Nella storia della danza esistono figure che appartengono pienamente al loro tempo e altre che sembrano provenire da una regione più rara dell’esperienza artistica, dove il talento si mescola al mistero e alla fragilità. Tra queste ultime si colloca Vaslav Nijinsky, una delle presenze più enigmatiche e folgoranti del balletto del Novecento, un interprete che trasformò il movimento in un linguaggio quasi metafisico e la scena in un luogo di rivelazione. Nato il 12 marzo 1889 a Kiev, Nijinsky crebbe all’interno di una famiglia di danzatori itineranti. Il teatro fu per lui un ambiente naturale prima ancora che una scelta. Il bambino fragile e silenzioso mostrò presto una sensibilità fuori dal comune, accompagnata da una disciplina fisica straordinaria. Quando entrò alla Scuola Imperiale di Balletto a San Pietroburgo, gli insegnanti compresero quasi immediatamente di trovarsi davanti a qualcosa di eccezionale. Non si trattava soltanto di una tecnica impeccabile, ma di una qualità scenica difficilmente definibile: Nijinsky sembrava abitare la danza con una concentrazione assoluta, come se ogni gesto fosse parte di un rito antico. I contemporanei rimasero soprattutto colpiti dalla sua capacità nel salto. Molti raccontarono di aver avuto l’impressione che il suo corpo sfidasse la gravità, che il tempo ...
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Oltre la grazia: l’allenamento mentale del danzatore
I danzatori sono universalmente riconosciuti come artisti aggraziati e capaci di emozionare il pubblico. Tuttavia, ogni passo cela un’intensa attività mentale e fisica che va ben oltre la performance artistica. L’allenamento di un ballerino non consiste soltanto nell’affinare la tecnica o nell’interpretare coreografie: è una vera e propria sfida cognitiva. Il cervello e il corpo devono elaborare e integrare informazioni sotto pressione e in tempo reale. Si tratta di un costante esercizio di attenzione, memoria e rapidità decisionale, che coinvolge numerose aree cerebrali. Il balletto, per esempio, richiede: una memoria ferrea per memorizzare le sequenze coreografiche; una spiccata capacità di ragionamento spaziale per orientarsi in scena; una regolazione emotiva che consenta di trasmettere sensazioni autentiche senza perdere il controllo del movimento. A queste si aggiungono la pianificazione motoria, per anticipare e coordinare ogni gesto, e l’auto correzione costante, per adattarsi a eventuali imprevisti o errori. Tutto ciò avviene simultaneamente, rendendo la danza una disciplina articolata e completa che favorisce lo sviluppo di competenze preziose. Il cervello dei ballerini si adatta e si rafforza, sviluppando abilità che altre discipline non riescono a stimolare con la medesima intensità. L’integrazione tra pensiero, emozione e movimento potenzia infatti le funzioni esecutive e la connettività ...
Read More »Al Teatro Grande di Brescia un duo internazionale d’eccezione
Il palinsesto dedicato alla Danza nella Stagione 2026 del Teatro Grande prosegue venerdì 13 marzo alle ore 20.00 con la performance Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione, coreografia firmata da Anne Teresa De Keersmaeker e Radouan Mriziga, due tra i nomi di riferimento della danza internazionale. Vincitrice del Praemium Imperiale 2025 dalla Japan Art Association, Anne Teresa De Keersmaeker è figura di culto della danza mondiale: la ricerca spazio-temporale, la polverizzazione minimal, la reiterazione e la musica sempre al centro delle creazioni sono le sue caratteristiche distintive, note che richiamano le rigorose geometrie post-moderne dell’americana Lucinda Childs e certe asprezze e angolosità di Pina Bausch. Il coreografo Radouan Mriziga è tra le voci più interessanti della nuova generazione: il suo lavoro si distingue per la ricerca della relazione del corpo danzante con il pubblico oltre la pura esperienza estetica della performance. Ne Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione i molteplici stilemi tipici dei due artisti si intrecciano e danno vita a un linguaggio coreografico fluido e omogeneo. Lo spettacolo nasce da un’esplorazione tanto musicale quanto esistenziale delle Quattro stagioni di Antonio Vivaldi e si dispiega sulla versione incisa nel 2015 dalla violinista Amandine Beyer con il suo ensemble Gli Incogniti. Condividendo la ...
Read More »A Bologna “An Echo, A Frame” ideato da Philippe Kratz
Venerdì 13 marzo, alle ore 18:30 e alle ore 19.30, e domenica 15 marzo alle ore 11:30 e alle ore 12:30, in occasione della mostra I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi, in programma fino al 28 giugno 2026 al Centro Arti e Scienze Golinelli, Fondazione Golinelli promuove, in collaborazione con il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto, il progetto performativo AN ECHO, A FRAME, ideato dal coreografo Philippe Kratz. AN ECHO, A FRAME Fondazione Golinelli Via Paolo Nanni Costa, 14, 40133 Bologna 13 marzo 2026 H 18:30 e 19:30 15 marzo 2026 H 11:30 e 12:30 La performance si declina in due forme complementari, entrambe pensate per dialogare in modo diretto con le opere e con lo spazio espositivo: una versione site-specific dal vivo, proposta in date selezionate all’interno degli spazi del Centro Arti e Scienze, e una versione in realtà virtuale, fruibile attraverso i visori presenti in mostra. La versione site-specific dal vivo nasce dal desiderio di creare una danza capace di guidare lo sguardo tra le opere, attraversarle e metterle in moto, attivando lo spazio espositivo come un organismo vivo. All’interno della mostra, le opere sono disposte secondo le grandi transizioni del nostro tempo, non come ...
Read More »Kinkaleri è in scena a Cango/Firenze, in prima assoluta
Ispirandosi all’immaginario onirico de Il Giardino delle delizie di Bosch, Kinkaleri è in scena a Cango/Firenze con Some dances on dickfaces, una ricerca profonda sull’incontro con l’altro. Lo spettacolo, in prima assoluta, celebra il corpo come soglia del desiderio e ogni creatura nella sua unicità, trasformando il palcoscenico in uno spazio dove la diversità genera ricchezza e bellezza. «Una scommessa, una ricerca e un incontro con i corpi degli altri, creature che nella loro unicità diffondono ricchezza e meraviglia. Un inno fuori dal tempo, una ricerca. Non una ripiegatura, ma un rilancio verso l’essenza dell’umano cercando di non confonderlo con l’efficienza, la produzione di un senso funzionale, le rivoluzioni passate. In questo senso lo studio del trittico del pittore fiammingo diventa una vera esplorazione, un safari popolato da tutte le creature, viventi ed immaginarie, con la stessa intenzione di scoperta e vicinanza, di apertura avventurosa nell’accoglienza immaginifica di un mondo come Eden, non più perduto nella colpa ma danzante, individuale e collettivo, nell’ebrezza dell’esperienza. SDOD, danzare sulle dickfaces, diventa un modo per ribadire che ad ogni corpo deve essere concesso l’accesso al desiderio da condividere, che ognuno è simultaneamente l’altro, che ogni creatura nella sua unicità ha la pretesa di ...
Read More »Kathryn Bradney nominata Ospite d’Onore al New York Swiss Gala
Già Prima Ballerina del Ballet Lausanne di Maurice Béjart, direttrice del Prix de Lausanne dal 2018 e cittadina di entrambe le nazioni, Kathryn Bradney incarna perfettamente i legami artistici e umani tra la Svizzera e gli Stati Uniti. Sabato 14 marzo 2026, la Swiss Society of New York terrà il suo annuale Swiss Gala a New York City. Per questa serata simbolo della comunità svizzero-americana, la Società ha nominato Kathryn Bradney, Direttrice Artistica ed Esecutiva del Prix de Lausanne, come Ospite d’Onore. Il Prix de Lausanne riceverà inoltre il Fellowship Prize, assegnato ogni anno ad un’organizzazione che apporta benefici alla comunità — una doppia distinzione che riflette l’influenza di Losanna e della Svizzera nel mondo globale della danza. Una carriera che rispecchia il ponte culturale che rappresenta Nata negli Stati Uniti e oggi anche cittadina svizzera residente a Losanna, Kathryn Bradney ha costruito inizialmente una straordinaria carriera internazionale come Prima Ballerina del Béjart Ballet Lausanne, lavorando al fianco dello stesso Maurice Béjart, prima di proseguire come interprete, insegnante e coreografa sui palcoscenici di tutto il mondo. Dal 2018 guida il Prix de Lausanne con la missione di scoprire e sostenere giovani talenti della danza a livello globale. Come sottolinea la ...
Read More »Marius Petipa, il maestro per eccellenza del Balletto Classico
Nel panorama della storia della danza, pochi nomi possiedono il peso e l’eredità di Marius Petipa, il coreografo che più di ogni altro ha definito l’estetica e la grammatica del balletto classico. Nel giorno dell’anniversario della sua nascita — avvenuta a Marsiglia l’11 marzo 1818 — il mondo della danza celebra non soltanto un artista straordinario, ma l’architetto di un linguaggio scenico che continua a vivere nei teatri di tutto il mondo. Figlio di una famiglia di artisti itineranti, Petipa crebbe immerso nell’atmosfera del teatro europeo dell’Ottocento. Tuttavia, fu nella Russia imperiale che il suo talento trovò il terreno più fertile. Trasferitosi a San Pietroburgo a metà del secolo, divenne progressivamente la figura centrale del balletto dei Teatri Imperiali, trasformando la compagnia in una delle istituzioni artistiche più prestigiose d’Europa. Il suo nome è indissolubilmente legato ad alcuni dei capolavori assoluti del repertorio. Tra questi spiccano La Bayadère, il monumentale Don Quixote e soprattutto The Sleeping Beauty, creato nel 1890 sulle musiche di Pyotr Ilyich Tchaikovsky. In quest’ultima opera Petipa raggiunse una sintesi perfetta tra coreografia, musica e spettacolo scenico, stabilendo uno standard estetico che avrebbe definito il balletto classico per generazioni. Il suo contributo non fu soltanto artistico, ma ...
Read More »Al Teatro Celebrazioni di Bologna il folklore argentino con “Freedom”
È considerata una delle compagnie simbolo del folklore argentino quella dei Los Potros Malambo, ospite della Stagione di Danza del Teatro Celebrazioni di Bologna con l’ultima produzione Freedom – The power of wild instinct, in programma domenica 15 marzo alle ore 17.30. Sotto la direzione artistica e le coreografie dei fratelli Javier e Isaac Gardella, e la regia firmata insieme a Ignacio González Cano, lo spettacolo è un viaggio ritmico travolgente scandito da zapateados e cepillados. Il malambo, infatti, è la danza simbolo dei Gauchos argentini, una sfida di abilità che prende vita tra il suono dei tamburi e l’uso coreografico di boleadoras e ponchos. Elevando il malambo a linguaggio contemporaneo e superando i confini del folklore, i fratelli Gardella si consacrano maestri della contaminazione tra antico e moderno, riscuotendo successi in tutto il mondo. González Cano firma anche la drammaturgia, mettendo al centro del racconto una profonda trasformazione personale. Tutto ha inizio quando Alfonzo cattura un puledro selvatico per farne dono alla figlia Isabella, ignaro che da quell’incontro nascerà un legame magico: accudito dalla giovane, l’animale si trasforma in Fausto, entrando nel mondo umano. Ma l’equilibrio si spezza durante una festa: la gelosia di Facundo, fidanzato di Isabella, scatena ...
Read More »SHORTCUT – Frammenti di una biografia scenica al Teatro Astra di Torino
Shortcut. Frammenti di una biografia scenica è uno spettacolo firmato da Emanuela Tagliavia, in programma il 24 marzo a Torino, presso il Teatro Astra, nell’ambito della stagione organizzata da TPE – Teatro Piemonte Europa. Shortcut raccoglie alcune delle coreografie che Tagliavia, danzatrice, coreografa e docente di danza contemporanea, ha firmato negli ultimi anni per teatri, festival ed eventi. Si tratta di lavori cari all’autrice, che rinascono e tornano in scena anche grazie alla partecipazione del gruppo di danzatori particolarmente interessanti: Stefania Boanta, Andrea Cipolla, Federica D’Aversa, Fabiana Laneve, Marcello Malchiodi, Massimiliano Santagostino, che hanno studiato con Tagliavia alla Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala o alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Le musiche dello spettacolo sono curate da Giampaolo Testoni, i costumi sono di Lou Antinori mentre Fabio Passerini e Sharon Remartini si occupano del progetto luci. Shortcut è una scorciatoia nel tempo. Un attraversamento di frammenti, lampi, affinità segrete. Non una cronologia, ma una costellazione di opere che si richiamano, si riflettono, si riconoscono. Frammenti di una biografia scenica emergono e si ricompongono nel segno di un linguaggio che, nel tempo, ha trovato la propria voce. Il corpo diventa archivio sensibile, luogo di memoria e di trasformazione; ...
Read More »Il libro “Movement at the Still Point”, un’ode fotografica alla danza
Ci sono momenti nella danza che sfuggono alle parole. Attimi sospesi, gesti che sembrano immobili eppure vibrano di energia, pause che raccontano più di mille parole. Movement at the Still Point: An Ode to Dance di Mark Mann, è un libro che prova a catturare proprio questa essenza: il battito della danza congelato in immagini, fotografie che diventano poesia visiva. Il volume non è una guida tecnica né un racconto autobiografico: è un invito a osservare, a percepire la danza attraverso l’occhio attento di un fotografo che ha passato anni a seguire ballerini sul palcoscenico e dietro le quinte. Ogni pagina propone un momento unico, uno sguardo intimo e sorprendente sui corpi in movimento, sulle luci che modellano le forme, sulle emozioni che traspaiono dai volti e dalle posture. La grande sfida di Mann è chiara fin dalle prime immagini: catturare il movimento senza ridurlo a staticità, fermare l’istante senza cancellarne la vita. Eppure, guardando le fotografie, ci si accorge che il fotografo riesce a trasmettere la sensazione di energia e tensione, la leggerezza dei salti, la concentrazione dei ballerini. Ogni scatto racconta una storia, un piccolo frammento di vita artistica, un’emozione che va oltre il gesto fisico. Il titolo ...
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Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore