«L’essere umano, a differenza degli animali non ha istinti, neanche quello materno, ma è frutto di produzioni culturali che, in ogni momento storico, trasformano concetti, credenze, forme e modalità di vita». Michela Lucenti racconta così l’assunto da cui muove Madre, la nuova creazione da lei firmata con il suo Balletto Civile che unisce parola, danza e musica in uno spettacolo di teatro totale. Dopo il sulfureo e acclamato Maestro e Margherita della scorsa stagione, Michela Lucenti e Balletto Civile tornano al Teatro Astra per la Stagione TPE 19.20 e il cartellone di Palcoscenico Danza da venerdì 6 a domenica 8 marzo 2020. Madre parte dal concetto controverso di rivoluzione per arrivare a una produzione che abbraccia diversi linguaggi del contemporaneo. L’uomo sente periodicamente il bisogno di capovolgimenti impetuosi e brutali. Le rivoluzioni hanno cambiato la storia del mondo, anche quando hanno fallito negli obiettivi iniziali. Siamo figli di questo secolo di rivolte e di diritti conquistati, sappiamo tagliare il cordone ombelicale con la nostra nascita? Cambiare il mondo significa innanzitutto sconvolgere il sistema che ci ha generato. Una scelta di rottura, quasi sempre sferzante, che si oppone a quella di progresso flessibile e naturale. Uno sradicamento. Una sorta di incipit che dà l’equazione del rapporto di ciascuno con il concetto di rivoluzione. Il rapporto con la madre. Cambiare il mondo significa innanzitutto sconvolgere il ...
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