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Il ruolo dell’uomo nella danza tra ignoranza e stereotipi sociali

E’ diffusa l’erronea credenza che la danza sia un’attività artistica destinata al sesso femminile e che richieda un limitato livello di forza fisica. Niente di più sbagliato. La danza è una disciplina dura, richiede sacrifici, dedizione, e un intenso allenamento muscolare e intellettivo.

Come abbiamo già discusso in articoli precedenti, il ragazzo che decide danzare viene considerato effeminato o delicato. In realtà, la prestanza e la potenza fisica sono essenziali per ballare, per ogni danzatore, uomo o donna che sia.

Durante il XV secolo, il balletto serviva a mostrare la posizione di una persona nella società, e le caratteristiche di grazia e delicatezza erano un segno di potere. Proprio per questo motivo nell’Académie Royale de Danse, la prima scuola di balletto creata da Luigi XIV di Francia, gli uomini erano i protagonisti degli spettacoli.

Dal diciannovesimo secolo le donne furono spinte maggiormente sotto i riflettori del balletto e il mondo occidentale cominciò ad adottare una visione discriminatoria nei confronti dei danzatori di sesso maschile.

Uno studio sociologico condotto nel 2003 ha evidenziato che i ballerini di danza classica erano oggetto di derisione sociale a causa della convinzione che il balletto sia un’attività esclusivamente femminile. Gli stereotipi riguardano, infatti, anche le ballerine, considerate esseri fragili ed emotivi, quando in realtà il lavoro fisico e l’equilibrio psichico richiesti per danzare sono enormi.

Inoltre nella danza, i danzatori maschi hanno ruoli e tecniche diversi rispetto alle controparti femminili, e devono sviluppare una muscolatura atletica notevole per sollevare la partner. Eseguire salti necessita di vigore e potenza fisica, e raggiungere la fluidità nell’esecuzione di movimenti forti richiede consapevolezza corporea, studio e tanta fatica.

Le concezioni negative sugli uomini che praticano la danza derivano dallo scarto tra lo stereotipo sociale maschile e i preconcetti che ruotano intorno al mondo della danza. Ci si aspetta che gli uomini mostrino caratteristiche come dominio, indipendenza, autorità, forza e mancanza di emozioni. Gli stereotipi sociali femminili, d’altra parte, includono sottomissione, dipendenza, conformità, vulnerabilità ed emotività.

La danza è una forma d’arte che prevede l’espressione di emozioni, per questo motivo gli uomini vengono derisi quando mostrano caratteristiche diverse rispetto a quelle definite dai ciechi occhi della società.

Genere maschile e mascolinità sono correlati e socialmente indistinguibili l’uno dall’altro, la mascolinità rappresenta una posizione sociale che si associa a determinati ruoli e pratiche, coinvolge molte qualità maschili stereotipate e, chi non soddisfa tali preconcetti viene ridicolizzato e ostracizzato.

Ci viene spesso ripetuto che la vera felicità deriva dal fare ciò che amiamo, tuttavia nel caso dei ragazzi che si avvicinano alla danza, questo consiglio non vale più: fare ciò che ami può causare emarginazione sociale, addirittura talvolta aggressioni fisiche.

I ragazzi che scelgono il balletto quindi sanno davvero vogliono fare e sono consapevoli di dover lottare per ottenerlo. Questa forza deriva dall’amore che la danza suscita in coloro che hanno la fortuna di comprenderla veramente e di realizzare la reale portata dei suoi insegnamenti.

Se tutti, uomini o donne, nella loro vita danzassero, avremmo indubbiamente una società migliore.

Stefania Napoli
© www.giornaledelladanza.com

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