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Mandala Dance Company avvia le audizioni per il 2026

Mandala Dance Company, compagnia di danza contemporanea diretta dalla coreografa Paola Sorressa, apre ufficialmente le selezioni su invito per la stagione artistica 2026. La compagnia è alla ricerca di danzatori e danzatrici con solida formazione nella danza contemporanea e con comprovata esperienza professionale, da inserire nel proprio organico per i progetti della nuova stagione. Per candidarsi è necessario inviare entro il 15 aprile 2026 il proprio materiale artistico all’indirizzo email info@mandaladancecompany.com, allegando: – curriculum artistico completo di dati anagrafici; – indicazione di altezza, peso e taglie; – fotografia in primo piano; – showreel che includa sia repertorio di scena sia materiali di improvvisazione. I danzatori e le danzatrici selezionati saranno invitati a partecipare all’audizione in presenza, in programma martedì 28 aprile 2026, dalle ore 11.00 alle ore 19.00, presso la sede della Mandala Dance Company in Via Nevada 5 – Ladispoli (RM). Tra i requisiti richiesti: almeno tre anni di esperienza professionale documentabile nella danza contemporanea, una forte componente tecnica e competenze nel floorwork e acrofloor, nel contact e nell’improvvisazione. È preferibile la residenza o il domicilio a Roma o provincia. Per ulteriori informazioni: info@mandaladancecompany.com www.mandaladancecompany.com La Redazione www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Marah Haj Hussein, “Language: no broblem” alla Triennale Milano

“C’è un proverbio che dice: Se vuoi distruggere una nazione, distruggi la sua lingua”. Parte da qui il racconto di Marah Haj Hussein, originaria di Kofor Yassif, nella Palestina occupata, e attualmente residente ad Anversa. In un percorso tra geografie, voci e immaginari, Language: no broblem esplora il multilinguismo come condizione di identità e resistenza. Tra danza e drammaturgia, Hussein interseca il racconto di un viaggio in treno in Belgio, in cui la protagonista vive incontri intriganti, alle storie della sua famiglia in Palestina, che vivono in uno stato occupato. La relazione tra l’arabo palestinese, la lingua madre dei suoi familiari, e l’ebraico, idioma ufficiale dello Stato, rivela uno degli aspetti spesso messi a tacere del colonialismo: i meccanismi attivi ma sottili che, progressivamente e lentamente, attraverso le generazioni, assicurano che la lingua dei coloni prevalga su quella dei nativi. Ad emergere sono allora le forme stratificate di pressione, violenza e dominio che una lingua può esercitare su un’altra, causandone la continua trasformazione e alterazione. Il teatro diventa così un palcoscenico in cui realtà antagoniste, confuse e intrecciate, vengono messe in frizione. Con umorismo, rabbia e amore e assurdità, lo spettacolo abbraccia innanzitutto i limiti della traducibilità di una lingua, ...

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Suite en blanc: storia, personaggi, curiosità e trama

Tra i capolavori del Novecento coreografico, Suite en blanc di Serge Lifar occupa un posto singolare: un balletto senza trama, eppure densissimo di significati, che incarna con rara purezza l’estetica del neoclassicismo francese. Creato nel 1943 per il Balletto dell’Opéra di Parigi su musiche di Édouard Lalo, il lavoro nasce in un momento storico drammatico e sembra rispondere, con la sua limpida astrazione, al bisogno di ordine, armonia e misura. Non vi è racconto, non vi è azione: ciò che si dispiega sulla scena è la danza nella sua essenza più cristallina, una celebrazione della tecnica accademica elevata a linguaggio assoluto. La “storia” di Suite en blanc, se così si può chiamare, coincide dunque con la sua stessa genesi artistica: Lifar, allora maître de ballet dell’Opéra, intendeva riaffermare la centralità della scuola francese, depurando il balletto da ogni elemento narrativo per restituirlo alla sua architettura formale. Il titolo allude proprio a questa idea di purezza: il bianco è quello dei tutù, della luce, ma anche di una pagina astratta su cui la danza si scrive senza vincoli drammaturgici. In assenza di veri e propri personaggi, la coreografia è costruita come una successione di variazioni e quadri che mettono in risalto ...

