
Il balletto classico preferito?
Romeo e Giulietta in tutte le sue versioni. Simboleggia una storia di amore, unione e amicizia. Nonostante il finale tragico, può benissimo rappresentare una scena quotidiana ancora attuale.
Il balletto contemporaneo prediletto?
In the middle, somewhat elevated di William Forsythe. Dove porta la tecnica e la figura del ballerino ad esplorare oltre i canoni di dinamicità, fisicità e virtuosità.
Il Teatro del cuore?
Da Milanese cresciuto e formato a Milano, non posso che dire il Teatro alla Scala. È sempre magico tornarci.
Un romanzo da trasformare in balletto?
Essendo un amante di libri gialli, sarebbe interessante poterne rappresentare uno sotto forma di balletto. Magari un bel romanzo di Agatha Christie.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
La vita è bella di Roberto Benigni. Un film che ci ricorda quanto siano potenti l’amore e l’ironia nel proteggerci dalle difficoltà della vita.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
Il costume di Hans quando si trasforma in un principe nello Schiaccianoci. Prezioso ed elegante.
Quale colore associ alla danza?
Il bianco è il colore simbolo di eleganza e purezza in questa disciplina. Rappresenta anche l’unione di tutti i colori dello spettro, a simboleggiare le tante sfumature e sfaccettature che la caratterizzano.
Che profumo ha la danza?
Il profumo della pece e del linoleum in sala danza misto a quello delle luci e del trucco in palcoscenico.
La musica più bella scritta per balletto?
Tutte le composizioni di Tchaikovsky. Soprattutto con Il lago dei cigni, La bella addormentata e Lo Schiaccianoci ha creato delle musiche straordinarie.
Il film di danza irrinunciabile?
Sicuramente il primo che mi è capitato di vedere, Billy Elliot. Essendo l’unico maschio nel mio primo corso di danza mi ci rivedo molto. Credo proprio che questo film abbia ispirato un sacco di bambini ad approcciarsi al mondo della danza classica.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Tra i tanti, Michail Barysnikov si distingue non solo per la sua tecnica impeccabile e la fluidità dei suoi movimenti, ma anche per la sua capacità di innovare, avendo fuso magistralmente la tecnica classica con quella contemporanea. Carla Fracci, invece, ha portato la danza italiana a conquistare il mondo, esibendosi sui palcoscenici più prestigiosi al fianco delle più grandi leggende della danza.
Il tuo “passo di danza” preferito?
Non ho un passo specifico, ma più in generale i piccoli allegri. Salti veloci e dinamici che ti permettono di esprimere tecnica e artisticità.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Credo proprio che Romeo sia il personaggio giusto. La sua passione sfrenata, la sua lealtà incrollabile e quel tocco di romanticismo che lo contraddistingue sono elementi essenziali che arricchiscono la vita di ognuno di noi.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
Rudolf Nureyev è senza dubbio una delle figure più importanti nella storia del balletto, avendo trasformato le più grandi coreografie classiche e ridefinito il ruolo del ballerino, non più semplice partner, ma elevato a protagonista della scena.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
La danza è un’arte speciale e necessaria, aiutaci a proteggerla.
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Passione, disciplina e artisticità.
Come ti vedi oggi “allo specchio”?
Un ballerino maturo, grazie all’esperienza tra formazione e lavoro, grato per le opportunità che mi sto vivendo e curioso verso il futuro.
Michele Olivieri
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