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Redattori

Marge Champion, la ballerina dietro i movimenti di Biancaneve

Il 2 settembre 1919 nasceva a Los Angeles, in California, Marjorie Celeste Champion, conosciuta come Marge Champion, destinata a diventare una delle figure più versatili e longeve dello spettacolo americano del Novecento. Ballerina, attrice, coreografa e insegnante, attraversò quasi un secolo di storia della danza, del cinema, della televisione e del teatro musicale, lasciando un’impronta particolarmente significativa anche nell’evoluzione dell’animazione cinematografica. Figlia del ballerino e insegnante Ernestine Stodel e di Ernest Champion, Marge crebbe in un ambiente profondamente legato alla danza e iniziò a studiare fin da bambina nella scuola del padre. La sua formazione classica e la naturale eleganza dei movimenti attirarono presto l’attenzione degli ambienti cinematografici di Hollywood. Nel 1936, quando aveva appena sedici anni, venne scelta dagli allora Walt Disney Studios come modello dal vivo per la realizzazione di Biancaneve nel primo lungometraggio animato della Disney, Snow White and the Seven Dwarfs, distribuito nel 1937 e conosciuto in Italia come Biancaneve e i sette nani. Il suo contributo fu particolarmente innovativo per l’epoca. Champion non si limitò infatti a posare per i disegnatori: interpretava fisicamente le scene, eseguendo passi, gesti, movimenti e atteggiamenti che gli animatori potevano osservare e utilizzare come riferimento. Attraverso questa tecnica, destinata a ...

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Il monumento a Vladimir Shklyarov celebra il suo ultimo volo

A San Pietroburgo, nel silenzio del Cimitero Smolensk, Vladimir Shklyarov è tornato a danzare. Non su un palcoscenico, non accompagnato dall’orchestra e dagli applausi del pubblico, ma attraverso il bronzo di un monumento che sembra aver catturato per sempre l’attimo più autentico della sua arte: quello del volo. Il 27 luglio 2026 è stata inaugurata la scultura dedicata al grande primo ballerino del Teatro Mariinskij, scomparso tragicamente nel novembre del 2024, a soli 39 anni. L’opera, realizzata dallo scultore Andrey Korobtsov e concepita con il coinvolgimento del ballerino e coreografo Yuri Smekalov, della famiglia di Shklyarov e del Teatro Mariinskij, restituisce alla città una delle figure più amate e rappresentative della danza russa contemporanea. Il titolo dell’opera, Il volo dell’anima, racchiude già in sé il significato più profondo dell’intero progetto. Shklyarov è raffigurato nel momento di un grande salto, sospeso nello spazio, con il corpo proiettato verso l’alto. Non è una posa statica, celebrativa o semplicemente commemorativa: è un’immagine viva, dinamica, quasi impossibile da separare dalla sua identità artistica. Per un ballerino, il salto rappresenta uno dei momenti più affascinanti e complessi della danza, perché è proprio lì che il corpo sembra liberarsi, anche solo per una frazione di secondo, ...

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LaScalaTV visibile gratuitamente dal 1° settembre

Da martedì 1° settembre tutti i contenuti della piattaforma LaScalaTv saranno visibili gratuitamente previa registrazione: la Scala mette così a disposizione di tutti una porzione significativa della sua storia e della sua produzione attuale. LaScalaTv nasce nel 2023, sin dal suo avvio sostenuta dallo straordinario contributo dello Sponsor Principale Intesa Sanpaolo, con l’installazione nella sala del Piermarini di 9 telecamere attivate da remoto che permettono di riprendere in diretta opere, balletti e concerti che possono poi restare in catalogo. In tre anni la piattaforma ha creato un archivio di 31 titoli d’opera recenti, 13 titoli storici, 8 balletti, 26 concerti e una serie di approfondimenti e contenuti educativi, arricchendo il patrimonio audiovisivo della Fondazione e aggiungendosi alla fondamentale collaborazione che da 50 anni lega la Scala alla Rai. E proprio dall’archivio della Rai provengono alcuni dei titoli storici più significativi. Oggi la Fondazione Teatro alla Scala mette questi contenuti a disposizione di tutti all’interno di una strategia di valorizzazione e condivisione del suo patrimonio e di moltiplicazione delle occasioni di accesso e di scoperta che vedrà la piattaforma evolvere, semplificando la fruizione e diversificando i contenuti in un sempre maggiore dialogo con le altre iniziative di divulgazione. LaScalaTv diviene un ...

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Yoko Morishita, la ballerina che danza da 75 anni e sfida il tempo

A tre anni indossò le sue prime scarpette da danza perché i medici avevano consigliato ai genitori di farle praticare un’attività fisica: era una bambina gracile, nata a Hiroshima nel 1948, appena tre anni dopo la bomba atomica. Nessuno avrebbe potuto immaginare che quella scelta, fatta quasi per caso, avrebbe dato inizio a una delle carriere più straordinarie della storia del balletto. Oggi Yoko Morishita, che compirà 78 anni a dicembre, continua a esibirsi da protagonista ed è considerata la ballerina classica più anziana al mondo ancora impegnata in ruoli di primo piano. La sua infanzia è stata segnata dal clima della ricostruzione del Giappone. La nonna sopravvisse all’esplosione atomica riportando gravi ferite e Morishita ha spesso raccontato che la forza d’animo delle persone cresciute tra le macerie di Hiroshima è stata la lezione più importante della sua vita. Da loro ha imparato il valore della gratitudine e della perseveranza, qualità che ancora oggi considera il vero motore della sua longevità artistica. Dopo gli studi a Hiroshima e poi a Tokyo, entrò nella Matsuyama Ballet Company nel 1971, la compagnia fondata nel dopoguerra da Mikiko Matsuyama, destinata a diventare una delle istituzioni più prestigiose del balletto giapponese. La svolta internazionale ...

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Il “Dutch National Ballet” compie 65 anni

Sessantacinque anni fa prendeva forma una delle realtà più importanti della danza nei Paesi Bassi: il Dutch National Ballet. Era il 31 agosto 1961 quando la fusione tra il Nederlands Ballet e l’Amsterdams Ballet diede vita a una nuova compagnia destinata a lasciare un segno profondo nella scena coreutica olandese e internazionale. Il nuovo ensemble debuttò con una struttura già significativa per l’epoca: 89 danzatori e una guida artistica affidata a Sonia Gaskell, figura centrale nello sviluppo della danza nei Paesi Bassi. Al suo fianco, nel ruolo di coreografi residenti, furono chiamati Rudi van Dantzig e Robert Kaesen, protagonisti di una stagione che avrebbe contribuito a definire l’identità artistica della compagnia. La nascita del Dutch National Ballet rappresentò molto più di una semplice unione organizzativa. L’obiettivo era creare una formazione capace di riunire esperienze e sensibilità differenti, rafforzando il ruolo della danza olandese e costruendo un progetto artistico di respiro nazionale. Da quel momento, la compagnia avrebbe attraversato decenni di trasformazioni, nuove produzioni e collaborazioni, consolidando progressivamente la propria presenza nel panorama internazionale della danza. Oggi, 31 agosto 2026, il Dutch National Ballet celebra dunque un anniversario speciale: 65 anni dalla sua fondazione. Un traguardo che non guarda soltanto al ...

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I balletti classici che tutto il mondo ama

Il balletto classico è una delle forme d’arte più longeve e universali della storia. Nato nelle corti europee e perfezionato nei grandi teatri imperiali, oggi continua ad attirare milioni di spettatori in ogni continente. Alcuni titoli, più di altri, hanno attraversato epoche, confini e culture, diventando veri fenomeni globali. Sono i balletti più visti al mondo: opere che uniscono musica immortale, coreografie iconiche e storie capaci di parlare a chiunque. Il Lago dei Cigni – Il balletto per eccellenza Se esiste un simbolo universale del balletto, è senza dubbio Il Lago dei Cigni. Con la musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij e la celebre doppia interpretazione di Odette e Odile, questo balletto è tra i più rappresentati e amati al mondo. La figura della ballerina in tutù bianco, le linee perfette del corpo di ballo e il contrasto tra amore e inganno lo rendono irresistibile per il pubblico di ogni generazione. Lo Schiaccianoci – Il trionfo del balletto popolare Nessun altro balletto raggiunge i numeri de Lo Schiaccianoci, soprattutto durante il periodo natalizio. È un fenomeno culturale globale: viene messo in scena ogni anno da compagnie grandi e piccole, attirando famiglie, giovani spettatori e neofiti. La sua forza sta nella magia ...

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Esce il nuovo romanzo di danza firmato da Stephanie Willing

Il 1° settembre arriva in libreria She Came Back Different di Stephanie Willing, un romanzo che porta i lettori nel mondo apparentemente elegante e perfetto di un prestigioso conservatorio di balletto, trasformandolo però in uno scenario inquietante, fatto di segreti, misteri e di una ricerca della perfezione che nasconde qualcosa di molto più oscuro. Al centro della storia ci sono Gemma e Neve, due ragazze che arrivano allo Stadler Ballet Conservatory per ragioni molto diverse. Gemma viene mandata nella prestigiosa scuola dalla madre, convinta che quell’ambiente possa aiutarla a diventare una versione migliore di sé stessa, a correggere quei tratti del suo carattere che considera troppo spigolosi e a trovare finalmente il suo posto. Per Gemma, entrare a Stadler rappresenta anche l’opportunità di avvicinarsi a un mondo che fino a quel momento sembrava quasi irraggiungibile. Neve, invece, ha un motivo molto più personale per trovarsi lì. Sua sorella maggiore ha frequentato la scuola e, quando è tornata a casa, qualcosa in lei era cambiato. Non era più la ragazza che Neve conosceva: la sua personalità sembrava scomparsa, sostituita da un atteggiamento docile e da un sorriso quasi inquietante. Neve vuole capire che cosa sia successo e, soprattutto, che cosa si ...

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Adam Cooper: il cigno che cambiò la danza e ispirò una generazione

Ci sono artisti che interpretano un ruolo e artisti che finiscono per identificarsi con esso. Adam Cooper appartiene decisamente alla seconda categoria. Il suo nome è ormai indissolubilmente legato allo straordinario successo di Swan Lake di Matthew Bourne, uno degli spettacoli che ha rivoluzionato il balletto contemporaneo e ha dimostrato come un classico possa rinascere senza tradire la propria essenza. Quando Matthew Bourne presentò la sua versione del Lago dei cigni nel 1995, il mondo della danza rimase spiazzato. I tradizionali cigni femminili lasciarono il posto a un corpo di ballo interamente maschile: una scelta che all’epoca sembrò provocatoria ma che, nel giro di pochi anni, sarebbe stata riconosciuta come una delle più brillanti intuizioni teatrali del Novecento. Al centro di quella rivoluzione c’era Adam Cooper. Alto, atletico e dotato di una presenza scenica magnetica, Cooper trasformò il Cigno Maschio in una figura potente e profondamente umana. Il suo non era soltanto un virtuosismo tecnico, ma una recitazione costruita attraverso il corpo: ogni movimento raccontava desiderio, libertà, rabbia e vulnerabilità. Il pubblico comprese immediatamente che non stava assistendo semplicemente a un balletto. Era teatro fisico, era narrazione emotiva, era un linguaggio capace di arrivare anche a chi non aveva mai ...

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Théophile Gautier, il poeta che fece danzare la parola

Il 30 agosto 1811 nasceva a Tarbes Théophile Gautier, poeta, scrittore, giornalista e critico d’arte, figura tra le più originali del Romanticismo francese. Ma ricordarlo significa anche tornare a uno degli aspetti più moderni della sua sensibilità: il rapporto con la danza. Gautier fu infatti tra i primi grandi intellettuali dell’Ottocento a riconoscere al balletto una piena dignità artistica, intuendo che il corpo in movimento poteva diventare una forma di poesia. In un’epoca in cui il balletto romantico stava conquistando i teatri europei, la danza assumeva un nuovo linguaggio fatto di leggerezza, sogno e dimensione soprannaturale. La ballerina sulle punte sembrava liberarsi dalla gravità, trasformandosi in una creatura quasi immateriale. Gautier seppe cogliere la forza di quella rivoluzione estetica e guardò alla scena con gli occhi del poeta, più che con quelli del semplice cronista teatrale. Nei suoi scritti la ballerina non è soltanto un’interprete: è una figura capace di incarnare la bellezza, il desiderio, la malinconia e persino la morte. Il suo nome è indissolubilmente legato a Giselle, uno dei massimi capolavori del balletto romantico, rappresentato per la prima volta all’Opéra di Parigi nel 1841. Gautier contribuì alla concezione del libretto insieme a Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, su musica ...

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Michael Jackson: un ricordo nel giorno della sua nascita

Michael Jackson (29 agosto 1958 – 25 giugno 2009) non ha semplicemente danzato. Ha cambiato il modo stesso di concepire il movimento nel mondo dello spettacolo. Ha trasformato il passo in un linguaggio, il gesto in una frase, il corpo in uno strumento capace di raccontare ciò che le parole, a volte, non riuscivano a dire. Nella sua arte, la danza non era un elemento decorativo della musica: era parte integrante della narrazione, un’altra voce attraverso cui emozionare, sorprendere e comunicare. Per Michael, ogni movimento aveva un peso. Ogni inclinazione del corpo, ogni scatto, ogni rotazione, ogni arresto improvviso sembrava nascere da un’intenzione precisa. Il suo modo di danzare aveva qualcosa di apparentemente impossibile: leggerezza e potenza, precisione e istinto, controllo assoluto e libertà. Sin da giovanissimo, Michael mostrò una sensibilità fuori dal comune per il movimento. Osservava, studiava, assorbiva. Non si limitava a imparare i passi: cercava di comprenderne l’anima. Era affascinato dai grandi interpreti che lo avevano preceduto, da Fred Astaire a James Brown, e da loro raccolse insegnamenti fondamentali. Ma quelle influenze, nelle sue mani, non rimasero semplici citazioni: vennero trasformate, reinventate, spinte verso qualcosa di nuovo. Poi arrivò il suo passo. Negli anni Ottanta la danza ...

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