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I Grandi della Danza

Anniversario di nascita di Anna Pavlova: il Cigno Eterno

Nel silenzio sospeso che precede ogni grande apparizione, quando il sipario trattiene il respiro e la luce accarezza appena il palcoscenico, sembra ancora possibile scorgere l’ombra lieve di Anna Pavlova. Non come un ricordo lontano, ma come una presenza che appartiene all’aria stessa del teatro. Nell’anniversario della sua nascita (San Pietroburgo, 12 febbraio 1881 – L’Aia, 23 gennaio 1931) celebriamo non soltanto una danzatrice, ma un’idea di bellezza che ha attraversato il tempo con la grazia di un volo. Anna Pavlova non danzava: trasfigurava. Il suo corpo, minuto e vibrante, era strumento docile di una musica interiore che pareva precedere l’orchestra. In lei la tecnica non era mai ostentazione, ma disciplina al servizio dell’incanto. Ogni arabesque si allungava come un pensiero luminoso; ogni plié custodiva la promessa di un’ascesa. E quando, sulle note di Le Cygne, il suo braccio si incurvava in un’ala tremante, il mondo intero comprendeva che la fragilità può essere la forma più alta della forza. Il Cigno non fu soltanto un assolo divenuto leggenda: fu una rivelazione estetica. In quei pochi minuti, Pavlova seppe inscrivere l’eternità nella brevità, trasformando la danza in poesia visibile. Non era la morte del cigno a commuovere, ma la sua irriducibile ...

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Anton Dolin: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Un nome d’arte molto “russo”: In realtà si chiamava Sydney Francis Patrick Chippendall Healey-Kay. Scelse il nome Anton Dolin per evocare il prestigio del balletto russo, allora considerato il vertice assoluto della danza classica. Stella dei Ballets Russes (senza essere russo): Fu uno dei pochissimi ballerini britannici a diventare una star dei Ballets Russes di Sergej Djagilev, la compagnia più rivoluzionaria del primo Novecento. Un risultato enorme per l’epoca. Un sodalizio leggendario con Alicia Markova: La sua partnership con Alicia Markova è una delle più celebri della storia del balletto. Insieme fondarono il Festival Ballet, che oggi conosciamo come English National Ballet. Non solo interprete, ma anche coreografo e direttore: Dolin non si limitò a danzare: fu coreografo, maestro e direttore artistico, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo del balletto classico in Gran Bretagna, quando non era ancora una tradizione consolidata. Figura elegante, carismatica e fuori dagli schemi: Era noto per il suo stile raffinato, la presenza scenica magnetica e una personalità forte. In un’epoca piuttosto rigida, visse la sua identità con relativa libertà, diventando anche un simbolo di indipendenza artistica. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Yvette Chauviré: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Étoile del Balletto dell’Opéra di Parigi: Yvette Chauviré è diventata prima ballerina étoile dell’Opéra di Parigi nel 1941, a soli 21 anni. Questo titolo è il massimo riconoscimento per un ballerino in Francia, e la sua nomina segnava già il suo talento straordinario e la sua eleganza classica senza pari. Il fisico perfetto per il balletto classico: Chauviré era famosa per la sua linea armoniosa e la leggerezza in aria. Nonostante la sua statura relativamente alta per una ballerina (1,68 m), riusciva a muoversi con una leggerezza che dava l’impressione di fluttuare, guadagnandosi il soprannome di “la ballerina dei sogni”. Ruoli leggendari e collaborazioni: Ha interpretato ruoli iconici come Giselle, Odette/Odile in Il Lago dei Cigni e Coppélia, lavorando con coreografi del calibro di Serge Lifar e Roland Petit. La sua capacità di fondere tecnica impeccabile e intensità emotiva la rendeva unica, capace di rendere ogni ruolo indimenticabile. Carriera longeva e insegnamento: Anche dopo il ritiro dalle scene nel 1966, Yvette Chauviré ha dedicato la sua vita all’insegnamento e alla promozione del balletto classico, diventando maestra e mentore per molte generazioni di ballerini. La sua influenza sulla scuola francese è durata decenni. Riconoscimenti e onorificenze: Oltre ad essere étoile, è ...

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Zizi Jeanmaire: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Una ballerina precoce e prodigiosa: Zizi Jeanmaire, nata a Parigi nel 1924, iniziò la sua formazione nella danza fin da bambina. Studiò con maestri prestigiosi come Olga Preobrajenska e si distinse presto per la sua tecnica raffinata e il carisma scenico, diventando rapidamente una delle étoile più amate della danza francese. Icona della danza e del teatro musicale: Oltre al balletto classico, Zizi fu celebre per la sua versatilità: collaborò con coreografi come Roland Petit, il futuro marito, e partecipò a spettacoli che mescolavano danza, teatro e cabaret. La sua performance in Carmen di Petit rimane una delle più iconiche della sua carriera, grazie alla sua energia teatrale e al suo stile provocante. Stile inconfondibile e innovativo: Zizi era nota per la sua eleganza, ma anche per la capacità di unire danza classica e modernità. La sua cifra stilistica includeva: movimento sensuale e sicuro di sé; abiti teatrali audaci e sofisticati; espressività facciale che raccontava storie senza l’uso delle parole. Questo approccio la rese non solo ballerina, ma vera performer completa. Musa e partner di Roland Petit: Il rapporto artistico e personale con il coreografo Roland Petit fu fondamentale. Non solo fu sua moglie per decenni, ma anche musa ispiratrice: ...

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Jorge Donn: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Dalla Argentina al palcoscenico mondiale: Nato a Buenos Aires nel 1947, Jorge Donn iniziò a danzare da bambino e a soli sedici anni lasciò l’Argentina per trasferirsi a Bruxelles, dove entrò nella compagnia di Maurice Béjart, segnando l’inizio di una carriera internazionale. Il ballerino prediletto di Béjart: Béjart creò numerose coreografie appositamente per lui, tra cui Bhakti e Nijinsky, Clown de Dieu. Donn era capace di unire forza tecnica e intensità drammatica, diventando il volto stesso della compagnia. Un Bolero diventato leggenda: La sua interpretazione maschile di Bolero di Ravel, originariamente pensata per una donna, lo rese celebre in tutto il mondo. La performance fu immortalata anche nel film Les uns et les autres di Claude Lelouch, portando la sua arte al cinema. Innovatore della danza contemporanea: Oltre a danzare, Donn fu direttore artistico e pioniere della danza contemporanea. Fondò l’Europa Ballet e collaborò con compagnie internazionali, contribuendo a diffondere una visione innovativa della danza moderna. Un’eredità che dura nel tempo: Morì prematuramente nel 1992, a 45 anni, ma la sua influenza è ancora viva: in Argentina il 28 febbraio è il Día del Bailarín, e coreografi di tutto il mondo continuano ad ispirarsi alla sua energia e al suo ...

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Alicia Markova: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Prima ballerina inglese di fama internazionale: Alicia Markova (1910-2004) è stata la prima ballerina britannica a raggiungere fama mondiale. Fin da giovane mostrò un talento straordinario e fu notata da importanti coreografi, diventando una delle principali interpreti di balletto classico, spesso al fianco di Anton Dolin. La sua carriera l’ha portata a danzare nei teatri più prestigiosi del mondo. Nome d’arte legato alle origini: Il suo vero nome era Lilian Alicia Marks, ma decise di usare il nome d’arte Alicia Markova perché suonava più “europeo” e adatto al mondo del balletto, che all’epoca era dominato da nomi russi e francesi. Questa scelta fu strategica per ottenere maggiore riconoscimento internazionale. Fondatrice di compagnie di danza: Oltre a ballare, Markova contribuì enormemente alla diffusione del balletto in Inghilterra. Nel 1931 co-fondò con Anton Dolin il Ballet Club, che poi divenne il Ballet Rambert, e più tardi fu tra i membri fondatori del Sadler’s Wells Ballet, il precursore del Royal Ballet. Il suo ruolo di pioniere ha permesso al balletto inglese di affermarsi su scala mondiale. Tecnica raffinata e grazia inimitabile: Markova era famosa per la sua leggera eleganza e precisione tecnica. La critica la descriveva come una ballerina “eterea”, capace di combinare ...

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Isadora Duncan: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Danzava a piedi nudi: Isadora ruppe con la danza accademica del suo tempo esibendosi senza scarpette e senza tutù. Per lei il movimento doveva nascere in modo naturale dal corpo, in contatto diretto con la terra. Si ispirava all’Antica Grecia: La sua arte era fortemente influenzata dall’estetica greca classica: tuniche leggere, pose armoniche e un’idea di danza come espressione libera dell’anima, non come esercizio tecnico. Rivoluzionò il rapporto tra musica e danza: Fu tra le prime a danzare su musica sinfonica e classica (Beethoven, Chopin, Gluck), non composta appositamente per il balletto, creando un nuovo dialogo tra movimento e musica. Una vita segnata dalla tragedia: La sua esistenza fu drammatica: nel 1913 perse entrambi i figli in un incidente nel fiume Senna. Questo evento influenzò profondamente il tono emotivo delle sue coreografie successive. Una morte simbolica e tragica: Morì nel 1927 a Nizza in modo assurdo e celebre: la sua lunga sciarpa si impigliò nella ruota dell’automobile su cui viaggiava, causandole la morte. Un epilogo che contribuì al mito romantico attorno alla sua figura. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Nel giorno della sua nascita: ricordando Bruno Vescovo

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita (5 febbraio 1949 – 30 dicembre 2023) il nome di Bruno Vescovo torna a risuonare come una presenza viva nella storia della danza italiana. Primo ballerino del Teatro alla Scala, Vescovo ha incarnato un’idea di arte che andava oltre la perfezione tecnica, toccando quella zona più profonda in cui il movimento diventa linguaggio dell’anima. Alla Scala, tempio mondiale del balletto, Bruno Vescovo non è stato soltanto un interprete, ma un punto di riferimento. Il suo stile univa rigore e naturalezza, disciplina e libertà espressiva. Ogni gesto appariva necessario, mai superfluo; ogni passo sembrava nascere da un ascolto intimo della musica e dello spazio. Non danzava solo per esibirsi, ma per raccontare, per dare forma a emozioni che altrimenti sarebbero rimaste senza voce. Chi lo ha visto in scena ricorda la sua capacità di abitare il palco con una presenza sobria e magnetica. Non c’era enfasi gratuita nei suoi ruoli, ma una profondità silenziosa che conquistava lo sguardo dello spettatore. Vescovo sapeva rendere umano anche il virtuosismo più astratto, trasformando la tecnica in strumento di verità espressiva. Essere primo ballerino alla Scala significava, per lui, assumere una responsabilità artistica e morale: rappresentare una tradizione prestigiosa, ma ...

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Fanny Cerrito: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Una delle pochissime coreografe donne dell’Ottocento: In un’epoca dominata dagli uomini, Fanny Cerrito non fu solo ballerina ma anche coreografa: un fatto rarissimo allora. Creò e firmò diversi balletti, dimostrando un controllo artistico totale sul proprio lavoro. Rivale (e collega) di Marie Taglioni: Fu spesso messa a confronto con Marie Taglioni. Se Taglioni incarnava l’etereo e lo spirituale, Cerrito era famosa per la brillantezza tecnica, la vivacità e il temperamento. Due stili diversi, entrambe icone assolute. Un successo internazionale: Nata a Napoli, conquistò le più importanti scene d’Europa: Parigi, Londra, Milano, Vienna. In particolare a Londra fu una vera celebrità, amatissima dal pubblico inglese. Protagonista del leggendario “Pas de Quatre”: Nel 1845 danzò nel celebre Pas de Quatre, insieme a Marie Taglioni, Carlotta Grisi e Lucile Grahn: un evento storico che riunì le quattro più grandi ballerine viventi dell’epoca sullo stesso palco. Una carriera lunghissima e una vita indipendente: Ballò ad altissimo livello fino a un’età avanzata per l’epoca e, dopo il ritiro, visse in modo indipendente, dedicandosi all’insegnamento e alla gestione dei propri affari — una vera donna moderna ante litteram. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Erik Bruhn: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Il principe del balletto maschile: Erik Bruhn è considerato il modello del danzatore classico moderno: linee pure, tecnica impeccabile, eleganza naturale. Ha ridefinito l’idea del ballerino come protagonista, non solo come “partner” della ballerina. Il leggendario Albrecht in Giselle: Il suo Albrecht è entrato nella storia: famoso per la perfezione dei salti, l’equilibrio assoluto e soprattutto per l’intensità drammatica. Molti lo considerano ancora oggi un punto di riferimento insuperato. Una carriera internazionale da giovanissimo: Debuttò come primo ballerino al Royal Danish Ballet a soli 18 anni e divenne rapidamente una star mondiale, danzando con le più grandi compagnie, tra cui American Ballet Theatre e Opéra di Parigi. Difensore della tradizione bournonvilliana: Bruhn fu un custode rigoroso dello stile Bournonville: leggerezza, musicalità, modestia apparente della tecnica. Lo studiò a fondo e lo trasmise come maestro e direttore artistico, soprattutto durante la sua direzione del National Ballet of Canada. Un artista colto e riservato: Amava la letteratura, la filosofia e l’arte visiva. Fu una persona estremamente discreta sulla propria vita privata, ma è noto il suo legame profondo con Rudolf Nureyev, fatto di stima, confronto artistico e sentimento. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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