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Biennale Danza 2014: Mondo Nuovo – Leone D’oro alla Carriera a un leone della danza

Steve-Paxton-Bound

Dal 19 al 29 giugno 2014, ha luogo a Venezia il IX Festival Internazionale di Danza Contemporanea, organizzato da Biennale Danza, in collaborazione con Fondazione Prada, istituzione veneziana dedicata all’arte contemporanea e alla cultura, presieduta dalla famosa stilista Miuccia Prada.

Tra gli appuntamenti più attesi, la consegna del Leone d’oro alla carriera per la danza, assegnato il 21 giugno 2014, nella sede della Biennale, a Steve Paxton, ballerino e coreografo statunitense di danza moderna e contemporanea, una delle figure più interessanti e originali della danza americana, nonchè uno dei creatori del Contact Improvvisation.

Paxton, classe 1939, nato a Tucson in Arizona, all’età di 19 anni si trasferisce a New York, dove studia al Connecticut College con artisti come Martha Graham, José Limón, Doris Humphrey e Merce Cunningham.

Entra a far parte della Compagnia di José Limón, per poi approdare, nei primi anni ’60, alla Merce Cunningham Company, che per prima ha saputo proporre un nuovo modo di intendere il rapporto tra danza, musica e scenografia.

Sempre negli anni ’60, a Greenwich Village (New York), Paxton è co-fondatore di Judson Dance Theatre, collettivo di danzatori, coreografi, musicisti, poeti e artisti visivi, che ha dato origine al movimento di Post-modern dance.

Nel 1970, Paxton fonda il gruppo di danza di improvvisazione Grand Union di cui fanno parte, tra molti altri, Trisha Brown, Douglas Dunn (coreografi e danzatori post-moderni americani), David Gordon (danzatore, coreografo, scrittore, attore e direttore teatrale, sempre legato al filone della post-modern dance), e Yvonne Rainer (danzatrice, coreografa e film maker americana). Il gruppo sviluppa la tecnica del Contact Improvvisation (o Contact Dance), un metodo incentrato appunto sull’improvvisazione, sull’ascolto, sul contatto tra danzatori, sugli scambi di peso e di energia tra i corpi. Si tratta di un tema questo basilare nella danza concepita da Paxton, basata sull’esplorazione e la percezione del corpo, sulla libertà di movimento, in opposizione ai codici canonizzati della danza del periodo.

L’idea di Paxton è che il corpo sia una macchina fisica che, attraverso ogni tipo di movimento, esprime la natura e la cultura che lo circondano. Sulla base di questo concetto, il coreografo americano crea performance fatte di gesti quotidiani (come correre, sedersi, saltare, ecc. studiati per anni), spesso abbinati all’uso di oggetti, esplorando le svariate possibilità di sviluppo del movimento e minimizzando le differenze tra il pubblico e l’esecutore.

Attualmente Paxton è tra gli editorialisti del Contact Quarterly Dance Journal, magazine dedicato a danza, improvvisazione e arti di movimento contemporaneo e affianca all’attività coreografica, quella di insegnamento.

Molti i riconoscimenti ricevuti dal coreografo, tra i quali il New York Bessie Award, premio dedicato a coloro che apportano novità nel campo della danza (ottenuto da Paxton per ben due volte) e numerose borse di studio di importanti istituzioni, come Foundation for Performance Arts e Guggenheim Fellowship.

Il Leone d’oro alla carriera per la danza è stato attribuito in passato ad artisti come Merce Cunningham, Carolyn Carlson, Pina Bausch, Jirí Kylián e William Forsythe.

Oggi il prestigioso premio va a Steve Paxton, leone della danza moderna e improvvisata, per le seguenti motivazioni: ‘avere aperto il luogo della danza allo studio capillare del movimento come fonte continua di origini (…), intuendo prima di tutti una danza tra ascolto e trasfigurazione delle tecniche. Emerge una percezione dell’essere umano che eleva la danza a valore fondamentale della cultura e dei sistemi di relazione. La continua frequentazione del gesto ci ha indicato come l’uomo possa ampliare la sua visione sul mondo congiungendo la memoria alla consapevolezza di appartenere ad un corpo e aprendo silenziosamente strade innovative ad una ricerca sconfinata in tutte le arti’.

Paxton, nell’accettare il riconoscimento, si è detto ‘commosso e onorato’ ricordando che, esattamente 50 anni fa, approdava a Venezia con un gruppo di giovani ballerini, ansiosi di conoscere e di sperimentare.

Questo contraddistingue il lavoro del grande coreografo: curiosità unita a coraggio, intuito e passione che gli hanno permesso di aprire la strada ad una ricerca su corpo, movimento ed emozione senza frontiere o limiti, trasversale a tutte le arti.

 

ORARI & INFO

Dal 19 al 29 giugno 2014

Biennale
Cà Giustinian
San Marco 1364/A
30124 Venezia

Infoline: +39 041 5218898

dmtsegreteria@labiennale.org

https://www.youtube.com/watch?v=9FeSDsmIeHA

 

Stefania Napoli 

www.giornaledelladanza.com

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