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Redattori

Al Teatro Valli la danza di Anne Teresa de Keesmaeker e Rosas

Con Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione, Anne Teresa De Keersmaeker e Radouan Mriziga intraprendono un’esplorazione delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi. Il punto di partenza di questa creazione coreografica, in scena al Teatro Municipale Valli mercoledì 11 marzo alle ore 20.30, è la raffinata incisione della composizione vivaldiana realizzata dalla virtuosa violinista Amandine Beyer – da lungo tempo collaboratrice di Rosas – insieme al suo ensemble Gli Incogniti. Le Quattro Stagioni rappresentano uno dei brani più celebri, iconici e reinterpretati della storia della musica: un autentico “classico” del repertorio, nonché una straordinaria ode alla natura. De Keersmaeker e Mriziga, che avevano già collaborato in 3ird5 @ w9rk (2020), condividono un profondo interesse per l’osservazione della natura, la geometria e l’astrazione corporea, oltre ad una comune preoccupazione per il nostro rapporto con l’ambiente naturale, sempre più complesso e inquietante. Contemplare le quattro stagioni attraverso la struttura di questa composizione musicale non solo apre nuove esplorazioni sui patterns presenti nel mondo naturale e nelle configurazioni celesti come possibili punti di partenza per la coreografia, ma porta in superficie, con urgenza, il tema della crisi climatica. Esistono ancora, davvero, quattro stagioni? A ciò si aggiunge un’ulteriore dimensione storica e geografica: Vivaldi scrisse questa ...

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Ribelle e in punta di piedi: il libro di Georgina Pazcoguin

Nel mondo del balletto classico, la perfezione è spesso il valore più celebrato: corpi rigorosi, movimenti armoniosi e un rispetto quasi ossessivo della tradizione. Ma cosa succede quando una ballerina decide di rompere le regole senza perdere la grazia? Swan Dive: The Making of a Rogue Ballerina, memoir di Georgina Pazcoguin, racconta proprio questo: la storia di una danzatrice che ha trovato la propria voce sul palcoscenico, pur muovendosi all’interno di uno dei mondi più rigidi e codificati dell’arte. Fin dalle prime pagine, Pazcoguin conduce il lettore dietro le quinte del balletto professionistico, svelando le sfide, i sacrifici e le contraddizioni di una carriera che spesso appare scintillante dall’esterno. La sua narrazione è intensa e personale: non si limita ad elencare successi e premi, ma esplora le battaglie interiori di una donna che ha lottato per emergere in un ambiente in cui ogni deviazione dalla norma può essere percepita come rischio. Il termine rogue ballerina non è scelto a caso. Georgina racconta di come, sin dai primi anni di carriera, abbia sentito il bisogno di reinterpretare le regole del balletto senza snaturarlo. Che si tratti di piccole variazioni in una coreografia classica, di scelte stilistiche audaci o di prese di ...

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La femminilità sdoppiata nell’illusione del balletto romantico

Il balletto romantico non nasce come semplice trasformazione stilistica all’interno della storia della danza, ma come fenomeno intimamente legato alla riorganizzazione politica, sociale e tecnologica dell’Europa post-rivoluzionaria. Ridurlo a un repertorio di immagini — la ballerina in bianco, le punte, la foresta notturna — significa isolarlo dal sistema di forze che ne ha reso possibile l’emergere. Per comprenderne la portata occorre collocarlo dentro la Parigi degli anni Trenta dell’Ottocento, in quel momento in cui la città diventa simultaneamente capitale finanziaria, laboratorio industriale e centro simbolico della modernità europea. Dopo il 1830, con l’ascesa al trono di Luigi Filippo d’Orléans, la Francia entra in una fase che la storiografia ha definito monarchia borghese. Non è soltanto un mutamento dinastico: è la consacrazione politica di una classe sociale che aveva già conquistato un ruolo determinante nell’economia. Questa borghesia urbana, alfabetizzata, imprenditoriale, attenta alle dinamiche del mercato e della rispettabilità sociale, costruisce nuovi spazi di visibilità e di autorappresentazione. Il teatro, e in particolare l’Académie Royale de Musique, diventa uno di questi spazi privilegiati. L’Opéra parigina non è un semplice luogo di spettacolo. È un’istituzione ibrida, sostenuta dallo Stato ma costretta a confrontarsi con la logica del profitto, regolata da gerarchie interne rigide, ...

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Tamara Karsavina, eterna nel respiro e nell’anima del balletto

Nel grande affresco della storia del balletto europeo tra XIX e XX secolo, la figura di Tamara Karsavina emerge con una luminosità singolare, come incarnazione di un’epoca nella quale la tradizione imperiale russa si incontrò con le avanguardie artistiche della modernità. La sua vicenda artistica non rappresenta soltanto la carriera di una ballerina straordinaria, ma si intreccia profondamente con le trasformazioni estetiche e culturali che ridefinirono il linguaggio della danza nel primo Novecento. In lei si condensarono infatti la disciplina raffinata della scuola accademica di San Pietroburgo, la sensibilità drammatica del teatro moderno e l’audacia sperimentale che caratterizzò la rivoluzione dei Ballets Russes. Nata a San Pietroburgo il 9 marzo 1885, in una città che allora costituiva uno dei più splendidi centri artistici dell’Europa imperiale, Karsavina crebbe in un ambiente nel quale la danza non era soltanto professione ma autentica tradizione familiare. Suo padre, il ballerino Platon Karsavin, apparteneva al prestigioso corpo di ballo del Teatro Mariinsky, istituzione nella quale la tradizione coreutica russa aveva raggiunto uno dei vertici della propria perfezione tecnica e stilistica. In quel contesto, la giovane Tamara venne educata secondo i severi principi della scuola accademica imperiale, frequentando la Scuola di Balletto Imperiale, laboratorio pedagogico nel ...

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Il mondo della danza nel libro per bambini “Ballet Dancer”

Nel vasto universo dei libri per l’infanzia dedicati alla scoperta delle arti, il balletto continua a esercitare un fascino particolare. La combinazione di musica, movimento, disciplina e immaginazione ha da sempre alimentato storie capaci di catturare lo sguardo e la fantasia dei bambini. In questo contesto si inserisce Ballet Dancer, il nuovo libro illustrato di Phoenix Bright, pubblicato a febbraio 2026 e pensato come un delicato primo incontro con il mondo della danza classica. Il volume si distingue per un intento chiaro ma mai dichiarato in modo didascalico: raccontare ai più piccoli cosa significa davvero diventare ballerini. Non soltanto il momento luminoso dello spettacolo, quando le luci del teatro si accendono e il pubblico trattiene il respiro, ma anche tutto ciò che precede quel momento. Le ore di prova, l’attenzione ai dettagli, la concentrazione necessaria per trasformare un movimento in un gesto preciso e armonioso. La storia segue il percorso di un giovane protagonista che scopre il balletto quasi per caso. All’inizio c’è l’emozione della prima lezione: la sala prove, lo specchio che riflette ogni movimento, la sbarra lungo la parete a cui ci si appoggia per trovare equilibrio. È un ambiente che può sembrare intimidatorio, ma nel libro prende ...

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Giselle 1950: coscienza contemporanea a Helsinki [RECENSIONE]

Debuttata il 18 ottobre 2025 all’Opera Nazionale Finlandese, questa nuova Giselle firmata dal coreografo messicano-finlandese Javier Torres Lopéz (dopo Jean Coralli, Jules Perrot, Marius Petipa) per il Finnish National Ballet si è rivelata fin dalla prima rappresentazione uno degli appuntamenti più curiosi della stagione. L’ambientazione “moderna” nell’Italia degli anni Cinquanta, con il suo portato sociale e simbolico, trova piena realizzazione grazie a un cast di solidità tecnica e intensità interpretativa. Nel ruolo del titolo, Seo Yeun Kim offre una Giselle di notevole finezza. Tecnicamente impeccabile nei passaggi di allegro del primo atto, con batterie leggere e salti sospesi che restituiscono l’innocenza del personaggio, costruisce una scena della follia di notevole controllo drammatico: il lavoro sulle braccia, progressivamente svuotate di energia, e l’uso calibrato degli equilibri instabili rendono credibile il crollo psicologico senza indulgere in eccessi melodrammatici. Nel secondo atto la sua danza si fa diafana, con arabesques filati e développés sostenuti da un controllo del centro che conferisce alla figura una qualità quasi ultraterrena. Accanto a lei, Martin Nudo disegna un Albrecht elegante e tecnicamente autorevole. I suoi tour en l’air sono puliti, ben atterrati, e i manège di grandi salti nel secondo atto mantengono ampiezza e resistenza senza perdere ...

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Venti anni di palcoscenico: la vita di Claudina Cucchi, étoile

Claudina Cucchi nacque a Monza il 6 marzo 1834, in una famiglia che riconosceva e incoraggiava il talento artistico fin dalla tenera età. Fin da bambina mostrò una naturale inclinazione per la danza: i suoi movimenti erano agili, armoniosi e pieni di un’eleganza innata che catturava chiunque la osservasse. La sua passione la portò presto a entrare nella prestigiosa Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, uno dei centri nevralgici della danza ottocentesca. Qui, sotto la guida di maestri rigorosi e visionari come Carlo Blasis e Auguste Hus, Claudina affinò la tecnica, sviluppando un equilibrio raro tra precisione tecnica e leggerezza poetica. La sua formazione non era solo fisica: veniva istruita anche nella teatralità, nella musica e nell’interpretazione, ingredienti fondamentali per diventare una vera étoile del suo tempo. Il debutto di Claudina sui grandi palcoscenici avvenne giovanissima, ma già allora la sua presenza scenica e la sua capacità di comunicare emozioni attraverso il corpo conquistarono il pubblico e la critica. La sua danza era un connubio di virtuosismo e delicatezza: ogni passo, ogni arabesque, sembrava naturale e al contempo studiato nei minimi dettagli. La sua fama crebbe rapidamente, e ben presto i Teatri d’Europa cominciarono a cercarla. Gli anni in cui ...

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Il coreografo e danzatore Ali Chahrour alla Triennale di Milano

Prendendo spunto da un’esperienza personale, vissuta nei recenti anni di guerra, il coreografo e danzatore libanese Ali Chahrour presenta una performance che celebra le lotte e la resilienza delle lavoratrici domestiche migranti in Libano, trasformando la memoria in un canto di resistenza. Quando nel settembre 2024 l’esercito israeliano bombardò alcune zone di Beirut, Chahrour cercò infatti rifugio sulla costa insieme ai suoi familiari provenienti dal sud. Lì venne a conoscenza anche della sorte delle domestiche migranti: i datori di lavoro libanesi avevano abbandonato le donne a sé stesse mentre si mettevano in salvo. Alcune erano rimaste chiuse nelle case. Altre, senza passaporto e senza soldi, erano finite a vagabondare sulla Corniche di Beirut, dove Chahour le ha notate. When I Saw the Sea dà voce a queste donne. In scena, per la prima volta in assoluto su un palcoscenico, ci sono Zena e Tenei, originarie dell’Etiopia, e l’artista libanese Rania, vittime del sistema della Kafala, un regime di “sponsorizzazione” che lega il permesso di soggiorno al “padrone”, negando diritti, tutele e libertà, tra sfruttamento e violenze. Attraverso la danza, il testo e la musica, raccontano storie che finora non sono state ascoltate, dando voce anche a innumerevoli altre lavoratrici provenienti ...

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A Roma il Gala dell’amore: “Les Étoiles 2026” di Daniele Cipriani

Sboccia la primavera, la natura si risveglia dal letargo invernale, e il gala internazionale Les Étoiles a cura di Daniele Cipriani, giunto alla sua 21a edizione e in programma all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Sala S. Cecilia, Roma (20 e 21 marzo), si fa portatore di un messaggio universale di amore. Niente può raccontare l’amore meglio di un corpo che, senza parlare, riesce a dire tutto, e la danza ha questa capacità. Sarà forse perché lavorano a stretto e continuo contatto fisico gli uni con gli altri, sarà perché condividono la stessa passione e gli stessi problemi fisici e psicologici e si capiscono vicendevolmente, o sarà forse – più poeticamente – perché passano buona parte della loro carriera a declinare l’amore nei loro passi a due. Insomma, sarà per tutte queste ragioni che tra due ballerini succede che fiorisca l’amore. E se sono entrambi delle fulgide stelle, dei ballerini virtuosi e fuoriclasse, allora il bagliore sprigionato dai loro pas de deux sarà ancora più intenso. Ѐ questa la magia che potranno aspettarsi gli spettatori di Les Étoiles che sarà il Gala dell’amore e delle coppie innamorate, poiché nel cast, accanto ad altre stelle, vi saranno ben quattro coppie ...

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Selezioni alla Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli

Il Teatro di San Carlo di Napoli avvia le selezioni per l’ammissione ai corsi propedeutici al Diploma Accademico in Danza Classica della Scuola di Ballo per l’anno 2026/2027, riservate ai candidati in età compresa tra i 7 e i 16 anni (ammessi gli 8 anni compiuti entro il 31 agosto 2026 e i 15 anni entro il 31 dicembre 2026). Le audizioni si svolgeranno il 13 aprile 2026 nella sede della Scuola di Ballo, all’interno del Teatro San Carlo. Per i più piccoli è previsto un esame fisico-attitudinale, per i candidati dai 10 ai 15 anni una lezione di danza classica. Le domande, contenenti la documentazione richiesta, dovranno essere inviate entro e non oltre il 28 marzo 2026 all’indirizzo scuolaballo@teatrosancarlo.it. Il bando completo è disponibile al seguente link: https://www.teatrosancarlo.it/wp-content/uploads/2026/02/bandoaudizioni2026-2027.pdf. Per info e contatti: scuolaballo@teatrosancarlo.it Tel.: 081 7972.470 oppure 081 7972.471 La Redazione  Foto di Teatro San Carlo di Napoli www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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