I primi ballerini dell’Opera Nazionale di Bucarest danzeranno accanto ad artisti internazionali il 5 marzo, alla Sala Palatului, nell’ambito del Bucharest International Ballet Gala – Frumos Infinit, evento dedicato alla celebrazione dei 150 anni dalla nascita del grande scultore Constantin Brâncuși. Il pubblico avrà l’occasione di vedere esibirsi nel corso del gala Amyra Badro, Ada Gonzalez, Robert Enache e Jorge Barani, artisti affermati dell’Opera Nazionale di Bucarest, apprezzati per l’eccellenza tecnica, la forza espressiva e la notevole presenza scenica. Saliranno inoltre sul palco Daniil Simkin (già primo ballerino dell’American Ballet Theatre), Maria Kochetkova (già prima ballerina del San Francisco Ballet), Paul Marque e Bleuenn Battistoni (étoiles del Balletto dell’Opéra di Parigi), Evgenia Obraztsova e Semyon Chudin (primi ballerini del Bolshoi Theatre), Chinara Alizade (prima ballerina del Polski Balet Narodowy) e Nicolai Nazarchevici (primo ballerino del Teatro Nazionale di Opera e Balletto “Maria Bieșu”). L’attore Marius Bodochi darà voce ai concetti, alle emozioni e alla filosofia brâncușiana. La danza e la recitazione si incontrano in una costruzione scenica dedicata all’essenza, al volo e alla verticalità, temi fondamentali della creazione di Brâncuși. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata
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La danzatrice dell’ABT Virginia Lensi “allo specchio”
Il balletto classico preferito? Il lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Giselle di Akram Khan. Il Teatro del cuore? Metropolitan Opera House. Un romanzo da trasformare in balletto? Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett è pieno di quadri poetici con un percorso introspettivo che si apre lentamente alla luce per finire con un’apertura completa alla vita. Perfetto per una coreografia contemporanea con elementi classici. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Assolutamente Il favoloso mondo di Amélie. Adoro questo film, i colori accentuati, le sue splendide atmosfere, i personaggi così particolari, lo trovo pieno di spunti per una coreografia che spazia tra classico, contemporaneo e jazz. Il costume di scena indossato che hai preferito? La Fata dei Lillà, La Bella Addormentata. Quale colore associ alla danza? Lilla. Che profumo ha la danza? Aromi speziati con note dolci di vaniglia e cannella e frizzanti di zenzero e paprika fino ad arrivare al peperoncino. La musica più bella scritta per balletto? Sergej Prokof’ev, Romeo e Giulietta. Il film di danza irrinunciabile? Fame. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Il tuo “passo di danza” preferito? Adagio. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale ...
Read More »Zizi Jeanmaire: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita
Una ballerina precoce e prodigiosa: Zizi Jeanmaire, nata a Parigi nel 1924, iniziò la sua formazione nella danza fin da bambina. Studiò con maestri prestigiosi come Olga Preobrajenska e si distinse presto per la sua tecnica raffinata e il carisma scenico, diventando rapidamente una delle étoile più amate della danza francese. Icona della danza e del teatro musicale: Oltre al balletto classico, Zizi fu celebre per la sua versatilità: collaborò con coreografi come Roland Petit, il futuro marito, e partecipò a spettacoli che mescolavano danza, teatro e cabaret. La sua performance in Carmen di Petit rimane una delle più iconiche della sua carriera, grazie alla sua energia teatrale e al suo stile provocante. Stile inconfondibile e innovativo: Zizi era nota per la sua eleganza, ma anche per la capacità di unire danza classica e modernità. La sua cifra stilistica includeva: movimento sensuale e sicuro di sé; abiti teatrali audaci e sofisticati; espressività facciale che raccontava storie senza l’uso delle parole. Questo approccio la rese non solo ballerina, ma vera performer completa. Musa e partner di Roland Petit: Il rapporto artistico e personale con il coreografo Roland Petit fu fondamentale. Non solo fu sua moglie per decenni, ma anche musa ispiratrice: ...
Read More »‘Roberto Bolle and Friends’ in scena al Teatro EuropAuditorium
Un appuntamento imperdibile quello con Bologna che non manca mai nel calendario di Roberto Bolle, grato ad una città che gli ha sempre riservato un affetto e una dedizione incredibili, e dove molti anni fa è nato il suo primo fanclub. Per il pubblico entusiasta e al tempo stesso esigente della “Dotta” anche questa volta l’Étoile scaligera ha preparato un programma nuovo che unisce repertorio classico e contemporaneo e soprattutto riunisce talenti nuovi ed affermati del panorama tersicoreo internazionale. In primo luogo, Ildar Young, giovane danzatore di origini russe, attualmente tra i nomi più promettenti della scena internazionale. Con la sua intensità interpretativa e la sua tecnica impeccabile, sarà protagonista del solo Metaphor della coreografa Zoi Tatopoulos e insieme con Bolle di una creazione di Christopher Wheeldon, US. Nel cast anche gli amati protagonisti del Teatro alla Scala di Milano, l’Étoile Nicoletta Manni e il marito, il Primo Ballerino Timofej Andri-jashenko. Insieme interpreteranno il Grand Pas Classique di Victor Gsovskij e Nicoletta Manni sarà poi la partner di Roberto Bolle in un pezzo tutto italiano: Caravaggio. Opera di Mauro Bigonzetti, su musica di Claudio Monteverdi, ispirato alla vita e soprattutto alla luce di uno dei più grandi pittori della storia, ...
Read More »Il direttore e maître de ballet Lienz Chang “allo specchio”
Il balletto classico preferito? Spartacus di Grigorovich. Il balletto contemporaneo prediletto? Il mio balletto contemporaneo preferito è Softly di Sol Leon e Paul Lightfoot. Il Teatro del cuore? Il Gran Teatro de La Habana Alicia Alonso. Un romanzo da trasformare in balletto? Trasformare una storia d’amore in un romanzo è un processo delizioso, simile a coreografare un intero spettacolo partendo da un solo passo a due. È un lavoro di espansione e approfondimento, in cui l’intimità iniziale prende corpo fino a diventare una narrazione completa, dotata di anima e respiro. Il primo passo consiste nell’individuare il “motore” emotivo della storia: si tratta di un amore impossibile, di una riunione tanto attesa, di una passione proibita o di una relazione capace di guarire vecchie ferite? Questo nucleo emotivo guiderà ogni scelta narrativa. Un processo analogo avviene quando una storia d’amore viene trasformata in un balletto, uno degli esercizi più affascinanti della drammaturgia coreografica. In questo caso, l’obiettivo è distillare l’essenza narrativa ed emotiva dell’opera e tradurla in azione fisica, musica e atmosfera. Poiché nel balletto la trama deve essere comprensibile senza l’uso delle parole, gli elementi fondamentali devono emergere in modo chiaro e immediato. Ogni scena può diventare un passo a ...
Read More »Eliogabalo (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama
Maurice Béjart, maestro visionario della danza del Novecento, ha sempre cercato di trasformare il palcoscenico in un luogo dove il corpo racconta emozioni, idee e ribellioni. Con Héliogabale (Eliogabalo), presentato negli anni Settanta, ci conduce nel mondo di un imperatore romano tanto famoso quanto scandaloso: Elagabalo. Non una semplice figura storica, ma un simbolo di trasgressione, potere sfrenato e desiderio incontrollabile. Béjart non ci propone una storia lineare: sul palco non si svolgono atti e scene come in un balletto classico, ma un flusso di gesti, ritmi e corpi che evocano caos, piacere e ritualità. Elagabalo diventa così un archetipo, l’incarnazione di un’energia anarchica che sfida ogni norma. Il corpo dei danzatori si muove come un fiume impetuoso, alternando momenti di follia e fragilità, come se ciascun gesto raccontasse il conflitto tra ordine e desiderio. Eliogabalo debuttò in un contesto internazionale e sorprendente: il primo allestimento fu presentato nel 1976 al Shiraz-Persepolis Festival of Arts in Iran, un festival che celebrava l’incontro tra culture diverse e le arti in tutte le loro forme. Il pubblico non assiste a una vicenda precisa, ma viene immerso in un rito collettivo di musica, movimento e simboli, dove la danza diventa esperienza sensoriale e ...
Read More »Sostenere la danza maschile è un grande gesto
Sostenere la danza maschile è un atto culturale, educativo e sociale di grande rilevanza, che va ben oltre il semplice ambito artistico. Per secoli la danza ha rappresentato una forma di espressione centrale nella vita delle comunità, eppure, in epoca moderna, soprattutto in alcuni contesti culturali, è stata progressivamente etichettata come attività “non conforme” ai modelli tradizionali di mascolinità. Questa visione limitante ha prodotto stereotipi duri a morire, che ancora oggi condizionano l’accesso dei ragazzi alla danza e ne ostacolano il pieno riconoscimento. Valorizzare la danza maschile significa innanzitutto smontare questi pregiudizi. La danza richiede disciplina, resistenza fisica, rigore mentale, coraggio e dedizione: qualità che nulla hanno a che vedere con il genere, ma che sono spesso associate, paradossalmente, a ideali di forza e determinazione maschile. Il danzatore affronta quotidianamente un intenso lavoro sul corpo, accettando il rischio, la fatica e il confronto costante con i propri limiti. In questo senso, la danza maschile rappresenta una potente ridefinizione della mascolinità, più autentica e complessa, capace di includere sensibilità, controllo emotivo ed espressività senza rinunciare alla forza. Dal punto di vista artistico, il contributo maschile è imprescindibile. Nella danza classica, il ruolo del ballerino è storicamente fondamentale: non solo come partner, ...
Read More »Jorge Donn: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita
Dalla Argentina al palcoscenico mondiale: Nato a Buenos Aires nel 1947, Jorge Donn iniziò a danzare da bambino e a soli sedici anni lasciò l’Argentina per trasferirsi a Bruxelles, dove entrò nella compagnia di Maurice Béjart, segnando l’inizio di una carriera internazionale. Il ballerino prediletto di Béjart: Béjart creò numerose coreografie appositamente per lui, tra cui Bhakti e Nijinsky, Clown de Dieu. Donn era capace di unire forza tecnica e intensità drammatica, diventando il volto stesso della compagnia. Un Bolero diventato leggenda: La sua interpretazione maschile di Bolero di Ravel, originariamente pensata per una donna, lo rese celebre in tutto il mondo. La performance fu immortalata anche nel film Les uns et les autres di Claude Lelouch, portando la sua arte al cinema. Innovatore della danza contemporanea: Oltre a danzare, Donn fu direttore artistico e pioniere della danza contemporanea. Fondò l’Europa Ballet e collaborò con compagnie internazionali, contribuendo a diffondere una visione innovativa della danza moderna. Un’eredità che dura nel tempo: Morì prematuramente nel 1992, a 45 anni, ma la sua influenza è ancora viva: in Argentina il 28 febbraio è il Día del Bailarín, e coreografi di tutto il mondo continuano ad ispirarsi alla sua energia e al suo ...
Read More »NDT2 al Ponchielli: un trittico avvincente [RECENSIONE]
L’inaugurazione della stagione Danza dello storico Teatro Ponchielli di Cremona si è trasformata in una vera e propria dichiarazione d’intenti: portare sul palcoscenico una danza capace di dialogare con il presente senza rinunciare alla profondità della storia. Il trittico firmato dal Nederlands Dans Theater (NDT2), prestigiosa compagnia diretta da Emily Molnar, ha confermato ancora una volta il ruolo centrale di questo ensemble nel panorama coreutico internazionale, offrendo al pubblico cremonese una serata di altissimo livello artistico, accolta da un teatro gremito e da applausi lunghi, convinti, quasi necessari. Il Teatro Ponchielli, tempio ottocentesco della musica e della scena, ha fatto da cornice ideale ad un programma che, pur nella sua contemporaneità, ha saputo richiamare le grandi trasformazioni della danza del Novecento: dalla frattura con la narrazione classica all’indagine del corpo come strumento politico, emotivo e antropologico. In questo senso, il trittico ha funzionato come un viaggio attraverso tre poetiche diverse, tre visioni del movimento, tre modi di interrogare l’essere umano oggi. Ad aprire la serata è stato Folkå di Marcos Morau, senza dubbio il vertice artistico del programma. Morau, coreografo catalano già noto per la sua capacità di fondere teatro, danza e immaginario collettivo, costruisce un lavoro che affonda le ...
Read More »Alicia Markova: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita
Prima ballerina inglese di fama internazionale: Alicia Markova (1910-2004) è stata la prima ballerina britannica a raggiungere fama mondiale. Fin da giovane mostrò un talento straordinario e fu notata da importanti coreografi, diventando una delle principali interpreti di balletto classico, spesso al fianco di Anton Dolin. La sua carriera l’ha portata a danzare nei teatri più prestigiosi del mondo. Nome d’arte legato alle origini: Il suo vero nome era Lilian Alicia Marks, ma decise di usare il nome d’arte Alicia Markova perché suonava più “europeo” e adatto al mondo del balletto, che all’epoca era dominato da nomi russi e francesi. Questa scelta fu strategica per ottenere maggiore riconoscimento internazionale. Fondatrice di compagnie di danza: Oltre a ballare, Markova contribuì enormemente alla diffusione del balletto in Inghilterra. Nel 1931 co-fondò con Anton Dolin il Ballet Club, che poi divenne il Ballet Rambert, e più tardi fu tra i membri fondatori del Sadler’s Wells Ballet, il precursore del Royal Ballet. Il suo ruolo di pioniere ha permesso al balletto inglese di affermarsi su scala mondiale. Tecnica raffinata e grazia inimitabile: Markova era famosa per la sua leggera eleganza e precisione tecnica. La critica la descriveva come una ballerina “eterea”, capace di combinare ...
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Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore