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Interviste

“Un’estate con…” – Domenica con Paola Belli

(Intervista del 27 agosto 2010) La tua carriera inizia come danzatrice al Teatro dell’Opera di Roma e da lì poi al Bolshoi, unica italiana al Concorso Internazionale di Mosca nel 1980 con Yuri Grigorovich come direttore, un’esperienza da raccontare… Un’esperienza immensa sia professionale che umana. Nel 1976 ho vinto la prima borsa di studio e sono andata in Russia. Erano gli anni d’oro del Bolshoi! Sono entrata giovanissima in quello che era il tempio della danza. Immagina vedere tutte le sere gli spettacoli con Maximova, Vassiliev, Plissetskaya, Liepa, Bessmertnova. E la scuola di danza con 20 sale ballo. Si studiava repertorio, carattere, mimica, oltre al russo, mi sembrava il paradiso. È stato indimenticabile! Ero solo una ragazzina quando sono partita da Roma con tre valigie più grandi di me su un treno diretto a Mosca, tre giorni per arrivare a destinazione. Avevo 16 anni, la stessa età di mia figlia oggi e mi chiedo se io mamma, avrei mai avuto il coraggio e la generosità che hanno avuto i miei genitori di lasciarmi partire per andare in un paese allora sconosciuto quale era l’Unione Sovietica di Brežnev. E non esistevano neanche i telefonini!!! È stato un grande atto d’amore e di generosità, ...

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“Un’estate con…” – Sabato con Irina Dvorovenko e José Manuel Carreño

(Intervista del 16 febbraio 2011) Irina Dvorovenko e José Manuel Carreño non sono soltanto due stelle dell’American Ballet Theatre: sono due danzatori che amano condividere le loro esperienze, i loro timori e le loro convinzioni con chi, come me, li ha sempre visti così lontani e inafferrabili. Trenta minuti sono bastati per comprenderne le passioni, la dolcezza e soprattutto la forza che li contraddistingue e che li ha portati fino ai grandi palchi internazionali. Fermo e restando che quando danzano ci fanno quasi commuovere tanta è la loro bravura. Un plauso alla loro semplicità ma soprattutto alla loro dedication, sempre presente in ogni passo della loro carriera. Siete in Italia, al Teatro dell’Opera di Roma, per due serate: danzerete insieme nel celeberrimo “Lago dei cigni”, balletto che da sempre risveglia anche gli spettatori più pigri. Come vi sentite? ID: Sono molto felice: danzare in teatri importanti è sempre stato il mio sogno e, renderlo realtà, è sicuramente fantastico. Roma è una città magica, eterna: “Il lago dei cigni” che balleremo la renderà ancor più bella, non ho alcun dubbio. JMC: É una sensazione bellissima, lo devo proprio ammettere! Roma è una bellissima città, le persone che vengono a teatro sono molto ...

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Micha van Hoecke: una vita sempre a servizio della danza e dell’arte

  Danzatore, coreografo, attore, regista. Una vita sempre a servizio della danza e dell’arte, ricca di grandi incontri e collaborazioni, come quelle con Roland Petit e Maurice Bejart. Il nuovo Direttore del Teatro dell’Opera di Roma si racconta al giornaledelladanza.com. Danzatore, coreografo, attore e regista. Lei da bambino cosa avrebbe voluto fare? Io provengo da una famiglia di artisti, mio padre era un pittore, mia madre, di origine russa, era invece una cantante, ed avevo anche una zia ballerina, si può dire che sono cresciuto quindi a pane ed arte. Quando da bambino ho iniziato a fare danza insieme a mia sorella gemella Martina ero però abbastanza ribelle, mi chiudevo in bagno perchè non volevo andare a lezione di classico. Alquanto insolito per uno che come Lei ha poi fatto della danza la sua vita. Sì, in effetti può sembrare strano ma vede, da bambino, il mondo dell’Opera di Parigi in cui sono cresciuto,  mi sembrava un ambiente borghese e lezioso, poi crescendo ed avendo modo di frequentare i ballerini mi sono ricreduto ed anzi mi sono lasciato completamente affascinare. E la sua famiglia? Che ruolo ha giocato? Mia madre sognava per me un futuro da danzatore oppure da direttore ...

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“Un’estate con…” – Giovedì con Maria Grazia Garofoli

(Intervista del 5 novembre 2010) Stasera al Teatro Filarmonico andrà in scena Cenerentola, che aveva già avuto una sua prima edizione nel 2006-2007. Che Cenerentola è quella che gli spettatori potranno vedere nell’allestimento della Fondazione Arena di Verona, qual è la chiave di lettura? Sì, si tratta di una riedizione a cui ho apportato solo delle piccole modifiche nella struttura che non intaccano la trama. È una storia che nulla toglie alla magia della fiaba, ma è più moderna. L’alone magico resta inalterato, sia nella coreografia che nell’impianto narrativo, ma tutto è meno barocco, meno lezioso e più moderno, più essenziale. Non ho voluto dare chiavi di lettura diverse dall’originale, l’unica rilettura personale riguarda la figura della Fata Buona, che ho immaginato come la madre di Cenerentola che dall’aldilà vede la figlia soffrire ed interviene in suo aiuto con un incantesimo attraverso il quale, non solo trasforma Cenerentola, ma fa ringiovanire il padre che diventerà poi il cavaliere che presenta Cenerentola alla festa. Ho voluto rappresentare così l’amore materno, sempre d’aiuto, soprattutto nei momenti più difficili, una figura sempre vicina. Alla fine tutto torna come prima, ma Cenerentola resta la principessa che è diventata. Molti coreografi si sono avvicendati nel ...

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“Un’estate con…” – Mercoledì con Moses Pendleton

(Intervista del 5 luglio 2010) Moses Pendleton e Momix… Iniziamo da questa combinazione vincente È un’idea alchemica di mescolare le cose e vedere cosa si sviluppa. A volte cambiando un solo elemento, come la musica o un costume, si può dare nuova vita ad ogni cosa. I Momix sono sempre un costante mix di musica, costumi, luci e ombre, video, danzatori, teatro, coreografia e illusione e come tutti questi elementi interagiscono e connettono. Movimenti planari, creature non umane, danzatori con più arti, effetto di assenza di gravità, illusioni ottiche sorprendenti. Possiamo parlare di una dimensione extra-danza? È una danza senza confini, potremmo dire così, e lo spettacolo ha sempre fatto parte della danza. Infatti, in realtà, io non penso in termini di danza, ma più in termini di immagini in movimento. Credo davvero che vada al di là della danza e diventi molto più teatro fisico, visuale. La Sua fonte di ispirazione nel modo in cui estende le possibilità del corpo umano? Ho sempre attinto le immagini dal mondo delle piante, degli animali e dei minerali. Il mio interesse consiste in come la forma umana si relazioni a forme non-umane. Cosa è la natura per Moses Pendetlon e cosa è l’arte? Sono ...

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“Un’estate con…” – Martedì con Carlos Lopez

(Intervista del 17 settembre 2010) Hai iniziato la tua carriera con il Victor Ullate Ballet, la tua esperienza con questa compagnia? È stata un’esperienza molto positiva. Era la mia prima volta in compagnia ed ho scoperto tante cose del mondo di un danzatore professionista, ad esempio cosa significasse girare in Spagna e in tutta Europa con la responsabilità di doversi esibire in grandi teatri, per un pubblico di tantissime persone, anche quando ero stanco o nervoso, ma i momenti di gloria in scena mi hanno dato molta gioia. Ho ballato così tanto che il palcoscenico era diventata la mia casa ed ho condiviso quei momenti con molti miei amici che erano con me a scuola e che ora sono grandi ballerini. Col tempo la responsabilità è diventata più grande ed i traguardi sempre più importanti e, anche se avevo conquistato una buona posizione, sentivo di non dovermi fermare e di dover provare ancora nuove esperienze. Dunque, a parte i momenti difficili che sempre fanno parte della carriera di un danzatore, ho degli ottimi ricordi di quella compagnia. Quando hai iniziato con l’American Ballet Theatre? Come si è sviluppata la tua carriera… Sono entrato a far parte dell’American Ballet Theatre nel mese ...

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“Un’estate con…” – Lunedì con Guido Lauri

(Intervista del 2 febbraio 2011) Incantata, sarei rimasta ore ferma immobile, in religioso silenzio, ad ascoltare le sue magnifiche storie, i ricordi di un danzatore che ha vissuto la danza classica di un tempo, quando ancora la televisione non c’era e si intraprendeva una carriera soltanto perché spinti dal desiderio di diffondere l’arte. Guido Lauri è una persona anziana ma non vecchia, sa di aver la storia della danza italiana ma quasi limita all’essenziale la descrizione dei suoi successi: proprio questo suo essere quasi schivo alla popolarità lo rende un ballerino, coreografo e insegnante di danza ancor più speciale e fuori dai canoni a cui la società odierna si sta, purtroppo, adagiando. La sua carriera è veramente speciale e lunga. Danza, infatti, dalla fine degli anni venti quando, alla tenera età di sei anni, entra alla scuola del Teatro dell’Opera di Roma: un periodo storico importante che lui, con i studi e le sue coreografie, ha saputo rendere ancor più speciale. Studia la tecnica con Nicola Guerra, Teresa Battaggi, con i maestri della Russia degli Zar e, subito dopo il diploma, ottiene la qualifica di primo ballerino étoile. Interprete versatile, porta le sue innate doti in numerosi teatri italiani (Teatro ...

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Francesco Mariottini: “Bisogna, sempre e comunque, mettersi in gioco e non arrendersi mai!”

Positività e tanta, tanta, tanta passione: sono le caratteristiche che dopo pochissimi minuti di dialogo mi ha trasmesso Francesco Mariottini, giovane, ma non di certo inesperto e alle prime armi, danzatore, coreografo, insegnate e direttore artistico. Ebbene si: Francesco è tutto questo, senza dimenticare che dentro di lui il fuoco della passione per la danza si è acceso da piccolissimo e, soprattutto, non si è mai spento. Francesco ha venticinque anni ma ha iniziato a danzare da piccolo: dopo pochissimi anni di studio il talento e le qualità vengono allo scoperto e Francesco vince una borsa di studio che lo porta a Firenze,presso la scuola del Balletto di Toscana e Opus Ballet, diretta da Cristina Bozzolini e Rosanna Brocanello. Dopo alcuni anni di studio ed alcune, ma molto importanti, esperienze lavorative, a 18 anni entra nel corpo di ballo dello Stuttgart Ballet, dove danza pezzi di repertorio classico e contemporaneo. Nel settembre del 2005 entra a far parte della Compagnia Aterballetto, sotto la direzione di Mauro Bigonzetti. Danza in tutto il mondo ma, dato il suo innato desiderio di mettersi continuamente alla prova, due anni dopo supera le selezioni della trasmissione “Amici di Maria De Filippi”, conquistando la finale e ...

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Pia Russo: “Consiglio a tutti di fare piccoli passi, proprio per non rimanere delusi e per poi, un giorno, potersi voltare e dire: sono arrivata qui, non l’avrei mai detto!”

Preparazione, umiltà e disciplina: sono questi i tre valori, veri e propri cardini, che la Maestra Pia Russo mi trasmise alcuni anni fa quando cercava di insegnare a me e ad altre piccolissime allieve una tarantella: io ero una semplice bambina che si stava avvicinando alla danza di carattere, lei una maestra che già era descritta come una vera e propria “grande” della danza e del suo insegnamento. Molti anni dopo, ci siamo riviste: io non danzo più la tarantella di carattere lei, invece, ha avuto un crescendo nei suoi insegnamenti e, se già tanti anni fa era una delle poche a saper lavorare in maniera ottimale, ora è una delle “grandissime” maître de ballet. Eh già, la maître de ballet: non tutti possono intraprendere questa carriera e, nel momento in cui decidi di percorrerla, devi anche saperti migliorare, senza se e senza ma. Rivedere la Maestra Pia Russo mi ha fatto ricordare il suo sguardo di un tempo, mai cambiato, in grado di saper esprimere proprio tanta preparazione, umiltà e disciplina, valori fondamentali per un danzatore ma anche di chi, come me, nella vita ha deciso di percorrere un’altra strada e ha portato questi cardini in quello che fa ...

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Alberto Testa: “Il mio auspicio per il futuro? Un ritorno alla purezza della danza che, purtroppo, manca da troppo tempo!”

Esprimere gratitudine ad una persona in grado di trasmetterti una strana magia soltanto attraverso lo sguardo e poche, ma delicatissime parole è sempre un compito increscioso: limitarsi a ringraziare risulta essere riduttivo nei confronti di chi ha segnato e raccontato la storia della passione di una vita, che fa parte anche del tuo trascorso, del tuo presente e vorresti entrasse anche nella tua storia futura. Non è facile ed io, in questo frangente, mi sento in doveroso difetto verso chi mi ha dedicato il suo tempo condividendo racconti, episodi ma soprattutto particolari di un percorso importante, da cui io e tanti colleghi traiamo giornalmente ispirazione. Alberto Testa è la persona a cui sto dedicando questo mio monologo: è lui, il Professore di tutti noi, apprendisti della danza scritta, raccontata e dedicata, la persona a cui mi riferisco con queste parole. Nonostante la sua grandezza, la sua conoscenza della materia non ho mai avuto la percezione di sentirmi piccola bensì ho percepito, sin dall’inizio della nostra chiacchierata, la voglia di sapermi infondere una piccolissima parte del suo sapere. Una magia che non si riesce a descrivere. In questa intervista, ad ogni modo, ho cercato di cogliere al meglio il fil rouge ...

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