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Biennale di Venezia 2026: il programma per la danza

  Dal 17 luglio al 1 agosto il 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Wayne McGregor porta a Venezia tutte novità con compagnie che evolvono e rigenerano i linguaggi della danza in connessione profonda con ritmi, paesaggi e storie di tradizioni altre, il cui veicolo è il corpo. Bangarra Dance Theatre dall’Australia, prima formazione interamente composta da danzatori aborigeni a ricevere il Leone d’oro alla carriera; Mamela Nyamza, coreografa e attivista sudafricana, Leone d’argento del Festival; Elle Sofe Sara, regista e coreografa dell’estremo nord scandinavo, dove affonda le radici la cultura Sámi, insieme alla coreografa islandese Hlín Diego Hjálmarsdóttir; Soa Ratsifandrihana, danzatrice e coreografa franco-malgascia insieme ad esponenti della diaspora africana provenienti dalle tradizioni caraibiche; Omar Rajeh, figura centrale per la diffusione e lo sviluppo della danza contemporanea in Libano e nel mondo arabo; Eiko Otake, formata in Giappone dai maestri del butoh Kazuo Ohno e Tatsumi Hijikata, attiva a New York dal 1976 e Wen Hui, carismatica pioniera della danza moderna in Cina; l’illusionista e artista visivo finlandese Kalle Nio e il coreografo brasiliano Fernando Melo; il giovane coreografo neozelandese di origini maori Oli Mathiesen. Tornano alla Biennale Danza Emanuel Gat, fra i massimi coreografi israeliani, a ...

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Parade (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Parade, creato dai Sergej Djagilev per i Ballets Russes nel 1917, rappresenta uno dei momenti più rivoluzionari e provocatori della storia della danza del Novecento, un’opera che nasce dall’incontro tra musica, pittura, teatro e avanguardia in un’unica visione estetica radicale. La sua genesi si colloca nel pieno della Parigi in guerra, dove l’arte cercava nuove forme di sopravvivenza e di scandalo, e dove Djagilev riuscì ancora una volta a riunire alcune delle menti più audaci del suo tempo per dare vita a un esperimento senza precedenti. L’idea di Parade prende forma dall’incontro tra il poeta e visionario Jean Cocteau e il compositore Erik Satie, con la decisiva partecipazione del pittore Pablo Picasso, chiamato a concepire scene e costumi in uno stile cubista che avrebbe sconvolto il pubblico. La coreografia fu affidata a Léonide Massine, che interpretò il progetto come una rottura definitiva con il balletto classico, trasformando la scena in uno spazio ibrido tra circo, teatro di strada e modernità urbana. L’opera debuttò al Théâtre du Châtelet di Parigi il 18 maggio 1917 e suscitò immediatamente reazioni contrastanti, tra entusiasmo e scandalo, soprattutto per la sua estetica considerata troppo “americana” e dissonante rispetto ai gusti dell’epoca. Al centro ...

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Il direttore del Washington Ballet Edwaard Liang “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Quintet di William Forsythe. Il teatro del cuore? Il mio preferito è il Palais Garnier. Ho avuto la fortuna di esserci stato con il NDT1. Un romanzo da trasformare in balletto? Piccole donne. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? So che è folle, ma sarebbe divertente creare un programma dedicato a Beetlejuice. Il costume di scena che hai preferito indossare? Oberon per Sogno di una notte di mezza estate di Balanchine. Quale colore associ alla danza? Una volta il blu, ma in questi giorni il rosso. Che profumo ha la danza? Floreale e muschiato. La musica più bella scritta per balletto? Davvero troppe. L’Adagietto della Quinta di Mahler. Serenade di Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? The Turning Point — sempre e per sempre. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Misha e Sylvie / Gelsey. Il tuo passo di danza preferito? Contretemps. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Cenerentola, perché mi piacerebbe il classico lieto fine… dalle stalle alle stelle. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Troppi per sceglierne uno solo… alcuni ...

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Roberto Bolle al Teatro Massimo protagonista di Caravaggio

Il Teatro Massimo di Palermo si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della stagione artistica con il debutto di Caravaggio, balletto contemporaneo in due atti firmato dal coreografo Mauro Bigonzetti. La produzione celebra la potenza visiva e il dramma interiore di uno dei pittori più rivoluzionari della storia dell’arte e segna l’atteso ritorno nel teatro del Basile dell’étoile Roberto Bolle dopo la sua ultima presenza nel 2007. Lo spettacolo ripercorre le tappe principali della vita artistica e personale di Michelangelo Merisi, esplorando la linea sottile tra arte e dannazione. Roberto Bolle, che ha amato e plasmato questa coreografia sulla propria creatività facendone un grande successo internazionale, interpreterà il ruolo del pittore maledetto il 20, 21, 23 e 24 giugno. Al suo fianco, nel ruolo di Luce, ci sarà la ballerina Maria Khoreva, solista del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo che danzerà come partner dell’étoile insieme al Corpo di ballo del Teatro Massimo diretto da Jean-Sébastien Colau. Nelle recite successive del 25 e 26 giugno, il ruolo di Caravaggio sarà affidato al talento di Alessandro Casà e di Martina Pasinotti nel ruolo di Luce, entrambi tersicorei del Corpo di ballo del Teatro Massimo. I biglietti per le recite in ...

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L’ultimo inchino di Margot Fonteyn

Nel 1979 Sir Frederick Ashton concepì Salut d’Amour à Margot Fonteyn come ultimo, raffinato omaggio alla più luminosa étoile del Royal Ballet. La serata d’addio si svolse il 23 maggio presso il teatro di Covent Garden, luogo simbolo della danza britannica, e segnò il congedo dalle scene di Dame Margot Fonteyn che, a sessant’anni, salutava il pubblico dopo una carriera entrata ormai nella leggenda. La coreografia, costruita sulle delicate note di Edward Elgar e impreziosita dai costumi di William Chappell, si sviluppava come un poetico viaggio nella memoria artistica della ballerina. Ashton evocò infatti alcuni dei ruoli che avevano consacrato la Fonteyn al mito internazionale, trasformando l’assolo in una sorta di ritratto danzato della sua intera esistenza teatrale. Ogni gesto sembrava custodire il ricordo di un’epoca irripetibile del balletto inglese, di cui Margot era stata il volto più amato e riconoscibile. Il momento più emozionante giungeva nel finale, quando Ashton stesso entrava in scena per accompagnare la sua musa nell’esecuzione del celebre Fred Step,  la sequenza di passi che il coreografo aveva disseminato in quasi tutte le sue creazioni e che traeva ispirazione dai movimenti osservati anni prima nella danza della leggendaria Anna Pavlova. Arabesque, fondu, coupé, petit développé, pas ...

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La prima ballerina Filipa De Castro “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Cantata di Mauro Bigonzetti. Il teatro del cuore? Teatro Nacional de São Carlos. Un romanzo da trasformare in balletto? La vita di Isabella La Cattolica. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Schindler’s List. Il costume di scena che hai preferito indossare? Il costume di Fratres, disegnato da Carlos Pinillos. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Di vecchio teatro. La musica più bella scritta per balletto? Sergei Prokofiev. Il film di danza irrinunciabile? Dancers con Mikhail Baryshnikov, Alessandra Ferri, Gelsey Kirkland Kent. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Mikhail Baryshnikov e Natalia Makarova. Il tuo passo di danza preferito? Grand jeté. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Diana. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine e Jiří Kylián. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Ispirami ad affrontare la mia carriera. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Perseveranza, forza, obiettivi. Come ti vedi oggi allo specchio? La danzatrice che ho sempre voluto essere. Michele Olivieri Foto di Filipa De Castro www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Giunge alla 26ᵃ edizione il festival di danza INTERPLAY

C’è una città che, ogni primavera, smette di guardare la danza come spettacolo e comincia a viverla come esperienza collettiva. Giunto alla sua 26° edizione, il Festival Internazionale di Danza Contemporanea & Performing Arts promosso dall’Associazione Culturale Mosaico Danza torna dal 26 maggio al 27 giugno 2026, con due appuntamenti speciali il 3 luglio e il 16 settembre, confermandosi uno dei riferimenti più solidi e visionari del panorama coreutico italiano. Sotto la direzione artistica di Natalia Casorati, Interplay/26 si dispiega attraverso tre teatri, cinque spazi multidisciplinari e contesti outdoor, attraversando luoghi centrali e periferici della città in un’ottica dichiarata di accessibilità, riequilibrio territoriale e dialogo con lo spazio urbano. Il programma conta 28 spettacoli, con 16 creazioni di coreografi e coreografe italiane, 12 produzioni di artisti europei provenienti da 7 paesi e 5 lavori di artisti da 3 paesi extra UE — per un totale di 9 prime nazionali. Un confronto dinamico, all’insegna della sperimentazione e dell’innovazione, che intreccia visioni estetiche, poetiche e coreografiche eterogenee. Il programma, come nelle ultime edizioni, è strutturato attorno a quattro macro-aree tematiche, che disegnano una mappa poetica e politica della danza contemporanea. RITUALI CONTEMPORANEI raccoglie gli spettacoli in cui il corpo diventa dispositivo sensibile, ...

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Danza e realtà virtuale per La Notte dei Musei a Palazzo Milzetti

Sabato 23 maggio il Museo Nazionale dell’Età Neoclassica in Romagna inaugura il primo VR Corner di DANSITE, progetto ideato e curato dal Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto per offrire un’esperienza immersiva in realtà virtuale, al fine di valorizzare il patrimonio artistico della Regione Emilia-Romagna. In occasione della Notte dei Musei Palazzo Milzetti propone un’apertura serale straordinaria per presentare, sotto una luce non convenzionale, il patrimonio storico del palazzo e i suoi tesori. Attraverso un evento unico i visitatori potranno immergersi nella danza virtuale dei performer di CCN/Aterballetto ripresa nei mesi precedenti nelle sale del Museo. Il montaggio in realtà virtuale realizzato da Impersive fonde i movimenti dei danzatori di Frequenza, la creazione della coreografa serba Dunja Jocić, con le preziose architetture e decorazioni neoclassiche di Palazzo Milzetti. Alle ore 21:00 si svolgerà la presentazione a cura del Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto, con interventi di Luigi Gallo, Direttore dei Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia Romagna, ed Elena Rossoni, Direttrice di Palazzo Milzetti. DANSITE con la piattaforma digitale dansite.it si sviluppa nell’ambito di Double Reality – Il Monumento e il suo doppio, progetto realizzato grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale PR-FESR ...

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L’album fotografico della ballerina-attrice Natalia Strozzi

A vent’anni dalla prima pubblicazione, esce per Polistampa la quarta edizione del libro di Natalia Strozzi, in lingua inglese: Easy to remember. Album of Memories of an Artist (240 pp., 20 euro). Il volume ripercorre la brillante carriera della Strozzi come ballerina classica, attraverso gli scatti che hanno immortalato la sua vita sui palcoscenici internazionali. Rampolla di due delle più antiche dinastie fiorentine, i Guicciardini e gli Strozzi (produttori della storica Vernaccia di San Gimignano dal 1200), oltre che discendente di Lisa Gherardini del Giocondo – la Monna Lisa di Leonardo – Natalia è nata a Firenze il 5 febbraio 1977 ed è cresciuta parlando cinque lingue. L’amore per la danza arriva quando la portano a vedere Petruschka di Stravinsky e La Bella Addormentata. A cinque anni comincia a studiare danza, parallelamente coltiva lo studio del pianoforte che la vede esibirsi in concerti pubblici e televisivi. Il suo talento è stato notato da vari personaggi del mondo dell’arte e dello spettacolo, in particolare da Rudolf Nureyev (che l’ha sempre seguita), Plissetskaja, Makarova, Baryshnikov e Gregory Peck. A tredici anni decide di andare a perfezionarsi alla prestigiosa Accademia Vaganova di San Pietroburgo e in seguito diventa solista al teatro Kirov-Marinskij. Ha ...

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Due sessioni della coreografa Chiara Frigo per Future Moves

Future Moves, progetto che invita gruppi di giovani a danzare in dialogo con le opere e con gli immaginari del patrimonio artistico nei Musei di Vicenza, abiterà la mostra Guido Harari. Incontri di Guido Harari, in Basilica Palladiana, con un evento a cura della coreografa Chiara Frigo insieme a un gruppo di partecipanti alle classi Future Moves, il 23 maggio dalle 15 alle 18, e il 24 maggio dalle 10 alle 13, accessibile attraverso l’acquisto del biglietto della mostra (e con prenotazione consigliata all’indirizzo futuremoves@e20danza.art). Nato per sostenere il benessere degli adolescenti, in particolare coloro che vivono situazioni di fragilità psicologica, Future Moves valorizza la dimensione generativa e trasformativa della danza, migliorando la salute psicofisica e trasformando l’approccio dei giovani al museo. Attivo da ormai un anno in alcuni edifici storici comunali, ha collezionato oltre 50 sessioni di danza, e numerosi eventi speciali nei musei di Vicenza e a Castel Sant’Angelo a Roma. In questa occasione danzano nelle sale di Guido Harari. Incontri la mostra che celebra cinquant’anni di carriera del celebre fotografo. Un fotografo che ha trasformato la fotografia in strumento di relazione, costruendo un archivio di incontri attraverso musica, cultura, scienza e umanità. E proprio alla presenza di ...

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