Il balletto classico preferito? La bella addormentata. Il balletto contemporaneo prediletto? Troppo difficile sceglierne uno! Adoro The Four Seasons di David Dawson, Solitude di Alexei Ratmansky, la serie Blake Works di William Forsythe, qualsiasi lavoro di Hans van Manen… e la lista potrebbe continuare! Il Teatro del cuore? Il nostro teatro di Amsterdam, il Dutch National Opera & Ballet, dove ho trascorso quarant’anni, fin dalla sua apertura. Un romanzo da trasformare in balletto? Nessuno. Il balletto può fare a meno delle storie, anche se adoro un buon balletto narrativo. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Lo stesso: nessuno in particolare. Il costume di scena indossato che hai preferito? Semplici body e calzamaglie. Quale colore associ alla danza? L’azzurro del cielo. Che profumo ha la danza? Di sudore e di rose. La musica più bella scritta per balletto? Agon di Igor Stravinskij, oppure qualsiasi composizione di Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Scarpette rosse (The Red Shoes) e Due vite, una svolta (The Turning Point). Due miti della danza del passato, uomo e donna? La nostra coppia d’oro della danza olandese: Han Ebbelaar e Alexandra Radius. Il tuo “passo di danza” preferito? Impossibile sceglierne uno solo dall’intero ...
Read More »Redattori
Recensione del libro “Giselle nostra contemporanea”
Ci sono balletti che il tempo consegna alla storia e balletti che, al contrario, sembrano sottrarsi alla storia proprio per continuare a interrogarla. Giselle appartiene a questa seconda, più rara categoria. Ogni epoca che l’ha incontrata ha finito per riconoscervi qualcosa di sé: il Romanticismo vi proiettò il desiderio dell’assoluto, la fascinazione per il soprannaturale e la morte, il Novecento ne fece un banco di prova per la grande tradizione accademica, mentre la contemporaneità ha scoperto nel suo fragile fantasma una materia sorprendentemente disponibile alla reinvenzione. È da questa inesauribile capacità di mutare senza cessare di essere Giselle che prende le mosse Giselle nostra contemporanea. Conversazioni, ricostruzioni e riletture, il volume curato da Roberta Albano e Maria Venuso, pubblicato da Piretti Editore (348 pagine con numerosi contributi critici in italiano e inglese e fotografie). Il titolo contiene già una dichiarazione di poetica. Quel “nostra” non indica soltanto la vicinanza cronologica, né pretende di attualizzare artificiosamente un capolavoro dell’Ottocento. Indica piuttosto un’appartenenza: Giselle continua a essere nostra perché ogni generazione è costretta a ridefinire il proprio rapporto con la memoria della danza. E proprio la memoria, in questo libro, assume un valore tutt’altro che nostalgico. È materia viva, instabile, continuamente ...
Read More »La danza è il risveglio dell’eleganza
È nel confine tra l’intenzione e il movimento che risiede l’eleganza, qualità che spesso rimane addormentata, schiacciata dal peso della frenesia quotidiana e dalla postura da scrivania o banco scolastico. Neurobiologicamente, l’essere umano possiede un senso innato delle proporzioni, del ritmo e dell’equilibrio. Il cervello è cablato per cercare l’armonia biomeccanica. La danza agisce come un catalizzatore. Stimola i recettori propriocettivi, quella rete di sensori che informa il cervello su dove si trovi il corpo nello spazio. Insegna a percepire l’asse verticale, ossia la colonna vertebrale, come canale di energia. L’eleganza latente viene risvegliata: le spalle si abbassano, il collo si allunga, il peso si distribuisce in modo uniforme. Il corpo smette di subire la gravità, ci dialoga, la sfida e la trasforma. La danza, più di altre discipline fisiche, ha il potere di perfezionare questo tratto grazie all’unione di tre elementi fondamentali. Consapevolezza dello spazio e del limite. Ballare richiede di conoscere i confini e lo spazio altrui. Il ballerino impara a muoversi con precisione, a eliminare il gesto superfluo, la rigidità e l’inutile dispendio energetico. Economia del gesto, la vera grazia. Un movimento è elegante quando sembra privo di sforzo. La danza addestra i muscoli stabilizzatori ...
Read More »Addio a Sir Richard Alston, il grande coreografo britannico
Ci sono coreografi che costruiscono spettacoli e altri che, nel corso della loro vita, finiscono per costruire una parte della storia della danza. Sir Richard Alston apparteneva alla seconda categoria. È morto il 7 settembre 2026, a 77 anni, nella sua casa, dopo un periodo di malattia. Con lui scompare una delle figure più importanti della danza contemporanea britannica degli ultimi cinquant’anni, ma soprattutto un artista che ha sempre difeso una convinzione semplice e profondissima: la danza non ha bisogno di spiegare la musica, deve renderla visibile. Alston era nato nel Sussex nel 1948. Il suo primo percorso, curiosamente, non sembrava destinato alla danza: studiò arte e teatro prima di entrare alla London School of Contemporary Dance. Poi arrivò l’incontro con la danza americana e, in particolare, con Merce Cunningham, che studiò a New York. Da Cunningham raccolse una lezione fondamentale, ma senza mai diventare un epigono: la trasformò in un linguaggio personale, fatto di precisione, libertà, musicalità e straordinaria attenzione alla qualità del movimento. Nel 1972 fondò Strider, una delle prime esperienze indipendenti della danza contemporanea britannica. Fu l’inizio di un percorso nel quale Alston avrebbe contribuito a cambiare profondamente il panorama della danza inglese, lavorando con compagnie e ...
Read More »Boston Ballet 26-27 celebra il repertorio e la contemporaneità
Il Boston Ballet inaugura la stagione 2026-2027 con un cartellone che racconta l’identità di una delle compagnie più autorevoli degli Stati Uniti: un equilibrio raffinato tra grandi classici, capolavori del Novecento e creazioni contemporanee capaci di dialogare con il pubblico di oggi. Sotto la direzione artistica di Mikko Nissinen, la nuova stagione si sviluppa come un viaggio attraverso linguaggi differenti, dove tradizione e innovazione convivono senza contrapporsi. Il risultato è una programmazione pensata per conquistare sia gli appassionati del balletto classico sia gli spettatori più curiosi, desiderosi di scoprire le evoluzioni della danza internazionale. Ad aprire la stagione sarà Fall Experience (10-20 settembre 2026), un programma che mette al centro due firme di assoluto prestigio della coreografia contemporanea. Da una parte Vertical Road (Reimagined 2023) di Akram Khan, intensa riflessione sul rapporto tra spiritualità, natura umana e ritualità collettiva; dall’altra Cacti di Alexander Ekman, lavoro ironico e brillante che gioca con i codici della danza contemporanea, alternando virtuosismo tecnico e humor teatrale. L’appuntamento natalizio sarà naturalmente affidato a The Nutcracker, nella celebre versione firmata da Mikko Nissinen. Da anni questo spettacolo rappresenta uno degli eventi culturali più attesi di Boston, capace di richiamare migliaia di spettatori e di confermare il ...
Read More »Heather Ogden, l’ultimo inchino della grande Principal canadese
Una delle interpreti più amate e rappresentative del balletto canadese si prepara a lasciare il palcoscenico. Heather Ogden concluderà la sua straordinaria carriera al National Ballet of Canada al termine della stagione 2026/27. Ma il suo addio sarà, in realtà, un arrivederci. C’è un momento, nella carriera di ogni grande artista, in cui il sipario che si chiude non rappresenta soltanto la fine di uno spettacolo, ma la conclusione di un’intera epoca. Per Heather Ogden, quel momento arriverà al termine della stagione 2026/27, quando la Principal del National Ballet of Canada saluterà ufficialmente la compagnia dopo una delle carriere più importanti e celebrate della danza canadese. Originaria di Vancouver, Ogden tornerà però nella sua città proprio in occasione di uno degli appuntamenti più simbolici della prossima stagione. Il pubblico avrà infatti l’opportunità di assistere a una delle sue ultime esibizioni da Principal del National Ballet of Canada durante la tournée inaugurale di Ballet Vancouver, l’11 e 12 settembre al Vancouver Playhouse, nel programma Apollo & Other Works. Un ritorno a casa dal forte valore emotivo: la città che l’ha vista crescere artisticamente potrà così accompagnare una delle sue figlie più illustri verso l’ultimo capitolo di una carriera costruita ai vertici ...
Read More »Il TAM Ballet apre la stagione con due étoiles internazionali
Per l’apertura della nuova stagione, il TAM Ballet porta sul palcoscenico due autentiche star della danza internazionale: le étoiles Anna Tsygankova e Giorgi Potskhishvili, Primi Ballerini del Dutch National Ballet, che saranno in scena grazie alla collaborazione con Into Dance. Due interpreti amatissimi dal pubblico degli appassionati di balletto, che uniscono straordinaria tecnica, carisma e una forte presenza scenica. Per Giorgi Potskhishvili si tratta inoltre di un ritorno particolarmente atteso sul palcoscenico del TAM, dopo il grande successo riscosso al Roberto Bolle and Friends, dove aveva conquistato il pubblico dell’Arcimboldi con la sua energia e il suo talento. Ispirato al capolavoro di Miguel de Cervantes, Don Quijote de la Mancha, il balletto debuttò nel 1869 al Teatro Bolshoi di Mosca con la coreografia di Marius Petipa e le musiche di Ludwig Minkus, affermandosi come uno dei grandi classici del repertorio e una delle opere più rappresentative della tradizione accademica. L’allestimento proposto dal TAM Ballet restituisce tutta l’energia e il colore della Spagna immaginata da Cervantes, alternando scene corali, danze di carattere e pagine di grande virtuosismo tecnico. Il racconto prende forma attraverso le vicende di Don Chisciotte e del suo inseparabile scudiero Sancho Panza, sullo sfondo della storia d’amore tra ...
Read More »Bach Dance Concert: Zappalà e Bahrami in prima nazionale
Due artisti uniti da un amore profondo per Bach. Due percorsi differenti che trovano nella musica del compositore tedesco una comune dimora e un terreno d’incontro. Nasce da questa affinità Bach Dance Concert, la nuova creazione di Roberto Zappalà con il pianista Ramin Bahrami, prodotta dalla Compagnia Zappalà Danza in collaborazione con Operaestate Festival Veneto e AMAT per Civitanova Danza. Lo spettacolo debutterà in prima nazionale l’11 settembre al Festival delle Nazioni di Città di Castello, per poi essere presentato il 12 settembre a Imola, nell’ambito di Emilia Romagna Festival – ERT 2026. Per Roberto Zappalà, Bach è da sempre una fonte inesauribile di ispirazione: nelle sue opere, la musica del compositore tedesco diventa materia viva, respiro che attraversa il corpo e lo trasforma in gesto poetico. Per Ramin Bahrami, tra i più apprezzati interpreti bachiani del nostro tempo e definito dalla critica tedesca “un mago del suono”, Bach rappresenta una scelta di devozione e libertà. Le sue interpretazioni ne svelano la potenza umana e spirituale, con un tocco che unisce rigore e emozione. Il risultato è un concerto danzato in cui il confine tra ascolto e visione si fa sempre più sottile. Non un semplice accompagnamento della danza alla ...
Read More »Una vita in punta di piedi: buon compleanno, Marie‑Agnès Gillot!
Oggi, 7 settembre 2026, Marie-Agnès Gillot compie 51 anni. Nata a Caen nel 1975, è una delle figure più originali e riconoscibili della danza francese contemporanea: una grande interprete formatasi nella più rigorosa tradizione dell’Opéra national de Paris, ma capace di trasformare quella stessa tradizione in uno strumento di ricerca, libertà e modernità. La sua storia all’Opéra comincia giovanissima. Nel 1985, a nove anni, entra nella Scuola di danza dell’istituzione parigina; nel 1990, appena quindicenne, viene ammessa al Corps de ballet. Nel 1992 diventa Coryphée, nel 1994 Sujet e nel 1999 Première danseuse. È un percorso rapido e insieme costruito con una determinazione fuori dal comune. Il 18 marzo 2004 arriva la consacrazione: al termine di una rappresentazione di Signes di Carolyn Carlson, Marie-Agnès Gillot viene nominata Étoile dell’Opéra di Parigi. È un momento storico: è la prima danzatrice a ottenere il massimo titolo della compagnia in seguito all’interpretazione di un balletto contemporaneo. La scelta non è casuale. Gillot è ormai un’interprete capace di attraversare due mondi che nella sua danza non sono mai veramente separati: il grande repertorio classico e la coreografia contemporanea. Da una parte ci sono i grandi ruoli del balletto: da Don Chisciotte a Il lago ...
Read More »Il direttore artistico Stéphane Fournial “allo specchio”
Qual è il tuo balletto classico preferito? Giselle, senza alcun dubbio. Credo sia uno dei più grandi capolavori mai creati nella storia della danza. È un balletto che riesce a unire tecnica, poesia, teatro e musica in un equilibrio perfetto. Ogni volta che lo guardo o lo rivivo, mi ricorda una lezione fondamentale: la tecnica è indispensabile, ma da sola non basta. Diventa arte soltanto quando smette di mettersi in mostra e si mette completamente al servizio dell’emozione e del racconto. È proprio questo che rende Giselle immortale. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Ho avuto la fortuna di lavorare con un artista che considero un autentico genio: Joseph Lazzini. Opere come Ecce Homo, E = mc², Il Mandarino Meraviglioso e Salomé erano incredibilmente avanti rispetto al loro tempo. Ma ciò che mi ha lasciato non è stato soltanto un patrimonio coreografico. Da lui ho imparato che una coreografia non è fatta soltanto di passi. È fatta di atmosfera, di silenzi, di luci, di spazio, di ritmo teatrale. Mi ha insegnato a vedere il palcoscenico come un luogo dove ogni elemento racconta qualcosa e dove nulla è lasciato al caso. È un insegnamento che mi accompagna ancora oggi. Il ...
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Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore