Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Petite Mort di Jiří Kylián. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Teatro Michajlovskij di San Pietroburgo. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? L’idiota di Fëdor Dostoevskij. Quale film sarebbe perfetto per essere trasformato in un balletto? Somebody Has Seen My Girl (un film russo). Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Il costume del Principe ne La Bella Addormentata. Quale colore associ alla danza? Il blu. Che profumo ha la danza? Come la vaniglia. Qual è il brano musicale più bello mai scritto per il balletto? Senza dubbio, Lo Schiaccianoci. Qual è il film di danza al quale non si può rinunciare? Il sole a mezzanotte (White Nights). Chi sono le tue due leggende della danza del passato? Mikhail Baryshnikov e Galina Mezentseva. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Il tour en l’air. Quale personaggio del repertorio classico avresti voluto essere? Vaslav Nijinsky, perché, fortunatamente, ho avuto la possibilità di vedere dal vivo il mio idolo, Mikhail Baryshnikov, esibirsi. Chi è il più grande genio della ...
Read More »Redattori
“Il Fuoco della Georgia”: la tournée che infiamma i teatri italiani
Il Royal National Ballet of Georgia sta per tornare in Italia dopo gli strepitosi successi delle scorse stagioni con lo show Fire of Georgia, appuntamento lungo tutta la penisola dal 3 al 12 dicembre 2026. La Colchide, terra del mito di Medea e Giasone, oggi conosciuta come Georgia, rivivrà attraverso le straordinarie performance dell’ensemble diretto da Gela Potskhishvili e Maia Kiknadze. Uomini forti e fieri, donne eleganti e leggiadre: Fire of Georgia accosta alla spettacolarità degli strepitosi virtuosismi maschili, fatti di salti acrobatici, giri incredibili e combattimenti con le spade, la grazia dei movimenti femminili. Il talento atletico, la tecnica virtuosa e le prodezze maschili “sulle punte”, con stivali sottili e senza imbottitura, si intrecciano infatti con i passi leggeri e la bellezza eterea delle ragazze che, in raffinati abiti di seta, sembrano fluttuare lievi sul ghiaccio. Fire of Georgia è una straordinaria celebrazione della danza e della cultura georgiana. Lo spettacolo presenta un vibrante mosaico, con ogni passo, movimento e costume che racconta la storia delle diverse regioni della Georgia. Alcune danze hanno ispirazione nell’VIII secolo a.C. e, nonostante l’origine così remota, mantengono un dinamismo ed una modernità tale da ispirare le più note pop-star dei nostri giorni. Alle danze di ...
Read More »Muette di Boris Charmatz, il corpo oltre il silenzio [RECENSIONE]
Ci sono spettacoli che chiedono al pubblico di ascoltare. Muette, di Boris Charmatz, pretende invece che il pubblico impari nuovamente a vedere. È una differenza sostanziale. Perché in questo assolo di cinquanta minuti, costruito quasi per sottrazione assoluta, la danza non cerca l’effetto, non si appoggia alla musica, non concede allo spettatore la consolazione di una partitura che accompagni o orienti ciò che accade. Charmatz si presenta a Triennale Milano FOG solo, nudo, a distanza ravvicinatissima, e mette il proprio corpo nella condizione più difficile: quella di non poter nascondere nulla. Il risultato è un lavoro di grande intensità, ma anche volutamente scomodo. E proprio per questo merita di essere giudicato con severità. Muette nasce dalla volontà di interrogare ciò che non può essere detto: il silenzio come condizione fisica, emotiva e persino politica. Il corpo diventa il luogo nel quale la parola si arresta, dove un grido rimane intrappolato prima di diventare voce. La bocca, il respiro, la saliva, il tremore diventano materiali coreografici. Non è un caso che il Festival d’Avignon abbia definito il silenzio di Charmatz un fenomeno insieme sonoro e politico. Ma qui comincia anche la mia riserva. La radicalità, nel contemporaneo, è diventata da tempo ...
Read More »Thamar (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama
Nel panorama scintillante e rivoluzionario dei Ballets Russes di Sergej Diaghilev, poche creazioni hanno saputo incarnare il mito dell’Oriente decadente, sensuale e crudele con la stessa forza magnetica di Thamar. Questo dramma coreografico in un atto, andato in scena per la prima volta il 20 maggio 1912 al Théâtre du Châtelet di Parigi, rappresenta una delle vette più alte del sodalizio artistico tra il coreografo Michail Fokin e il pittore e costumista Léon Bakst. Ispirato all’omonimo e cupo poemetto romantico del grande scrittore russo Michail Lermontov — a sua volta radicato nelle leggende oscure sulle rovine della torre di Tamara lungo le gole del fiume Kura in Georgia —, il balletto nacque dal disperato desiderio di replicare il trionfo esotico e selvaggio ottenuto pochi anni prima da Schéhérazade. Per farlo, Diaghilev si affidò alle ipnotiche e orientaleggianti musiche sinfoniche di Milij Balakirev, un brano originariamente concepito come poema sinfonico che fu adattato per la scena per sostenere la tensione drammatica e il crescendo febbrile della rappresentazione. L’azione si svolge all’interno di una torre cupa e solitaria situata tra le aspre montagne della Georgia, un luogo dominato da un’atmosfera di perenne minaccia e mistero. La scena, concepita magistralmente da Léon Bakst, ...
Read More »Su Rai 5 “The Venice Debut” ospitato alla Fenice di Venezia
Sabato 10 ottobre, alle ore 21.20, i telespettatori di Rai 5 potranno immergersi nell’atmosfera incantata e sognante della terza edizione di The Venice Debut, un appuntamento che, sulla scia del grande successo delle precedenti edizioni, torna a raccontare la favola di un evento unico nel suo genere. Ospitato principalmente nel prestigioso Teatro La Fenice di Venezia, lo speciale televisivo firmato da Rai Cultura allarga lo sguardo e il proprio respiro scenografico anche ad altri luoghi simbolo della Serenissima, come la magnifica Piazza San Marco e le sale storiche di Palazzo Ducale, trasformando l’intera città in un palcoscenico a cielo aperto. A guidare il pubblico in questo viaggio emozionante tra arte, tradizione e spettacolo è la voce di Maria Carfora, cantante lirica e raffinata divulgatrice culturale, che con la sua naturale competenza e una cifra stilistica fatta di grazia e leggerezza accompagna lo spettatore attraverso tutte le tappe della manifestazione. Al centro del racconto vi sono inevitabilmente loro, i debuttanti e le debuttanti, veri protagonisti di un percorso intenso fatto di aspettative, sogni, trepidazioni giovanili e di una forte vocazione internazionale che unisce ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte del mondo. La narrazione televisiva riavvolge il nastro fino al 19 ...
Read More »Il coreografo internazionale David Dawson “allo specchio”
Qual è il tuo balletto classico preferito? La Bella Addormentata. È, per me, l’espressione più pura della danza classica. Un capolavoro architettonico in cui musica, coreografia e scenografia esistono in perfetto equilibrio. Se il balletto avesse una cattedrale, sarebbe questa. Ogni volta che vi ritorno, scopro qualcosa di nuovo. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Agon. Ha cambiato per sempre il linguaggio del balletto. Una conversazione perfetta tra Stravinskij e Balanchine, tra musica e movimento, ridotti alla loro essenza. Nulla è decorativo; tutto è necessario. Ogni passo sembra inevitabile e, al tempo stesso, completamente inatteso. Ogni volta che lo vedo, ho la sensazione che il futuro del balletto venga nuovamente inventato. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Teatro dell’Opera di Roma. È un luogo in cui la storia sembra essere ancora viva, dove le pareti paiono ricordare ogni spettacolo, ogni trionfo e ogni silenzio. Nel momento in cui entro, mi sento connesso alle generazioni di artisti che mi hanno preceduto su quel palcoscenico. Intriso di storia, eppure infinitamente vivo, è un luogo di memoria, bellezza e possibilità. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? Lettere a un giovane poeta di ...
Read More »Il Ballet de l’Opéra national du Rhin al Festival Aperto
«Questo dittico va oltre la semplice unione di due stili distintivi. Segna un felice incontro tra il mondo classico del balletto, la danza contemporanea e la danza afro-caraibica. Ciò fa sperare in un repertorio più inclusivo e aperto al mondo.» (Mouvement) Domenica 11 ottobre 2026, alle ore ore 18, al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, la XVIII edizione del Festival Aperto della Fondazione I Teatri è la volta del Ballet de l’Opéra national du Rhin— il CCN di Mulhouse diretto da Bruno Bouché — con un dittico a due firme: la prima italiana di Ici, creazione del coreografo Léo Lérus, e The Look (2019) di Sharon Eyal. Dodici danzatori nel primo pezzo, diciassette nel secondo. Si affiancano le radici creole di Lérus e la trance futurista di Eyal — due voci della scena contemporanea legate da una complicità artistica e umana di lunga data — in un progetto nato su invito del CCN di Mulhouse. Ici è la creazione di Léo Lérus per dodici interpreti del Ballet du Rhin — assoli e quadri d’insieme di rara intimità, che portano sensibilità ed energia contemporanee dentro le tradizioni coreografiche e musicali della Guadalupa, isola in cui il coreografo è nato e ...
Read More »Il coreografo e performer Riccardo Buscarini “allo specchio”
Qual è il tuo balletto classico preferito? Sylvia di Frederick Ashton. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Manon di Kenneth McMillan. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Covent Garden. Quale romanzo ti piacerebbe maggiormente vedere adattato in un balletto? Il deserto dei tartari di Dino Buzzati. E quale film pensi potrebbe diventare un ottimo balletto? Melancholia di Lars Von Trier. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Arlecchino nella Traviata di Franco Zeffirelli. Quale colore associ alla danza? Il colore del cielo e delle sue infinite possibilità. Di che profumo sa la danza? Velluto rosso di tutti i teatri. Qual è il brano musicale più bello mai scritto per un balletto? Tutte le sinfonie di Tchaikovsky. Quale film di danza consideri imprescindibile? The Company di Robert Altman. Chi sono le tue due leggende della danza del passato, un uomo e una donna? Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn come icone di stile e classe immortale. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Grande allegro. Tra i grandi personaggi del repertorio del balletto classico, quale avresti voluto essere nella vita reale? La fata dei Lillà! Chi consideri il più grande genio della ...
Read More »Cantiere Nuova Scena, la Call for Artists: il lavoro più interessante nel cartellone del Festival Danza I Cento Passi 2027
Una grande opportunità per la giovane coreografia d’autore arriva con Cantiere Nuova Scena, la Call for Artists inserita nel programma del Festival Danza I Cento Passi, con la direzione artistica di Loredana Errico e Amalia Salzano e la consulenza artistica di Sara Zuccari, direttrice del Giornale della Danza e critica di danza per L’Espresso. Tra le proposte presentate nell’edizione 2026 della sezione Danza – Corpo d’Archivio / Corpo Presente, emergerà infatti un progetto destinato a proseguire il proprio percorso artistico anche nel 2027. La Call prevede che, tra i lavori presentati, venga individuata una proposta di danza alla quale sarà offerta la possibilità di tornare a L’Aquila nel corso del 2027 per una residenza artistica di cinque giorni. Ma non solo. Il progetto selezionato avrà l’opportunità di compiere un ulteriore e significativo passo nel proprio percorso: il lavoro della sezione Danza verrà inserito nel cartellone del Festival Danza I Cento Passi 2027. Un riconoscimento importante per la giovane creazione coreografica e, soprattutto, un’occasione concreta per accompagnare un’opera oltre la prima presentazione pubblica. La residenza non viene infatti concepita come un semplice premio conclusivo, ma come un momento di approfondimento e di accompagnamento alla creazione, durante il quale gli artisti potranno ...
Read More »Equilibrio Dinamico in una coreografia di (LA)HORDE a Reggio Emilia
Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 19, al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia, la XVIII edizione del Festival Aperto della Fondazione I Teatri accoglie People used to die, coreografia del collettivo francese (LA)HORDE — direttori artistici del CCN Ballet national de Marseille dal 2019, nel 2025 fra i cento artisti più influenti al mondo secondo ArtReview. In scena Equilibrio Dinamico Dance Company, compagnia barese fondata da Roberta Ferrara nel 2011, che con questo pezzo celebra i propri quindici anni: quindici interpreti, una transenna sullo sfondo, i codici della Mainstream Hardcore — hardjump, hakken, jumpstyle — nati nei rave gabber del Nord Europa a cavallo fra gli anni Novanta e i primi Duemila, qui estratti dai piazzali e riscritti come partitura per la scena. L’hardjump e il jumpstyle sono nati nella scena hardcore europea come stili di ballo per la musica gabber; l’hakken è la variante olandese, sviluppatasi nei rave dei primi anni Duemila. Sono linguaggi cresciuti fuori dal teatro, nei piazzali, nelle sale industriali, nei rave illegali. (LA)HORDE li riconduce a una scrittura coreografica: le figure tecniche — quello che nel gergo si chiama tricks — perdono progressivamente la loro funzione originaria e diventano materiale per interrogare il rapporto fra ...
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Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore