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Redattori

A Bolzano “Coppélia” con la Junior Company del Balletto di Roma

Lo storico e celebrato balletto Coppélia, musicato da Léo Delibes e ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann, torna in scena in una nuova e audace rilettura firmata da Fabrizio Monteverde. La Junior Company del Balletto di Roma, composta da quattordici giovani talenti under 21, porta sul palco un’interpretazione attuale, intensa e profondamente emotiva. Ambientato nei nostri giorni, lo spettacolo affronta il contrasto tra amore vero e relazioni artificiali, tra autenticità e apparenza. La bambola meccanica, fulcro della narrazione, diventa metafora della solitudine, del rifiuto del diverso e del bisogno di amare. Monteverde esplora con sensibilità l’adolescenza, mettendo in scena un mondo fragile, carico di paure, desideri e sogni. Il rosso dei costumi sostituisce le tinte ottocentesche, raccontando una passione giovane, viva, a tratti dolorosa. Con luci evocative, coreografie dinamiche e una drammaturgia densa di significati, questa Coppélia si fa specchio del nostro tempo. Un viaggio verso l’altro, verso l’amore, inteso come linfa vitale e verità esistenziale. Un omaggio al classico che non rinuncia a interrogare il presente. BALLETTO DI ROMA JUNIOR COMPANY Direzione Artistica Francesca Magnini Nuova produzione 2025 Coreografia, drammaturgia, regia Fabrizio Monteverde Musiche Léo Delibes Costumi Santi Rinciari Light designer Emanuele De Maria Maitre de ballet Simone Manzato ...

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Paolo Bortoluzzi: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

La gioia della danza incarnata: Maurice Béjart lo definì come colui che incarnava la gioia più pura della danza, grazie alla sua eleganza, fluidità e straordinaria presenza scenica. Stella del Ballet du XXe Siècle: Dal 1960 al 1972 fu uno dei principali danzatori della compagnia di Béjart a Bruxelles, partecipando a quasi tutte le creazioni e diventando interprete ideale dei balletti moderni più iconici. Maestro di classico e moderno: Bortoluzzi riuscì a spaziare tra repertorio classico e contemporaneo. Dopo l’esperienza con Béjart, danzò come primo ballerino in compagnie prestigiose come l’American Ballet Theatre, interpretando Giselle, Il lago dei cigni e altri classici. Direttore artistico di grandi compagnie: Non si limitò a danzare: fu direttore del Balletto alla Scala di Milano (1981‑84), poi del Balletto di Düsseldorf e del Ballet de Bordeaux, portando la sua visione artistica anche dietro le quinte. Collaborazioni e sperimentazioni coreografiche: Fu anche coreografo, con lavori come La Valse e Cinderella, e collaborò in scena con grandi artisti, tra cui Rudolf Nureyev, in pezzi memorabili come Chant du compagnon errant. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Alexander Godunov: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Dalla Russia agli Stati Uniti: Nato a Riga nel 1949 e cresciuto nel Bolshoi Ballet, Godunov fece notizia nel 1979 quando chiese asilo politico negli Stati Uniti durante una tournée a New York, in un gesto che segnò profondamente la cultura della Guerra Fredda. Fisico imponente e tecnica raffinata: Con i suoi quasi 2 metri di altezza e una forza scenica incredibile, eccelleva in ruoli classici come Swan Lake e Giselle, combinando potenza atletica e grazia artistica, tanto da vincere la medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Mosca nel 1973. Primo ballerino in America: Dopo la defezione, fu accolto dall’American Ballet Theatre come primo ballerino. La sua presenza dominava il palco, e la sua tecnica drammatica conquistava il pubblico americano, consolidando la sua fama internazionale. Passaggio al grande schermo: Godunov non si limitò alla danza: recitò in film di successo come Witness (1985) e Die Hard (1988), portando sul cinema la stessa forza scenica e carisma che lo aveva reso celebre nelle sale da balletto. Una vita intensa e breve: La sua carriera e la sua vita furono piene di passione, amicizie celebri e relazioni importanti, tra cui quella con Jacqueline Bisset. Morì prematuramente a soli 45 anni, nel 1995, ...

