
La Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretta da Eleonora Abbagnato, conclude l’anno accademico 2025/2026 con il tradizionale spettacolo di fine anno, in programma il 15 e 16 luglio al Teatro Costanzi. Un appuntamento particolarmente atteso che rappresenta il momento culminante del percorso formativo degli allievi e l’occasione per mostrare al pubblico il lavoro svolto durante l’intero anno di studio.
La serata offrirà un programma ricco e articolato, capace di valorizzare le diverse competenze artistiche e tecniche degli studenti. In scena tre coreografie firmate da importanti protagonisti della danza internazionale: Scaramouche di José Carlos Martínez, su musica di Darius Milhaud; Pulse di Goyo Montero, su musica di Owen Belton; e Ricercare a nove movimenti di Amedeo Amodio, sulle note di Antonio Vivaldi.
Lo spettacolo conferma l’attenzione della direzione di Eleonora Abbagnato verso una formazione completa, che affianca allo studio del repertorio classico l’incontro con linguaggi contemporanei e con alcuni dei più autorevoli coreografi del panorama internazionale. Una visione didattica che negli ultimi anni ha contribuito a rafforzare il prestigio della storica scuola romana, fondata nel 1928 e considerata una delle più importanti istituzioni formative italiane nel campo della danza.
Per gli allievi, il saggio-spettacolo rappresenta molto più di una semplice esibizione: è il traguardo di mesi di impegno, disciplina e crescita artistica, ma anche un momento di confronto con il pubblico del Teatro Costanzi, luogo simbolo della grande tradizione tersicorea italiana.
L’evento si inserisce nel percorso di valorizzazione dei giovani talenti promosso dal Teatro dell’Opera di Roma e dalla sua direttrice Eleonora Abbagnato, che continua a investire nella formazione delle nuove generazioni di danzatori, offrendo loro occasioni concrete di crescita professionale e artistica.
Due serate che si preannunciano dunque come una vera festa della danza, all’insegna della passione, del talento e della continuità di una tradizione che guarda al futuro.
Sara Zuccari
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