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Torna al Teatro Il Maggiore di Verbania “Dar corpo allo spazio”

Sabato 9 maggio torna Dar corpo allo spazio, uno spettacolo itinerante che invita il pubblico a scoprire come la danza può trasformare e abitare luoghi diversi. Tre spettacoli unici si intrecciano in più repliche, creando un’esperienza coinvolgente e dinamica. Un viaggio attraverso i diversi spazi del Teatro Il Maggiore, dove corpo e ambiente dialogano, dando vita a nuove percezioni e modi di vivere il movimento. Per l’edizione n.5 ospitiamo tre compagnie che lavoreranno rispettivamente in tre luoghi diversi (foyer, sala blu e palcoscenico). Tre repliche: alle 15, alle 18 e alle 21. Posti limitati. In programma per lunedì 11 maggio anche la matinée riservata alle scuole del territorio, una opportunità che da modo agli studenti e studentesse e ai loro professori di potersi confrontare con la compagnia e gli artisti in scena. Appuntamento poi a luglio con La Settimana Della Danza dal 3 al 12 luglio con lo Stage di danza e tre spettacoli, sempre al Teatro Il Maggiore. HOMING – estratto Associazione Culturale Arearea (Udine) Il tema d’indagine di Homing è la migrazione intesa come attraversamento tra punti nello spazio, spostamento dell’anima. La ricerca si appoggia su domande apparentemente molto semplici. Come si orientano balene, farfalle, uccelli, pesci? Come ...

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Davi Ramos nominato Principal Artist all’Australian Ballet

Nel mondo del balletto, ci sono momenti che non si limitano a segnare una carriera individuale, ma ridefiniscono il perimetro simbolico di un’intera istituzione. La recente promozione di Davi Ramos a Principal Artist del The Australian Ballet è uno di questi. L’annuncio è arrivato nel modo più teatrale possibile: sul palco, al termine di una rappresentazione di Romeo and Juliet, davanti al pubblico. A comunicarlo è stato il direttore artistico David Hallberg, ex étoile internazionale che negli ultimi anni ha impresso alla compagnia australiana una direzione più aperta e contemporanea. Non una semplice formalità, dunque, ma un gesto performativo che restituisce alla danza il suo valore immediato: quello di un’arte che accade, qui e ora, davanti agli occhi degli spettatori. Si tratta di un riconoscimento che arriva al culmine di un percorso artistico consolidato all’interno della compagnia australiana, dove Ramos ha progressivamente assunto ruoli di crescente responsabilità. La sua recente interpretazione di Romeo nel balletto di John Cranko ha rappresentato un passaggio significativo verso questa promozione, evidenziando una maturità tecnica ed espressiva pienamente riconosciuta dalla direzione artistica. Nato in Brasile, Ramos si è formato presso scuole locali prima di intraprendere una carriera internazionale. Dopo le prime esperienze professionali, è entrato ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: William Blake

Nel 1786 William Blake realizza Oberon, Titania e Puck con fate danzanti, un dipinto in cui immaginazione poetica e visione simbolica si intrecciano in modo indissolubile. L’opera trae ispirazione dal mondo di William Shakespeare, in particolare dal Sogno di una notte di mezza estate (A Midsummer Night’s Dream), ma Blake non si limita a illustrare una scena teatrale: costruisce piuttosto un universo sospeso, in cui il soprannaturale prende forma attraverso figure leggere, luminose e profondamente legate al movimento. Al centro della composizione compaiono Oberon e Titania, sovrani del regno fatato, accompagnati dalla figura vivace e ambigua di Puck, mentre intorno a loro si dispiega una corona di piccole fate danzanti. Queste figure, disposte in una sorta di cerchio, creano una struttura dinamica che guida lo sguardo dello spettatore e suggerisce un moto continuo. La danza non è qui rappresentata come gesto tecnico o spettacolare, ma come manifestazione naturale dell’essere: le fate sembrano muoversi senza sforzo, come sospinte da una forza invisibile, immerse in un ritmo che appartiene più alla dimensione spirituale che a quella fisica. Blake costruisce questa sensazione di movimento attraverso linee sinuose e posture fluide. I corpi delle figure non hanno peso, non mostrano tensione muscolare, e appaiono ...

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Cosa la danza insegna della vita

La danza è, prima di tutto, un percorso che insegna ad ascoltarsi e a riconoscere il proprio valore e le proprie potenzialità come esseri umani. Non si tratta solo di superare ostacoli o raggiungere obiettivi, ma di trovare quella pienezza interiore che nasce dalla conoscenza e dal rispetto di ciò che si è. L’esecuzione dei passi spesso imperfetta invita a non giudicarsi, ma a celebrare ogni progresso come parte integrante della crescita. La felicità smette di assumere il volto effimero del successo, del primeggiare e della perfezione, ma si manifesta nel saper stare con se stessi, abbracciare i limiti e gioire delle piccole conquiste quotidiane. Essa si costruisce nel tempo, è fatta di consapevolezza e di gentilezza verso sé e gli altri. La danza dunque insegna che la completezza emotiva non si raggiunge scappando dalle fragilità, ma imparando a conviverci, accoglierle e a raggiungere equilibrio personale. Il rispetto per se stessi è la lezione più preziosa. Imparare a riconoscere il proprio valore e non sacrificare la propria identità per conformarsi agli schemi altrui è la chiave per una vita piena. La danza infatti invita a una costante ricerca di autenticità, dove ogni caduta è un’opportunità di apprendere e ripartire più ...

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Chiusura Stagione 25/26 al Morlacchi con “Tu non mi perderai mai”

La Stagione 25/26 del Teatro Morlacchi di Perugia termina con l’ultimo appuntamento della Rassegna di danza Perché non ballate?”: Tu non mi perderai mai. Liberamente “inspirato” dal Cantico Dei Cantici di Raffaella Giordano, in scena venerdì 8 e venerdì 9 maggio alle ore 20.45 al Ridotto del Teatro. Protagonista della danza europea da oltre trent’anni, Raffaella Giordano si affida alla giovane coreografa e autrice Stefania Tansini per re-interpretare dopo vent’anni uno tra suoi assoli più misteriosi e inafferrabili, produzione Sosta Palmizi. “Dopo vent’anni la trasmissione dell’assolo Tu non mi perderai mai da Raffaella Giordano a Stefania Tansini potrà creare attesa. Protagonista del contemporaneo “storico”, (Carolyn Carlson, Pina Bausch, Sosta Palmizi), tuttora instancabile istigatrice di sensibili incontri coreutici, Giordano appare sempre pronta a indicare nuove vie e coraggiosamente a cambiare rotta. Questa volta il percorso è deciso e non sarebbe potuto essere più indovinato. L’autrice della pièce tra le sue più misteriose e inafferrabili, s’affida per re-interpretarlo a un’artista speciale: liberamente inspirato dal Cantico dei Cantici, Tu non mi perderai mai è proprio il solo più confacente alla semplicità intima e “sacra” della Tansini. In gioco vi è il difficile passaggio di testimone da un corpo all’altro, soprattutto l’indicazione di una ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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Si celebra la nascita, avvenuta 186 anni fa, di Pëtr Il’ič Čajkovskij

Pëtr Il’ič Čajkovskij (Votkinsk, 7 maggio 1840 – San Pietroburgo, 6 novembre 1893), è stato un compositore russo del periodo tardo-romantico, le cui composizioni sono tra le più celebri e celebrate del repertorio classico. Per la danza è stato un autentico innovatore, ed un padre, poiché ha innalzato la musica ad un livello di complessità e importanza mai riscontrato in precedenza. Ha rivoluzionato il mondo del balletto. Prima di lui, la musica coreutica era vista come un accompagnamento ed un semplice sostegno. Čajkovskij elevò il suono a elemento cruciale, creando un’esperienza emotiva più intensa. Pensiamo solo ai suoi tre più famosi balletti: Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata e Lo Schiaccianoci che hanno definito l’estetica della danza classica. Čajkovskij collaborò con il coreografo Marius Petipa, creando capolavori immortali. Nei suoi balletti, Čajkovskij utilizzò spesso il divertissement e il pas de deux per infondere momenti di assoluta bellezza e profondità emotiva. Il lago dei cigni op. 20, venne rappresentato per la prima volta al Teatro Bolshoi di Mosca l’anno successivo. La rappresentazione al debutto non riscosse un grande successo sia da parte del pubblico che dalla critica, a causa delle ripetute modifiche e tagli operati dal coreografo Reisinger. Nel 1895 ...

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IntercettAzioni di Mandala Dance Company negli spazi di Villa Lais

Nell’architettura simbolica di Villa Lais, uno dei luoghi più carichi di bellezza del tessuto urbano romano, Mandala Dance Company, compagnia di danza contemporanea diretta da Paola Sorressa, darà vita a IntercettAzioni, una performance site specific nata da un percorso di creazione collettiva che trasformerà gli spazi della villa in un palcoscenico vivo. Il debutto romano — atteso per l’8 maggio alle ore 17:30 nell’ambito del progetto Corpo mobile — rappresenta l’approdo di un lungo e rigoroso processo di ricerca coreografica, in cui i danzatori sono stati chiamati a reinventare il proprio rapporto con la città. Attraverso pratiche di danza contemporanea, improvvisazione e composizione istantanea, il gruppo ha attraversato e interrogato gli ambienti architettonici della villa non come scenografia, ma come interlocutore: un organismo vivo da ascoltare, attraversare e attivare. La performance restituisce al pubblico un’immagine potente e al tempo stesso profondamente poetica: corpi che si muovono tra le colonne e i giardini della villa, entrando in dialogo con la pietra, la luce e il silenzio. Il lavoro rispecchia a pieno la cifra stilistica che contraddistingue il linguaggio coreografico di Paola Sorressa: un intreccio di destrutturazione corporea, floor work, flying low, contact e improvvisazione, che genera un’intesa tra i danzatori fluida, ...

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Tanti auguri di buon compleanno ad Alessandra Ferri

Tanti auguri di buon compleanno alla stella del balletto internazionale, Alessandra Ferri (Milano, 6 maggio 1963). L’unica ballerina italiana del Novecento ad essere stata invitata come star dall’esclusiva compagnia di balletto dell’Opéra di Parigi (nel 1992 per Carmen e nel 1996 per Notre-Dame de Paris, entrambi di Roland Petit) e al Teatro Marijnskij di San Pietroburgo con il Balletto Kirov (nel 2000 per Manon). È stata prima ballerina del Royal Ballet (1983-1985) e dell’American Ballet Theatre (1985-2007) e prima ballerina assoluta del Teatro alla Scala. Nel corso della sua lunga carriera ha vinto due Premi Laurence Olivier, un Prix Benois de la Danse, ha ballato come ospite con molte delle maggiori compagnie al mondo e ha danzato accanto ad alcuni dei maggiori ballerini dell’epoca, tra cui Rudolf Nureyev, Michail Baryšnikov, Anthony Dowell, Patrick Dupond, Manuel Legris, Julio Bocca, Herman Cornejo, Laurent Hilaire, Carlos Acosta, Maximiliano Guerra, Edward Watson, Roberto Bolle, Massimo Murru, Yonah Acosta, Denys Cherevychko e Federico Bonelli. Incomincia a studiare danza al Collegio Bianconi di Monza, poi a Milano alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala. All’età di quindici anni vince una borsa di studio assegnata dal British Council, prima volta per una danzatrice, e grazie a ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Roy Lichtenstein

Nel 1974 Roy Lichtenstein realizza The Dance, un dipinto che affronta un tema tradizionale come la danza con un linguaggio visivo completamente rinnovato. L’opera mostra una sequenza di figure femminili stilizzate, costruite con colori primari intensi e contorni neri marcati, disposte nello spazio secondo un ritmo che suggerisce una coreografia continua. Non si tratta di corpi realistici, ma di forme semplificate, quasi astratte, che sembrano funzionare come elementi modulari all’interno di una composizione rigorosamente organizzata. La particolarità del dipinto sta nel modo in cui il movimento, elemento essenziale della danza, viene tradotto in immagine. Lichtenstein non cerca di rappresentare un gesto preciso o una scena riconoscibile, ma piuttosto di evocare una sensazione ritmica attraverso la ripetizione e la variazione minima delle figure. Le posture delle danzatrici, con arti piegati e linee curve, generano una dinamica visiva che suggerisce energia e continuità, come se l’azione si sviluppasse oltre i limiti della tela. Il movimento diventa così un effetto percettivo, costruito attraverso il linguaggio grafico e non attraverso la narrazione. Questo approccio richiama inevitabilmente il confronto con opere storiche dedicate allo stesso soggetto, come La Danse di Henri Matisse. Anche qui si ritrovano figure essenziali, colori piatti e una disposizione circolare, ma ...

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