecosistema protetto. Fuori c’è il mondo della gratificazione istantanea e temporanea, delle risposte algoritmiche e di un’identità giovanile frammentata in pixel e scroll. Dentro, ci sono uno specchio, una sbarra di legno e il silenzio che precede la musica. Se per decenni la danza è stata considerata dai genitori una disciplina utile per correggere la postura o sfogare l’energia, oggi essa ha cambiato radicalmente funzione, acquisendone una sociale e perfino terapeutica. Per le nuove generazioni, non è più solo un’attività, è un atto di resistenza psicologica, una via di fuga da dinamiche quotidiane che stanno saturando la mente. Quindi la danza è fondamentale per la salute cognitiva. I ragazzi oggi crescono sotto una lente d’ingrandimento costante. Ogni errore, commento o momento imbarazzante viene filmato, screenshottato e diffuso. Questo genera un’ansia da prestazione tossica e ossessiva che crea uno stato di dipendenza. La sala danza è uno dei pochissimi luoghi rimasti in cui l’errore è privato, protetto e passeggero. Se si perde l’equilibrio durante un giro o si sbaglia una diagonale, quel momento svanisce nell’istante in cui accade e precede il miglioramento. Sbagliare insegna la bellezza e l’importanza ...

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Curiosità nello stile Bournonville: la leggerezza nascosta

C’è qualcosa di sorprendente nel modo in cui alcune tradizioni riescono a sopravvivere quasi intatte al passare del tempo, come se avessero trovato un equilibrio così perfetto da non aver bisogno di essere reinventate. È il caso dello stile Bournonville, che sembra sfidare le mode e le trasformazioni del balletto per restare fedele a una propria idea di movimento, di corpo e persino di spazio. In un’epoca in cui il balletto romantico tendeva a trasformare la ballerina in una figura eterea, quasi sospesa in un mondo irreale, Bournonville compie una scelta che incuriosisce ancora oggi: non riduce il ruolo maschile a semplice sostegno, ma lo riporta al centro della scena. È come se volesse raccontare una storia più equilibrata, dove il dialogo tra i corpi conta quanto la loro leggerezza. Il risultato non è solo una questione tecnica, ma un diverso modo di guardare alla danza, più dinamico e meno gerarchico. Questa visione si riflette anche nella qualità del movimento. Il lavoro dei piedi, rapido e preciso, cattura l’attenzione quasi come un linguaggio segreto, fatto di piccoli dettagli che sfuggono a uno sguardo distratto. Non è una velocità fine a se stessa, ma una sorta di energia compressa che si ...

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Addio a Dulce Wohner, pioniera del balletto cubano

Con la scomparsa di Dulce Wohner, poi conosciuta come Dulce Anaya, il mondo della danza perde una delle protagoniste della generazione che contribuì alla nascita e all’affermazione della scuola cubana di balletto. Nata a L’Avana il 26 dicembre 1931 e scomparsa a Jacksonville il 13 luglio 2026, ha dedicato l’intera vita all’arte coreutica, distinguendosi sia come interprete sia come apprezzata insegnante, lasciando un’eredità destinata a vivere attraverso i suoi allievi e la storia del balletto internazionale. La sua carriera attraversò alcuni dei momenti più importanti della danza del Novecento: dagli esordi accanto ad Alicia, Fernando e Alberto Alonso alla consacrazione nei maggiori teatri europei, fino alla lunga attività didattica negli Stati Uniti, dove formò nuove generazioni di danzatori. Nata come Dulce Wohner Ventayol nei pressi dell’Avana, era figlia di un pianista di origine austriaca stabilitosi a Cuba e di un’insegnante cubana. L’ambiente familiare favorì sin dall’infanzia la sua inclinazione artistica e la indirizzò verso lo studio della danza classica. La sua formazione ebbe inizio presso la prestigiosa Sociedad Pro-Arte Musical, la più importante istituzione cubana dedicata alla diffusione della cultura musicale e coreutica prima della rivoluzione. Qui studiò inizialmente sotto la guida del maestro bulgaro Georges Milenoff, figura fondamentale nella ...

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English National Ballet 26/27: una stagione tra classici e novità

L’English National Ballet presenta la stagione 2026/27 sotto il segno di un invito preciso al pubblico: “sentire di più”. Un messaggio che racchiude la visione del direttore artistico Aaron S. Watkin e che definisce un programma capace di unire il grande repertorio del balletto, nuove commissioni coreografiche, riletture contemporanee e progetti pensati per avvicinare alla danza spettatori di tutte le età. La nuova stagione si aprirà al Sadler’s Wells Theatre di Londra nel settembre 2026 con Rhythm Riot, un trittico che celebra il rapporto tra musica, movimento ed energia scenica. Il programma riunisce tre linguaggi coreografici differenti: per la prima volta l’English National Ballet presenterà Symphony in Three Movements di George Balanchine, capolavoro neoclassico costruito sulla musica omonima di Igor Stravinskij, caratterizzato da velocità, precisione e brillantezza tecnica. Accanto a Balanchine arriveranno due nuove creazioni in prima mondiale: Auguries of Innocence di Jae Man Joo, ispirata alla poesia di William Blake e alla sua riflessione sul rapporto tra innocenza, esperienza e condizione umana, e Bow Out di Micaela Taylor, un lavoro che trae ispirazione dall’energia della scena jazz degli anni Trenta e dal suo ritmo travolgente. La stagione proseguirà con uno dei titoli più amati dal pubblico internazionale: Romeo and ...

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