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Tag Archives: La Bella Addormentata

Il danzatore professionista Francesco Mezzoli “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il mio balletto preferito è da sempre Lo Schiaccianoci. Mi affascinano la sua trama e la sua straordinaria musica. Inoltre, è stato uno dei primi balletti che ho interpretato appena entrato alla Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala ed è stato anche il primo balletto che ho danzato da professionista, una volta entrato in compagnia. Per questo motivo ho un legame molto forte e speciale con quest’opera. Il balletto contemporaneo prediletto? Attualmente non saprei indicarne uno in particolare. Fin da piccolo sono sempre stato maggiormente affascinato dal balletto classico e ho dedicato gran parte della mia attenzione a questo repertorio. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala di Milano. Fin da bambino ho sempre sognato di danzare su quel prestigioso palcoscenico e ho avuto la fortuna di poterlo fare quando ero allievo dell’Accademia. È stata una delle emozioni più belle della mia vita. In futuro mi piacerebbe tornare ad esibirmi alla Scala come ballerino professionista e non più come allievo. Un romanzo da trasformare in balletto? Anna Karenina di Lev Tolstoj. È un romanzo che possiede tutti gli elementi ideali per essere trasformato in balletto: passione, tradimento, grandi emozioni, scene di forte impatto ...

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La ballerina della State Opera Stara Zagora Alessia Bacchin “allo specchio”

Balletto classico preferito? Il mio balletto classico preferito, anche se difficile scegliere, credo che sia La bella addormentata, proprio perché riesce secondo me a rappresentare al meglio la danza classica con la sua eleganza, precisione dei movimenti e musicalità. Mi piace il fatto che ci siano molti ruoli molto diversi tra loro, dove in ognuno di essi puoi sperimentare nuovi modi per interpretarli, sia a livello tecnico che artistico. Balletto contemporaneo preferito? Minus 16 coreografato da Ohad Naharin è sempre stato uno dei balletti di contemporaneo che mi ha sempre affascinato, ha questa energia travolgente che ti cattura sin dall’inizio fino alla fine. A me personalmente esprime la ricerca della libertà, perché molte volte ci sentiamo intrappolati o giudicati dagli altri o anche da noi stessi e nel balletto, attraverso i movimenti grandi e improvvisi, riesce proprio a dare questa sensazione a chi sta guardando. Il teatro del cuore? Il mio teatro del cuore credo che sia sempre stato il Teatro Mariinskij, che rappresenta per me la grande tradizione e cultura del balletto e dove si sono esibiti tra i più importanti ballerini della storia. Un romanzo da trasformare in balletto? Un romanzo che trasformerei in balletto sarebbe Oliver Twist, ...

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Il maestro e direttore d’orchestra Felix Korobov “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Il balletto contemporaneo che ami di più? I balletti di John Neumeier. Qual è il teatro del tuo cuore? Il Teatro alla Scala e la compagnia dello Stanislavskij. Quale romanzo vorresti trasformare in balletto? I romanzi di Evelyn Waugh. E quale film potrebbe diventare, secondo te, uno splendido balletto? Un uomo, una donna di Claude Lelouch. Il costume di scena che hai preferito nella storia della danza? Il costume di Anna Pavlova per la Morte del Cigno. A quale colore associ la danza? Il bianco e il crema. Che profumo ha la danza? L’odore delle quinte del teatro: sudore, adrenalina e piacere. La musica più bella mai scritta per un balletto? Quella di Čajkovskij. Il film sulla danza a cui non rinunceresti mai? Perché la gente applauda dell’Accademia Vaganova. Due miti della danza del passato, un uomo e una donna? Enrico Cecchetti e Anna Pavlova. Il tuo “passo di danza” preferito? Ogni passo nel balletto ha la sua bellezza. Tra i personaggi del grande repertorio classico, chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita? Il Boléro di Maurice Béjart. Chi è stato il genio assoluto dell’arte coreografica? Petipa, Neumeier e Baryshnikov. Se oggi ...

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L’album fotografico della ballerina-attrice Natalia Strozzi

A vent’anni dalla prima pubblicazione, esce per Polistampa la quarta edizione del libro di Natalia Strozzi, in lingua inglese: Easy to remember. Album of Memories of an Artist (240 pp., 20 euro). Il volume ripercorre la brillante carriera della Strozzi come ballerina classica, attraverso gli scatti che hanno immortalato la sua vita sui palcoscenici internazionali. Rampolla di due delle più antiche dinastie fiorentine, i Guicciardini e gli Strozzi (produttori della storica Vernaccia di San Gimignano dal 1200), oltre che discendente di Lisa Gherardini del Giocondo – la Monna Lisa di Leonardo – Natalia è nata a Firenze il 5 febbraio 1977 ed è cresciuta parlando cinque lingue. L’amore per la danza arriva quando la portano a vedere Petruschka di Stravinsky e La Bella Addormentata. A cinque anni comincia a studiare danza, parallelamente coltiva lo studio del pianoforte che la vede esibirsi in concerti pubblici e televisivi. Il suo talento è stato notato da vari personaggi del mondo dell’arte e dello spettacolo, in particolare da Rudolf Nureyev (che l’ha sempre seguita), Plissetskaja, Makarova, Baryshnikov e Gregory Peck. A tredici anni decide di andare a perfezionarsi alla prestigiosa Accademia Vaganova di San Pietroburgo e in seguito diventa solista al teatro Kirov-Marinskij. Ha ...

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Addio a Claude Bessy, leggenda dell’Opéra di Parigi

Claude Bessy è stata una figura centrale della danza francese del secondo Novecento, una personalità capace di incarnare al tempo stesso la disciplina rigorosa della tradizione accademica e una visione pedagogica moderna, destinata a lasciare un’impronta profonda nella formazione di generazioni di ballerini. Nata a Parigi nel 1932, in un contesto culturale ancora segnato dalle ferite della guerra ma animato da una forte volontà di rinascita artistica, si avvicinò alla danza in età precoce, mostrando fin da subito un talento fuori dal comune e una determinazione che sarebbe diventata una delle sue caratteristiche distintive. Entrata giovanissima alla Scuola dell’Opéra di Parigi, fu formata secondo i canoni più esigenti della scuola francese, dove precisione, eleganza e purezza della linea rappresentano valori imprescindibili. La sua ascesa fu rapida e, dopo l’ingresso nel corpo di ballo, iniziò a distinguersi per una tecnica brillante e una presenza scenica magnetica. Nel 1956 fu nominata étoile dell’Opéra di Parigi, consacrazione ufficiale di una carriera che fino a quel momento aveva già mostrato qualità eccezionali. Questo riconoscimento la collocò stabilmente tra le interpreti di riferimento della compagnia in un periodo di grande trasformazione artistica. Il suo repertorio era ampio e rivelava una versatilità rara: affrontò con successo i ...

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Gala per il 100° di Peter Wright al Birmingham Royal Ballet

Il Birmingham Royal Ballet dedica il prossimo 18 giugno una serata di particolare rilievo alla celebrazione del centenario di Sir Peter Wright, figura fondamentale non solo per la storia della compagnia, ma per l’intero sviluppo del balletto britannico del secondo Novecento. Più che un semplice omaggio, l’evento si configura come un percorso nella memoria artistica di Wright, costruito attraverso alcune delle pagine più emblematiche del grande repertorio classico, cui egli ha saputo conferire nel tempo una cifra stilistica riconoscibile e duratura. La serata si sviluppa come una successione di momenti tratti da titoli che hanno segnato in maniera decisiva la sua carriera e il profilo stesso della compagnia: Il lago dei cigni, La bella addormentata, Coppélia e Giselle. Opere che appartengono al cuore della tradizione accademica, ma che, attraverso le produzioni firmate o curate da Wright, hanno trovato una nuova vitalità scenica, capace di coniugare rigore formale e chiarezza narrativa. In esse si riflette quella visione del balletto che ha sempre contraddistinto il coreografo inglese: un teatro della danza in cui la costruzione drammaturgica, la musicalità e l’attenzione al dettaglio concorrono a creare un’esperienza pienamente immersiva. Questa prima parte della serata assume così il valore di una vera e propria ...

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Al Teatro Arcimboldi ‘La Bella Addormentata’ a cura di A.U.B.

Ritorna al TAM Teatro Arcimboldi Milano sabato 25 e domenica 26 aprile 2026 La Bella Addormentata, balletto portato in scena dagli allievi dell’Accademia Ucraina di Balletto di Milano. E anche questa volta, il balletto sarà accompagnato dalla musica dal vivo di OFI Orchestra Filarmonica Italiana, diretta dal M° Marco Dallara. La Bella Addormentata sarà presentata nella sua versione più famosa nel rispetto della tradizione del repertorio classico. I tre atti, ricchi di virtuosismi solistici e di ampie scene d’insieme affidate al corpo di ballo, condurranno il pubblico nel mondo incantato di una favola senza tempo, familiare a tutti noi. Scenografie di alto livello, ricchi costumi e qualità tecnica saranno al centro di un grande lavoro di precisione sia a livello esecutivo che a livello espressivo. Anche questa volta, guest star internazionali ad arricchire lo spettacolo: accanto agli allievi, danzeranno come protagonisti Michal Krčmář e Yuka Masumoto, primi Ballerini del Teatro dell’Opera di Helsinki. Il balletto è una celebrazione del trionfo del Bene sul Male attraverso l’amore puro e la rinascita. Rappresenta il culmine del romanticismo, simboleggiando la speranza, la crescita interiore (il risveglio) e la perfezione tecnica del balletto classico. La Bella Addormentata è spesso considerata il balletto dei balletti ...

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Annunciato l’addio alle scene di Dorothée Gilbert all’Opéra

  A quarantatré anni, quando l’arte ha ormai raggiunto quella maturità rara in cui tecnica ed espressione si fondono in un linguaggio unico e inconfondibile, Dorothée Gilbert si prepara a lasciare le scene. Non è un addio improvviso né inatteso, ma piuttosto il compimento naturale di un percorso straordinario, costruito con disciplina, grazia e una dedizione assoluta al balletto. La sua uscita di scena, prevista per il prossimo ottobre, segnerà la fine di un’epoca per l’Opéra di Parigi e per tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno riconosciuto in lei una delle interpreti più luminose della sua generazione. Entrata alla Scuola di danza dell’Opéra nel 1995, quando era ancora bambina, Gilbert ha incarnato fin dall’inizio quell’ideale di rigore e perfezione che contraddistingue la tradizione francese. In quelle sale cariche di storia, dove ogni gesto è tramandato come un’eredità preziosa, ha forgiato il proprio stile, assimilando una tecnica cristallina e sviluppando al tempo stesso una sensibilità artistica sempre più profonda. Il suo ingresso nel corpo di ballo a soli diciassette anni è stato il primo passo di una carriera rapida e brillante, segnata da una costante ascesa e da riconoscimenti sempre più significativi. Nel corso degli anni, Dorothée Gilbert ha ...

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La prima ballerina étoile Sabrina Brazzo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián su musiche di Wolfgang Amadeus Mozart. Il teatro del cuore? Teatro Marinskij di San Pietroburgo. Un romanzo da trasformare in balletto? La portalettere di Francesca Giannone Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Marie Antoinette del 2006 con Kirsten Dunst. Il costume di scena che hai preferito indossare? La grande gonna nera del balletto Bolero di Francesco Ventriglia. Quale colore associ alla danza? Un colore chiaro glitterato. Che profumo ha la danza? Quello del sudore. La musica più bella scritta per balletto? Chopin. Il film di danza irrinunciabile? Flashdance di Adrian Lyne. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo passo di danza preferito? Développé. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Aurora (La Bella Addormetata). Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Di rimanere immortale. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Folle, Magica, Irresistibile. Come ti vedi oggi allo specchio? No Comment! Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Il primo ballerino Andrea Volpintesta “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Scegliere un balletto classico preferito, per un danzatore, è davvero complicato. Ho avuto la fortuna di interpretarne molti e ognuno mi è rimasto nel cuore. Posso dire sinceramente Manon di Kenneth MacMillan, Onegin di John Cranko, ma anche i balletti di Rudolf Nureyev, come Il lago dei cigni, La bella addormentata e Don Chisciotte. Non è uno solo, ma ben cinque: faccio davvero molta fatica a scegliere quale, tra questi, sia il mio preferito. Il balletto contemporaneo prediletto? Sicuramente In the Middle, Somewhat Elevated di William Forsythe e poi il balletto che ha fatto innamorare me e Sabrina Brazzo, quello che ha fatto scattare la scintilla tra di noi e cioè Now and Then di John Neumeier. Il teatro del cuore? Il teatro del cuore non può che essere il Teatro alla Scala. Per me, fin da bambino, è stato il teatro prediletto: il luogo in cui sognavo di arrivare, di studiare, di crescere e di ballare. Non ci sono riuscito subito, perché ho avuto una parentesi all’Aterballetto di Reggio Emilia, ma in età piuttosto giovane ho avuto la fortuna di entrare con la direzione di Elisabetta Terabust. Devo dire che ho realizzato il mio sogno, ...

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