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Interviste

Silvio Oddi: “Ho sempre fatto danza per passione, mai avuto nessun obiettivo”

All’età di 17 anni inizia la sua carriera di ballerino nella trasmissione più importante della rete Rai, Fantastico. Viene notato da Lorella Cuccarini che lo vuole con sé a Buona Domenica ed arriva la notorietà. Curioso per natura, sceglie di abbandonare la carriera televisiva per una danza più ricercata e scopre così il piacere di insegnare e la voglia di creare coreografie. L’intervista del giornaledelladanza.com a Silvio Oddi. Come mai hai scelto la danza nella tua vita? Potrà sembrare una risposta banale ma è stata la danza a scegliere me. Io facevo tutt’altro, ero studente di liceo classico e ricordo che ero curiosissimo quando guardavo le mie compagne che facevano danza e provavano le coreografie. Un giorno, avevo circa 16 anni, andai a fare danza per la prima volta e da quel momento è iniziato tutto. Ti aspettavi allora tutto quello che ti sarebbe accaduto facendo il ballerino? No, affatto, la danza per me è stata sempre e solo frutto di una passione spontanea, non ho mai avuto nessun obiettivo nemmeno di carattere lavorativo, forse è anche per questo che poi col tempo ho anche cambiato genere di danza passando da un modello più televisivo ad uno più teatrale. Essendo ...

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Black Swan – Il Cigno Nero in uscita sul grande schermo venerdì 18 febbraio, intarvista a: Darren Aronofsky

Con l’uscita venerdì 18 febbraio del film Il cigno nero – Black Swan, il balletto torna sul grande schermo. Ne abbiamo approfittato per intervistare Darren Aronofsky il regista del film che ci guiderà all’interno della storia e ci racconterà come nasce questa idea. Nel tuo ultimo film, The Wrestler, eravamo nel mondo molto violento del wrestling, con Il cigno nero – Black Swan, ti interessi invece al mondo più delicato del balletto. Come mai questo passaggio da un estremo all’altro? Alcune persone considerano il wrestling come la più bassa delle forme d’arte, mentre altri ritengono che il balletto sia la più alta, ma in realtà hanno qualcosa di molto simile. Mickey Rourke come wrestler vive delle esperienze assolutamente paragonabili a quelle di Natalie Portman come ballerina. Entrambi sono degli artisti che utilizzano i loro corpi per esprimersi, ma sono minacciati dai malanni fisici, perché i loro corpi sono gli unici strumenti che hanno per comunicare. La cosa interessante per me era trovare due storie collegate in quelli che potrebbero sembrare dei mondi distanti. I due film sono legati anche da un’interpretazione principale che va ben oltre quello che appare in superficie. Il ruolo di Nina è decisamente diverso da tutto ...

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Irina Dvorovenko e José Manuel Carreño all’unisono: “Sul palco cerchiamo di dare sempre il meglio di noi stessi”

Irina Dvorovenko e José Manuel Carreño non sono soltanto due stelle dell’American Ballet Theatre: sono due danzatori che amano condividere le loro esperienze, i loro timori e le loro convinzioni con chi, come me, li ha sempre visti così lontani e inafferrabili. Trenta minuti sono bastati per comprenderne le passioni, la dolcezza e soprattutto la forza che li contraddistingue e che li ha portati fino ai grandi palchi internazionali. Fermo e restando che quando danzano ci fanno quasi commuovere tanta è la loro bravura. Un plauso alla loro semplicità ma soprattutto alla loro dedication, sempre presente in ogni passo della loro carriera. Siete in Italia, al Teatro dell’Opera di Roma, per due serate: danzerete insieme nel celeberrimo “Lago dei cigni”, balletto che da sempre risveglia anche gli spettatori più pigri. Come vi sentite? ID: Sono molto felice: danzare in teatri importanti è sempre stato il mio sogno e, renderlo realtà, è sicuramente fantastico. Roma è una città magica, eterna: “Il lago dei cigni” che balleremo la renderà ancor più bella, non ho alcun dubbio. JMC: É una sensazione bellissima, lo devo proprio ammettere! Roma è una bellissima città, le persone che vengono a teatro sono molto calorose e questo mi ...

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Mauro De Candia: un giovane coreografo alla ribalta mondiale

Inizi a danzare a 9 anni e già a 10 la prima borsa di studio presso l’accademia Grace di Montecarlo: quali furono, in quell’occasione, i pensieri di un bambino di 10 anni che si scopre “enfant prodige”? Beh, 10 anni di età, e soprattutto appena un anno di danza, non ti danno la maturità di comprendere realmente se ci sono potenzialità o possibilità che in futuro il tuo sogno si realizzi, perché per me di quello si trattava: di un sogno; io ho sempre voluto ballare, è una passione che coltivo sin da piccolo, ma non c’era ancora in me quella coscienza di dire “sì, questo sarà il mio futuro”; per me è stato un po’come trovarsi in una fiaba, anche perchè Montecarlo ai miei occhi offriva un clima principesco, diverso dal mondo quotidiano al quale ero abituato. Con gli anni poi il processo di maturazione è proseguito, è venuta fuori in me una coscienza sulle mie reali capacità e tutto ha assunto dei contorni più definiti. È stato traumatico lasciare il tuo paese a quell’età? Io penso che sia traumatico anche quando si è più grandi: è come tagliare una pianta dalle proprie radici per innestarla in un’altra terra. ...

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Garrison, insegnate storico della trasmissione Amici ci da un’anticipazione sulla prossima puntata e ci dice apertamente cosa pensa delle coreografie di Marco Garofalo

Lo abbiamo incontrato in un momento particolare e cioè mentre era in corso un acceso dibattito con Marco Garofalo ma lui, Garrison, insegnante storico della scuola di Amici di Maria De Filippi ci ha concesso ugualmente questa intervista con la sua solita simpatia e disponibilità. Allora Garrison, la trasmissione sta volgendo ormai al termine di questa stagione, sei soddisfatto di com’è andata quest’anno? Sì molto, e devo dire che il mio intuito è stato quello giusto. Già all’inizio dell’anno avevo scelto Giulia Pauselli come mia allieva e posso dire che ho azzeccato pienamente la scelta perché lei è una ballerina molto versatile che mi permette di esprimermi coreograficamente  in più settori. Ti sei sempre affezionato molto ai tuoi allievi È la verità. Professionalmente parlando mi piace quando vedo questi ragazzi ballare le mie coreografie così come le ho pensate e questa non è una cosa semplice, spesso gli allievi sono immaturi oppure non riescono ad entrare in sintonia con me. Io mi affeziono a loro per quello che mi danno anche se a volte sono rimasto molto deluso. Ho notato che quando si offre tanto a persone sbagliate, poi ci può essere chi se ne approfitta e di questo rimango ...

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Michele Villanova: “Dal punto di vista professionale mi dissocio completamente da come gli insegnanti gestiscono la danza ad Amici”

Michele Villanova, primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano, si diploma con il massimo dei voti alla scuola del Teatro Bolshoi. Lavora come Maitre de Ballet e Professeur presso il Teatro alla Scala e come ospite al Teatro San Carlo di Napoli. Maestro Villanova, cosa pensa dell’edizione di quest’anno di Amici di Maria De Filippi? Quest’anno per quanto riguarda la danza c’è una situazione più congrua e lo dimostra anche il fatto che ci sono ben quattro ballerini che potrebbero arrivare in finale, tutti tra l’altro proveniente da scuole di ballo molto importanti. Devo riconoscere il merito alla trasmissione per la divulgazione che sta offrendo della danza, certe volte però si rischia di divulgare sia in modo positivo che in modo negativo e quindi aggiungo che dal punto di vista professionale mi dissocio completamente sul modo in cui viene gestito il settore classico, devo dire che provo a volte anche un certo imbarazzo. Un giudizio allora su quello che è il suo settore, la danza classica Il problema che riscontro anche quest’anno è lo stesso che avevo già denunciato la scorsa edizione, il ricopiare le variazioni da youtube, ovvero insegnare ai ballerini ad eseguire quello che vedono in un ...

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Mario Marozzi: “La danza è veramente la mia vita! L’ho conosciuta da piccolo, ci sono cresciuto, è parte integrante del mio essere”

Étoile al Teatro dell’Opera di Roma, dopo tanti anni: un titolo “pesante”… Si, è un titolo molto forte ma è anche un segno tangibile di riconoscimento di quello che ho fatto nella mia carriera e nel mio teatro, per tanti anni. Credo sia stata una cosa giusta! A onor del vero, ero già primo ballerino: di fatto tra i due titoli cambia pochissimo, è semplicemente un modo per dare un qualcosa in più a chi, magari, ha effettivamente dato tanto per l’istituzione per cui lavora. Secondo te, è vero che oramai non ci sono più le stelle di un tempo? Nel senso: le compagnie sono composte di bravissimi ballerini, ma non c’è più chi spicca, che si distingue? È vero, ma credo che si debbano cercare le ragioni di questo “cambiamento” sul livello raggiunto dalla danza: siamo andati veramente avanti, i ballerini sono tutti molto preparati. È pur vero che, purtroppo, ultimamente si riscontra molta superficialità tra le persone che svolgono questo lavoro: pochissimi sono i danzatori a mettere ancora tutta l’anima! Fare il ballerino è un mestiere difficile, è vero? Si, molto difficile. Come in tutte le cose, bisogna metterci testa, gambe ma soprattutto anima. Non tutti riescono a ...

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Alessandra Celentano: La verità paga sempre!

Durante la puntata di domenica 23 gennaio è nata una disputa piuttosto intensa tra Lei ed il maestro Cannito. Semplici divergenze d’opinione oppure c’è dell’altro?   Da parte mia non c’è assolutamente nulla, per me non è una questione di opinioni ma esiste una verità, anche se ci sono dei metodi per rigirare le carte in tavola. Io preferisco dire le cose come stanno, dico la verità ed alla fine, col tempo, la verità paga sempre.   È stata accusata di essere incompetente e di utilizzare il social network youtube per realizzare le Sue coreografie, come risponde a queste dichiarazioni? Il repertorio classico è talmente vasto che esistono così tante versioni dei balletti che ognuno è libero di consultare e farsi un’idea. Per quanto riguarda le offese sul piano professionale, che mi rivolge Luciano Cannito, la cosa non mi tange affatto anche perché il suo pensiero non lo tengo in considerazione, per cui per me non rappresentano un problema.  A sorpresa in puntata è stata tirata in ballo l’etoile Elisabetta Terabust, sotto la cui direzione lei ha spesso lavorato come Maître de ballet. Se lo aspettava? Non me lo aspettavo affatto, e se si guarda con attenzione quel momento si vede ...

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Luciano Cannito: “In trasmissione Elisabetta Terabust mi ha dato ragione, e poi… nemmeno Maya Plitseskaya era perfetta”

  Luciano Cannito, in un’intensa ed accorata intervista al giornaledelladanza.com, ribadisce il suo pensiero sull’alterco avuto in diretta con Alessandra Celentano durante la trasmissione Amici di Maria De Filippi. Cannito tiene a ribadire la stima e l’ammirazione per l’étoile Elisabetta Terabust ma ci racconta anche altro… Luciano, vogliamo chiarire definitivamente l’ormai cosiddetto “caso Terabust”? Forse c’è ormai poco da chiarire perché le mie dichiarazioni sono state confermate dalla stessa Terabust ed è stata questa la cosa divertente. Io avevo dichiarato che non sono certamente 32 fouettés a fare una ballerina e lei, da grande artista e dall’alto della sua esperienza , ha confermato questo mio concetto. “Perfino una grande artista come Elisabetta Terabust in realtà eseguiva al massimo otto fouettés”, una dichiarazione apparsa a molti inopportuna Se ho portato ad esempio Elisabetta Terabust è stato perché l’adoro e l’ammiro moltissimo, non sono mai andato a vederla in teatro per i fouettés ma per tutto il resto che solo una grande star come lei sapeva dare al pubblico. Se vogliamo portare un ulteriore esempio la Maximova, di stile più classico/accademico, eseguiva degli ottimi virtuosismi ma nel moderno aveva qualche difficoltà. Questo vuol dire che la danza non è fatta di assoluti. ...

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Guido Lauri: la danza per me è una preghiera, una missione…dobbiamo essere sacerdoti di questa passione!

Incantata, sarei rimasta ore ferma immobile, in religioso silenzio, ad ascoltare le sue magnifiche storie, i ricordi di un danzatore che ha vissuto la danza classica di un tempo, quando ancora la televisione non c’era e si intraprendeva una carriera soltanto perché spinti dal desiderio di diffondere l’arte. Guido Lauri è una persona anziana ma non vecchia, sa di aver la storia della danza italiana ma quasi limita all’essenziale la descrizione dei suoi successi: proprio questo suo essere quasi schivo alla popolarità lo rende un ballerino, coreografo e insegnante di danza ancor più speciale e fuori dai canoni a cui la società odierna si sta, purtroppo, adagiando. La sua carriera è veramente speciale e lunga. Danza, infatti, dalla fine degli anni venti quando, alla tenera età di sei anni, entra alla scuola del Teatro dell’Opera di Roma: un periodo storico importante che lui, con i studi e le sue coreografie, ha saputo rendere ancor più speciale. Studia la tecnica con Nicola Guerra, Teresa Battaggi, con i maestri della Russia degli Zar e, subito dopo il diploma, ottiene la qualifica di primo ballerino étoile. Interprete versatile, porta le sue innate doti in numerosi teatri italiani (Teatro alla Scala di Milano, il ...

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