Nel 1974 Roy Lichtenstein realizza The Dance, un dipinto che affronta un tema tradizionale come la danza con un linguaggio visivo completamente rinnovato. L’opera mostra una sequenza di figure femminili stilizzate, costruite con colori primari intensi e contorni neri marcati, disposte nello spazio secondo un ritmo che suggerisce una coreografia continua. Non si tratta di corpi realistici, ma di forme semplificate, quasi astratte, che sembrano funzionare come elementi modulari all’interno di una composizione rigorosamente organizzata. La particolarità del dipinto sta nel modo in cui il movimento, elemento essenziale della danza, viene tradotto in immagine. Lichtenstein non cerca di rappresentare un gesto preciso o una scena riconoscibile, ma piuttosto di evocare una sensazione ritmica attraverso la ripetizione e la variazione minima delle figure. Le posture delle danzatrici, con arti piegati e linee curve, generano una dinamica visiva che suggerisce energia e continuità, come se l’azione si sviluppasse oltre i limiti della tela. Il movimento diventa così un effetto percettivo, costruito attraverso il linguaggio grafico e non attraverso la narrazione. Questo approccio richiama inevitabilmente il confronto con opere storiche dedicate allo stesso soggetto, come La Danse di Henri Matisse. Anche qui si ritrovano figure essenziali, colori piatti e una disposizione circolare, ma ...
Read More »Redattori
Su Rai 5 “We Humans Are Movement” di Wayne McGregor
Mercoledì 6 maggio alle ore 19.14 su Rai 5 va in onda un appuntamento dedicato alla danza contemporanea che porta sullo schermo una delle produzioni più interessanti della scena internazionale recente: We Humans Are Movement – Biennale College Danza 2024. Si tratta della prima mondiale della creazione firmata dal coreografo britannico Wayne McGregor, artista noto per il suo linguaggio coreografico altamente fisico, sperimentale e spesso in dialogo con la tecnologia e le scienze cognitive. In questo lavoro, McGregor esplora ancora una volta il corpo umano come materia viva, instabile e in continua trasformazione, facendo della danza non solo un’arte performativa ma una forma di pensiero in movimento. La produzione è stata pensata per la Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia e nasce all’interno del progetto Biennale College Danza 2024, che mette in relazione giovani danzatori e danzatrici con coreografi di livello internazionale. In questo caso, la creazione è il risultato di una collaborazione diretta tra i partecipanti del College e i performer della Wayne McGregor Company, in un processo di lavoro condiviso che ha dato forma a un ensemble eterogeneo, unito però da una stessa energia fisica e creativa. Il titolo, We Humans Are Movement, suggerisce ...
Read More »La Martha Graham Dance Company festeggia 100 anni a Venezia
La Martha Graham Dance Company giungerà al Teatro La Fenice di Venezia – cinquantuno anni dopo la sua ultima apparizione in laguna – per celebrare i cento anni della sua fondazione. La compagnia, fondata nel 1938 da Martha Graham in sostituzione del precedente Dance Group nato appunto nel 1926, può essere ritenuta come la più antica compagnia di modern dance americana. Definita «una delle sette meraviglie dell’universo artistico» dal Washington Post, la Martha Graham Dance Company eseguirà a Venezia tre creazioni della sua fondatrice, Diversion of Angels (1948), su musica di Norman Dello Joio; Lamentation (1930) su una partitura di Zoltán Kodály; e Chronicle (1936) su musica di Wallingford Riegger. Questi eccezionali ‘pezzi’ di storia di danza moderna saranno affiancati da Imagine, una nuova produzione firmata dal coreografo americano Hope Boykin, su musica di Leonard Bernstein proposta nell’arrangiamento di Christopher Rountree. Cinque le repliche in programma al Teatro La Fenice di Venezia, il 6, 7, 8, 9, 10 maggio 2026, nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2025-2026 della Fondazione Teatro La Fenice. Martha Graham (1894-1991) è riconosciuta come una delle forze artistiche più importanti del ventesimo secolo, al fianco di Picasso, James Joyce, Stravinsky e Frank Lloyd Wright. Nel 1998, ...
Read More »35ª International Dance Competition Spoleto: successo internazionale per la Settimana della Danza Gran Prix assegnato a Ekaterina Pichkova
Cala il sipario sulla 35ª International Dance Competition Spoleto: successo internazionale per la Settimana della Danza Gran Prix assegnato a Ekaterina Pichkova Si è conclusa con il tradizionale Gran Gala dei Vincitori, ospitato al Teatro Gian Carlo Menotti, la 35ª edizione dell’International Dance Competition Spoleto, appuntamento che anche quest’anno ha trasformato la città in uno dei principali centri internazionali della danza. Cinque intense giornate di concorso, lezioni, masterclass, prove palco e spettacoli hanno animato Spoleto, richiamando oltre 200 partecipanti tra solisti e gruppi provenienti da tutto il mondo e confermando la vocazione sempre più internazionale della manifestazione. Sul palcoscenico si sono confrontati giovani talenti arrivati da Cina, Russia, Germania, Slovacchia, Ucraina, Norvegia, Bulgaria, Polonia, Stati Uniti, Lituania, Bielorussia e Italia, mentre la prestigiosa giuria internazionale ha valutato circa 250 performance tra danza classica, moderna e contemporanea. Il Gran Prix è andato alla giovane americana Ekaterina Pichkova, 16 anni, vincitrice anche della categoria Juniores sia nella sezione classica che in quella moderna. La commissione giudicatrice era composta da Sara Zuccari, Presidente di Giuria e Presidente del Premio della Critica, giornalista, direttrice del Giornale della Danza e critica di danza per il settimanale L’Espresso, docente presso l’Accademia Nazionale di danza di Roma, ...
Read More »La danza dipinta “viaggio tra i capolavori dell’arte”: Matisse
Il dipinto La Danza di Henri Matisse rappresenta una delle immagini più iconiche e rivoluzionarie dell’arte del Novecento, non solo per il suo soggetto, ma soprattutto per il modo radicale in cui esso viene tradotto in forma pittorica. Realizzato in una prima versione nel 1909 e in una seconda, più celebre, nel 1910, oggi conservata presso il Museo dell’Ermitage, il quadro nasce in un momento cruciale della carriera dell’artista, quando il linguaggio fauve si stava trasformando in una ricerca sempre più essenziale ed espressiva. L’opera fu commissionata dal collezionista Sergej Ščukin, grande sostenitore delle avanguardie europee, che chiese a Matisse una decorazione per la sua residenza moscovita. In questo contesto, La Danza si inserisce in un dialogo con un’altra tela, La Musica, formando una sorta di dittico dedicato alle arti primarie e universali. La scena è apparentemente semplice: cinque figure nude, unite in un cerchio, danzano su una collina verde sotto un cielo blu intenso. Tuttavia, dietro questa essenzialità si nasconde una complessa stratificazione culturale e storica. La composizione richiama antichi modelli iconografici, dalle danze rituali primitive alle raffigurazioni classiche delle baccanti, fino alle ronde popolari europee. Matisse non rappresenta un balletto accademico, ma una danza primordiale, quasi archetipica, che ...
Read More »La grande bellezza nella danza classica
La danza classica possiede una qualità rara e preziosa: riesce a parlare direttamente all’anima senza bisogno di parole. È un linguaggio antico eppure sempre vivo, fatto di gesti codificati che, paradossalmente, non imprigionano l’espressione ma la rendono universale. In ogni arabesque, in ogni salto sospeso nel tempo, si cela una tensione verso qualcosa di più alto, quasi un tentativo di sottrarsi alla gravità non solo fisica, ma anche emotiva. Chi osserva un balletto viene trascinato in una dimensione altra, dove il racconto si dipana attraverso la musica e il corpo, e dove ogni movimento diventa significato. La precisione tecnica, frutto di anni di disciplina rigorosa, si dissolve agli occhi dello spettatore, lasciando spazio a una leggerezza che appare naturale, inevitabile. È proprio in questo contrasto — tra sforzo e grazia, tra controllo e abbandono — che nasce l’emozione più autentica. La danza classica non si limita a rappresentare storie: le trasfigura. L’amore, il dolore, la perdita, la speranza diventano materia visibile, prendono forma nei corpi dei danzatori e si riflettono negli occhi di chi guarda. Un semplice gesto della mano può evocare nostalgia, un’inclinazione del capo può suggerire malinconia, un giro perfetto può trasmettere gioia pura. È un’arte che richiede ...
Read More »Debutta a Lecce la nuova produzione del Balletto del Sud
Il Balletto del Sud presenta: Notturno Interiore, variazioni per corpi in ombra, in prima assoluta al Teatro Apollo di Lecce domenica 10 maggio alle ore 19.00. Notturno Interiore, ideato da Fredy Franzutti, in chiave contemporanea, si configura come un viaggio emozionale profondo, un’immersione coreografica che esplora i territori più reconditi dell’anima umana. L’opera è dedicata alla figura di Fryderyk Chopin: lo spettacolo intreccia la vita e l’arte del compositore alle pitture surrealiste di Zdzslaw Beksinski. La danza dà forma ai pensieri della notte, tra luce e ombra, trasformando emozioni profonde in movimento. Un invito ad ascoltare ciò che vive dentro di noi, nel silenzio più autentico. Notturno Interiore, ideato da Fredy Franzutti, in chiave contemporanea, si configura come un viaggio emozionale profondo, un’immersione coreografica che esplora i territori più reconditi dell’anima umana. L’opera è dedicata alla figura di Fryderyk Chopin: lo spettacolo intreccia la vita e l’arte del compositore per restituire, in una sintesi poetica, la sua genialità visionaria, la fragilità dei sensi e quel mondo interiore popolato da ombre e chiaroscuri. La biografia di Chopin, segnata indelebilmente dal distacco dalla patria Polonia, viene qui espressa nella metafora di uno sradicamento moderno e universale. L’esilio parigino cessa di essere un semplice dato storico per farsi condizione ...
Read More »Le giovani leve scaligere tra classicismo e contemporaneità
Dal 7 al 10 maggio 2026, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna per cinque rappresentazioni sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano con l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca. L’apertura è affidata alla Presentazione, ideata dal Direttore Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria “mappa visiva” della didattica scaligera, la coreografia si sviluppa in una progressione di passi e movimenti sempre più complessi, restituendo con immediatezza l’evoluzione del percorso formativo, articolato nell’arco di 8 anni, e mettendo in luce lo stretto legame tra studio della tecnica e pratica scenica, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala. Si prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio, rimontato dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Questa versione, in cui spicca il celebre Grand Pas Classique, che nella prassi esecutiva compare spesso come pezzo ...
Read More »Dal sogno alla scena: il viaggio nell’Accademia Vaganova
Il 4 maggio arriva ogni anno come una data che non si limita a segnare il tempo, ma lo trasforma in memoria viva, in gesto che continua oltre chi lo ha creato. Nell’aria sembra risuonare un’eco fatta di passi leggeri, di disciplina silenziosa, di sogni costruiti a forza di ripetizioni e cadute. L’Accademia Vaganova non è soltanto un luogo: è un linguaggio tramandato da generazioni, una grammatica del corpo che ha insegnato al mondo a raccontare senza parole. Fu fondata a San Pietroburgo il 4 maggio 1738 grazie ad un decreto dall’imperatrice Anna Ivanovna con il nome di Scuola del Teatro Imperiale e nel 1957 assunse la denominazione attuale intitolata ad Agrippina Vaganova. Ci sono sale in cui il legno conserva tracce invisibili, impronte di giovani danzatori che hanno affidato al pavimento le proprie incertezze e le proprie conquiste. Ogni esercizio alla sbarra è stato una promessa, ogni movimento un tentativo di avvicinarsi a un ideale che non si raggiunge mai del tutto, ma che proprio per questo continua a chiamare. In quel metodo rigoroso, in quella ricerca ostinata della purezza, si nasconde una forma di poesia che non indulge, che non si concede scorciatoie. Eppure, dietro la perfezione che ...
Read More »“La Bayadère” torna a Parigi nel classico di Rudolf Nureyev
Il Balletto dell’Opéra di Parigi si prepara a riportare in scena uno dei capolavori più affascinanti del repertorio classico: La Bayadère nella versione coreografica di Rudolf Nureyev, in programma dal 17 giugno al 14 luglio 2026 all’Opéra Bastille. Questo grande balletto, nato a San Pietroburgo nel 1877, è a lungo rimasto poco conosciuto in Francia nella sua forma completa, dove per anni ha circolato quasi esclusivamente la celebre scena delle Ombre, divenuta iconica per la sua potenza visiva e la sua ipnotica processione. Fu nel 1992 che Rudolf Nureyev, ormai alla fine della sua carriera, dedicò le ultime energie alla creazione di questa sontuosa produzione per il Balletto dell’Opéra di Parigi, costruendo un allestimento capace di restituire l’intera ricchezza narrativa dell’opera. Nei tre atti si intrecciano amore, tradimento e morte, in una dimensione sospesa tra sogno e tragedia, dove la danza si sviluppa con straordinaria intensità drammatica. Le coreografie si inseriscono in un universo visivo opulento, fatto di scenografie e costumi ispirati a un’India immaginata attraverso lo sguardo orientalista, mentre la partitura di Ludwig Minkus accompagna e amplifica l’emozione della narrazione. Il ritorno di La Bayadère rappresenta non solo un appuntamento centrale della stagione, ma anche un’occasione per il pubblico ...
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Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore