
Il balletto classico preferito?
La Bayadère.
Il balletto contemporaneo prediletto?
Shoot the Moon di Sol Leon & Paul Lightfoot.
Il teatro del cuore?
Teatro San Carlo di Napoli.
Un romanzo da trasformare in balletto?
Non un romanzo, ma un personaggio della letteratura: Luigi Pirandello.
Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
C’è ancora domani di Paola Cortellesi.
Il costume di scena che hai preferito indossare?
I pantaloni di tulle dello spettacolo TUTU.
Quale colore associ alla danza?
Bianco.
Che profumo ha la danza?
Fiori d’arancio.
La musica più bella scritta per balletto?
La Bayadère.
Il film di danza irrinunciabile?
Center Stage.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Violette Verdy e Rudolf Nureyev.
Il tuo passo di danza preferito?
Les pirouettes.
Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza?
L’idolo d’oro ne La Bayadère.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
George Balanchine.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Porta la danza ovunque nel mondo, nessun escluso.
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Amore, perseveranza e passione.
Come ti vedi oggi allo specchio?
In pace con me stesso, follemente innamorato della danza e libero dal peso delle aspettative e dai giudizi. Cerco di comportarmi sempre con gentilezza ed empatia, verso gli altri e verso me stesso.
Michele Olivieri
Foto di Rosellina Garbo
www.giornaledelladanza.com
© Riproduzione riservata
Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore