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Redattori

Annunciate le creazioni vincitrici del bando Danza Urbana XL 2026

Sono sei le creazioni vincitrici della dodicesima edizione dell’azione Danza Urbana XL individuate dalla Commissione di selezione composta dai partner del Network Anticorpi XL che aderiscono all’azione di rete per l’annualità 2026: • Glimpse di Nagga Giona Baldina • Room with view Outdoor di Laura Beschi e Alessio Scandale • LoopBox di Mattia Quintavalle / Boombox Squad • PAESAGGI CON FIGURE di Operabianco • Giuiuzza. Primo studio di Veronica Parlagreco • Sogni al Campo _ un attraversamento (studio) di Filippo Porro / AzioniFuoriPosto Le proposte selezionate si sono distinte per la coerenza tra progetto artistico e contesto urbano o non teatrale, la qualità della ricerca coreografica e performativa, la capacità di dialogare con lo spazio pubblico e con spettatori e spettatrici non necessariamente abituali, l’originalità dei dispositivi scenici e drammaturgici e il potenziale di circuitazione all’interno delle diverse realtà del Network. La Commissione – composta da Alessandro Bevilacqua, Cristiana Camba, Massimo Carosi, Francesca Serena Casadio, Natalia Casorati, Maurizio D’Egidio, Gemma Di Tullio, Anna Ferro, Lucia Franchi, Giulia Melandri, Velvet Randon, Valentina Romito, Daniele Sepe e Valerio Verzin – ha riscontrato che questi progetti, pur nella diversità dei linguaggi e delle ispirazioni, condividono una forte attenzione alla relazione tra danza, luoghi ...

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Pink Floyd (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Nel panorama del balletto del Novecento, poche opere hanno osato infrangere i confini tra danza classica e cultura rock come Pink Floyd Ballet di Roland Petit. Creato nel 1972, questo lavoro rappresenta un punto di svolta radicale: il corpo del ballerino diventa veicolo di ribellione, introspezione e modernità, accompagnato dalla musica ipnotica e visionaria dei Pink Floyd. Non si tratta solo di un balletto, ma di un manifesto artistico che fonde teatro, danza, musica e filosofia contemporanea. Roland Petit, coreografo francese noto per la sua capacità di reinventare il linguaggio del balletto, rimase affascinato dalla potenza evocativa della musica dei Pink Floyd, in particolare dagli album Meddle, Atom Heart Mother e The Dark Side of the Moon (all’epoca in fase di elaborazione). Nel 1972 Petit ottenne il permesso di utilizzare direttamente le registrazioni originali del gruppo – una scelta rivoluzionaria per il mondo della danza, tradizionalmente legato a partiture orchestrali. La prima rappresentazione avvenne con il Ballet National de Marseille, compagnia diretta dallo stesso Petit, e suscitò reazioni contrastanti: entusiasmo tra i giovani e scandalo tra i puristi. La trama non segue una narrazione lineare. La trama è piuttosto un viaggio psicologico e simbolico che esplora: l’alienazione dell’uomo moderno; il ...

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Bayadère all’Opera di Roma con le étoile Sae Eun Park e Paul Marque

Non solo intrighi d’amore, gelosia e tradimento ne La Bayadère in scena dal 3 all’8 febbraio al Costanzi nella versione coreografica creata da Benjamin Pech, da Petipa, proprio per l’Opera di Roma nel 2023. «È un balletto epico – dichiara Pech – una vera epopea. Questa produzione è una sfida che coinvolge, assieme agli ospiti, ai danzatori del Corpo di Ballo e agli allievi della Scuola di Danza, tutti coloro che lavorano nell’ombra, dietro le quinte impegnati nei numerosi cambi di scena». L’ambizioso spettacolo si avvale delle scene firmate dall’artista Ignasi Monreal, dei costumi di Anna Biagiotti e delle luci di Vinicio Cheli, per trasportare il pubblico in un universo onirico senza tempo, elegantemente esotico e contemporaneo. La musica di Ludwig Minkus, composta per il balletto ideato da Marius Petipa nel 1877, è affidata alla bacchetta del francese Fayçal Karoui che dirige l’Orchestra dell’Opera di Roma. I protagonisti de La Bayadère, come nel poema indiano Sakuntala di Kalidasa cui Petipa si è ispirato, sono il guerriero Solor e della sua amante segreta, la baiadera Nikiya. Ad interpretarli sono chiamati quattro ospiti internazionali: le étoiles dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park e Paul Marque (3 e 5 febbraio), entrambi al debutto ...

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Un passo alla volta nel balletto “Tales of Beatrix Potter”

Un passo alla volta potrebbe essere la chiave più idonea per entrare in Tales of Beatrix Potter. Non perché il balletto proceda lentamente, ma perché chiede allo spettatore — e al danzatore — di rinunciare alla fretta del risultato per abitare il dettaglio. Frederick Ashton costruisce quest’opera come si costruisce un mondo credibile: non partendo dal virtuosismo, ma dall’osservazione. Ogni personaggio nasce da un gesto minimo, da un peso spostato leggermente in avanti, da una pausa trattenuta un istante più del necessario. È in questi micro-movimenti che la danza smette di essere dimostrazione e diventa racconto. Tales of Beatrix Potter non è un balletto “per bambini”, anche se prende in prestito l’immaginario dell’infanzia. È piuttosto uno studio sofisticato sulla trasformazione: del corpo, della tecnica, dell’identità scenica. Ashton non chiede ai danzatori di interpretare animali, ma di pensare come essi. La tecnica classica, riconoscibile ma mai esibita, viene piegata al carattere. Le linee si accorciano, i salti si fanno nervosi o pesanti, l’equilibrio diventa instabile quando il personaggio lo è interiormente. In questo senso, la coreografia non è mai decorativa: è funzionale. Ogni passo esiste perché racconta qualcosa che non potrebbe essere detto in altro modo. I costumi e le maschere, ...

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A Bolzano “Coppélia” con la Junior Company del Balletto di Roma

Lo storico e celebrato balletto Coppélia, musicato da Léo Delibes e ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann, torna in scena in una nuova e audace rilettura firmata da Fabrizio Monteverde. La Junior Company del Balletto di Roma, composta da quattordici giovani talenti under 21, porta sul palco un’interpretazione attuale, intensa e profondamente emotiva. Ambientato nei nostri giorni, lo spettacolo affronta il contrasto tra amore vero e relazioni artificiali, tra autenticità e apparenza. La bambola meccanica, fulcro della narrazione, diventa metafora della solitudine, del rifiuto del diverso e del bisogno di amare. Monteverde esplora con sensibilità l’adolescenza, mettendo in scena un mondo fragile, carico di paure, desideri e sogni. Il rosso dei costumi sostituisce le tinte ottocentesche, raccontando una passione giovane, viva, a tratti dolorosa. Con luci evocative, coreografie dinamiche e una drammaturgia densa di significati, questa Coppélia si fa specchio del nostro tempo. Un viaggio verso l’altro, verso l’amore, inteso come linfa vitale e verità esistenziale. Un omaggio al classico che non rinuncia a interrogare il presente. BALLETTO DI ROMA JUNIOR COMPANY Direzione Artistica Francesca Magnini Nuova produzione 2025 Coreografia, drammaturgia, regia Fabrizio Monteverde Musiche Léo Delibes Costumi Santi Rinciari Light designer Emanuele De Maria Maitre de ballet Simone Manzato ...

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Paolo Bortoluzzi: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

La gioia della danza incarnata: Maurice Béjart lo definì come colui che incarnava la gioia più pura della danza, grazie alla sua eleganza, fluidità e straordinaria presenza scenica. Stella del Ballet du XXe Siècle: Dal 1960 al 1972 fu uno dei principali danzatori della compagnia di Béjart a Bruxelles, partecipando a quasi tutte le creazioni e diventando interprete ideale dei balletti moderni più iconici. Maestro di classico e moderno: Bortoluzzi riuscì a spaziare tra repertorio classico e contemporaneo. Dopo l’esperienza con Béjart, danzò come primo ballerino in compagnie prestigiose come l’American Ballet Theatre, interpretando Giselle, Il lago dei cigni e altri classici. Direttore artistico di grandi compagnie: Non si limitò a danzare: fu direttore del Balletto alla Scala di Milano (1981‑84), poi del Balletto di Düsseldorf e del Ballet de Bordeaux, portando la sua visione artistica anche dietro le quinte. Collaborazioni e sperimentazioni coreografiche: Fu anche coreografo, con lavori come La Valse e Cinderella, e collaborò in scena con grandi artisti, tra cui Rudolf Nureyev, in pezzi memorabili come Chant du compagnon errant. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Alexander Godunov: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Dalla Russia agli Stati Uniti: Nato a Riga nel 1949 e cresciuto nel Bolshoi Ballet, Godunov fece notizia nel 1979 quando chiese asilo politico negli Stati Uniti durante una tournée a New York, in un gesto che segnò profondamente la cultura della Guerra Fredda. Fisico imponente e tecnica raffinata: Con i suoi quasi 2 metri di altezza e una forza scenica incredibile, eccelleva in ruoli classici come Swan Lake e Giselle, combinando potenza atletica e grazia artistica, tanto da vincere la medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Mosca nel 1973. Primo ballerino in America: Dopo la defezione, fu accolto dall’American Ballet Theatre come primo ballerino. La sua presenza dominava il palco, e la sua tecnica drammatica conquistava il pubblico americano, consolidando la sua fama internazionale. Passaggio al grande schermo: Godunov non si limitò alla danza: recitò in film di successo come Witness (1985) e Die Hard (1988), portando sul cinema la stessa forza scenica e carisma che lo aveva reso celebre nelle sale da balletto. Una vita intensa e breve: La sua carriera e la sua vita furono piene di passione, amicizie celebri e relazioni importanti, tra cui quella con Jacqueline Bisset. Morì prematuramente a soli 45 anni, nel 1995, ...

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La Paul Taylor Dance Company in scena al Teatro di Chiasso

Una delle compagnie di danza moderna più famose e dinamiche dei nostri tempi, la Paul Taylor Dance Company approda giovedì 5 febbraio alle ore 20.30 al Cinema Teatro di Chiasso (Svizzera) con la sua lunga e solida storia. Un’avventura artistica partita dal suo fondatore nel 1954 e oggi traghettata nel futuro grazie all’erede artistico di Paul Taylor, Michael Novak, mantenendo intatta la fantasia creativa che ha entusiasmato le platee di tutto il mondo. Lo spettacolo proposto dal Cinema Teatro è reso possibile grazie al Dicastero Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino-Fondo Swisslos e di AGE SA. PROGRAMMA BRANDENBURGS musica Johann Sebastian Bach coreografia Paul Taylor costumi Santo Loquasto luci Jennifer Tipton (prima rappresentazione 1988) “Bellezza è l’unica parola per i Brandeburghesi… [che] celebra le cose belle della vita. Un flusso d’invenzione così radioso e senza soluzione di continuità che la coreografia sembra un modo del tutto naturale di muoversi su questa musica”. Mary Clarke, The Manchester [UK] Guardian Interpreti: John Harnage, Madelyn Ho Lee Duveneck, Alex Clayton, Devon Louis, Jessica Ferretti, Austin Kelly, Kenny Corrigan, Gabrielle Barnes Intervallo PIAZZOLLA CALDERA musica Astor Piazzolla e Jerzy Peterburshsky coreografia Paul Taylor scene e costumi ...

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Chicos Mambo con TUTU arriva a Londra al Sadler’s Wells

Londra si prepara ad accogliere uno degli spettacoli di danza più irriverenti, intelligenti e amati del panorama internazionale. Nel febbraio 2026, la compagnia Chicos Mambo porta il suo celebre TUTU al Peacock Theatre, spazio iconico gestito dal Sadler’s Wells, tempio mondiale della danza contemporanea. Non è solo uno spettacolo di danza. TUTU è un’esperienza teatrale totale, un’esplosione di creatività che gioca con i codici del balletto classico per smontarli, reinventarli e – soprattutto – farli ridere. Creato e diretto dal coreografo francese Philippe Lafeuille, TUTU è interpretato da sei danzatori uomini che, con tecnica impeccabile e tempismo comico millimetrico, incarnano oltre quaranta personaggi. In scena si alternano tutù improbabili, parrucche, costumi surreali e citazioni colte che spaziano da Il lago dei cigni a West Side Story, dal musical al hip hop, fino alla danza contemporanea più estrema. Il risultato è una parodia affettuosa e intelligente: TUTU non deride la danza, la celebra. Ogni gag nasce da una conoscenza profonda del linguaggio coreutico, trasformando lo spettacolo in un omaggio brillante a tutto ciò che la danza può essere. Uno dei segreti del successo internazionale di TUTU è la sua accessibilità totale. Lo spettacolo fa pochissimo uso della parola: il corpo è ...

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Danza: una complessa interazione tra percezione e intenzione

Il movimento è un linguaggio antico. Rappresenta una forma di comunicazione primordiale, radicata nell’essere umano ben prima dell’invenzione della parola. Con il corpo esprimiamo ciò che spesso fatichiamo a tradurre in parole: emozioni, tensioni, desideri e paure. Muoversi significa dare voce a quella parte interiore che la razionalità tende a reprimere o a incasellare e permette di sciogliere blocchi emotivi e mentali. Ciò che resta imprigionato nella mente trova una via d’uscita attraverso il gesto. Quando il movimento diventa danza, la questione si complica e si arricchisce. Ballare non significa solo attivare una serie di gruppi muscolari in sequenze coordinate, ma implica una complessa interazione tra percezione e intenzione. Quest’ultima è l’elemento che conferisce significato e profondità all’azione, trasformando una successione di passi in un messaggio. L’intenzione guida il modo in cui il corpo si muove, l’importanza e il senso che il ballerino attribuisce a ogni gesto e l’energia che trasmette. La danza infatti non è solo forma, perché non si limita a una sequenza di movimenti o a una coreografia: è soprattutto contenuto, ovvero espressione e comunicazione profonda, capace di superare i limiti della parola. Essa si distingue da altre forme di attività fisica per la sua capacità di ...

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