Qual è il tuo balletto classico preferito? Non riesco a scegliere un solo balletto classico preferito. Forse Alice nel Paese delle Meraviglie è uno di questi. Ma è più facile scegliere un balletto classico che proprio non mi piace. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Lo stesso vale per il balletto contemporaneo: non riesco a sceglierne uno solo. Ci sono così tanti capolavori meravigliosi. Il teatro a cui sei più legata? L’Opéra di Parigi. È stato davvero speciale assistere a uno spettacolo lì. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? Mi piacerebbe vedere un balletto in tre atti intitolato Via col vento. Quale film trasformeresti in un balletto? Lo stesso vale per il libro: Via col vento. Qual è il costume di scena che hai amato di più? I costumi di Manon o Mayerling ti fanno entrare immediatamente nel personaggio. Di che colore è la danza? Per me, il viola è il colore della danza. Che profumo ha la danza? La danza profuma di legno e polvere. Qual è la musica di balletto più bella mai scritta? Per me, la partitura più bella mai scritta per un balletto è Il canto della foresta di Mykhailo Skorulskyi. È ...
Read More »Redattori
76 anni di English National Ballet: l’eredità di Markova e Dolin
Nella storiografia coreutica occidentale, poche istituzioni incarnano la dialettica tra l’eccellenza accademica e la democratizzazione dell’arte tersicorea come l’English National Ballet. Ricorre il settantaseiesimo anniversario dalla fondazione del fondamento istituzionale di questo organismo, battezzato in origine London Festival Ballet. Era il 24 ottobre 1950 quando due giganti del XX secolo, Dame Alicia Markova e Sir Anton Dolin, diedero vita ad una creatura artistica destinata a mutare per sempre il panorama ballettistico britannico, avvalendosi dell’indispensabile mecenatismo e sostegno finanziario di Julian Braunsweg. Il nome di battesimo trasse la propria suggestione dall’imminente e fervido clima del Festival of Britain, proiettando sin dall’inizio l’istituzione verso una vocazione popolare e itinerante. Anton Dolin, assunto il ruolo di primo direttore artistico, plasmò la compagine come un ensemble strutturalmente votato alle tournée, capace di irradiare la purezza della grande tradizione classica sia capillarmente nel Regno Unito sia sui palcoscenici internazionali. Per comprendere la genesi di questa avventura occorre riavvolgere il nastro della memoria storica fino all’epopea dei Ballets Russes. Markova e Dolin ne erano stati luminosi astri sotto la carismatica guida di Sergej Djagilev; alla drammatica scomparsa dell’impresario russo e alla conseguente dissoluzione della celebre compagnia, fu Ninette de Valois a raccoglierne l’eredità ideale fondando nel ...
Read More »Al Festival Aperto tre coreografie dal continente africano
Sabato 24 ottobre 2026, alle ore 17, la Sala Verdi del Teatro Ariosto di Reggio Emilia accoglie BAMBU, serata di danza che riunisce tre coreografe della scena africana contemporanea: Diana Odhiambo (Kenya), Linda Sarki Johnson (Nigeria) e Stéphanie Mwamba (Congo). Il progetto, nel cartellone della XVIII edizione del Festival Aperto della Fondazione I Teatri, è ideato da Roberto Castello per ALDES e costruito come un dispositivo di scambio: sono gli operatori africani a proporre una rosa di lavori, dalla quale una rete di programmatori italiani seleziona quelli che faranno tournée in Italia — il rovesciamento del modello consueto. Al termine della serata, un incontro delle artiste con il pubblico. La serata accosta tre assoli firmati da tre coreografe della stessa generazione, formate su percorsi diversi del continente. Thin Line di Diana Odhiambo (Kenya, 1993), diplomata nel 2024 all’École des Sables in Senegal. Mahaka di Linda Sarki Johnson (Nigeria, 1998, in arte Eskapee), diplomata alla QSchool di Lagos e danzatrice della QDance Company. Kizazi di Stéphanie Mwamba (Repubblica Democratica del Congo, 1997), nata a Goma, formata al Foyer Culturel della stessa città e fondatrice nel 2019 dell’Ochula Center di Minova: in swahili utero, è il suo primo assolo. BAMBU è ideato ...
