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Marcos Morau/La Veronal, “La mort i la primavera”, Triennale Milano

Tra gli appuntamenti clou della nona edizione di FOG Performing Arts Festival, Marcos Morau – artista associato di Triennale Milano Teatro – presenta con la sua compagnia La Veronal il nuovo spettacolo La mort i la primavera. Basato sul romanzo omonimo dell’autrice catalana Mercè Rodoreda, il lavoro è una fiaba crudele e visionaria, oscura ed enigmatica, nella quale l’acclamata compagnia catalana si immerge per dare vita a un’allegoria della libertà creativa e della capacità dell’arte di affrontare l’angoscia del ciclo creazione-distruzione. Sul palcoscenico prende vita un universo fantastico, sospeso fra la dimensione spirituale e quella animale, dove non c’è alcuna “legge della vita”, perché la vita ha più poteri delle leggi: un universo che danza, implacabile, attorno alle nostre misere azioni, alla nostra gesticolazione vana, in un viaggio tra illusioni del passato, paura del presente e lotta per un futuro sempre più difficile da immaginare. «Il mondo crudele e senza tempo del romanzo – scrive Morau – è anche un’allegoria dei mali del mondo, delle devastazioni e dei fascismi della modernità: perché presenta la Storia come il risultato di una terribile sordità alla musica segreta di tutti gli esseri viventi; perché mette a nudo un’umanità oppressiva e oppressa, sempre incline ...

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Un maestro della danza moderna: l’eredità di Luigi Faccuito

Luigi Faccuito, nato Eugene Louis Faccuito e universalmente conosciuto nel mondo della danza semplicemente come Luigi, è stato uno dei protagonisti della storia della jazz dance negli Stati Uniti: ballerino, coreografo e soprattutto pedagogo, è considerato da molti il fondatore della prima vera tecnica strutturata di allenamento per la danza jazz. Il suo lavoro si basava su alcuni principi centrali del movimento: l’allineamento corretto del corpo, la stabilità del centro, il controllo dell’equilibrio e la capacità del danzatore di percepire il movimento dall’interno. Questi elementi confluirono in un sistema di esercizi che Luigi sviluppò nel corso degli anni e che divenne noto come Luigi Warm-Up Technique, un programma di preparazione fisica pensato non solo per migliorare la qualità della danza ma anche per rafforzare il corpo e prevenire o recuperare infortuni. Proprio per queste caratteristiche, il metodo è stato talvolta utilizzato anche in contesti di riabilitazione fisica. Con il tempo questo sistema di lavoro si è affermato come uno dei primi metodi codificati per l’insegnamento della danza jazz e della danza legata al teatro musicale, offrendo agli interpreti una base tecnica stabile su cui costruire il proprio stile. L’origine di questo metodo è legata a un momento molto difficile della ...

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Il musical “La Cage aux Folles” a La Seine Musicale di Parigi

Nell’autunno del 2026 uno dei musical più iconici della storia del teatro tornerà sulle scene francesi in una cornice spettacolare: La Cage aux Folles sarà rappresentato a La Seine Musicale, uno dei poli culturali più moderni dell’area parigina. L’evento promette di unire la grande tradizione del teatro musicale con una produzione contemporanea, riportando alla ribalta una storia che ha segnato profondamente la cultura popolare europea e americana. La storia di La Cage aux Folles affonda le sue radici nella Francia degli anni Settanta. L’opera originale fu scritta dal drammaturgo Jean Poiret e debuttò a teatro nel 1973, ottenendo immediatamente un enorme successo. La trama ruota attorno alla vita di Georges, proprietario di un locale di cabaret sulla Costa Azzurra, e del suo compagno Albin, star dello spettacolo drag del locale. La commedia giocava con ironia e umanità sui temi dell’identità, della famiglia e della tolleranza, elementi che negli anni Settanta erano ancora relativamente nuovi per il grande pubblico teatrale. Il successo della pièce portò presto a un adattamento cinematografico: il film La Cage aux Folles, diretto da Édouard Molinaro con interpreti Michel Serrault e Ugo Tognazzi, uscì nel 1978 e divenne un fenomeno internazionale, vincendo anche il Golden Globe come miglior film straniero ...

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Al Teatro Morlacchi di Perugia in scena redrum di gruppo nanou

La Stagione 25/26 del Teatro Morlacchi di Perugia prosegue con il quarto appuntamento della Rassegna di danza “Perché non ballate?”: sabato 21 marzo alle ore 18 e domenica 22 marzo alle ore 17 in scena redrum di gruppo nanou; coreografie di Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci e con gli interpreti Carolina Amoretti, Marina Bertoni, Rhuena Bracci, Andrea Dionisi, Agnese Gabrielli e Marco Maretti. Vincitore del Premio Ubu 2024 ex-aequo nella categoria “miglior spettacolo di danza”. redrum è il primo capitolo del nuovo progetto pluriennale Overlook Hotel di gruppo nanou, formazione nata nel 2004 come spazio di confronto delle visioni artistiche di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Roberto Rettura, diventando luogo dove corpo, suono e immagine trovano un linguaggio comune nella coreografia, dando vita a un’opera organica. Il titolo dello spettacolo omaggia Shining, sia il romanzo di Stephen King che la interpretazione filmica che ne ha dato Stanley Kubrick, evocando l’idea di uno spazio inesistente ma familiare, capace di scatenare un immaginario conturbante popolato da fantasmi e da ricordi in cui si perde il confine tra realtà, sogno e desiderio. redrum è una installazione coreografica per cinque danzatori e un performer in cui vengono riscritte le regole del rito ...

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Sergej Diaghilev: il potere di vedere prima degli altri

      Sergej Diaghilev non fu semplicemente un impresario: fu un catalizzatore, una mente che trasformò l’arte in un organismo vivo capace di attraversare confini, discipline e sensibilità. La sua figura si muove tra contraddizioni affascinanti: aristocratico senza fortuna, visionario senza tecnica specifica, organizzatore senza compromessi. Eppure proprio da queste tensioni nacque una delle rivoluzioni culturali più decisive del primo Novecento. Nato nella Russia imperiale, Diaghilev crebbe in un ambiente in cui la cultura era segno di distinzione sociale ma anche spazio di sperimentazione. Sin da giovane mostrò una predisposizione non tanto per la creazione artistica diretta, quanto per il riconoscimento del talento altrui. Questa capacità, apparentemente secondaria, si rivelò invece il fulcro della sua grandezza: vedere prima degli altri, comprendere ciò che ancora non era stato pienamente espresso, e metterlo nelle condizioni di esistere. Il suo primo campo d’azione fu quello delle arti visive e della critica. Ma ben presto intuì che il vero salto non stava nel perfezionare un linguaggio, bensì nel metterli tutti in relazione. Fu qui che nacque la sua idea più radicale: l’arte totale non come semplice somma di elementi, ma come collisione fertile tra forme diverse. La danza, la musica, la pittura, la ...

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Opera Locos debutta al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia

Un musical fuori dagli schemi, dove l’opera lirica incontra la comicità travolgente del teatro fisico. Arriva per la prima volta a Reggio Emilia Opera Locos, lo spettacolo della compagnia spagnola Yllana che ha conquistato i palcoscenici internazionali con una formula originale e irresistibile. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia venerdì 20 e sabato 21 marzo alle ore 20.30 e domenica 22 marzo alle ore 15.30, con la regia dei direttori artistici David Ottone e Joe O’Curneen, la direzione musicale di Marc Álvarez e Manuel Coves e le coreografie di Carlos Chamorro. Lontano dai musical tradizionali, Opera Locos propone un incontro sorprendente tra lirica, teatro gestuale e comicità. Sul palco cinque cantanti lirici di grande tecnica vocale si muovono tra virtuosismi musicali e situazioni esilaranti, dando vita a uno spettacolo che alterna momenti di grande qualità musicale a gag irresistibili. Debuttato a Madrid nel maggio 2018, Opera Locos ha rapidamente conquistato il pubblico internazionale ed è stato rappresentato in numerosi paesi, tra cui Spagna, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Corea del Sud e Cina. Ha ottenuto particolare successo all’Edinburgh Fringe Festival e al Sadler’s Wells di Londra, mentre in Francia la produzione è arrivata alla ...

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Tchaikovsky Pas de Deux: storia, personaggi, curiosità e trama

Il Tchaikovsky Pas de Deux occupa un posto particolare nella storia del balletto: pur essendo oggi uno dei passi a due più celebri del repertorio classico, nasce in realtà da un episodio singolare legato alla fortuna e alle trasformazioni di un’altra opera monumentale, Il lago dei cigni. La musica fu composta da Pëtr Il’ič Čajkovskij negli anni Settanta dell’Ottocento per la partitura del Lago dei cigni, destinata al Teatro Bol’šoj di Mosca, ma per ragioni che la storia non ha mai chiarito completamente questo brano non entrò nella versione definitiva del balletto rappresentata nel 1877. Per lungo tempo si ritenne addirittura che la musica fosse andata perduta. La vicenda riemerse molti decenni dopo, quando nel corso del Novecento vennero ritrovate negli archivi del Teatro Mariinskij alcune parti orchestrali appartenenti proprio a quella sezione musicale dimenticata. Il ritrovamento restituì alla danza una pagina brillante e virtuosistica, tipica dello stile di Čajkovskij, caratterizzata da un’ouverture scintillante, da un adagio lirico e da due variazioni di grande difficoltà tecnica, prima di una coda conclusiva costruita su un crescendo di energia e precisione musicale. La coreografia che oggi conosciamo come Tchaikovsky Pas de Deux fu creata nel 1960 da George Balanchine per il New ...

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La danza è un viaggio verso la felicità e la completezza

La felicità è un concetto sfuggente e spesso difficile da definire. Cambia forma a seconda di chi la vive: per alcuni coincide con momenti di gioia intensa, per altri con una costante serenità. La felicità quindi è più una questione di percezione e di stato d’animo che di circostanze oggettive. Ma c’è un campo in cui essa trova indiscutibilmente terreno fertile per germogliare e manifestarsi: la danza. La connessione tra salute fisica e felicità è universalmente riconosciuta: un corpo allenato, libero da tensioni, permette di vivere meglio e di comprendere ed esprimere le emozioni in modo più autentico e intenso. La danza diventa così uno strumento per valorizzare la felicità: la sensazione di benessere fisico si riflette sullo stato mentale, generando una profonda sensazione di completezza. La ricerca dell’eccellenza tecnica infatti si intreccia con la creatività e con la soddisfazione personale: ogni movimento appreso e ben eseguito diventa un traguardo raggiunto, una piccola vittoria che alimenta la gioia. Quando si crea o si fruisce arte, infatti, ci si immerge in un’esperienza che trascende la quotidianità, libera dallo stress e favorisce la connessione con se stessi e con gli altri. La danza non offre solo momenti di euforia, ma crea una ...

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Torta Pavlova: una coreografia di frutta e soffice meringa

C’è un dolce che danza sul palato con la leggerezza di una piuma sospinta dal vento: la Pavlova. La sua crosta esterna, fragile e croccante, cela un cuore morbido e dolce, quasi etereo, che sembra sfidare la gravità, proprio come la ballerina a cui deve il suo nome. Ogni morso è un piccolo arabesco di gusto, un volteggio tra dolcezza e acidità, tra la sofficità della meringa e la freschezza della frutta che la adorna, come un costume scintillante sotto i riflettori di un palcoscenico. La nascita della Pavlova è avvolta in una leggenda che attraversa oceani e cucine: si racconta che negli anni ’20, in Australia o in Nuova Zelanda — la paternità è contesa — un pasticcere volle rendere omaggio alla grande ballerina russa Anna Pavlova, in tournée nel Sud Pacifico. Affascinato dalla sua leggerezza e dalla grazia dei suoi movimenti, creò un dolce che potesse incarnare la stessa eterea eleganza: meringa montata a neve ferma, croccante fuori e morbida dentro, ricoperta di panna fresca e decorata con frutti succosi, un vero balletto di sapori e consistenze. In un colpo di genio culinario, il dolce diventò un tributo non solo alla danza, ma alla capacità di librarsi oltre ...

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Il principal dancer Jacopo Bellussi “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Dame aux camélias e Romeo e Giulietta. Il balletto contemporaneo prediletto? Gods and dogs di Jiří Kylián. Il teatro del cuore? L’Opera di Amburgo… la mia casa per 14 anni! Un romanzo da trasformare in balletto? Il nome della rosa di Umberto Eco. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La voce della luna di Federico Fellini. Il costume di scena che hai preferito indossare? Bernstein Dances di John Neumeier, avevamo degli stupendi abiti da sera di Armani. Quale colore associ alla danza? Tutti i colori, a seconda di che tipo di danza e di come mi sento in quel preciso istante. Che profumo ha la danza? Muschio Bianco. La musica più bella scritta per balletto? Nocturnes di Chopin e Quinta sinfonia di Mahler. Il film di danza irrinunciabile? The Company di Robert Altman. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo passo di danza preferito? Grand jeté. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Onestamente cerco semplicemente di essere Jacopo ogni volta che salgo in scena e non penso mai all’interpretare un personaggio, non importa ...

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