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La Paul Taylor Dance Company in scena al Teatro di Chiasso

Una delle compagnie di danza moderna più famose e dinamiche dei nostri tempi, la Paul Taylor Dance Company approda giovedì 5 febbraio alle ore 20.30 al Cinema Teatro di Chiasso (Svizzera) con la sua lunga e solida storia. Un’avventura artistica partita dal suo fondatore nel 1954 e oggi traghettata nel futuro grazie all’erede artistico di Paul Taylor, Michael Novak, mantenendo intatta la fantasia creativa che ha entusiasmato le platee di tutto il mondo. Lo spettacolo proposto dal Cinema Teatro è reso possibile grazie al Dicastero Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino-Fondo Swisslos e di AGE SA. PROGRAMMA BRANDENBURGS musica Johann Sebastian Bach coreografia Paul Taylor costumi Santo Loquasto luci Jennifer Tipton (prima rappresentazione 1988) “Bellezza è l’unica parola per i Brandeburghesi… [che] celebra le cose belle della vita. Un flusso d’invenzione così radioso e senza soluzione di continuità che la coreografia sembra un modo del tutto naturale di muoversi su questa musica”. Mary Clarke, The Manchester [UK] Guardian Interpreti: John Harnage, Madelyn Ho Lee Duveneck, Alex Clayton, Devon Louis, Jessica Ferretti, Austin Kelly, Kenny Corrigan, Gabrielle Barnes Intervallo PIAZZOLLA CALDERA musica Astor Piazzolla e Jerzy Peterburshsky coreografia Paul Taylor scene e costumi ...

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Chicos Mambo con TUTU arriva a Londra al Sadler’s Wells

Londra si prepara ad accogliere uno degli spettacoli di danza più irriverenti, intelligenti e amati del panorama internazionale. Nel febbraio 2026, la compagnia Chicos Mambo porta il suo celebre TUTU al Peacock Theatre, spazio iconico gestito dal Sadler’s Wells, tempio mondiale della danza contemporanea. Non è solo uno spettacolo di danza. TUTU è un’esperienza teatrale totale, un’esplosione di creatività che gioca con i codici del balletto classico per smontarli, reinventarli e – soprattutto – farli ridere. Creato e diretto dal coreografo francese Philippe Lafeuille, TUTU è interpretato da sei danzatori uomini che, con tecnica impeccabile e tempismo comico millimetrico, incarnano oltre quaranta personaggi. In scena si alternano tutù improbabili, parrucche, costumi surreali e citazioni colte che spaziano da Il lago dei cigni a West Side Story, dal musical al hip hop, fino alla danza contemporanea più estrema. Il risultato è una parodia affettuosa e intelligente: TUTU non deride la danza, la celebra. Ogni gag nasce da una conoscenza profonda del linguaggio coreutico, trasformando lo spettacolo in un omaggio brillante a tutto ciò che la danza può essere. Uno dei segreti del successo internazionale di TUTU è la sua accessibilità totale. Lo spettacolo fa pochissimo uso della parola: il corpo è ...

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Danza: una complessa interazione tra percezione e intenzione

Il movimento è un linguaggio antico. Rappresenta una forma di comunicazione primordiale, radicata nell’essere umano ben prima dell’invenzione della parola. Con il corpo esprimiamo ciò che spesso fatichiamo a tradurre in parole: emozioni, tensioni, desideri e paure. Muoversi significa dare voce a quella parte interiore che la razionalità tende a reprimere o a incasellare e permette di sciogliere blocchi emotivi e mentali. Ciò che resta imprigionato nella mente trova una via d’uscita attraverso il gesto. Quando il movimento diventa danza, la questione si complica e si arricchisce. Ballare non significa solo attivare una serie di gruppi muscolari in sequenze coordinate, ma implica una complessa interazione tra percezione e intenzione. Quest’ultima è l’elemento che conferisce significato e profondità all’azione, trasformando una successione di passi in un messaggio. L’intenzione guida il modo in cui il corpo si muove, l’importanza e il senso che il ballerino attribuisce a ogni gesto e l’energia che trasmette. La danza infatti non è solo forma, perché non si limita a una sequenza di movimenti o a una coreografia: è soprattutto contenuto, ovvero espressione e comunicazione profonda, capace di superare i limiti della parola. Essa si distingue da altre forme di attività fisica per la sua capacità di ...

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‘Next to Normal’ torna in scena all’STM Studio di Milano

STM Studio, la sala speak-easy del TAM Teatro Arcimboldi, torna a vivere con una proposta intensa e di grande impatto: NEXT TO NORMAL. Prodotto da STM Live e Show Bees, lo spettacolo rappresenta un autentico punto di rottura nel panorama del teatro musicale contemporaneo. Un’opera potente e innovativa che accompagna lo spettatore nei territori più complessi e profondi della mente umana. Dopo l’unanime e appassionato consenso di pubblico e critica per le repliche del 2015/2016, Next to Normal torna finalmente in scena all’STM Studio dal 5 febbraio al 15 marzo 2026, con libretto e liriche italiane di Andrea Ascari, adattamento di Marco Iacomelli e regia di Costanza Filaroni. Next to Normal, firmato da Tom Kitt (musiche) e Brian Yorkey (libretto e liriche), nasce nel 1998 come un workshop di dieci minuti dal titolo Feeling Electric. Dieci anni dopo, il percorso verso Broadway è fulmineo: nel 2009 debutta al Booth Theatre, conquistando pubblico e critica. Forte di 11 nomination, vince 3 Tony Awards™ nel 2009 e nel 2010 ottiene il Premio Pulitzer, diventando l’ottavo musical nella storia a ricevere questo prestigioso riconoscimento. La sua forza dirompente risiede nella capacità di rivoluzionare il linguaggio del teatro musicale, affrontando temi raramente esplorati nel ...

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Per la stagione danza del Municipale di Piacenza “Cenerentola”

Al Teatro Municipale di Piacenza, domenica 1 febbraio alle ore 16, arriva una delle più celebri fiabe di ogni tempo, Cenerentola, tratta da Charles Perrault, danzata sulle punte dal TAM Ballet, nuova compagnia del Teatro degli Arcimboldi di Milano, sulle musiche originali di Antonio Ignoto. Secondo appuntamento della Stagione Danza del Teatro Municipale, Cenerentola è un balletto in tre atti, una nuova produzione che prende vita grazie alle coreografie firmate da Caterina Calvino Prina con Egor Scapaciov ed Ekaterina Dalskayam, e che incontra la sensibilità ed il talento del giovane compositore Antonio Ignoto. Una produzione elegante, vivace e poetica, pensata per un pubblico di tutte le età, Cenerentola è un titolo capace di coinvolgere grandi e piccoli, raccontando un mondo incantato fatto di sogni, ironia e speranza. A completare la messa in scena i costumi di Simonetta Sangari, curati nei dettagli e nelle cromie dalle mani di Alice Dardegno, volti a valorizzare ogni quadro narrativo, e le luci di Alessandro Cappellini. Primi ballerini, nei ruoli di Cenerentola e del Principe, saranno Ruika Yokoyama e Giordano Bozza. Ad interpretare le sorellastre e la matrigna saranno rispettivamente Giorgia Spinella, Elisa Andrei Mitroi e Federico Grillo – en travesti- che alterneranno momenti di ...

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Anna Pavlova: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Un fisico considerato “non ideale”: Da giovane, Pavlova aveva caviglie sottilissime e un corpo molto esile, caratteristiche che all’epoca non erano considerate adatte al balletto classico. Trasformò però questi limiti in punti di forza, sviluppando uno stile etereo e leggerissimo che divenne la sua firma. “La morte del cigno”, il suo ruolo immortale: La coreografia La morte del cigno, creata per lei da Michail Fokin nel 1905, la rese famosa in tutto il mondo. Non faceva parte di un balletto narrativo, ma era un assolo breve ed estremamente espressivo, perfetto per la sua sensibilità artistica. Ambasciatrice del balletto nel mondo: Pavlova fu una delle prime ballerine a portare il balletto fuori dai grandi teatri europei. Si esibì in America, Asia, Australia e Sud America, contribuendo in modo decisivo alla diffusione della danza classica a livello globale. Una vita interamente dedicata alla danza: Anna Pavlova non ebbe figli e non si sposò mai ufficialmente. La danza fu il centro assoluto della sua vita, seguita e sostenuta dal suo compagno e manager Viktor Dandré, che organizzò le sue lunghe tournée internazionali. Arte, mito e leggenda: La sua morte nel 1931 contribuì a costruirne il mito. Si racconta che le sue ultime parole ...

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Collo del piede: dove nasce la linea nella danza classica

Nella danza classica il collo del piede è un elemento strutturale fondamentale, in cui funzione ed estetica si incontrano. Non è un semplice dettaglio anatomico, ma una zona chiave attraverso cui il corpo organizza equilibrio, spinta e continuità del movimento. Il collo del piede non coincide con una singola struttura, bensì con la relazione dinamica tra gamba e piede: ossa, articolazioni e muscolatura collaborano per creare una linea fluida che prolunga la gamba nello spazio. La sua qualità non dipende esclusivamente dalla predisposizione genetica, ma soprattutto da una mobilità guidata, da forza profonda e da un uso tecnico corretto fin dalle prime fasi della formazione. Nel linguaggio accademico è costantemente coinvolto, dal tendu al salto, dalla mezza punta alla punta. Un collo del piede debole o rigido altera l’equilibrio, riduce l’efficacia del movimento e aumenta il rischio di sovraccarichi articolari. L’estetica autentica nasce solo quando la funzione è rispettata: una linea apparentemente bella ma priva di sostegno rivela spesso instabilità e controllo insufficiente. La sua educazione richiede precisione e consapevolezza, non forzature. Il lavoro alla sbarra diventa uno spazio di ascolto e costruzione, in cui il piede impara a sostenere il corpo mantenendo allineamento e fluidità. Nel tempo, il collo ...

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