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Mandala Dance Company: tournée nazionale di Balancier

Dopo l’avvio della nuova stagione artistica 2026 in Friuli, Puglia e Abruzzo, Mandala Dance Company – diretta dalla coreografa Paola Sorressa – nel mese di aprile sarà impegnata nella tournée nazionale di Balancier. Lo spettacolo rappresenta oggi uno dei nuclei centrali della ricerca artistica della compagnia, in attesa dei debutti delle nuove creazioni che segneranno il 2026. Un lavoro che sintetizza con rigore e maturità la visione coreografica di Paola Sorressa. La produzione affronta il tema dell’equilibrio – statico e dinamico – come condizione esistenziale prima ancora che fisica. Il corpo diventa luogo di tensione e di ascolto, attraversato da forze opposte che convivono e si trasformano in movimento. In questa riflessione si colloca il cuore concettuale di Balancier: una coreografia che mette in scena l’oscillazione tra opposti – peso e leggerezza, immobilità e slancio, tensione e abbandono – trasformando la fragilità in materia scenica e il disequilibrio in possibilità poetica. Elemento centrale della drammaturgia visiva è la presenza in scena dell’opera dello scultore Fiorenzo Zaffina, che dialoga con il corpo danzante in una relazione costante tra materia e movimento. Nel mese di aprile Balancier sarà protagonista di una tournée nazionale che attraverserà diversi contesti culturali italiani, confermando la vocazione ...

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26/27 Ballet Arizona: 40 anni tra classico e innovazione

La nuova stagione del Ballet Arizona è la 40ª e si presenta come un traguardo di grande rilievo, celebrando quattro decenni di eccellenza artistica, innovazione e dedizione alla danza. Questo importante anniversario viene onorato con un programma che intreccia capolavori intramontabili e creazioni contemporanee, offrendo al pubblico un’esperienza ricca e variegata, capace di riflettere sia la storia sia il futuro della compagnia. L’apertura di stagione è affidata al ritorno di Romeo e Giulietta, una delle opere più amate del repertorio, che porta in scena l’intensità della celebre tragedia shakespeariana attraverso una coreografia di grande impatto emotivo. A seguire, torna uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico, Lo Schiaccianoci, simbolo delle festività e tradizione consolidata, capace di incantare spettatori di tutte le età con la sua atmosfera magica e senza tempo. Con l’inizio del nuovo anno, la stagione prosegue con Don Chisciotte, una brillante commedia romantica del repertorio classico, apprezzata per la sua vivacità, il virtuosismo tecnico e l’energia coinvolgente. Il programma continua con Pulse, un trittico contemporaneo in scena all’Orpheum Theatre, che mette in luce la versatilità artistica della compagnia attraverso tre diverse visioni coreografiche, accomunate da un linguaggio innovativo e dinamico. Tra gli appuntamenti più suggestivi della stagione si ...

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Intervista esclusiva al ballerino e pedagogo Gabriel Stoyanov

GABRIEL STOYANOV è un ballerino classico, pedagogo e studioso bulgaro-svizzero, attivo nel panorama internazionale della danza. Nato a Sofia, ha iniziato il suo percorso artistico nella danza fin da bambino, entrando a soli cinque anni nell’ensemble folklorico “Rosna Kitka”, dove ha sviluppato le prime basi di movimento e disciplina artistica. La sua passione per il balletto classico si è accesa all’età di tredici anni, quando ha iniziato un intenso percorso formativo sotto la guida di Krassimira Koldamova, integrando così le radici folkloriche con la tecnica del balletto accademico. Dopo aver completato gli studi presso la National Academy of Music “Pancho Vladigerov” di Sofia, ottenendo il diploma e successivamente il Master in Pedagogia del Balletto, Stoyanov ha ampliato la sua formazione con un dottorato di ricerca (PhD) in Studi artistici – Arti coreografiche presso l’Accademia Vaganova di San Pietroburgo. Nel corso della sua carriera ha lavorato come insegnante, coach e artista ospite in diverse scuole e compagnie, in particolare in Svizzera, dove risiede e insegna, collaborando con istituzioni e centri di danza di alto livello. Stoyanov è noto per il suo approccio integrato alla formazione coreutica, unendo competenze pratiche, pedagogiche e teoriche, e per il suo impegno nella promozione della danza ...

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Serge Lifar e la rinascita del balletto europeo nel Novecento

Serge Lifar occupa un posto singolare nella storia del balletto del Novecento: figura carismatica e determinante, fu al tempo stesso interprete, riformatore e teorico, capace di traghettare la danza classica fuori dall’ombra dei Ballets Russes verso una nuova identità europea. Nato a Kiev il 2 aprile 1905, in un contesto culturale ancora segnato dalla tradizione imperiale russa, si formò inizialmente lontano dai grandi centri coreutici, ma la sua vocazione lo portò rapidamente a incrociare il destino di Sergej Djagilev, incontro decisivo che lo proiettò sulla scena internazionale. Lifar entrò nei Ballets Russes negli anni Venti, in un momento in cui la compagnia stava già attraversando una fase di trasformazione. Non era un virtuoso nel senso accademico tradizionale, ma possedeva una presenza scenica magnetica, una qualità plastica del movimento e una sensibilità musicale che lo resero presto uno dei protagonisti. Djagilev intuì in lui non solo un danzatore, ma un possibile erede spirituale, e lo incoraggiò a sviluppare una propria visione coreografica. In questo ambiente, a contatto con artisti d’avanguardia, musicisti e scenografi innovativi, Lifar maturò l’idea che il balletto dovesse emanciparsi tanto dal puro virtuosismo quanto dalla narrazione ottocentesca. Dopo la morte di Djagilev nel 1929, Lifar si trovò a ...

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Talento e costanza: una sinergia indispensabile

Il talento è la capacità innata di eccellere in un determinato campo, artistico, sportivo, scientifico o relazionale. Si manifesta attraverso la facilità nell’apprendimento e nell’esecuzione, e distingue chi lo possiede da chi deve impegnarsi di più per ottenere risultati simili. Se è vero che ‘il talento è un dono’, è vero anche che esso va nutrito e allenato, perché solo il lavoro e la dedizione trasformano questa attitudine naturale in qualcosa di concreto e duraturo. Nel mondo della danza, il talento è un mix di capacità motorie, percezione spaziale, memoria muscolare e intelligenza emotiva che rende un danzatore capace di emergere, anche senza un lungo percorso alle spalle. Esso però rischia di essere una scintilla effimera se non viene alimentato dalla costanza, dalla perseveranza e dalla pratica regolare. La costanza è una forma di progresso e ha un impatto profondo sul cervello. Ne modifica e ne migliora la struttura e le funzioni e la capacità di gestire lo stress. Ogni volta che un ballerino esegue un movimento, si attivano dei circuiti cerebrali che, attraverso la pratica, si rafforzano e si specializzano. Questo processo è la famosa neuroplasticità che permette di trasformare il talento in competenza, solida e duratura. La costanza dunque non ...

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Petruška (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Elogio a Stravinskij con una “Serata” di capolavori alla Scala

Petruška è uno di quei rari capolavori che non solo segnano un’epoca, ma continuano a parlarci con sorprendente attualità, mantenendo intatta la loro forza espressiva. Nato nel 1911 per i Ballets Russes di Sergej Djagilev, questo balletto rappresenta un punto di svolta nella storia della danza, un momento in cui musica, movimento e arti visive si fondono in una forma nuova, moderna e profondamente teatrale. Alla sua creazione concorrono tre personalità straordinarie: Igor Stravinskij per la musica, Michel Fokine per la coreografia e Alexandre Benois per scene e costumi. È proprio questa sinergia a rendere Petruška un’opera totale, capace di superare i confini del balletto tradizionale. L’idea affonda le radici nella cultura popolare russa, evocando la figura del burattino Petruška, affine per certi aspetti al Pulcinella della tradizione italiana: un personaggio grottesco, ironico e malinconico, che vive ai margini ma riesce a incarnare una verità profondamente umana. L’ambientazione, una fiera di Carnevale nella San Pietroburgo ottocentesca, offre una cornice vivace e multicolore, fatta di danze popolari, venditori ambulanti e spettacoli di strada. Ma dietro questa superficie festosa si cela una storia carica di tensione emotiva e di significati simbolici. Alla prima rappresentazione, avvenuta a Parigi, il pubblico si trovò di ...

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La prima ballerina e maestra Daria Klimentová “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Manon di Kenneth MacMillan. Il balletto contemporaneo prediletto? Tutti quelli di Jiří Kylián. Il teatro del cuore? Il Teatro Nazionale di Praga. Un romanzo da trasformare in balletto? I tre moschettieri. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Qualcosa è cambiato. Il costume di scena che hai preferito indossare? I tutù in stile russo. Quale colore associ alla danza? Il bianco, per i balletti classici puri. Che profumo ha la danza? Quello del dietro le quinte in teatro. La musica più bella scritta per balletto? Il lago dei cigni di Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Black Swan. Il tuo passo di danza preferito? I chassé. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Swanilda. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Kenneth MacMillan e Jiří Kylián. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Continua a ispirarci con gioia e bellezza. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Ambizione, determinazione, eccellenza. Come ti vedi oggi allo specchio? Una ex danzatrice felice, che ha danzato più di quanto avesse mai sperato. Michele Olivieri Foto: ČTK www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Artisti in Transito 2026: aperte le selezioni di teatro danza

La Compagnia Teatrale Petra apre le iscrizioni per il laboratorio intensivo di teatro danza Artisti in Transito dal titolo CARUSƏ — Danza silenziata e resistenze corporee, condotto dal danzatore e coreografo Pierandrea Rosato presso la Casa Circondariale A. Santoro di Potenza. L’iniziativa si svolgerà dal 18 al 21 maggio 2026 e rappresenta uno dei momenti centrali del progetto IN_OUT. Libertà Aumentata, che coinvolge detenuti e allievi esterni in pratiche artistiche di teatro danza. Il laboratorio è aperto a danzatrici, danzatori e performer professionisti, selezionati per esperienza, sensibilità al movimento e capacità di lavorare in team. L’attività si svolgerà insieme al gruppo di attori/detenuti del laboratorio interno di IN_OUT. La giornata conclusiva del 21 maggio prevede una prova aperta al pubblico dalle 14:00 alle 15:30. CARUSƏ nasce come laboratorio artistico-pedagogico ispirato alla performance solistica di Rosato Carusə | sine Sole sileo, esplorando la danza silenziata del tarantismo come pratica di trasformazione e resistenza corporea. Il laboratorio propone un lavoro sul corpo come spazio di memoria, metamorfosi e apertura all’alterità, sviluppando pratiche estetico-coreografiche volte all’integrazione e trasformazione del vissuto traumatico. Le attività comprendono pratiche corporee, teatralità fisica e improvvisazioni guidate, trasformando lo spazio in un luogo di espressione autentica e relazionale. Pierandrea ...

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Paquita (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Paquita occupa un posto singolare nella storia della danza classica, configurandosi come un’opera che, pur attraversando trasformazioni, adattamenti e riletture, ha saputo conservare un’aura di eleganza e virtuosismo che ancora oggi affascina studiosi, interpreti e pubblico. Nato nel contesto culturale della Parigi romantica del XIX secolo, questo titolo rappresenta un esempio emblematico della circolazione delle opere coreutiche tra Francia e Russia, nonché della loro capacità di evolversi in risposta alle diverse sensibilità artistiche e ai mutamenti del gusto. La genesi di Paquita risale al 1° aprile 1846, quando venne presentato per la prima volta all’Opéra di Parigi, con coreografia di Joseph Mazilier e musica di Édouard Deldevez. In origine, l’opera si inseriva nel filone del balletto narrativo romantico, caratterizzato da un intreccio melodrammatico, ambientazioni esotiche e un marcato interesse per temi quali l’identità, la nobiltà nascosta e il destino. Tuttavia, fu solo con il suo trasferimento in Russia che Paquita acquisì la forma con cui è maggiormente conosciuto oggi. Marius Petipa, figura centrale del balletto imperiale russo, ne realizzò una profonda revisione nel 1881 per il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, aggiungendo nuove sezioni coreografiche e affidando a Ludwig Minkus la composizione di ulteriori musiche. In particolare, il ...

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Il direttore artistico Christopher Stowell “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Amo tutto il linguaggio classico. Il balletto contemporaneo prediletto? Amo i coreografi che trovano nuovi modi di usare questo linguaggio. Il teatro (come linguaggio) del cuore? L’opera del XIX secolo è il mio “piacere proibito”. Un romanzo da trasformare in balletto? Il talento di Mr. Ripley. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Stregata dalla luna. Il costume di scena che hai preferito indossare? Mercuzio, e Baptiste in una versione in balletto de Les Enfants du Paradis. Quale colore associ alla danza? Bianco e nero. Che profumo ha la danza? Sudore. La musica più bella scritta per balletto? Dipende dall’interpretazione del coreografo Il film di danza irrinunciabile? Silk Stockings. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Gelsey Kirkland e Fred Astaire Il tuo passo di danza preferito? Qualcosa di sincopato. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Gennaro da Napoli. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Portami con te! Tre parole per descrivere la disciplina della danza? La perfezione, sempre sfuggente. Come ti vedi oggi allo specchio? Cerco di non ...

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