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Al Piccolo Teatro Strehler è di scena il flamenco internazionale

L’edizione del Milano Flamenco Festival 2026 mette al centro la figura di Federico García Lorca e il suo profondo legame con il flamenco, nel 90° anniversario della sua morte. Tre artisti di primo piano — Úrsula López, Manuel Liñán e José Maya — portano in scena, in prima nazionale, tre mondi diversi che si illuminano reciprocamente, riflettendo il mondo del grande artista granadino: visceralmente flamenco, poetico, visionario, sociale, politico e identitario. Le loro creazioni condividono la capacità di rinascere, di ridisegnare i confini dell’identità e di interrogare la tradizione, aprendola al presente. Proiezioni, incontri con gli artisti, performance diffuse completeranno il programma del Festival. Fin dalla sua nascita, il festival è stato un punto di riferimento nella danza internazionale, ospitando più di 70 compagnie e riunendo sia icone mondiali del flamenco che artisti emergenti e d’avanguardia. Nel 2024 Milano Flamenco Festival ha contribuito all’assegnazione all’Italia del Premio Catedral del Cante. Il premio è stato consegnato all’Ambasciatore Buccino Grimaldi, che lo ha ritirato personalmente. In questa nuova edizione, il Milano Flamenco Festival riafferma la sua missione di espandere gli orizzonti dell’arte flamenco, aprendo la strada a nuove forme di espressione ed esplorazione. 15 giugno COMEDIA SIN TÍTULO Compagnia ÚRSULA LÓPEZ (già ...

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Il Teatro alla Scala celebra gli 80 anni del Piccolo Teatro

Nella Stagione 2026/2027 il Teatro alla Scala e il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, nell’anno del suo Ottantesimo, intrecciano le proprie rotte e, con un doppio progetto, rinnovano una storica collaborazione. Il primo appuntamento prende forma nel segno della danza contemporanea. Al Piccolo, danzatrici e danzatori del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, diretto da Frédéric Olivieri, sono protagonisti di Mont Ventoux, lavoro coreografico firmato da Mattia Russo e Antonio de Rosa per il collettivo KOR’SIA, fondato nel 2015 da Antonio de Rosa, Mattia Russo e Giuseppe Dagostino e basato a Madrid. De Rosa e Russo, dopo gli studi alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, hanno attraversato, come interpreti, compagnie e repertori internazionali, prima di avviare una ricerca che ibrida movimento, drammaturgia e arti visive; il lavoro con il Corpo di Ballo comincerà nelle sale prova della Scala il 9 febbraio 2027, per approdare, dal 17 al 21 marzo 2027, sul palcoscenico del Teatro Strehler. Il secondo progetto interessa Arlecchino servitore di due padroni, spettacolo-simbolo del Piccolo e ambasciatore della cultura italiana nel mondo. Dopo l’omaggio che, nel 2007, lo aveva portato alla Scala – primo spettacolo di prosa sul palcoscenico del Piermarini – in ...

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La Stagione Estiva del Teatro Massimo di Palermo

Tra gli appuntamenti, l’omaggio a Ennio Morricone ed Eliodoro Sollima, la danza internazionale, il talento delle formazioni giovanili, la prima esecuzione della composizione di Maria Chiara Casà, la rarità de La Navarraise di Massenet e le attività a Danisinni, a Brancaccio e allo Zen. Palermo, 06.06 2026. Un mese di programmazione, dal 28 giugno al 26 luglio, tra le sale del Teatro di Piazza Verdi, la scalinata monumentale e nei quartieri della città. La stagione estiva 2026 del Teatro Massimo di Palermo si sviluppa lungo diverse linee tematiche: il dialogo interculturale con il Vietnam, l’omaggio ai maestri Ennio Morricone ed Eliodoro Sollima, la centralità del Corpo di ballo, la riscoperta di un’opera rara come La Navarraise, e la prima esecuzione assoluta dell’opera commissionata alla compositrice Maria Chiara Casà. I concerti sinfonici, corali e cameristici delle Formazioni Giovanili (Massimo Youth Orchestra, Massimo Kids Orchestra, Cantoria e Coro di voci bianche), e l’apertura verso il territorio, declinata attraverso “Il Massimo per la città”, che prosegue anche in estate con un programma di spettacoli nei quartieri di Danisinni, Brancaccio (Centro Padre Nostro) e Zen (Anfiteatro e Chiesa di San Filippo Neri), oltre a toccare l’Orto Botanico e la Società Siciliana per la Storia ...

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Burri Palcoscenico Aperto: la giovane creatività performativa

Una giornata speciale dedicata alla città di Milano, alle sue scuole di teatro, ma anche alle sue Università e Accademie che lavorano in ambito performativo. Un appuntamento all’insegna della creatività, promosso da Triennale Milano, che vedrà alternarsi domenica 14 giugno a partire dalle ore 14.00 sul palco del Teatro Continuo di Alberto Burri, nel cuore di Parco Sempione, nove performance create da altrettante realtà cittadine a partire dalle linee ispiratrici del progetto artistico del Teatro. Progettato da Alberto Burri nel 1973 nell’ambito della 15a Esposizione Internazionale, abbattuto nel 1989 e ricostruito nel 2015 per essere ceduto al Comune di Milano (che ne ha affidato la cura a Triennale Milano), il Teatro Continuo è uno straordinario palcoscenico democratico, pensato per accogliere spettacoli e sperimentazioni sceniche in dialogo con il landscape cittadino. In questo senso le performance di Burri Palcoscenico Aperto, della durata di circa 30 minuti ciascuna, prenderanno spunto dall’idea di apertura alla comunità che sta alla base del Teatro, dalle sue caratteristiche di essenzialità e modularità, capaci di ripensare il rapporto tra pubblico, performer e paesaggio, in un senso più ampio di incontro fra culture, scambio di esperienze e inclusione. Il progetto è realizzato con il supporto di un comitato ...

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La coreografia Pelican di Rauschenberg: l’errore che diventò performance

La storia di Pelican occupa un luogo singolare e quasi mitico all’interno delle avanguardie artistiche americane degli anni Sessanta. Non si tratta soltanto di una coreografia, ma di un episodio in cui errore, caso e gesto creativo si intrecciano fino a generare una delle esperienze più eccentriche e fugaci del rapporto tra arti visive e danza. L’opera nasce nel 1963 da una circostanza accidentale: un errore di programma attribuì a Robert Rauschenberg la qualifica di coreografo in un contesto performativo legato al circuito della danza sperimentale newyorkese. L’artista, già profondamente immerso nell’ambiente del Judson Dance Theater e vicino a coreografi e danzatori come Trisha Brown, decise di non correggere l’errore ma di assumerlo come possibilità creativa, trasformandolo in un’opera vera e propria. Pelican viene così concepita come una performance ibrida, costruita su una struttura aperta e non narrativa, in cui il movimento nasce dall’interazione tra corpi, oggetti e spazio. I performer utilizzano pattini a rotelle, biciclette e grandi elementi scenici, tra cui imponenti “ali” in forma di paracadute che diventano dispositivi di trasformazione del corpo nello spazio. L’idea non è quella di rappresentare qualcosa, ma di mettere in atto una condizione di instabilità controllata, dove il rischio fisico diventa parte ...

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La stagione 26-27 del National Ballet of Canada segna il 75° anniversario

La stagione 2026-27 del National Ballet of Canada si apre come una delle più significative della sua storia recente, segnando il 75° anniversario della compagnia con un cartellone che alterna grandi classici del repertorio narrativo, capolavori del Novecento e nuove creazioni commissionate a coreografi contemporanei. È una stagione costruita come una sorta di autoritratto artistico: uno sguardo sul passato che non rinuncia a interrogare il presente e a proiettarsi verso il futuro del linguaggio coreografico. L’inaugurazione è affidata a Romeo and Juliet di John Cranko, in scena dal 31 ottobre all’8 novembre 2026. Si tratta di uno dei titoli più emblematici del balletto narrativo del Novecento, tornato nel repertorio della compagnia dopo anni di assenza e ripreso proprio in occasione delle celebrazioni anniversarie. La coreografia, costruita sulla partitura di Sergej Prokof’ev, mette al centro la tensione tra dramma e lirismo, affidando alla danza il compito di tradurre in gesto la tragedia shakespeariana. È un titolo che, nella tradizione del National Ballet, rappresenta anche un banco di prova tecnico e interpretativo per il corpo di ballo. La stagione prosegue con Emergence di Crystal Pite e Silent Screen di Sol León e Paul Lightfoot, in programma dal 13 al 20 novembre 2026. ...

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Il danzatore professionista Francesco Mezzoli “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il mio balletto preferito è da sempre Lo Schiaccianoci. Mi affascinano la sua trama e la sua straordinaria musica. Inoltre, è stato uno dei primi balletti che ho interpretato appena entrato alla Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala ed è stato anche il primo balletto che ho danzato da professionista, una volta entrato in compagnia. Per questo motivo ho un legame molto forte e speciale con quest’opera. Il balletto contemporaneo prediletto? Attualmente non saprei indicarne uno in particolare. Fin da piccolo sono sempre stato maggiormente affascinato dal balletto classico e ho dedicato gran parte della mia attenzione a questo repertorio. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala di Milano. Fin da bambino ho sempre sognato di danzare su quel prestigioso palcoscenico e ho avuto la fortuna di poterlo fare quando ero allievo dell’Accademia. È stata una delle emozioni più belle della mia vita. In futuro mi piacerebbe tornare ad esibirmi alla Scala come ballerino professionista e non più come allievo. Un romanzo da trasformare in balletto? Anna Karenina di Lev Tolstoj. È un romanzo che possiede tutti gli elementi ideali per essere trasformato in balletto: passione, tradimento, grandi emozioni, scene di forte impatto ...

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La Stagione 2026/2027 del Teatro Morlacchi di Perugia

Il Direttore del TSU Nino Marino: «La nuova Stagione del Teatro Morlacchi nasce dal desiderio di immaginare un teatro capace di tenere insieme mondi diversi: grandi interpreti della scena italiana, nuove generazioni di artisti, classici, teatro di regia, nuove scritture, spettacoli tratti da importanti opere letterarie, danza, teatro civile. Linguaggi differenti che convivono senza gerarchie, mettendo in dialogo pubblici ed esperienze diverse. In un tempo in cui tutto tende a separarci e semplificarci, il teatro continua a essere uno dei pochi luoghi dove le persone possono ancora vivere qualcosa insieme, nello stesso spazio e nello stesso momento. Per questo il Morlacchi prova a essere un teatro aperto, popolare e contemporaneo. Accanto alla prosa, la danza occupa uno spazio sempre più centrale attraverso esperienze internazionali che intrecciano corpo, immagine, musica e nuove forme della scena, trasformando il palcoscenico in un luogo di immersione e scoperta. Il Teatro Ridotto si conferma invece spazio di prossimità e sperimentazione, dedicato all’incontro diretto tra artisti e spettatori. Ci sarà inoltre una nuova edizione di “Perché non ballate?”, rassegna diventata negli anni un punto di riferimento per osservare le nuove traiettorie della danza. Più che una successione di spettacoli, la prossima sarà una Stagione pensata per ...

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Pastorale (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Nel vasto e affascinante universo dei Ballets Russes, compagnia che rivoluzionò profondamente il linguaggio della danza nel primo Novecento, esistono opere che, pur non avendo raggiunto la fama di capolavori come L’Uccello di Fuoco o Petruška, conservano un enorme valore storico e artistico. Tra queste figura Pastorale, un balletto in due atti presentato per la prima volta il 29 maggio 1926 al Théâtre Sarah-Bernhardt di Parigi. Lo spettacolo nacque dall’incontro tra alcune delle personalità più innovative dell’epoca: Serge Diaghilev, instancabile promotore delle avanguardie artistiche europee, il giovane coreografo George Balanchine, destinato a diventare una delle figure più influenti della danza del XX secolo, il librettista Boris Kochno e il compositore francese Georges Auric. Quando Pastorale debuttò sulle scene parigine, il mondo dello spettacolo stava vivendo una fase di profonde trasformazioni. Il cinema, ancora muto ma già amatissimo dal grande pubblico, stava modificando il modo di raccontare storie e di immaginare la realtà. Kochno colse perfettamente questo clima di cambiamento e costruì una vicenda leggera, ironica e sorprendentemente moderna, ambientata non tra principi, fate o creature mitologiche, ma nel contesto di una troupe cinematografica impegnata nelle riprese di un film all’aperto. Una scelta insolita per l’epoca e particolarmente innovativa per il ...

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Excelsior, lo storico spettacolo dei Colla torna al Piccolo Teatro

A dieci anni dalla sua ultima rappresentazione sui palcoscenici nazionali e internazionali, Excelsior, storico spettacolo della Compagnia, è riproposto al Teatro Grassi di Milano, per sole dieci repliche dal 17 giugno. Tranne leggeri e necessari lavori di restauro, lo spettacolo è proposto nella sua integrità e con una rivisitazione a sorpresa, introdotta da Eugenio Monti Colla nel 2015. Il ballo Excelsior, nato in epoca positivista, fu rappresentato la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala, l’11 gennaio 1881. Autore del libretto e della coreografia, Luigi Manzotti, della musica Romualdo Marenco. Il successo del ballo fu travolgente e fu ripreso spesso negli anni successivi fino 1916. Secondo la consuetudine del tempo, passò alla piccola ribalta delle marionette: la sua prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Gerolamo di Milano l’8 marzo 1884 per opera della compagnia di Luciano e Rinaldo Zane. Nel 1895 tocca alla Carlo Colla & Figli mettere in scena Excelsior con il titolo Civiltà e Progresso. Con il nome definitivo di Excelsior, lo spettacolo approda al Teatro Gerolamo quando la Compagnia ci entra nel 1906: in quegli anni il Gran Ballo scaligero cominciava a vedersi meno, divenendo unico retaggio del teatro delle marionette e, più particolarmente, della Compagnia ...

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