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Lu Chieregati in residenza al Lavatoio di Santarcangelo

Il Lavatoio accoglie la residenza artistica di Lu Chieregati, ricercator* e performer attiv* nei campi della coreografia, del drag/trasformismo e della narrativa speculativa. La sua ricerca per LXS BACANTES – a CoreoGenealogy è sostenuta dal percorso di cross-residency attivo tra Santarcangelo dei Teatri e il centro Graner di Barcellona, un programma di scambio sostenuto dall’Institut Ramon Llull nell’ambito del sostegno alle residenze internazionali. Venerdì 10 aprile alle ore 19:00 al Teatro Il Lavatoio la condivisione pubblica del percorso, per un confronto con la comunità di Santarcangelo ad ingresso gratuito.  LXS BACANTES – a CoreoGenealogy nasce dall’esigenza di rileggere criticamente Le Baccanti di Euripide da una prospettiva femminista, intersezionale e decoloniale. In contrasto con le interpretazioni canoniche che hanno privilegiato le figure maschili ed egemoniche della narrazione, il progetto sposta l’attenzione verso le esistenze periferiche che popolano l’opera: le Baccanti – corpi e soggettività storicamente relegati in secondo piano, associati all’eccesso, alla follia o al caos. Questa riscrittura si propone di restituire agency, complessità e potenza politica a ciò che è stato emarginato all’interno dei canoni culturali occidentali. Articolando drammaturgia, movimento, scrittura, storia e narrativa speculativa, il progetto cerca di ampliare le possibilità della narrazione scenica e di affermare la danza come spazio legittimo per ...

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“Sogno di una notte di mezza estate” al Municipale di Piacenza

Si conclude domenica 12 aprile alle ore 16 la Stagione Danza del Teatro Municipale di Piacenza, con il balletto Sogno di una notte di mezza estate, nuova produzione della compagnia piacentina Étoile Ballet Theatre, nella messa in scena e con le coreografie di Ines Albertini e Walter Angelini. Ispirato alla celebre commedia di William Shakespeare, sulle musiche di Felix Mendelssohn, il balletto trasporta gli spettatori in una notte incantata, dove si alternano i destini di quattro giovani innamorati che incontreranno fate e folletti. Le loro avventure si intrecciano con le dispute dei sovrani delle fate, Oberon e Titania, creando un mondo di magia, amore e comicità. Oberon, astuto e vendicativo, ordina al suo servo Puck di scatenare sortilegi, capovolgendo desideri e amori. Titania, ignara, cade vittima di un sortilegio, innamorandosi di una creatura grottesca. Ma la notte, come ogni sogno, non è destinata a durare e, tra risa e incantesimi, ogni cosa torna a posto. Composta in parte già in giovanissima età, la celebre ouverture fu scritta da Mendelssohn nel 1826, a soli diciassette anni. A distanza di anni, nel 1842, il compositore completò le musiche di scena su incarico del re di Prussia, integrando nuovi numeri alla pagina giovanile. ...

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Al Regio di Parma, CCN/Aterballetto presenta Notte Morricone

Al Teatro Regio di Parma per la stagione di danza, CCN/Aterballetto sabato 11 aprile 2026, ore 20.30, presenta Notte Morricone, l’omaggio al musicista Ennio Morricone commissionato da Aterballetto al regista e coreografo Marcos Morau, produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto, coproduzione Macerata Opera Festival, Fondazione Teatro di Roma, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Centro Servizi Culturali S. Chiara Trento, Centro Teatrale Bresciano, Ravenna Festival | Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. «Io, Ennio Morricone, sono morto, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo – scrive Marcos Morau – un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo». Lo spettacolo con direzione e adattamento musicale di Maurizio Billi, sound design di Alex Röser Vatiché, Ben Meerwein, testi di Carmina S. Belda, scene e luci di Marc Salicrú, costumi di Silvia Delagneau, assistenti alla coreografia Shay Partush, Marina Rodríguez, si svolge al crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo che, solo e stordito davanti ai ...

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La danza è bellezza ed è un antidoto contro l’orrore della guerra

In questi tempi segnati da guerre e paura, la danza emerge come una forza silenziosa e potente, capace di opporsi all’orrore della violenza. Lungi dall’essere solo un insieme di regole e gesti ripetuti, essa diventa strumento di resistenza culturale e personale. In sala prove si costruiscono armonia, rispetto e ascolto, valori radicalmente contrapposti alle logiche distruttive e sempre più invasive dei conflitti armati. Non occorre essere un Paese in guerra per introiettare angoscia e instabilità. Anche chi vive in una nazione tranquilla avverte i riflessi della paura e dell’incertezza. Le notizie, i cambiamenti sociali e le tensioni globali si insinuano nella vita di tutti, portano un senso di precarietà  e alla difficoltà di immaginare e poter programmare il futuro. La danza offre un ancoraggio prezioso nei periodi di instabilità perché invita a concentrarsi sul presente, attraverso il movimento e la consapevolezza corporea. Quando il mondo esterno appare incerto e mutevole, la pratica della danza permette di trovare una routine, favorendo l’autocontrollo e la gestione delle emozioni. Questo processo aiuta a ritrovare un senso di sicurezza interiore, anche quando le circostanze esterne sono difficili da governare. Danzando si crea uno spazio in cui la condivisione e la collaborazione diventano strumenti di sostegno ...

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Annunciato l’addio alle scene di Dorothée Gilbert all’Opéra

  A quarantatré anni, quando l’arte ha ormai raggiunto quella maturità rara in cui tecnica ed espressione si fondono in un linguaggio unico e inconfondibile, Dorothée Gilbert si prepara a lasciare le scene. Non è un addio improvviso né inatteso, ma piuttosto il compimento naturale di un percorso straordinario, costruito con disciplina, grazia e una dedizione assoluta al balletto. La sua uscita di scena, prevista per il prossimo ottobre, segnerà la fine di un’epoca per l’Opéra di Parigi e per tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno riconosciuto in lei una delle interpreti più luminose della sua generazione. Entrata alla Scuola di danza dell’Opéra nel 1995, quando era ancora bambina, Gilbert ha incarnato fin dall’inizio quell’ideale di rigore e perfezione che contraddistingue la tradizione francese. In quelle sale cariche di storia, dove ogni gesto è tramandato come un’eredità preziosa, ha forgiato il proprio stile, assimilando una tecnica cristallina e sviluppando al tempo stesso una sensibilità artistica sempre più profonda. Il suo ingresso nel corpo di ballo a soli diciassette anni è stato il primo passo di una carriera rapida e brillante, segnata da una costante ascesa e da riconoscimenti sempre più significativi. Nel corso degli anni, Dorothée Gilbert ha ...

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Nei Teatri di Città di Castello e Spoleto va in scena la danza

Le Stagioni 25/26 del Teatro degli Illuminati di Città di Castello e del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, organizzate dal TSU e dalle amministrazioni comunali, proseguono all’insegna della danza: venerdì 10 aprile alle 20.45 a Città di Castello in scena Stabat Mater della Compagnia Artemis Danza, una coreografia firmata da Monica Casadei per 14 danzatori; sabato 11 aprile alle 20.45, per la chiusura della Stagione, Ballade di MM Contemporary Dance Company: uno spettacolo composto da due coreografie, Ballade ed Elegia, firmate da due autori italiani, Mauro Bigonzetti ed Enrico Morelli. La creazione Stabat Mater è dedicata all’opera di Gioachino Rossini; un tributo corale all’anima delle donne, al loro amore universale, incarnato dalla madre per eccellenza. Il corpo diventa il mezzo per raccontare l’esperienza emotiva di chi affronta la trasformazione del legame primordiale tra madre e figlio. La performance si fa grido e sussurro, fragore e silenzio, dando voce a un amore che trascende la perdita e che non cessa mai di illuminare, anche nei momenti più bui. Stabat Mater offre un profondo e commovente affresco della maternità, in una tensione profonda e lirica tra dolore e speranza, che rende la sofferenza della madre un simbolo universale di empatia e ...

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A Genova il Balletto Civile con La Fenicie tra gesto e parola

Un ritorno alla dimensione teatrale per Balletto Civile, un focus di lavoro tra gesto coreografico e parola. Le fenicie di Euripide nella visione di Balletto Civile si trasforma in una profonda riflessione sugli orrori della guerra. I corpi dei performer di Balletto Civile disegnano la caduta inarrestabile della casata dei Labdaciti narrata da Euripide ne Le fenicie. Un ritorno alla dimensione teatrale per il collettivo che ritrova nella sofferenza di Tebe tremende «assonanze con le guerre che sono alle porte dei nostri confini». La tragedia prende il titolo dal coro di donne straniere, fredde e marginali osservatrici delle drammatiche vicende proprio come noi «di fronte agli orrori che ogni giorno vediamo […] e al massacro di intere generazioni», scrive Balletto Civile. Il collettivo intreccia gesto coreografico e parola, per una danza che non sia descrittiva bensì narrativa: «non c’è per noi bellezza estetica se non quella piegata al senso – scrivono gli artisti – e ora più che mai ci sembra urgente danzare una partitura di parole, prestando i nostri corpi come testimoni a un vero e proprio elogio alla democrazia, un ennesimo rifiuto della tirannia e una viscerale riflessione sul non senso della lotta civile». Durata: 80 minuti Balletto Civile, fondato nel ...

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Presentata la nona edizione di Pompeii Theatrum Mundi

Presentata la nona edizione di POMPEII THEATRUM MUNDI in scena dal 18 giugno al 12 luglio 2026 al Teatro Grande di Pompei. Il Festival Pompeii Theatrum Mundi che ogni anno il Teatro Nazionale di Napoli realizza in collaborazione con il Parco Archeologico è una preziosa occasione di confronto tra i classici della cultura greca e i grandi temi della contemporaneità. Un maestro della scena come Theodoros Terzopoulos sceglie ancora una volta Le Baccanti e dichiara che il viaggio di Dioniso segue lo stesso destino dell’arte del teatro, “un viaggio infinito percorso da persone in fuga”. Per il regista greco Dioniso rappresenta infatti l’archetipo del rifugiato che, partito da Tmolos tremila anni fa, ha attraversato il Medio Oriente in guerra per approdare infine sulle coste di Creta o di Lampedusa. Ma è anche il medium per un viaggio nel paesaggio intricato della memoria, “una ricerca delle chiavi perdute dell’unità fra il corpo e il linguaggio”, come diceva molto bene Heiner Müller. Àlex Ollè dirige la tragedia I Persiani e dice che metterla in scena oggi significa parlare al nostro presente di “guerre, politica, potere e dolore collettivo”. Il regista catalano sembra voler mostrare attraverso la sua rilettura del testo di Eschilo ...

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L’8 aprile 1924 nasceva l’illustre Vittoria Ottolenghi

Nel giorno dell’anniversario di nascita di Vittoria Ottolenghi, il ricordo si fa inevitabilmente riflessione sul peso che una singola voce può esercitare nel plasmare un intero panorama culturale. Non si tratta soltanto di celebrare una figura eminente della critica di danza, ma di riconoscere un’intelligenza capace di attraversare epoche, linguaggi e mutamenti sociali, mantenendo sempre una lucidità rara e una passione inesauribile. Nata a Roma l’8 aprile 1924, Ottolenghi cresce in un contesto in cui l’arte è già parte integrante della vita quotidiana, ma sarà la danza, in particolare, a diventare il suo territorio privilegiato di indagine. In un’Italia che usciva lentamente dalle macerie della guerra e cercava nuovi codici espressivi, la sua voce si impose con un rigore e una sensibilità fuori dal comune. Non era una semplice osservatrice: era una mediatrice tra il gesto scenico e il pubblico, tra l’effimero della performance e la permanenza della parola scritta. La sua scrittura si distingueva per una qualità rara: la capacità di rendere visibile ciò che per natura è destinato a svanire. La danza vive nell’istante, si consuma nel tempo di un’esecuzione; Ottolenghi, invece, riusciva a fissarla sulla pagina senza tradirne l’essenza. Nei suoi articoli e saggi, il movimento non ...

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Prima tournée italiana per la compagnia norvegese di Jo Strømgren

La JO STRØMGREN KOMPANI, una delle più importanti compagnie indipendenti della Scandinavia, è pronta per la sua prima tournée italiana con un titolo che punta dritto al cuore della più grande passione nazionale. A dance tribute to the art of football, in scena al Teatro Municipale di Casale Monferrato (10 aprile) per le stagioni di Piemonte dal Vivo, a Il Maggiore di Verbania (12 aprile) e al Teatro della Tosse di Genova (14 aprile), rende omaggio a una pratica sportiva che non ha uguali nel nostro paese e nel mondo intero, il calcio. La scelta del coreografo norvegese Jo Stromgren di dedicare uno spettacolo allo sport più seguito e praticato al mondo, porta con sé un evidente quesito: cosa accomuna il calcio, lo sport della “working class”, alla danza, a lungo privilegio delle classi sociali più abbienti? La risposta è uno spettacolo che, proprio come una partita di pallone, porta in scena agonismo, rabbia, gioia, sudore e momenti di appassionante e collettiva esaltazione. Dal suo debutto, nel 1998, A dance tribute to the art of football ha dimostrato di essere un unico nel suo genere. Per questo motivo, dopo una pausa, il titolo va in scena ininterrottamente dal 2009. Fondata ...

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