Un viaggio che trova il suo naturale incipit nella notte dei tempi per giungere al futuro, attraverso il sistema solare e le costellazioni riconducendoci nell’iniziale fascino arcaico del “fuoco”, danzando nel corso dei secoli e riflettendo l’elemento chiave dei miti in una funzione rituale che funge da elemento mediatore nella comunicazione tra uomo e divino. Il narrare storie per tramite di un moto incalzante pone Wayne McGregor sul piedistallo della sua generosa e brillante creatività, lasciando sprigionare l’immortalità corporea dell’essere umano. In apertura di sipario la struggente musica di Vivaldi, con il brano “Sposa son disprezzata” nell’interpretazione toccante di Cecilia Bartoli, ha accompagnato la “prefazione in movimento” dando immediatamente una sensazione mistica e letteraria, infondendo una dinamica mai ininterrotta. Lo stile di McGregor, riempie con maestrìa ed ingegno tecnico la scena per mezzo di una visione vertiginosa, esaminando l’atteggiamento dell’organismo da una prospettiva storica lasciando affiorare i presupposti scientifici in una inscindibile mescolanza tra spirito, carne ed anima. La luce, superbamente a cura di Lucy Carter, si plasma e si fonde con gli straordinari e rigorosi danzatori fino a diventarne materia compatta donando un incedere enigmatico ma di sicura potenza attrattiva. La linfa vitale dei dieci preziosi elementi della “Company ...
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