
Nel mese di aprile 2026 l’attività dell’American Ballet Theatre si inserisce in quella fase intermedia della stagione che, pur priva della stabilità di una lunga tenitura nella sede newyorkese, rivela con particolare chiarezza la natura itinerante e internazionale della compagnia. Fondata nel 1939 da Lucia Chase e Richard Pleasant, l’ABT nacque con l’ambizione di creare negli Stati Uniti una compagnia capace di raccogliere e rappresentare l’intero patrimonio del balletto classico e moderno. Questo spirito enciclopedico è rimasto una costante nel corso dei decenni e continua a riflettersi anche nella programmazione contemporanea.
Dopo aver concluso a marzo la propria stagione primaverile al David H. Koch Theater di New York, dove sono stati presentati lavori che spaziano dal repertorio classico alle creazioni del Novecento e contemporanee, la compagnia prosegue in aprile con una tournée che la porta sulla costa occidentale degli Stati Uniti. In particolare, tra il 9 e il 12 aprile 2026, l’ABT è impegnato al Segerstrom Center for the Arts con una serie di rappresentazioni di Sylvia, balletto su musica di Léo Delibes che occupa un posto significativo nella storia del repertorio ottocentesco.
Sylvia, presentato per la prima volta nel 1876 all’Opéra di Parigi, rappresenta uno dei primi esempi di balletto in cui la partitura musicale assume una complessità sinfonica tale da influenzare profondamente la coreografia. La versione proposta dall’American Ballet Theatre si inserisce nella tradizione delle grandi riletture novecentesche, mantenendo l’impianto narrativo originale — ispirato alla mitologia pastorale — ma valorizzando al contempo le esigenze tecniche e interpretative dei danzatori contemporanei. In questo senso, la scelta di includere Sylvia nella tournée di aprile non è soltanto una decisione artistica, ma anche un omaggio alla storia del balletto come forma in continua evoluzione.
Le repliche distribuite nell’arco di più giornate permettono alla compagnia di alternare diversi interpreti nei ruoli principali, una pratica che affonda le sue radici nella tradizione delle grandi compagnie del Novecento e che consente di mettere in luce la pluralità di stili presenti all’interno dell’ensemble. L’ABT, infatti, si è sempre distinta per la capacità di riunire artisti provenienti da scuole diverse — dalla rigorosa tradizione russa di Marius Petipa fino alle influenze più moderne del balletto americano — creando un linguaggio coreografico ricco e sfaccettato.
Aprile rappresenta inoltre un momento di passaggio verso la stagione estiva al Metropolitan Opera House, storica sede delle produzioni più monumentali della compagnia. È proprio in questo teatro che, a partire dalla metà del Novecento, l’American Ballet Theatre ha consolidato la propria reputazione internazionale, presentando versioni di riferimento di titoli come Swan Lake e Don Quixote. La tournée primaverile assume dunque anche una funzione preparatoria, mantenendo il repertorio “in esercizio” e offrendo al pubblico di diverse città l’opportunità di entrare in contatto con una delle istituzioni più prestigiose del panorama coreutico mondiale.
Nel complesso, gli spettacoli di aprile 2026 restituiscono un’immagine coerente con la storia dell’American Ballet Theatre: una compagnia nata con vocazione nazionale ma divenuta rapidamente un punto di riferimento globale, capace di attraversare epoche, stili e geografie senza perdere la propria identità. Anche in un periodo apparentemente meno centrale rispetto alle grandi stagioni newyorkesi, emerge con forza la continuità tra passato e presente, tra tradizione e innovazione, che costituisce da oltre ottant’anni il tratto distintivo dell’ABT.
Michele Olivieri
Foto di © Rosalie O’Connor
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