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COD di Chiara Olivieri: entra Matteo Levaggi nel percorso artistico

COD apre una nuova fase del proprio percorso artistico e produttivo. A partire da settembre 2026, Matteo Levaggi entra nel progetto della compagnia diretta da Chiara Olivieri, assumendo un ruolo di consulenza e curatela artistica, con particolare attenzione alla ricerca coreografica, allo sviluppo del repertorio e alla costruzione di nuove progettualità. Non si tratta di una sostituzione della direzione artistica, ma della costruzione di un dialogo tra esperienze, generazioni e visioni differenti, all’interno di un progetto comune. Chiara Olivieri continuerà a essere la direttrice artistica e coreografa stabile di COD, responsabile dell’identità della compagnia, della scelta degli artisti e dei progetti, delle collaborazioni e delle linee di sviluppo. A questa direzione si affiancherà l’esperienza di Matteo Levaggi, che contribuirà alla definizione di una linea di ricerca e programmazione coreografica e alla valorizzazione del patrimonio autoriale e del repertorio da lui sviluppato nel corso della propria carriera. L’obiettivo è costruire un organismo artistico riconoscibile, capace di produrre, conservare, rielaborare e trasmettere cultura coreografica. «L’ingresso di Matteo Levaggi nel percorso di COD Danza rappresenta per noi un passaggio importante», afferma Chiara Olivieri. «È un’opportunità per mettere in dialogo la nostra ricerca con un’esperienza artistica che ha attraversato importanti momenti della danza contemporanea ...

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Quando il balletto danzava per Re e Regine

Ci sono serate che finiscono quando cala il sipario. E poi ce ne sono altre che continuano a vivere nella memoria, nelle fotografie, nei racconti delle corti e negli archivi dei grandi teatri. Serate nelle quali la danza non è stata soltanto arte, ma cerimonia, prestigio, diplomazia e potere. Per secoli il balletto ha avuto un rapporto privilegiato con la regalità. Prima ancora di diventare uno dei linguaggi artistici più raffinati d’Europa, la danza era uno strumento attraverso il quale il sovrano mostrava la propria magnificenza. Il palcoscenico diventava una seconda corte e il corpo del ballerino, disciplinato fino alla perfezione, raccontava ordine, armonia e autorità. Ancora oggi, quando le porte di un palco reale si aprono e una sovrana, un re, un principe o una principessa prendono posto davanti alla scena, qualcosa di quella tradizione torna inevitabilmente a vivere. Queste sono alcune delle notti in cui la storia della monarchia ha incontrato la storia del balletto. IL RE CHE DIVENNE IL SOLE Versailles, 1653 Tutto comincia con un’immagine. Un giovane Luigi XIV appare sul palcoscenico del Ballet de la Nuit. Ha appena quindici anni e interpreta il Sole. Non è un dettaglio teatrale. È una dichiarazione destinata a diventare ...

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Al via l’atteso “Festival Aperto” di Reggio Emilia, tra danza e musica

In piazza Prampolini, sabato 19 settembre alle 18.45, il pubblico starà in piedi e dentro lo spazio della danza. Dance People, lo spettacolo del coreografo Omar Rajeh e della sua compagnia Maqamat, è una coreografia per dieci interpreti e per chiunque, tra gli spettatori, abbia voglia di unirsi a loro. È il centro della giornata inaugurale di Festival Aperto, che comincia alle 11 del mattino con una colazione e si chiude a sera con un concerto. Al debutto, all’International Festival di Edimburgo nell’agosto 2025, il pubblico aspettava dietro un nastro rosso mentre i danzatori giravano tra la gente e spiegavano le poche regole del gioco. Poi il nastro veniva tagliato e la folla entrava nell’area della danza, tra piattaforme su ruote e scale che si spostavano di continuo. Chi voleva ballava, chi preferiva guardava dai bordi. La musica di Mathias Delplanque e Ziad El Ahmadie è suonata dal vivo, con la voce del cantante libanese Abdul Karim Chaar. Festoso e apertamente politico, lo spettacolo parte da una domanda semplice: in un mondo regolato dagli algoritmi, come si sta insieme in uno spazio pubblico, e chi decide chi guida e chi segue? Festival Aperto è tra i coproduttori. Alle ore 21 ...

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A ottobre torna il transfrontaliero “Visavì Gorizia Dance Festival”

Gorizia (Italia) e Nova Gorica (Slovenia), nel 2025 congiuntamente Capitale Europea della Cultura, continuano a danzare insieme al Visavì Gorizia Dance Festival (14-18 ottobre 2026), ideato da Artisti Associati Centro di Produzione Teatrale, in partenariato con i Comuni di Gorizia, Cormons e Gradisca d’Isonzo, nonché con il Teatro Nazionale Sloveno SNG di Nova Gorica e il network di operatori della danza Pan Adria (Slovenia, Croazia, Italia). Visavì è un festival transfrontaliero unico nel suo genere, con una molteplicità di spettacoli in programma lo stesso giorno, alcuni in teatri in Italia e altri in Slovenia: i luoghi e gli orari sono studiati per permettere, a chi lo desiderasse, di presenziare a tutti gli eventi, varcando comodamente il confine per passare da un paese all’altro. Il Visavì Gorizia Dance Festival 2026 è un viaggio nella contemporaneità internazionale più originale, con prime nazionali dei lavori più recenti a firma di alcuni tra i maggiori coreografi di oggi, come Ohad Naharin (Venezuela) e Sidi Larbi Cherkaoui (Fall). Il programma riflette il carattere cosmopolita di questo cuore d’Europa, da sempre un crocevia tra popoli, ricco di contaminazioni culturali. Gli artisti e le compagnie ospiti provengono non solo dall’Italia (Marianna Basso, Francesco Brumat, Compagnia Artemis Danza, Equilibrio Dinamico Dance ...

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A Milano la mostra “A passo di Carla” dedicata a Carla Fracci

Nell’autunno del 1946 una giovanissima Carla Fracci lasciava la propria abitazione nel quartiere Calvairate per varcare la soglia della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala (oggi punta di diamante del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala), dando inizio a una carriera straordinaria destinata a segnare la storia della danza mondiale. A ottant’anni da quel momento emblematico, le studentesse e gli studenti dell’Accademia Teatro alla Scala rendono omaggio alla grande étoile con la mostra A passo di Carla. Gli studenti dell’Accademia Teatro alla Scala per Carla Fracci, realizzata con il sostegno del Municipio 4 del Comune di Milano e ospitata dal 22 al 27 settembre 2026 presso il foyer e gli spazi di passaggio del Teatro della Quattordicesima di Milano, che si avvale della direzione di Pietro Froiio e della direzione artistica di Simone Ranieri. La mostra – pensata per accompagnare il pubblico che assisterà alle molteplici proposte della concomitante Dance Week 2026 promossa dal Teatro della Quattordicesima – è stata ideata dalle allieve e dagli allievi del secondo anno dei Trienni AFAM in Multimedia per le Performing Arts e in Tecniche di Allestimento Scenico, con la collaborazione del Triennio in Costume per lo Spettacolo. Attraverso un racconto espositivo dinamico ...

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Recensione del libro “Il volo di Tersicore”

Con Il volo di Tersicore. Una storia per immagini del balletto russo 1636-2009, Concetta Lo Iacono affronta un’impresa tanto ambiziosa quanto necessaria: restituire, attraverso il dialogo serrato fra parola e immagine, la complessa vicenda del balletto russo, dalle sue origini seicentesche fino alla contemporaneità. Pubblicato da Massimiliano Piretti Editore, il volume (640 pagine) si colloca in quella rara zona della saggistica dedicata alla danza nella quale la ricerca storica non si limita alla ricostruzione documentaria, ma diventa anche strumento di interpretazione estetica e culturale. Il primo merito dell’autrice risiede nella scelta di assumere l’immagine non come semplice corredo illustrativo, ma come vera fonte narrativa. È una prospettiva particolarmente felice per raccontare un’arte per sua natura effimera, destinata a consumarsi nell’istante della rappresentazione e dunque affidata, per la propria memoria, a fotografie, bozzetti, manifesti, documenti e testimonianze visive. Nel caso del balletto russo questa esigenza è ancora più evidente: la sua storia coincide infatti con una straordinaria stratificazione di corpi, scuole, compagnie, teatri, scenografie, costumi e personalità artistiche che hanno progressivamente trasformato la danza in un fenomeno culturale di portata internazionale. Lo Iacono segue questo lungo arco cronologico con l’intento di mettere in luce la formazione e l’evoluzione di una tradizione ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Jerome Robbins

Jerome-Robbins

Jerome Robbins appartiene a quella categoria di artisti che hanno saputo unire la nobiltà del balletto classico alla vitalità del mondo contemporaneo, creando una danza capace di parlare con immediatezza all’animo umano. La sua arte nasce dall’incontro tra disciplina e libertà, tra precisione formale e spontaneità, dando vita a un linguaggio coreografico in cui il gesto quotidiano può trasformarsi in poesia e il movimento più semplice può rivelare una profonda verità emotiva. Nelle sue creazioni il danzatore non è mai soltanto un corpo virtuoso, ma una presenza viva, con una personalità, un carattere e una storia da raccontare. Robbins possiede una straordinaria capacità di osservare l’essere umano e di trasferire sulla scena la naturalezza dei rapporti, delle emozioni e dei conflitti. La sua danza nasce spesso dalla realtà, dai piccoli gesti della vita, dagli incontri tra persone diverse, per elevarsi poi attraverso la musica e la composizione coreografica a una dimensione universale. La grandezza del suo stile risiede nell’equilibrio tra eleganza e autenticità. La tecnica classica rimane una base solida, ma viene arricchita da una sensibilità moderna che accoglie il ritmo della città, l’energia dei giovani, la forza della comunicazione teatrale. Nei suoi balletti il virtuosismo non è mai fine ...

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Perché sono qui? La vera spinta all’arte della danza

C’è una domanda fondamentale che ogni allievo dovrebbe porsi prima di varcare la soglia di una sala di danza: perché sono qui?  La risposta è diversa per ogni persona, ma quella che porta alla danza è unica: è la spinta autentica, la passione e la voglia di imparare. Un allievo infatti non dovrebbe avvicinarsi alla danza per cercare consensi e applausi che soddisfano l’ego. Questo approccio lo porterà a non conoscere mai il senso della danza. Alla prima frustrazione, alla prima volta che le cose non vanno come si aspetta o vorrebbe, si stancherà e rinuncerà. E così farà nella vita. Chi ha trovato la vera risposta a quella domanda è spinto da un fuoco che non si spegne quando la lezione diventa faticosa o il passo non riesce e possiede il desiderio di provare e riprovare. Danzare non è mera ripetizione fisica. È uno sforzo cognitivo continuo che richiede presenza mentale, capacità di analisi, prontezza intellettiva e sensibilità artistica. La consapevolezza di essere eterni allievi, felici di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo su di sé e sulla danza, è un motore potente, l’unico che porta a risultati soddisfacenti e duraturi, anche nello sviluppo della personalità. La sala danza, tra le ...

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Annunciati i cast dell’immortale Giselle al Teatro alla Scala

Con dieci recite dal 1° al 23 ottobre il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala affida a Giselle la ripartenza della sua Stagione dopo la pausa estiva. Nella classica coreografia di Coralli/Perrot ripresa da Yvette Chauviré per la prima volta alla Scala nel 1950, è una produzione che fa parte dalla storia scaligera, così come l’allestimento firmato appositamente da Aleksandr Benois, conservato e rinnovato nel tempo senza alterarne l’identità. Patrimonio della Scala e dei suoi artisti, che hanno infuso ad ogni ripresa linfa nuova e nuove emozioni, è tra i balletti più rappresentati e rappresentativi della Compagnia, e per questo protagonista di innumerevoli tournée internazionali: dall’Oman al Brasile, dalla Cina alla Francia, dagli Stati Uniti all’Australia, dal Kuwait alla Cina, con la più recente presenza nel 2024 presso il Grand Theatre di Shanghai dove il pubblico cinese è rimasto conquistato da questa produzione e dall’interpretazione del Corpo di Ballo scaligero in uno dei capisaldi del suo repertorio. Anche alla Scala è uno dei titoli più proposti, grazie ai quali apprezzare e mettere a frutto la maturazione artistica di ruoli già affrontati in precedenza, e offrire alle nuove generazioni l’opportunità di cimentarsi in questa produzione; non ultimo, proseguire in uno ...

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Akira Uchida: nuova voce della danza contemporanea internazionale

Ci sono artisti che appartengono a una disciplina e altri che sembrano aver bisogno di attraversarle tutte. Akira Uchida appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Danzatore, coreografo, movement director e creative director, originario di Ottawa e oggi residente a New York, Uchida sta costruendo un percorso nel quale la danza non appare mai come un linguaggio isolato. Il movimento è il suo strumento principale, ma intorno a quel movimento ruotano musica, cinema, fotografia, animazione, moda, cultura dei club e arti visive. Il suo lavoro nasce proprio nello spazio in cui queste forme si incontrano, in quella zona intermedia che lui stesso considera particolarmente fertile. Forse è questo il primo elemento da comprendere per avvicinarsi alla sua arte: Akira Uchida non sembra interessato a scegliere un territorio e a difenderne i confini. Al contrario, sembra volerli attraversare. E il corpo diventa il luogo nel quale questi attraversamenti avvengono. La sua storia artistica comincia molto presto. Cresciuto a Ottawa con entrambi i genitori impegnati professionalmente nel fitness, durante il periodo di grande diffusione dell’aerobica negli anni Novanta, è entrato fin dall’infanzia in contatto con la musica ad alta energia e con una fisicità fortemente legata al ritmo. La danza sarebbe diventata progressivamente ...

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