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Redattori

La danza, un esempio positivo per i giovani

In un mondo in continua trasformazione, dove i giovani si trovano spesso a confrontarsi con nuove sfide, pressioni sociali e modelli di riferimento non sempre positivi, la danza rappresenta un’importante opportunità di crescita. Non è soltanto un’attività artistica o sportiva, ma un percorso educativo che contribuisce allo sviluppo della persona, offrendo valori e insegnamenti capaci di accompagnare i ragazzi nella loro formazione.  Uno degli aspetti più significativi della danza è la capacità di trasmettere il valore dell’impegno. Ogni risultato richiede tempo, esercizio e costanza. I giovani imparano presto che il miglioramento non arriva per caso, ma è il frutto di un lavoro quotidiano fatto di dedizione e sacrificio. Questa consapevolezza li aiuta a sviluppare una mentalità positiva, basata sulla perseveranza e sulla fiducia nelle proprie capacità. La danza rappresenta anche una scuola di disciplina. Partecipare alle lezioni con regolarità, rispettare gli orari, ascoltare gli insegnanti e collaborare con il gruppo insegna il senso di responsabilità. Queste abitudini, maturate all’interno della sala danza, diventano competenze preziose che possono essere trasferite nella vita scolastica, professionale e personale. Un altro valore fondamentale è il rispetto. Nella danza si impara a rispettare sé stessi, il proprio corpo, i compagni e gli insegnanti. Ogni persona ...

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Border Bodies, il nuovo progetto tra Italia e Polonia

Nasce dal dialogo artistico tra Italia e Polonia il nuovo progetto coreografico di Mandala Dance Company, diretta da Paola Sorressa: Border Bodies, firmato da Paola Sorressa ed Elwira Piorun, direttrice artistica di Zawirowania Dance Festival, rappresenta l’evoluzione della collaborazione avviata negli anni scorsi tra le due coreografe, accomunate da una ricerca che attraversa linguaggi, pratiche e poetiche differenti, trasformando l’incontro in un processo creativo virtuoso. Un lavoro che prenderà forma attraverso una doppia residenza internazionale tra Italia e Polonia e che culminerà il 19 giugno con il debutto in prima mondiale al Zawirowania Dance Festival di Varsavia, partner e coproduttore del progetto. Il progetto è cominciato il 1° giugno a Ladispoli (RM), dove le due coreografe, insieme a sei danzatori e danzatrici, hanno inaugurato una settimana di intensa ricerca creativa. Una residenza concepita come spazio di sperimentazione condivisa, in cui il corpo diventa materia viva di indagine e il processo assume un ruolo centrale nella costruzione dell’opera. Il 7 giugno alle ore 17.00, presso lo Spazio Agorà di Ladispoli, il pubblico è stato invitato ad assistere a Border Bodies – primo studio, un’apertura di residenza che offre uno sguardo privilegiato sul lavoro nel suo farsi. Un’occasione rara per entrare in ...

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Paloma Carrera (Jonathan Méndez) “allo specchio”

Jonathan Méndez è un ballerino classico colombiano, formatosi all’Incolballet di Cali e successivamente alla Scuola Jacqueline Kennedy Onassis dell’American Ballet Theatre di New York. È direttore artistico presso la Jonathan Mendez Dance Academy. Ha danzato con diverse compagnie ed è attualmente Principal Dancer della compagnia Ballet Eloelle / Grandiva. Paloma Carrera è il suo personaggio scenico femminile, una sorta di alter ego creato all’interno di Ballet Eloelle-Grandiva. Il balletto classico preferito? Il Lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? In the middle somewhat elevated di William Forsythe. Il Teatro del cuore? Il MET. Un romanzo da trasformare in balletto? Cent’anni di solitudine. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Memorie di una Geisha. Il costume di scena indossato che hai preferito? Dying Swan. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Una miscela di legno e resina. La musica più bella scritta per balletto? La Bella Addormentata nel Bosco. Il film di danza irrinunciabile? Center stage. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Lupe Serrano. Il tuo “passo di danza” preferito? Frappé. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Giselle. ...

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La XXIV edizione di D. OFF – Incontro tra la danza e la città

Prende il via il 17 giugno da Firenze la prima tappa della XXIV edizione di D. OFF – Incontro tra la danza e la città, il festival di danza contemporanea diffuso in cinque regioni della penisola: Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Puglia e Calabria, con la direzione artistica di Roberto Lori. Organizzato dall’associazione culturale Art Hub e realizzato nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026, il programma si snoda fino al 24 settembre incrociando spettacoli di danza, vetrine dedicate ad artisti del territorio, laboratori aperti a danzatori e cittadini e due spettacoli per una platea di bambini e adulti. La rassegna trova i suoi palcoscenici in parchi, teatri e spazi storici di cinque quartieri e ospita prestigiose compagnie come Artemis Danza (da Parma), Ersilia danza (da Verona), Hunt cdc (da Ancona), Compagnia degli Istanti (basata a Firenze), oltre a una vetrina dedicata a vari artisti del territorio. Tutti gli eventi in calendario sono a ingresso gratuito. Il programma L’inaugurazione è affidata il 17 giugno 2026 alle ore 17,30 nel giardino dell’Area Pettini, a Fantasie in valigia, teatro, danza contemporanea e contorsionismo in cui Leila Ghiabbi e Mattia Buonaventura De Minicis danno vita ad un ammaliante spettacolo per grandi e piccini. Un viandante musicante girovaga ...

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Alla Scala torna il Don Chisciotte di Nureyev

Torna in scena il Don Chisciotte di Rudolf Nureyev, cavallo di battaglia della compagnia scaligera fin dal 1980, quando il celebre balletto entrò in repertorio proprio con Nureyev protagonista accanto a Carla Fracci. Con la sua frizzante energia e i caldi colori dell’allestimento di Raffaele Del Savio e Anna Anni, trasporterà il pubblico con freschezza, allegria, virtuosismi e ricchezza coreografica in una Spagna affascinante, tra danze di gitani, fandango, matadores, mulini a vento e il candore sospeso del giardino delle Driadi. Sulla musica immediata di Minkus le avventure di Don Chisciotte e del fido scudiero Sancho Panza si incrociano, o meglio fanno da pretesto per una storia d’amore e per una serata di scoppiettante danza, scintillante e piena di temperamento, con divertenti ruoli comprimari e virtuosistici ruoli principali. Fra fughe, inganni e travestimenti, Don Chisciotte danzerà con la sua Dulcinea, la giovane Kitri e il barbiere Basilio coroneranno il loro sogno. 2, 4, 7, 8, 10, 13, 15, 16 luglio 2026 DON CHISCIOTTE Coreografia Rudolf Nureyev Musica Ludwig Minkus Orchestrazione e adattamento John Lanchbery Scene Raffaele Del Savio Costumi Anna Anni Supervisione ai costumi Irene Monti Luci Andrea Giretti Direttore Gavriel Heine Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla ...

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Su Rai5 il “Sogno di una notte di mezza estate” con Bolle-Ferri-Murru

Per tutto il mese di giugno, Rai 5 dedica il tradizionale spazio del sabato mattina a una rassegna esclusiva che ripercorre produzioni, spettacoli e progetti che hanno contribuito a rendere Roberto Bolle una delle figure più riconosciute del panorama internazionale. La programmazione, in onda ogni sabato alle ore 8.00, offrirà al pubblico l’opportunità di riscoprire alcune delle interpretazioni più prestigiose dell’étoile, tra grandi classici del repertorio, produzioni innovative e iniziative volte alla diffusione della cultura della danza. Il secondo appuntamento è in onda sabato 13 giugno 2026 con il Sogno di una notte di mezza estate, balletto su musica di Mendelssohn-Bartholdy con la coreografia di George Balanchine. Protagonisti tre grandi étoiles: Alessandra Ferri, Roberto Bolle e Massimo Murru. In un mondo popolato di fate ed elfi, Ferri, Bolle, Murru, con il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, sono i protagonisti del balletto Sogno di una notte di mezza estate, tratto dall’omonima commedia di William Shakespeare. La versione proposta è quella firmata da un genio della coreografia del XX secolo: George Balanchine, su musica di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Sul podio, il maestro Nir Kabaretti. Lo spettacolo, andato in scena nel 2007 con le scene e i costumi di Luisa Spinatelli, è uno dei ...

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La Coryphée Emma Mardegan “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il Lago dei cigni che trovo sia il balletto classico per eccellenza ma adoro anche Giselle e Manon per la loro drammaticità. Il balletto contemporaneo prediletto? Bella Figura di Jiří Kylián e The Four Seasons di David Dawson anche se è più neo classico. Il Teatro del cuore? Il mio, dove ballo da già 7 anni, il Dutch National Ballet. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e Pregiudizio, un grande tributo all’amore a lieto fine. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Shape of Water, un amore impossibile e complesso. Il costume di scena indossato che hai preferito? Ne ho diversi, ho adorato i costumi di Diamonds in Jewels e i tutú di Henriette della nuova produzione di Raymonda di Rachel Beaujean. Quale colore associ alla danza? Non credo di riuscire ad associare solo un colore alla danza dato che i sentimenti e le emozioni che sa trasmettere vanno oltre lo spettro dei colori. Che profumo ha la danza? La danza per me ha il profumo del backstage: sudore, pece e sipario di velluto. La musica più bella scritta per balletto? Penso Il lago dei cigni di Tchaikovsky: varia dalla musica ...

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Planetario – Segni contemporanei sotto il cielo del Chianti

PLANETARIO 19 e 30 giugno, 27 luglio, 13 settembre 2026 – San Casciano in Val di Pesa (Firenze) Direzione artistica di Pietro Gaglianò Promosso e finanziato da Comune di San Casciano in Val di Pesa e Sistema Museale del Chianti e del Valdarno fiorentino «Il planetario è come il teatro: un luogo per la visione. E in entrambi è cruciale la postura di chi osserva: un soggetto che tesse relazioni variabili con elementi consimili, misurando le prossimità e scoprendo le differenze. Tutti i progetti delle artiste e degli artisti coinvolti in questo planetario hanno a che fare con l’osservazione: del mondo vegetale, del cielo, della storia, delle storie di altri uomini e donne. E nel compiersi di questo esercizio emergono una cura per la coesistenza, un pensiero di emancipazione, un desiderio di comprensione reciproca e un’invocazione di pace». Pietro Gaglianò PLANETARIO è un progetto che coinvolge protagonisti della danza e delle arti visive in un confronto con il paesaggio del Chianti, il mondo rurale e urbano che lo caratterizza, la sua memoria, le trasformazioni del presente e le visioni del futuro. Opere e performance prendono vita dentro le mura e nel vasto panorama che circonda il centro storico di San ...

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Oltre l’apparenza: sette cose che non sono danza (e sette che lo sono davvero)

Negli ultimi anni, il confine tra ciò che è esibizionismo e ciò che è artistico è diventato incredibilmente sottile. Spesso si confonde la performance con l’arte, l’acrobazia con l’espressione, l’individualismo con l’autonomia e la consapevolezza. Ma la danza, quella vera, è tutta un’altra faccenda. Vi proponiamo un viaggio in quattordici punti per esplorare l’universo coreutico per come è davvero. Sette cose che non sono danza. L’esibizionismo vuoto Muovere il corpo allo scopo di catturare l’attenzione altrui, cercando l’approvazione, non è danza. È spettacolarizzazione di sé. Il movimento serve a dire ‘guardami’ e l’arte svanisce. Il culto dell’Ego Pensare di essere il centro della coreografia, superiori ai compagni o immuni alle correzioni. L’ego smisurato irrigidisce il corpo e chiude la mente, trasforma il palcoscenico in un piedistallo sterile. Virtuosismi senza anima Eseguire dieci pirouette o sollevare la gamba a 180 gradi dimostra un’eccellente dote atletica, ma se dietro il gesto non c’è un’intenzione, un sentimento o una storia, resta un esercizio ginnico. Come abbiamo già dichiarato, la tecnica è il mezzo, non il fine. Il confronto tossico Criticare i compagni per sentirsi migliori. La sala danza non è un’arena; chi vive il confronto in modo distruttivo non sta danzando, sta gareggiando. ...

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La danza, un talento meno celebrato per Judy Garland

Un’artista totale tra cinema e musica Judy Garland è ricordata soprattutto come una delle più grandi voci della storia dello spettacolo e come un’attrice capace di un’intensità emotiva rara. Dalla Hollywood degli anni d’oro fino ai palcoscenici dei concerti dal vivo, la sua figura ha incarnato l’idea stessa di performer totale: cantante, attrice e interprete di straordinaria sensibilità. Film come Il mago di Oz l’hanno resa immortale, mentre la sua carriera musicale ha consolidato un legame profondo con il pubblico. Tuttavia, ridurre Garland alla sola dimensione vocale sarebbe limitante: il suo talento si esprimeva anche attraverso il corpo, il movimento e il senso del ritmo. Sebbene non fosse una ballerina classica nel senso accademico del termine, Judy Garland possedeva un naturale senso del tempo, della musicalità e della presenza scenica che le permetteva di affrontare numeri coreografici con grande efficacia. Nei musical prodotti negli anni ’30 e ’40, la sua capacità di integrarsi nelle coreografie era fondamentale: non si limitava a cantare, ma partecipava attivamente alla costruzione visiva dello spettacolo. Il suo stile di danza non puntava sulla perfezione tecnica, bensì sull’espressività e sull’energia. Uno degli aspetti più interessanti della sua esperienza nella danza riguarda i partner con cui ha ...

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