Read More »Alla Scala la mostra su “Le Sacre du printemps” di Pina Bausch
Dal 7 al 21 novembre la produzione che suggella la programmazione di Balletto 2025/2026 unisce nel nome di Stravinskij due pietre miliari della danza di tutti i tempi: accanto al ritorno di Apollo di George Balanchine, la serata segna il debutto scaligero di Le Sacre du printemps di Pina Bausch. Pina Bausch ha legato il suo nome alla Scala solo una volta, nel 1983, con il suo Tanztheater Wuppertal in Kontakthof. Ma quello di quest’anno è il primo momento nella storia in cui il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala si confronta con l’universo artistico e il linguaggio di Pina Bausch, attraverso una delle sue opere più potenti e immortali. Si tratta dunque di un evento memorabile per il Teatro alla Scala, per la sua Compagnia e per il pubblico, per mantenere, trasmettere e assorbire la potenza artistica di una produzione che va vissuta dal vivo e che a cinquant’anni dalla sua creazione avvenuta nel 1975 continua a esercitare una presenza intensa e potente sui palcoscenici di tutto il mondo. Per dare il massimo risalto a questo evento, una mostra fotografica dedicata a Le Sacre du printemps di Pina Bausch introduce il pubblico nel processo creativo da cui è ...
Read More »Addio a Irina Gensler: l’anima del carattere Vaganova
La scomparsa di Irina Gensler, avvenuta all’età di novantasette anni, segna la fine di un’epoca irripetibile per la storia della danza mondiale. Considerata una delle più grandi ballerine di carattere di tutti i tempi, la sua figura si intreccia indissolubilmente con l’Età d’Oro del Balletto Sovietico e con il tempio sacro della formazione coreografica: l’Accademia di Balletto Vaganova di San Pietroburgo. Nata in un’epoca di straordinario fervore artistico, Irina Gensler legò la gran parte della sua carriera artistica al Teatro statale accademico dell’Opera e del Balletto Kirov (oggi Teatro Mariinskij). Sul palcoscenico non era semplicemente un’interprete di danze di carattere all’interno dei grandi titoli del repertorio classico (Il lago dei cigni, Don Chisciotte, Raymonda, Le Corsaire), ma una forza della natura capace di infondere in ogni passo — che fosse una czarda, una mazurka o una danza gitana — un temperamento drammatico travolgente, una precisione stilistica ineguagliabile e una vivacità scenica magnetica. La sua danza possedeva la rara virtù di nobilitare il folklore trasformandolo in alta poesia teatrale, unendo il rigore della scuola russa a una solarità e a un carisma scenico che lasciavano il pubblico senza fiato. Ritiratasi dalle scene nel 1981, Irina Gensler ha compiuto la transizione più ...
Read More »L’Illusione della leggerezza: la danza è una disciplina per ‘duri’
Nell’immaginario collettivo è diffusa l’idea che la danza sia una disciplina delicata, fatta di tutù, scarpette di raso e leggerezza senza fatica. È una visione che confonde il risultato finale con il percorso. La realtà è molto diversa: la danza è una disciplina per gente tosta. Richiede una soglia di tolleranza alla fatica che poche altre attività domandano. Mentre in altri contesti al primo segno di disagio ci si ferma, il ballerino impara a convivere con il limite. I danzatori sono atleti d’élite che non possono permettersi di mostrare lo sforzo. Devono eseguire movimenti complessi mantenendo un’espressione serena. Questo implica sviluppare il dominio sul corpo e sulla mente. Niente e nessuno è spietato come lo specchio della sala danza. Non ha filtri, mostra ed evidenzia ogni errore, ogni imperfezione tecnica. Stare di fronte ai propri limiti, giorno dopo giorno, necessita di un coraggio smisurato. La convinzione di poter migliorare richiede un’umiltà fuori dal comune. La danza infatti distrugge l’ego fragile e forgia una resilienza che nessun’altra disciplina potrà mai insegnare. Per guadagnarsi tre minuti di palcoscenico servono mesi di sudore e sacrifici. Significa rinunciare alle uscite con gli amici per andare alle prove, ripresentarsi in sala anche quando si è ...
Read More »Frola/Nijinsky nella coreografia di Neumeier [RECENSIONE]
Il Wiener Staatsballett affronta una delle creazioni più profonde del repertorio contemporaneo. Al centro, Alessandro Frola nel ruolo di Vaslav Nijinsky, protagonista di una partitura coreografica che esige virtuosismo, maturità interpretativa e una rara capacità di introspezione. Un debutto di rilievo per la compagnia guidata da Alessandra Ferri, valorizzato dalla direzione musicale di Nathan Brock e dalla scelta della Wiener Staatsoper di rendere lo spettacolo accessibile gratuitamente in streaming Ci sono opere che chiedono ai danzatori di esibire la propria eccellenza tecnica e altre che li chiamano a un compito più impegnativo: trasformare il movimento in pensiero, dare consistenza fisica alla memoria e rendere leggibile ciò che, nell’esperienza umana, sfugge a ogni definizione. Nijinsky di John Neumeier appartiene a questa seconda categoria. È un balletto nel quale la virtuosità non rappresenta un punto d’arrivo, ma il presupposto di una ricerca interpretativa che investe l’identità dell’artista, la fragilità dell’individuo e il rapporto, spesso doloroso, fra il corpo celebrato dal pubblico e la coscienza che lo abita. Portare questa creazione alla Wiener Staatsoper significa confrontarsi con una delle opere più articolate della produzione di Neumeier, autore che ha fatto della biografia un territorio drammaturgico di straordinaria ricchezza. La sua scrittura non procede ...
Read More »Yanghee Lee arriva a Milano per FOG con “Shimmering”
Artista sud-coreana che esplora attraverso la coreografia i punti di incontro tra tradizione e performance contemporanea, Yanghee Lee arriva per la prima volta in Italia con un suo spettacolo nell’ambito della nona edizione di FOG, per presentare il suo ultimo lavoro Shimmering, tassello conclusivo della sua trilogia Dance’s Pleasure dopo Gesamtkunstwerk (2019) e Hail (2020). Combinando la danza tradizionale Shinmuyong e la cultura rave degli anni ’90 con l’arte visiva, la moda e la musica elettronica, il lavoro si snoda come una sinfonia, con un susseguirsi di temi, composizioni e variazioni, che intrecciano le forme del canone classico, fondate su una rigorosa disciplina e sulla ripetizione, con le pulsanti texture visive e sonore della cultura rave degli anni Novanta. Le 12 interpreti – tra le quali la stessa coreografa – si muovono all’interno di un ritmo collettivo che combina tecnica e improvvisazione, dispiegandosi in una costellazione luminosa di corpi, uno spazio vivido fatto di intensità fisica, memoria culturale e piacere condiviso. Il linguaggio coreografico trasforma la scena in un luogo vibrante, dove il passato e il presente si incontrano in un’esperienza rituale ed estatica. La prima dello spettacolo sarà seguita venerdì 23 ottobre da uno speciale incontro del ciclo Meet ...
Read More »“Gloria Il Musical” che celebra il repertorio di Umberto Tozzi
Debutta – in prima assoluta – al TAM Teatro Arcimboldi Milano il 23 ottobre 2026 GLORIA IL MUSICAL, il primo musical che celebra l’iconico repertorio di uno degli artisti italiani più conosciuti e amati al mondo, UMBERTO TOZZI, che ne firma anche la direzione musicale. A dare volto e voce a questa storia saranno i giovani e talentuosi Valeria Mancini (Gloria) e Nick Casciaro (Marco), affiancati da un cast d’eccezione composto da Gloria Miele (Eva), Emanuela Fresi (Sara), Toni Fornari (Luca), Elisa Marangon (Carla), Fabio Pappacena (Pietro) e Laura Ruocco (Diomira). Si tratta di una storia originale, costruita sulle note dei più grandi successi di Umberto Tozzi, che diventano il motore narrativo di uno spettacolo capace di parlare a un pubblico multigenerazionale. Il brano nato dalla storica collaborazione tra Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi è il successo discografico internazionale che tutto il mondo conosce. Oggi Gloria diventa un musical con una colonna sonora formata da canzoni scritte dallo stesso Umberto Tozzi, dai grandi successi storici firmati da Tozzi e Giancarlo Bigazzi e, ancora, da brani scritti con Raf. Saranno proprio questi brani a diventare il motore narrativo di uno spettacolo capace di parlare ed emozionare un pubblico multigenerazionale. Gloria è ...
Read More »L’Opéra en Guyane: cala il sipario sull’ultima stagione
Dopo anni di successi e di proficua cooperazione territoriale, il programma L’Opéra en Guyane si appresta a vivere la sua quinta e ultima stagione per il biennio 2026/2027. Ideato per rendere accessibili le missioni e l’eccellenza dell’Opéra national de Paris all’intero territorio guianese, questo capitolo finale si sviluppa attraverso due sessioni distinte, confermando un legame profondo costruito nel tempo con partner e comunità locali a Cayenne, Rémire-Montjoly, Matoury, Kourou, Saint-Laurent-du-Maroni, Maripasoula, Papaïchton e, più recentemente, Camopi. Il primo appuntamento, in programma per questo mese di ottobre 2026, accende i riflettori sulla grande danza con lo spettacolo d’eccezione intitolato Une nuit dansée à l’Opéra. L’evento si terrà il 21, 22 e 23 ottobre presso la sala Les Trois Fleuves a Cayenne (con una prova generale aperta agli studenti del conservatorio e delle scuole partner prevista per mercoledì 21). La serata, con la direzione artistica di Simone Valastro, vede la partecipazione straordinaria delle Étoiles e dei danzatori del Ballet de l’Opéra national de Paris: Dorothée Gilbert, Alice Renavand, Stéphane Bullion, Mathieu Ganio, insieme a Marion Gautier de Charnacé, Awa Joannais e al pianista Antoine Dutaillis. Il ricchissimo programma della serata unisce capolavori della tradizione e della contemporaneità coreografica: Tout brûle dans l’heure ...
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Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore