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Redattori

Compagnia Anželika Cholina Dance Theatre in “Anna Karenina” a Modena

Va in scena venerdì 6 novembre 2026 alle ore 20.30 in apertura della stagione di danza al Teatro Comunale di Modena Anna Karenina, creato da Anželika Cholina per la sua compagnia. Dopo L’idiota e La dama di picche, la coreografa lituana torna a Modena con uno dei suoi più celebri balletti narrativi, ispirato a uno dei capolavori della letteratura russa. Fondata nel 2000 a Vilnius, dove risiede, la compagnia A|CH Dance Theatre è oggi una delle principali realtà europee del teatro-danza, con una tradizione nella danza narrativa e la rilettura di grandi opere letterarie. Da oltre trent’anni Anželika Cholina realizza spettacoli di danza, balletti, opere, musical e produzioni teatrali. Nominata proprio per Anna Karenina nelle categorie Miglior spettacolo di danza contemporanea e Miglior coreografia’ alla Golden Mask, il premio teatrale russo più prestigioso, e insignita del Premio Lituano Golden Stage Cross per la coreografia, Cholina pone il suo sguardo femminile sul personaggio di Anna provando a ricercarne la bellezza interiore nell’infelicità della vita familiare. La coreografa, come del resto Tolstoj, non moralizza: scava in profondità nel suo animo, e da artista del terzo millennio supera l’ermeneutica ottocentesca che la vede come eroina peccatrice, vittima del proprio capriccio, per oggettivare i ...

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La danza è un’architettura di precisione e di responsabilità

La danza è un sistema rigoroso di formazione, fisica e cognitiva che incide sulla struttura dell’individuo e, di riflesso, sulla società. Essa è prima di tutto un’architettura di precisione e di responsabilità. È disciplina quotidiana, non ammette scorciatoie, richiede investimento di tempo ed energie. Non si tratta solo di ‘esprimersi’ nell’arte, ma di strutturarsi. La danza infatti costruisce l’individuo, ne organizza il sistema nervoso, ne definisce il rigore mentale e fisico, e solo dopo gli permette di comunicare qualcosa. Strutturarsi attraverso la danza significa imparare la biomeccanica, organizzare lo scheletro, attivare la muscolatura profonda, gestire i baricentri e comprendere le leve anatomiche. Ogni passo è una regola geometrica. Il cervello e il corpo del danzatore devono elaborare e sincronizzare costantemente tre variabili simultanee, un errore su una di esse compromette l’intero equilibrio e il sistema. Variabile 1: lo spazio. Ogni passo ha coordinate spaziali esatte. Diagonali, linee della sbarra, distanze dai compagni. Variabile 2: il ritmo. Non basta avere musicalità, bisogna anticipare la frazione di secondo in cui il battito musicale. Il tempo nella danza non è un metronomo esterno, è una legge fisica interna. Variabile 3: empatia motoria. Quando ci si muove in gruppo, il singolo corpo diventa parte ...

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In the Night (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Il 29 gennaio 1970, il palcoscenico del New York State Theatre presso il Lincoln Center di New York fu teatro della prima assoluta di In the Night, una delle creazioni più intime, raffinate e composte dell’intera produzione coreografica di Jerome Robbins. Nato sulla scia dell’eccelsa accoglienza riservata solo un anno prima a Dances at a Gathering, l’opera rappresentò il consolidamento di un dialogo poetico e quasi simbiotico tra il coreografo americano e la produzione pianistica di Frédéric Chopin. Se nel lavoro del 1969 la musica chopiniana serviva da sfondo a una comunità aperta, solare e nostalgica di giovani danzatori, con In the Night Robbins volle calare la riflessione in una dimensione notturna, introspettiva e squisitamente cameristica, scegliendo quattro Notturni del compositore polacco per edificare una meditazione a tre voci sulla complessa anatomia dei rapporti sentimentali. Per dare forma a questo viaggio all’interno della psiche e degli affetti umani, Robbins radunò un cast d’eccezione, selezionando alcuni dei solisti più carismatici ed espressivi del New York City Ballet: Kay Mazzo, Violette Verdy, Patricia McBride, Anthony Blum, Peter Martins e Francisco Moncion. Il balletto si priva volutamente di un’impalcatura drammaturgica tradizionale o di uno sviluppo narrativo lineare con personaggi definiti da un nome; ...

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Nel corpo svelato: il Tanzquartier Wien celebra i 20 anni di Doris Uhlich

Dal 5 novembre al 5 dicembre 2026, il Tanzquartier Wien si prepara a celebrare una delle figure più dirompenti, audaci e iconiche della scena performativa contemporanea con la rassegna monografica BOOM TSCHAK: 20 anni di Doris Uhlich. Con questo imponente progetto, la celebre istituzione viennese rende omaggio alla beniamina di casa e coreografa di fama internazionale, ripercorrendo due decenni di un percorso artistico straordinario che ha profondamente ridefinito i linguaggi della ricerca corporea e della danza contemporanea. Per un intero mese, gli spazi del Tanzquartier si trasformeranno in un cantiere creativo aperto, un luogo d’incontro e di esplorazione dove l’arte radicale del corpo si fonde con l’energia viscerale del movimento, la potenza trascinante delle sonorità elettroniche e la catarsi di una ricerca visiva che non teme l’eccesso. Famosa in tutto il mondo per la sua straordinaria capacità di sfidare gli stereotipi estetici tradizionali e abbattere ogni tabù, Doris Uhlich ha fatto della carne, della materia corporea e dell’inclusività i pilastri di una poetica inconfondibile. Nel suo lavoro, il corpo non è mai un semplice strumento tecnico, ma un manifesto politico ed emotivo, un generatore di energia pura capace di entrare in risonanza profonda con lo spettatore. La retrospettiva BOOM TSCHAK ...

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Mostra fotografica alla Scala: la Sagra di Bausch [RECENSIONE]

Nel solco di una memoria visiva che non cessa di interrogare il senso profondo dell’atto coreutico, la mostra fotografica allestita presso il Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini del Teatro alla Scala si impone come una meditazione viscerale e al contempo storiografica su uno dei capolavori imprescindibili del Novecento: Le Sacre du printemps di Pina Bausch. In concomitanza con lo storico e attesissimo ingresso del titolo nel repertorio della Compagnia del Teatro alla Scala, l’esposizione – frutto della preziosa collaborazione con la Pina Bausch Foundation – si distanzia nettamente dall’intento puramente documentale per farsi saggio iconografico sulla gravità, sulla carne e sulla sacralità del movimento. Il percorso espositivo, articolato attraverso una selezione di diciotto pannelli di rigorosa sobrietà, rifiuta l’ingombro didascalico per affidare l’intera campitura espressiva alla forza primordiale dello scatto. Gli obiettivi storici di Guy Delahaye, Ulli Weiss, Oliver Look e Susanne Esche catturano la genesi e la stratificazione di una creazione che ha ridefinito le coordinate del Tanztheater. Accanto alle immagini, brevi frammenti di testimonianze d’archivio e citazioni di storiche interpreti risuonano come echi sommessi, restituendo la temperatura emotiva delle prove a Wuppertal nel dicembre del 1975 e la forza travolgente delle successive tournée internazionali. Da uno sguardo analitico ...

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Come scegliere una scuola di danza: tra formazione, passione e qualità dell’insegnamento

Dalla preparazione degli insegnanti alla qualità degli ambienti, passando per il metodo didattico e il progetto formativo: scegliere una scuola di danza significa affidarsi a un percorso educativo e artistico che può accompagnare bambini, ragazzi e adulti nella scoperta del linguaggio del movimento. Scegliere una scuola di danza è il primo passo di un viaggio che, per molti, comincia durante l’infanzia e può trasformarsi nel tempo in una vera e propria passione, in un percorso di crescita personale o persino in una professione. Ma come orientarsi tra le tante proposte presenti sul territorio? Quali sono gli elementi che distinguono una scuola di qualità da una semplice attività dedicata al tempo libero? In un panorama nel quale l’offerta formativa è sempre più articolata, dalla danza classica alla contemporanea, dalla moderna all’hip hop, fino alle numerose discipline che compongono il mondo della danza, la scelta non dovrebbe essere dettata soltanto dalla vicinanza geografica o dal costo dell’iscrizione. Dietro una scuola di danza ci sono un progetto didattico, una metodologia di insegnamento, competenze professionali e, soprattutto, una precisa idea di formazione. Il primo elemento da considerare riguarda proprio la preparazione degli insegnanti. La qualità di un percorso formativo dipende in larga misura dalla ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Aleksandr Gorskij

Quando si parla di lui, spesso il pensiero corre immediatamente a Don Chisciotte, a Il Lago dei Cigni, a Raymonda, a La Bayadère. Ma limitarsi a considerarlo il grande autore delle riprese dei balletti di Petipa sarebbe riduttivo. Gorskij fu molto più di un abilissimo maître de ballet: fu uno dei primi artisti russi a intuire che il balletto poteva diventare più teatrale, più umano, più vicino alla realtà dei personaggi e delle situazioni. Fu uno dei principali rappresentanti del balletto realistico e un autentico riformatore, accostandolo per importanza innovativa a Michail Fokin. Nato a San Pietroburgo nel 1871, Gorskij si formò alla Scuola Imperiale di Ballo e fu allievo, fra gli altri, di Pavel Gerdt e dello stesso Marius Petipa. Entrò poi nel Mariinskij, dove danzò ruoli del repertorio classico e di carattere. È interessante ricordare che prima di diventare uno dei grandi riformatori della coreografia russa Gorskij fu dunque un danzatore profondamente immerso nella tradizione che avrebbe successivamente contribuito a trasformare. Questa è forse la chiave per comprenderlo. Gorskij non volle distruggere il balletto di Petipa. Lo conosceva troppo bene per farlo. Voleva piuttosto restituirgli una maggiore forza teatrale. Nel 1900 arrivò al Bol’šoj di Mosca, dove avrebbe ...

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Al Grimaldi Forum di Monte-Carlo arrivano “Bronia” e “Altro Canto”

La stagione invernale della Principauté de Monaco si veste di grande danza d’autore. Dal 19 al 21 dicembre 2026, il prestigioso palcoscenico della Salle des Princes al Grimaldi Forum ospiterà una serata evento firmata dai Ballets de Monte-Carlo che mette a confronto due generazioni di coreografi: l’universo contemporaneo e viscerale del duo spagnolo Kor’sia e la perfezione plastica e spirituale del Direttore-Coreografo Jean-Christophe Maillot. In programma due opere di straordinaria intensità, accomunate da un profondo dialogo con la storia del balletto, la memoria storica e l’alta moda. Bronia: l’omaggio dei Kor’sia a Bronislava Nijinska A dare il via alla serata sarà Bronia, creazione concepita da Mattia Russo e Antonio de Rosa, fondatori del collettivo internazionale Kor’sia. L’opera è un accorato tributo alla figura di Bronislava Nijinska (1891-1972), icona dell’avanguardia coreografica del Novecento, danzatrice, pedagoga e mente rivoluzionaria. Sorella del celebre Vaslav Nižinskij, Nijinska ha segnato la storia della danza affrancandosi dall’ombra del fratello e firmando capolavori immortali per i Ballets Russes di Sergej Djagilev – diversi dei quali creati proprio a Monte Carlo. Con Bronia, Russo e De Rosa (avvalendosi della drammaturgia di Agnès López-Río) evocano lo spirito indomito di un’artista che ha fatto della scena uno spazio di resistenza, ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Michel Fokine

Michel Fokine fu uno dei più importanti coreografi del balletto del Novecento e una figura centrale nella profonda trasformazione della danza classica. Nato a San Pietroburgo nel 1880, si formò presso il Teatro Imperiale, dove iniziò il proprio percorso artistico come danzatore, per affermarsi successivamente come coreografo innovatore. La sua notorietà internazionale crebbe soprattutto grazie alla collaborazione con i Ballets Russes di Sergej Djagilev, esperienza che gli permise di portare la propria concezione della danza sui più importanti palcoscenici europei. Fokine contribuì in maniera decisiva al rinnovamento del linguaggio coreografico, sostenendo la necessità di superare le convenzioni del balletto accademico tradizionale. Secondo la sua visione, tecnica, musica, scenografia e interpretazione non dovevano essere elementi separati, ma parti di un’unica creazione artistica. La danza, quindi, non doveva ridursi a una successione di passi spettacolari o a una dimostrazione di abilità fisica: il movimento doveva nascere dalla musica, dall’atmosfera e dal significato dell’opera, diventando uno strumento autentico di espressione. Questa concezione innovativa diede origine ad alcune delle opere più celebri della storia del balletto, tra cui L’uccello di fuoco, Petrushka e Les Sylphides. In particolare, quest’ultima rappresenta uno degli esempi più significativi della sua idea di danza. Attraverso Les Sylphides, Fokine volle ...

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Marcos Morau/Philippe Kratz: nuovo dittico per il CCN/Aterballetto

Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto presenta a Reggio Emilia, nel programma di Festival Aperto, due nuove produzioni in prima assoluta: Ceneri di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz. Entrambe le creazioni sono coprodotte da un Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, che ne ospita il debutto sabato 7 novembre alle ore 20.30, con replica domenica 8 novembre alle ore 17.00. Due universi coreografici profondamente diversi, accomunati dalla ricerca di un linguaggio capace di confrontarsi con il proprio tempo. Marcos Morau, con il suo immaginario inconfondibile, costruisce mondi complessi e autosufficienti, grandi architetture in cui ogni elemento, corpo, spazio, musica, luce, costumi, concorre a restituire la realtà attraverso una lente visionaria. Per questa seconda creazione con tutti i sedici danzatori di Aterballetto, dopo il successo di Notte Morricone, sviluppa una ricerca scenica a partire dall’oratorio di Giovanna Marini Le ceneri di Gramsci con le parole dell’omonima raccolta poetica di Pier Paolo Pasolini. Philippe Kratz percorre invece una strada differente: insieme al drammaturgo Fabio Cherstich, usa la danza per confrontarsi con temi e dinamiche profondamente contemporanei, per poi trasportarli in una dimensione più universale e intimamente umana. In DOPPIOGIOCO il palcoscenico diventa un campo da basket in cui a competere sono otto danzatori della compagnia, dal gioco prende origine la ricerca coreografica e drammaturgica sulle relazioni tra singolo e gruppo, competizione e ...

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