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Il libro che celebra la Royal Ballet School: Strength and Grace

Nel mondo del balletto, pochi nomi suscitano lo stesso rispetto e ammirazione della Royal Ballet School di Londra. Con oltre un secolo di storia, la scuola ha formato generazioni di ballerini che hanno lasciato un’impronta indelebile sul palcoscenico internazionale. Per celebrare il suo centenario, nasce Strength and Grace: Portraits of The Royal Ballet School, un libro che non è solo una raccolta di fotografie, ma un vero e proprio ritratto dell’anima della scuola e dei suoi alunni. Il libro propone una serie di ritratti scattati dai fotografi Rick Guest e Olivia Pomp, che catturano la forza, la grazia e la dedizione dei ballerini formati dalla scuola. Ma non si tratta solo di immagini: ogni ex studente è accompagnato da un’intervista a cura di Sarah Crompton, giornalista e critica di danza, che racconta il percorso personale e professionale di ciascuno, dalle prime punte sul parquet fino ai teatri più prestigiosi del mondo. Queste storie rivelano non solo l’eccellenza tecnica dei ballerini, ma anche il coraggio, la resilienza e la creatività che caratterizzano chi ha frequentato la Royal Ballet School. Il libro diventa così una celebrazione del talento e della diversità: i protagonisti provengono da contesti differenti e hanno trovato modi unici ...

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Mayerling e International Draft Works al Royal Ballet

Nel cuore della primavera 2026, il palcoscenico della Royal Opera House accoglie una proposta artistica che riflette con chiarezza la doppia anima del The Royal Ballet: da un lato la profondità del grande repertorio narrativo novecentesco, dall’altro la tensione verso la ricerca e la sperimentazione coreografica contemporanea. Il mese di aprile si struttura infatti attorno alla ripresa di Mayerling, capolavoro di Kenneth MacMillan, affiancato da un progetto come International Draft Works, piattaforma dedicata ai linguaggi emergenti e ai processi creativi in divenire. Mayerling occupa una posizione centrale nella programmazione, confermandosi uno dei titoli più intensi e complessi dell’intero repertorio della compagnia. Creato nel 1978, il balletto si ispira a un fatto storico realmente accaduto che vide coinvolto il principe ereditario Rodolfo d’Asburgo. La struttura drammaturgica, costruita su una partitura musicale di Franz Liszt sapientemente rielaborata e orchestrata, si distingue per una densità narrativa rara nel balletto, quasi più vicina al teatro di prosa che alla tradizione accademica. MacMillan scava nelle pieghe psicologiche dei personaggi, restituendo un universo fatto di ossessioni, pulsioni autodistruttive e tensioni politiche, senza mai indulgere in semplificazioni. Nel contesto della stagione 2026, la ripresa di Mayerling si avvale di un cast di primissimo livello, come è consuetudine ...

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Rencontres des Ballets Juniors européens al Ballet Preljocaj

Nel marzo 2026, il Ballet Preljocaj ha riunito ad Aix-en-Provence la seconda edizione delle Rencontres des Ballets Juniors européens, un appuntamento che si sta progressivamente affermando come uno spazio privilegiato di confronto tra alcune delle più promettenti realtà giovanili del panorama coreutico europeo. L’iniziativa nasce da un’idea semplice ma profondamente necessaria: creare un luogo in cui le nuove generazioni di danzatori possano non solo esibirsi, ma anche incontrarsi, osservare il lavoro degli altri, condividere pratiche e interrogarsi sul proprio percorso artistico. In un’epoca in cui la danza si trova a dialogare sempre più con linguaggi diversi e a confrontarsi con una platea globale, queste giornate assumono un valore che va oltre la semplice vetrina. Non si tratta soltanto di presentare spettacoli, ma di costruire un tessuto di relazioni tra scuole, compagnie junior e giovani interpreti provenienti da contesti culturali differenti. La varietà delle estetiche, delle tecniche e delle influenze diventa così il vero filo conduttore dell’evento, che si configura come una sorta di laboratorio a cielo aperto, in cui la tradizione e l’innovazione si osservano, si confrontano e talvolta si fondono. Le esibizioni presentate durante le Rencontres mettono in luce la molteplicità dei percorsi formativi che caratterizzano oggi le compagnie ...

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Annunciata la Stagione di Danza 26/27 dell’Opéra national de Paris

La stagione di balletto 2026/2027 dell’Opéra national de Paris si articola attorno a un importante rinnovamento del repertorio, con quattro creazioni e cinque nuovi ingressi nel repertorio principale, a cui si aggiungono una creazione e due ingressi nel repertorio del Junior Ballet. Tra le novità spicca la prima mondiale di Rings of Saturn di Juliano Nunes, presentata in occasione del Gala di apertura della danza al Palais Garnier il 10 ottobre 2026. Nello stesso contesto entrano in repertorio Vers un pays sage di Jean-Christophe Maillot e Busk di Aszure Barton, successivamente riproposti nel programma Paysages Intérieurs. Il programma Rituels all’Opéra Bastille accoglie Boléro X di Shahar Binyamini, mentre Pulsations al Palais Garnier presenta una nuova creazione di Lucinda Childs e l’ingresso in repertorio di Schmetterling di Sol León e Paul Lightfoot. Il Junior Ballet, protagonista del programma Éclats de danse nel gennaio 2027, presenta una creazione di Anna Hop e accoglie in repertorio Yu di Altea Nuñez e On Then and Now di Simon Valastro. Nel programma Correspondances nocturnes figurano inoltre Nocturnes di Thierry Malandain e una nuova creazione di Cathy Marston, mentre la stagione si conclude con una nuova Giselle firmata da Johan Inger. Il Gala di apertura riunisce ...

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Al Piermarini la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala

Giovedì 2 aprile 2026, alle ore 20, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna sul palcoscenico del Teatro alla Scala per l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la versatilità e la maturità interpretativa di allieve ed allievi, spazia dal virtuosismo ottocentesco di Paquita alle visioni contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini. Ad accompagnare i danzatori sarà l’Orchestra dell’Accademia sotto la bacchetta di Maria Seletskaja, Direttrice Musicale dell’English National Ballet, la cui esperienza come ballerina solista nelle massime compagnie europee conferisce alla sua direzione una rara intesa con il respiro del palcoscenico. L’apertura della serata è affidata alla Presentazione ideata da Frédéric Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria “mappa visiva” della didattica scaligera, il pezzo vede schierata tutta la Scuola, dal 1° all’8° corso. In una progressione che evidenzia l’evoluzione che si compie nell’arco del programma di studi, in una sequenza di passi e movimenti sempre più complessi, la coreografia permette di osservare il nesso fecondo tra formazione tecnica e pratica di palcoscenico, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia guidato da Olivieri. Segue la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico fra i più noti del repertorio, rimontato dai ...

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Le Spectre de la Rose: storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Le Spectre de la Rose è una delle creazioni più suggestive e poetiche del primo Novecento, capace di condensare in pochi minuti un intero universo fatto di sogno, desiderio e memoria. Nato nel 1911 per i Ballets Russes, rappresenta perfettamente quello spirito innovativo che trasformò profondamente il linguaggio della danza, allontanandolo dalla rigidità accademica per avvicinarlo a una dimensione più espressiva e simbolica. Alla base del balletto c’è una poesia di Théophile Gautier, mentre la coreografia porta la firma di Michel Fokine e la musica è tratta da un brano di Carl Maria von Weber, orchestrato da Hector Berlioz. Questo intreccio di arti diverse contribuisce a creare un’atmosfera sospesa tra realtà e immaginazione. La scena si apre su una giovane ragazza appena rientrata dal suo primo ballo. Ancora avvolta nell’emozione della serata, tiene tra le mani una rosa, simbolo di quell’esperienza nuova e intensa. Si muove nello spazio con un misto di timidezza e nostalgia, come se volesse trattenere il ricordo di ciò che ha appena vissuto. Lentamente, la stanchezza prende il sopravvento e si addormenta su una poltrona, lasciandosi scivolare in una dimensione onirica. È a questo punto che il balletto si trasforma: dalla finestra entra lo ...

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Némo Flouret, “900 Satellites” (prima assoluta alla Triennale Milano)

900 Satellites è un’estensione performativa dell’opera collettiva 900 Something Days Spent in the XXth Century di Némo Flouret, coreografo francese attivo su spazi ibridi e parte del progetto europeo PIT Perform Inform Transform: Participatory Performance in Art Museums, di cui Triennale Milano Teatro è partner. Concepita come una “deviazione” site-specific del progetto iniziale, questa versione permette a frammenti coreografici di evolversi e rinnovarsi in relazione agli spazi che li ospitano. Per l’occasione i danzatori occupano gli ambienti di Triennale Milano, dando vita a una partitura essenziale e spontanea affidata esclusivamente al movimento: idee in evoluzione perpetua si trasformano in un’esplosione coreografica sorprendente, in risonanza con l’architettura e il tempo dell’azione. In occasione della performance e nell’ambito del Public Program di Triennale Milano, sabato 28 marzo alle ore 17.30, presso il nuovo spazio Gioco di Triennale, (piano Parco), FOG e l’Institut français Milano invitano il pubblico a un incontro speciale dedicato al lavoro di Némo Flouret. L’evento si apre con un cortometraggio di Evi Cats, che offre uno sguardo sulla metodologia e sullo sviluppo del progetto 900 Satellites: attraverso le immagini della presentazione al Bozar di Bruxelles nell’ambito del progetto europeo PIT, il film esplora come il lavoro si adatti a ...

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