Future Moves, progetto che invita gruppi di giovani a danzare in dialogo con le opere e con gli immaginari del patrimonio artistico nei Musei di Vicenza, abiterà la mostra Guido Harari. Incontri di Guido Harari, in Basilica Palladiana, con un evento a cura della coreografa Chiara Frigo insieme a un gruppo di partecipanti alle classi Future Moves, il 23 maggio dalle 15 alle 18, e il 24 maggio dalle 10 alle 13, accessibile attraverso l’acquisto del biglietto della mostra (e con prenotazione consigliata all’indirizzo futuremoves@e20danza.art). Nato per sostenere il benessere degli adolescenti, in particolare coloro che vivono situazioni di fragilità psicologica, Future Moves valorizza la dimensione generativa e trasformativa della danza, migliorando la salute psicofisica e trasformando l’approccio dei giovani al museo. Attivo da ormai un anno in alcuni edifici storici comunali, ha collezionato oltre 50 sessioni di danza, e numerosi eventi speciali nei musei di Vicenza e a Castel Sant’Angelo a Roma. In questa occasione danzano nelle sale di Guido Harari. Incontri la mostra che celebra cinquant’anni di carriera del celebre fotografo. Un fotografo che ha trasformato la fotografia in strumento di relazione, costruendo un archivio di incontri attraverso musica, cultura, scienza e umanità. E proprio alla presenza di ...
Read More »Redattori
Il principal dancer Lloyd Knight “allo specchio”
Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta, adoro il dramma! Il balletto contemporaneo prediletto? Direi In The Middle Somewhat Elevated. Il teatro del cuore? Il Garnier. Un romanzo da trasformare in balletto? La Tempesta di Shakespeare. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Roots. Il costume di scena che hai preferito indossare? Adoro i costumi che Halston ha creato per Martha Graham. Quale colore associ alla danza? Oro. Che profumo ha la danza? Come un bouquet di rose. La musica più bella scritta per balletto? Pelléas et Mélisande op.80: Sicilienne, allegretto molto. Il film di danza irrinunciabile? Scarpette rosse. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Arthur Mitchell e Martha Graham. Il tuo passo di danza preferito? Pas de chat. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Il cigno. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Pina Bausch. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? La ringrazierei per la sua arte e le chiederei quale sia la sua danza preferita. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Appagante, impegnativa, spirituale. Come ti vedi oggi allo specchio? Come un artista grato, ma ancora affamato ...
Read More »La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Edvard Munch
Nel dipinto La danza della vita di Edvard Munch, la danza assume un significato che va ben oltre il semplice movimento del corpo, diventando metafora dell’esistenza umana e delle sue fasi emotive. L’opera, una delle più note dell’artista, si colloca all’interno della sua riflessione simbolista sul ciclo della vita, dell’amore e della morte, e utilizza la scena di un ballo per rappresentare in modo visivo e profondamente evocativo il passaggio del tempo e delle esperienze. Al centro della composizione si trova una coppia che danza sulla riva del mare, immersa in una luce crepuscolare che conferisce all’intera scena un’atmosfera sospesa e malinconica. L’uomo, vestito di scuro, stringe a sé una donna in abito rosso, il cui colore acceso cattura immediatamente lo sguardo e suggerisce passione, vitalità e desiderio. Attorno a loro, altre figure partecipano o assistono al ballo, creando una dimensione corale che però non è mai davvero gioiosa: ogni personaggio sembra chiuso in una propria interiorità. Ciò che rende questo dipinto particolarmente significativo in relazione alla danza è il modo in cui Munch utilizza il movimento per esprimere stati psicologici. La danza non è qui leggerezza o divertimento, ma un gesto carico di tensione emotiva. I corpi non sembrano ...
Read More »Parata di stelle a Milano con Roberto Bolle al TAM
Dal 21 al 24 maggio 2026 l’Ėtoile scaligera tornerà al TAM Teatro Arcimboldi di Milano con il suo iconico gala Roberto Bolle and Friends. Un’occasione sempre imperdibile per ammirare quanto di meglio si muove in ambito tersicorea a livello internazionale e per applaudire uno dei simboli più amati dell’eccellenza italiana nel mondo, Roberto Bolle. Lo spettacolo è una produzione ARTEDANZA srl. C’è una città in cui la danza riesce ogni volta a sentirsi a casa e a esprimere la sua forza universale: Milano. Il capoluogo lombardo rinnova il suo appuntamento con la grande danza accogliendo ancora una volta Roberto Bolle and Friends al Teatro degli Arcimboldi, divenuto negli anni uno dei luoghi simbolo del rapporto speciale tra l’Étoile e il pubblico milanese. Un Gala che continua a evolversi, fedele alla propria identità ma sempre capace di sorprendere attraverso nuovi interpreti, accostamenti inediti e un dialogo costante tra repertorio classico e creazione contemporanea. Il programma di quest’anno costruisce un percorso ricco di contrasti e suggestioni: virtuosismo accademico, ricerca coreografica, intensità teatrale e sperimentazione visiva convivono in una serata che riunisce alcune tra le personalità più interessanti della scena internazionale. Accanto a Roberto Bolle si alternano artisti provenienti dall’Opéra National de Paris, ...
Read More »Il primo ballerino scaligero Claudio Coviello “allo specchio”
Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Non saprei sceglierne uno, mi piacciono tanti stili diversi. Il Teatro del cuore? Per forza di cose, Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Una vita come tante di Hanya Yanaghiara. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La vita è bella. Il costume di scena indossato che hai preferito? Romeo di Kenneth McMillan perché era il mio sogno fin da bambino. Quale colore associ alla danza? Non si può associare un solo colore, la danza è un’arte piena di diverse sfumature, associarle un solo colore sarebbe riduttivo. Che profumo ha la danza? Il profumo del palcoscenico, inconfondibile! La musica più bella scritta per balletto? Onegin di Tchaikovsky. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot, oggi più che mai perché è un potente inno alla libertà, al coraggio di inseguire i propri sogni ed è una rottura degli stereotipi di genere. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Sono troppi i miti del passato, non riuscirei ad essere categorico. Da ogni artista ho imparato e bisogna imparare qualcosa. Il tuo “passo di danza” preferito? Non ho un passo di danza preferito. La danza non ...
Read More »Aterballetto a Modena con tre coreografie di levatura internazionale
Si terrà venerdì 22 maggio 2026 alle ore 20.30 per la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena uno spettacolo del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto con tre diverse coreografie firmate da coreografi eccellenti del panorama internazionale. Sedici danzatori della compagnia reggiana si faranno interpreti di tre differenti cifre stilistiche e mondi artistici, incontrando la foga profana di Diego Tortelli (Glory Hall), la rarefazione delle linee del francese Angelin Preljocaj (Reconciliatio) e l’organicità degli insiemi di Crystal Pite (Solo Echo). Un viaggio oscillante tra una profana sensualità, il lirismo di un incontro angelico e un nuovo umanesimo derivante da solide catene umane immaginate dall’artista canadese. Caratterizzato da una gestualità volutamente ‘bulimica’, come il desiderio sessuale che sottende il titolo, Glory Hall mette in luce la bravura dell’intero organico prima di cedere il passo, nel momento centrale della serata, alle due interpreti femminili di Reconciliatio. Estratto da un lavoro da serata intera dal titolo Suivront mille ans de calme, ispirato alla lettura dell’Apocalisse, il duetto di Preljocaj vede Estelle Bovay e Arianna Kob incarnare due candide figure in body alato, danzanti il mistero della simbiosi sulla Sonata al chiaro di luna di Ludwig van Beethoven. L’ispirazione di Solo Echo arriva a Crystal ...
Read More »Dalla geometria dei corpi alle leggi della fisica: dietro un balletto c’è un laboratorio scientifico perfetto
Per secoli la danza è stata descritta come l’espressione più completa dell’arte, un’attività che suscita emozioni negli spettatori. Il sipario del teatro si alza, la musica parte, i performer danzano con una grazia e una leggerezza che appaiono prive di sforzo e peso. Ma quello che il pubblico ammira invece è scienza in movimento. Dietro una coreografia infatti si nasconde un incastro perfetto di matematica, geometria e neurobiologia. Guardando una coreografia dall’alto, ci si accorge immediatamente di come la geometria sia il principio cardine della danza. Essa è costituita da linee, angoli, simmetrie e asimmetrie. I movimenti di gruppo disegnano cerchi, diagonali e figure che si compongono e scompongono. Tutto ciò per creare quell’armonia visiva che il cervello percepisce istintivamente come bellezza. Se la geometria definisce lo spazio della danza, la matematica invece ne governa il tempo e le forze. Non si tratta solo di contare ‘fino a otto”. La danza sfida costantemente le leggi della fisica. Basti pensare ai salti di Mikhail Barysnikov che creava l’illusione ottica di fermarsi a mezz’aria nel punto più alto della parabola, il ballon, sfidando la gravità. Oppure ai 32 leggendari fouettés consecutivi eseguiti sulle punte da Pierina Legnani nel 1893 a San Pietroburgo nell’interpretazione della ‘Cenerentola’. ...
Read More »Vendita eccezionale di costumi di scena all’Opéra di Parigi
L’Opéra national de Paris si prepara ad aprire al pubblico le porte del proprio immenso patrimonio sartoriale con un’iniziativa di rara suggestione, destinata ad affascinare collezionisti, appassionati di teatro, cultori della danza e semplici amanti della bellezza. Dal 29 al 31 maggio 2026, infatti, l’Opéra Bastille ospiterà una vendita straordinaria di oltre cinquemila costumi di scena provenienti da storiche produzioni liriche e coreutiche che hanno segnato gli ultimi decenni della grande istituzione francese. Si tratta di un evento eccezionale non soltanto per l’ampiezza della selezione proposta, ma soprattutto per il valore simbolico e artistico degli abiti messi in vendita: creazioni nate per vivere sotto le luci del palcoscenico e per incarnare personaggi, epoche e universi poetici che hanno emozionato il pubblico internazionale. Tra i titoli operistici coinvolti figurano produzioni di grande prestigio come Eugène Onéguine nella regia di Willy Decker, Les Capulet et les Montaigu firmato da Robert Carsen, Eliogabalo di Thomas Jolly, Les Indes galantes di Andrei Serban, La Veuve joyeuse di Jorge Lavelli e Samson et Dalila nell’allestimento di Damiano Michieletto. A queste si affiancano celebri produzioni di balletto quali AIR di Saburo Teshigawara, Coppélia di Pierre Lacotte, Psyché di Alexei Ratmansky e Siddharta di Angelin Preljocaj. Ogni costume custodisce il riflesso di una drammaturgia, la memoria di ...
Read More »Il direttore artistico José Manuel Ghiso “allo specchio”
Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Minus 16. Il teatro del cuore? Municipal Theatre of Chile. Un romanzo da trasformare in balletto? Manon Lescaut. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Onegin. Il costume di scena che hai preferito indossare? Costume di Bayadère. Quale colore associ alla danza? Il colore carne. Che profumo ha la danza? Il sudore del lavoro. La musica più bella scritta per balletto? La Dame aux camélias. Il film di danza irrinunciabile? Il Sole di mezzanotte. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Marcia Haydée e Mikhail Baryshnikov. Il tuo passo di danza preferito? Doppio tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Sigfrido ne Il lago dei cigni. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? John Cranko e Kenneth MacMillan. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per l’arte della danza. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Passione, impegno, soddisfazione. Come ti vedi oggi allo specchio? Mi vedo come un artista realizzato e felice che ha raggiunto il suo sogno. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata
Read More »New York celebra Martha Graham con una mostra-evento
C’è qualcosa di profondamente contemporaneo nel ritorno di Martha Graham al centro della scena culturale newyorkese. A oltre trent’anni dalla sua scomparsa, la figura che ha rivoluzionato la danza del Novecento continua infatti a parlare al presente con una forza rara, quasi inquieta, come se il suo linguaggio corporeo non appartenesse al passato ma a una dimensione ancora irrisolta dell’animo umano. È proprio da questa tensione emotiva che nasce Martha Graham: The Mother of Psychological Dance, la nuova mostra inaugurata il 20 maggio presso la New York Public Library for the Performing Arts, un progetto curatoriale firmato da Jack Ferver che non si limita a celebrare un mito della danza moderna, ma prova a raccontare come Martha Graham abbia cambiato per sempre il modo di concepire il corpo sulla scena. L’esposizione si sviluppa come un viaggio dentro la mente creativa della coreografa americana, evitando la retorica museale della commemorazione per privilegiare invece un dialogo intimo con il suo universo artistico. Non è la semplice cronologia di una carriera straordinaria, ma il ritratto di una donna che trasformò la danza in una forma di autobiografia emotiva. Graham non cercava la grazia nel senso classico del termine; ciò che la interessava era ...
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Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore