
Il balletto classico preferito?
Giselle.
Il balletto contemporaneo prediletto?
Qualsiasi balletto di Sidi Larbi Cherkaoui.
Il Teatro del cuore?
La Scala.
Un romanzo da trasformare in balletto?
L’Alchimista di Paulo Coelho.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
La mia Africa di Sydney Pollack.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
Il costume, disegnato per me, da Karl Lagerfeld nel balletto Mea Culpa di Sidi Larbi Cherkaoui.
Quale colore associ alla danza?
Bianco.
Che profumo ha la danza?
Il profumo del legno.
La musica più bella scritta per balletto?
Il lago dei cigni.
Il film di danza irrinunciabile?
Il sole a mezzanotte di Taylor Hackford con Michail Baryšnikov.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Michail Baryšnikov e Carla Fracci.
Il tuo “passo di danza” preferito?
Sono due estremi e inseparabili: plié e tendu.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
La dama delle camelie è per me, in assoluto, il personaggio più coinvolgente appassionante ed emozionante da interpretare… ma vista la sua fine lo preferisco solo per il palcoscenico e non nella vita reale.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
Mats Ek.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Grazie a te, la danza è musica resa visibile.
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Passione, determinazione e gioia.
Come ti vedi oggi allo specchio?
Nonostante il passare del tempo, vedo ancora la bambina che sono stata.
Michele Olivieri
www.giornaledelladanza.com
© Riproduzione riservata
Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore