Dalla preparazione degli insegnanti alla qualità degli ambienti, passando per il metodo didattico e il progetto formativo: scegliere una scuola di danza significa affidarsi a un percorso educativo e artistico che può accompagnare bambini, ragazzi e adulti nella scoperta del linguaggio del movimento. Scegliere una scuola di danza è il primo passo di un viaggio che, per molti, comincia durante l’infanzia e può trasformarsi nel tempo in una vera e propria passione, in un percorso di crescita personale o persino in una professione. Ma come orientarsi tra le tante proposte presenti sul territorio? Quali sono gli elementi che distinguono una scuola di qualità da una semplice attività dedicata al tempo libero? In un panorama nel quale l’offerta formativa è sempre più articolata, dalla danza classica alla contemporanea, dalla moderna all’hip hop, fino alle numerose discipline che compongono il mondo della danza, la scelta non dovrebbe essere dettata soltanto dalla vicinanza geografica o dal costo dell’iscrizione. Dietro una scuola di danza ci sono un progetto didattico, una metodologia di insegnamento, competenze professionali e, soprattutto, una precisa idea di formazione. Il primo elemento da considerare riguarda proprio la preparazione degli insegnanti. La qualità di un percorso formativo dipende in larga misura dalla ...
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I grandi coreografi nella storia della danza: Aleksandr Gorskij
Quando si parla di lui, spesso il pensiero corre immediatamente a Don Chisciotte, a Il Lago dei Cigni, a Raymonda, a La Bayadère. Ma limitarsi a considerarlo il grande autore delle riprese dei balletti di Petipa sarebbe riduttivo. Gorskij fu molto più di un abilissimo maître de ballet: fu uno dei primi artisti russi a intuire che il balletto poteva diventare più teatrale, più umano, più vicino alla realtà dei personaggi e delle situazioni. Fu uno dei principali rappresentanti del balletto realistico e un autentico riformatore, accostandolo per importanza innovativa a Michail Fokin. Nato a San Pietroburgo nel 1871, Gorskij si formò alla Scuola Imperiale di Ballo e fu allievo, fra gli altri, di Pavel Gerdt e dello stesso Marius Petipa. Entrò poi nel Mariinskij, dove danzò ruoli del repertorio classico e di carattere. È interessante ricordare che prima di diventare uno dei grandi riformatori della coreografia russa Gorskij fu dunque un danzatore profondamente immerso nella tradizione che avrebbe successivamente contribuito a trasformare. Questa è forse la chiave per comprenderlo. Gorskij non volle distruggere il balletto di Petipa. Lo conosceva troppo bene per farlo. Voleva piuttosto restituirgli una maggiore forza teatrale. Nel 1900 arrivò al Bol’šoj di Mosca, dove avrebbe ...
Read More »Al Grimaldi Forum di Monte-Carlo arrivano “Bronia” e “Altro Canto”
La stagione invernale della Principauté de Monaco si veste di grande danza d’autore. Dal 19 al 21 dicembre 2026, il prestigioso palcoscenico della Salle des Princes al Grimaldi Forum ospiterà una serata evento firmata dai Ballets de Monte-Carlo che mette a confronto due generazioni di coreografi: l’universo contemporaneo e viscerale del duo spagnolo Kor’sia e la perfezione plastica e spirituale del Direttore-Coreografo Jean-Christophe Maillot. In programma due opere di straordinaria intensità, accomunate da un profondo dialogo con la storia del balletto, la memoria storica e l’alta moda. Bronia: l’omaggio dei Kor’sia a Bronislava Nijinska A dare il via alla serata sarà Bronia, creazione concepita da Mattia Russo e Antonio de Rosa, fondatori del collettivo internazionale Kor’sia. L’opera è un accorato tributo alla figura di Bronislava Nijinska (1891-1972), icona dell’avanguardia coreografica del Novecento, danzatrice, pedagoga e mente rivoluzionaria. Sorella del celebre Vaslav Nižinskij, Nijinska ha segnato la storia della danza affrancandosi dall’ombra del fratello e firmando capolavori immortali per i Ballets Russes di Sergej Djagilev – diversi dei quali creati proprio a Monte Carlo. Con Bronia, Russo e De Rosa (avvalendosi della drammaturgia di Agnès López-Río) evocano lo spirito indomito di un’artista che ha fatto della scena uno spazio di resistenza, ...
Read More »I grandi coreografi nella storia della danza: Michel Fokine
Michel Fokine fu uno dei più importanti coreografi del balletto del Novecento e una figura centrale nella profonda trasformazione della danza classica. Nato a San Pietroburgo nel 1880, si formò presso il Teatro Imperiale, dove iniziò il proprio percorso artistico come danzatore, per affermarsi successivamente come coreografo innovatore. La sua notorietà internazionale crebbe soprattutto grazie alla collaborazione con i Ballets Russes di Sergej Djagilev, esperienza che gli permise di portare la propria concezione della danza sui più importanti palcoscenici europei. Fokine contribuì in maniera decisiva al rinnovamento del linguaggio coreografico, sostenendo la necessità di superare le convenzioni del balletto accademico tradizionale. Secondo la sua visione, tecnica, musica, scenografia e interpretazione non dovevano essere elementi separati, ma parti di un’unica creazione artistica. La danza, quindi, non doveva ridursi a una successione di passi spettacolari o a una dimostrazione di abilità fisica: il movimento doveva nascere dalla musica, dall’atmosfera e dal significato dell’opera, diventando uno strumento autentico di espressione. Questa concezione innovativa diede origine ad alcune delle opere più celebri della storia del balletto, tra cui L’uccello di fuoco, Petrushka e Les Sylphides. In particolare, quest’ultima rappresenta uno degli esempi più significativi della sua idea di danza. Attraverso Les Sylphides, Fokine volle ...
Read More »Marcos Morau/Philippe Kratz: nuovo dittico per il CCN/Aterballetto
Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto presenta a Reggio Emilia, nel programma di Festival Aperto, due nuove produzioni in prima assoluta: Ceneri di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz. Entrambe le creazioni sono coprodotte da un Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, che ne ospita il debutto sabato 7 novembre alle ore 20.30, con replica domenica 8 novembre alle ore 17.00. Due universi coreografici profondamente diversi, accomunati dalla ricerca di un linguaggio capace di confrontarsi con il proprio tempo. Marcos Morau, con il suo immaginario inconfondibile, costruisce mondi complessi e autosufficienti, grandi architetture in cui ogni elemento, corpo, spazio, musica, luce, costumi, concorre a restituire la realtà attraverso una lente visionaria. Per questa seconda creazione con tutti i sedici danzatori di Aterballetto, dopo il successo di Notte Morricone, sviluppa una ricerca scenica a partire dall’oratorio di Giovanna Marini Le ceneri di Gramsci con le parole dell’omonima raccolta poetica di Pier Paolo Pasolini. Philippe Kratz percorre invece una strada differente: insieme al drammaturgo Fabio Cherstich, usa la danza per confrontarsi con temi e dinamiche profondamente contemporanei, per poi trasportarli in una dimensione più universale e intimamente umana. In DOPPIOGIOCO il palcoscenico diventa un campo da basket in cui a competere sono otto danzatori della compagnia, dal gioco prende origine la ricerca coreografica e drammaturgica sulle relazioni tra singolo e gruppo, competizione e ...
Read More »Il duo Gaetano Palermo e Michele Petrosino ritorna a FOG
Il duo Gaetano Palermo e Michele Petrosino ritorna a FOG per presentare il suo nuovo lavoro in un’inedita versione site-specific: Stanza (Milano) è una performance installativa in cui un corpo abita una camera, per otto ore al giorno, in uno stato di volontario abbandono a occhi chiusi. Il pubblico, uno alla volta, è invitato a entrare nella stanza, metafora delle soglie che custodiscono il sonno: mura, porte, finestre, palpebre. La drammaturgia del suono e dello spazio mette in tensione il confine tra interno ed esterno, questionando la fisionomia del reale e generando una dimensione sospesa di incontro con lo spettatore, insieme ospite e intruso. Tra intimità ed esposizione, una performance one–on–one che interroga il sonno come condizione di vulnerabilità condivisa: uno spazio ambiguo tra abbandono e cattura, sullo sfondo di un’epoca attraversata da logiche di sorveglianza e consumo. La location della performance si trova all’interno di un’abitazione privata in zona Gioia: l’indirizzo preciso verrà comunicato esclusivamente ai partecipanti all’atto dell’acquisto del biglietto. Gaetano Palermo e Michele Petrosino sono un duo artistico attivo tra coreografia e arti visive. La loro ricerca indaga l’ontologia della performance al confine tra realtà e finzione, attraverso la lente del movimento e della stasi. Il loro ...
Read More »Il Maestro Richard Bonynge è stato insignito del Petipa Award
La Petipa Ballet Association è lieta di annunciare che il Maestro Richard Bonynge AC CBE, illustre direttore d’orchestra australiano, è stato insignito del Petipa Award per la stagione 2025-2026. Questo prestigioso riconoscimento gli è stato conferito per il suo straordinario e impareggiabile contributo alla conservazione, alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio musicale del balletto classico, con un’attenzione d’elezione verso il repertorio del XIX secolo. Nel corso di una carriera artistica monumentale, il Maestro Bonynge ha svolto un ruolo di primaria grandezza nella riesumazione di numerose partiture coreutiche colpevolmente dimenticate o di rara esecuzione. Attraverso incisioni discografiche divenute autentici punti di riferimento storiografici, una costante attività concertistica e un’acuta intelligenza filologica applicata al linguaggio del periodo romantico e tardo-romantico, le pagine di compositori fondamentali quali Adolphe Adam, Léo Delibes, Ludwig Minkus, Riccardo Drigo e di molti altri maestri della scena dell’Ottocento hanno ritrovato la luce, l’attenzione esecutiva e il massimo rigore interpretativo che meritano. L’opera di Richard Bonynge riveste un significato di cruciale valore per la storiografia della danza: la memoria e la salvaguardia del patrimonio coreografico, infatti, non possono in alcun modo prescindere dalla custodia e dal restauro del tessuto sonoro che ha accompagnato e reso possibile la nascita ...
Read More »Debutta a Torino “Preghiera” la nuova creazione di Virgilio Sieni
Debutta a Torino in prima assoluta dal 3 all’8 novembre in apertura della Stagione TPE 2026/2 intitolata Guerra, la nuova creazione di Virgilio Sieni per la sua Compagnia: Preghiera/Tempi di guerra. Un’opera nata dall’urgenza di riflettere sul presente, dove la danza diventa uno strumento di resistenza poetica e civile. Lo spettacolo è una coproduzione di CanGo, Centro di Rilevante Interesse per la Danza insieme alla Fondazione Teatro Piemonte Europa e Fondazione Teatro della Toscana. LA VISIONE DI VIRGILIO SIENI «In queste 11 preghiere danzate agiscono semplici creature che rivolgono l’attenzione alla maestria e ai dettagli del gesto per sorprendersi nella tragicità degli eventi: rammentare col corpo per creare una storia della danza rivolta alla Stasis, “il levarsi in piedi dei cittadini nella forma estrema del dissenso”. Così le danze assumono l’aspetto di preghiere che alleano i corpi al diritto politico e plurale di apparizione, corpi che si mostrano insieme ad altri, secondo liturgie che muovono verso l’amicizia. Contrapporsi alla guerra diviene un atto che abita lo spazio minuscolo di una stanza, luogo meditante. Danze di guerra insolite che indicano la presenza di una cosa diversa dalla guerra, la consapevolezza dell’impegno e, come ci indica Rebecca Solnit, la forza di rimanere ...
Read More »Divine, quando Béjart fece danzare il mito di Greta Garbo
Ci sono personaggi che appartengono al cinema e altri che, a un certo punto, smettono di appartenere persino al cinema. Greta Garbo è uno di questi. Il suo volto, la sua voce, la sua figura allungata, il suo modo di guardare e soprattutto la sua volontà di sottrarsi allo sguardo degli altri hanno finito per trasformarla in qualcosa di più di una diva: un’immagine mentale, un’idea di divinità moderna. È proprio questa Garbo — più evocata che raccontata — ad aver affascinato Maurice Béjart, che nei primi anni Ottanta le dedicò Divine, un balletto singolare, sospeso tra danza, teatro, cinema e memoria. Ed è già significativo che Béjart non abbia cercato di portare Garbo fisicamente sulla scena. Non avrebbe avuto senso. La Garbo reale era ormai irraggiungibile, ritirata dal cinema dal 1941 e progressivamente sottrattasi alla vita pubblica. La Garbo di Béjart è dunque un fantasma, una proiezione, una diva ricostruita attraverso le immagini che ha lasciato. Il punto di partenza di Divine è quasi cinematografico: una ballerina, interpretata da Marcia Haydée, si trova nel proprio camerino. Sul tavolo da trucco conserva il ritratto di Anna Pavlova, altra figura assoluta della storia della danza, mentre fantastica sulla grande attrice dello ...
Read More »La notte in cui Rudolf Nureyev incontrò la danza
Alla vigilia di Capodanno del 1945, a Ufa, un bambino di sette anni entrò in teatro senza sapere che quella sera avrebbe incontrato, per la prima volta, qualcosa destinato a cambiare il corso della sua vita. Quel bambino era Rudolf Nureyev. In scena andava Žuravlinaja pesn’ — «Журавлиная песнь» —, il balletto che in italiano è più correttamente traducibile come Il canto della gru, non Canto dell’Airone, come talvolta compare in alcune traduzioni biografiche. La differenza non è soltanto linguistica. La parola russa журавль significa infatti “gru”, e la gru appartiene profondamente all’immaginario della tradizione popolare baschira dalla quale il balletto trae origine. La sua presenza richiama la natura, la libertà, il movimento e una dimensione quasi leggendaria che attraversa tutta l’opera. Per questo il titolo originale conserva un significato poetico che la traduzione “airone” finirebbe per alterare. Ufa, in quegli anni, era una città lontana dai grandi centri culturali dell’Unione Sovietica, ma proprio durante la guerra aveva assunto un ruolo particolare. L’evacuazione di istituzioni, artisti e intellettuali aveva trasformato molte città degli Urali in importanti luoghi di produzione culturale. In questo ambiente prendeva forma una nuova identità artistica baschira, capace di fondere la tradizione locale con le forme della ...
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Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore