
Il balletto classico preferito?
La Bella Addormentata.
Il balletto contemporaneo prediletto?
White Darkness di Nacho Duato.
Il Teatro del cuore?
Teatro Olimpico di Vicenza.
Un romanzo da trasformare in balletto?
Il piccolo principe.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Interstellar.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
In Die Jahreszeiten di Beate Vollack, il costume che riprende il quadro Composition di Piet Mondrian.
Quale colore associ alla danza?
Rosso.
Che profumo ha la danza?
Un Profumo di libertà, luce e respiro.
La musica più bella scritta per balletto?
Pyotr Ilyich Tchaikovsky – Grand Pas de Deux dello Schiaccianoci.
Il film di danza irrinunciabile?
Billy Elliot.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn.
Il tuo “passo di danza” preferito?
Renversé.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
James – La Sylphide.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
Marius Petipa.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Grazie per avermi insegnato che il vero linguaggio dell’anima è il corpo che racconta, e che la libertà si misura in passi e silenzi insieme.
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Passione, Sacrificio, Perseveranza.
Come ti vedi oggi allo specchio?
Mi vedo come un viaggio in corso, con cicatrici che raccontano storie e occhi che ancora brillano. Grato di essere qui con tutto ciò che sono e con le mie imperfezioni.
Michele Olivieri
Foto di Leo Dang Photography
www.giornaledelladanza.com
© Riproduzione riservata
Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore