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A Piacenza il corpo incontra l’immagine: workshop gratuito di dAS FESTIVAL

Nell’ambito di dAS FESTIVAL 2026 – Tema e Variazioni diretto da Riccardo Buscarini, dal 16 al 18 settembre a Piacenza si terrà “Camera With a View – videocamera con vista”, workshop gratuito dedicato alla Dance for the Screen, condotto dall’artista, cineasta e coreografo Fu LE, direttore della compagnia francese Cie Tetrapode. Il progetto nasce dall’interesse per la relazione tra corpo, movimento e immagine in movimento e invita artisti e artiste provenienti da diverse discipline — danza, cinema e video, musica, arti visive, teatro e altre pratiche performative — a confrontarsi con il linguaggio della screendance. Durante le tre giornate di laboratorio, i partecipanti saranno accompagnati nella creazione di opere site-specific, sviluppate a partire dal contesto urbano di Piacenza. Attraverso l’utilizzo dei propri dispositivi — smartphone, videocamere, macchine fotografiche, microfoni, tablet o computer — sarà possibile sperimentare le diverse fasi del processo creativo: dalla ricerca sul movimento alla ripresa, dalla registrazione del suono al montaggio. Il workshop sarà anche un’occasione per esplorare nuovi modi di guardare e raccontare il corpo attraverso la videocamera, mettendo in dialogo presenza fisica, spazio urbano e immagine audiovisiva. L’esito del laboratorio sarà presentato al pubblico il 18 settembre, durante la serata dedicata alla Dance-for-the-Screen di dAS ...

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Auguri ad Azari Plisetski, maestro di eleganza e passione

In occasione del compleanno di Azari Plisetski, è l’occasione per celebrare la storia di un artista che ha attraversato il Novecento della danza con eleganza, rigore e una straordinaria capacità di unire tradizione e innovazione. Il suo nome richiama una grande famiglia artistica, ma il suo percorso ha saputo affermarsi con una propria identità, costruita attraverso anni di studio, disciplina e ricerca. Nato in un ambiente profondamente legato alla musica e al balletto, Azari Plisetski ha respirato fin dall’infanzia la cultura della scena. Fratello della celebre ballerina Maya Plisetskaya, una delle icone assolute della danza del XX secolo, ha scelto una strada personale, dedicandosi non soltanto all’interpretazione, ma anche alla creazione e alla trasmissione del sapere coreutico. La sua formazione presso la scuola del Teatro Bol’šoj di Mosca gli ha dato una solida base nella grande tradizione del balletto russo, fondata su precisione tecnica, espressività e profondità artistica. Nel corso della sua carriera ha lavorato come ballerino, coreografo e pedagogo, portando la sua esperienza in diversi contesti internazionali e contribuendo alla crescita di numerosi interpreti. Uno degli aspetti più significativi della figura di Plisetski è la capacità di essere stato un ponte tra culture diverse. La danza, per lui, non ...

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Biennale

La Biennale di Venezia: il 20° Festival Internazionale di Danza Contemporanea tra spettacoli, laboratori e riflessioni

Dal 17 luglio al 1° agosto 2026, il 20° Festival Internazionale di Danza Contemporanea, diretto da Wayne McGregor ‒ Time Does Not Exist – Il Tempo non esiste ‒ celebra un importante traguardo. Oltre al ricco cartellone di spettacoli, l’edizione di quest’anno propone un programma multidisciplinare che intreccia laboratori, cinema, libri, installazioni e incontri di approfondimento. Creata come settore autonomo nel 1998, la Biennale Danza quest’anno percorre i suoi venti festival attraverso Life Lines, video-installazione creata in collaborazione con l’Archivio Storico della Biennale – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia, visibile dal 17 luglio 2026 fino al termine del festival nella Sala d’Armi E dell’Arsenale. E racconta pensieri, passioni, esperienze e scelte che hanno dato vita alle venti edizioni del festival in un incontro che vede riuniti alcuni dei suoi passati artefici. Frédéric Flamand, Karole Armitage, Virgilio Sieni, Marie Chouinard e l’attuale direttore Wayne McGregor saranno alla Biblioteca della Biennale ai Giardini il 20 luglio 2026 alle ore 11;30, in dialogo con le giornaliste e saggiste Sarah Crompton ed Elisa Vaccarino. Come ogni anno, il Festival sarà accompagnato da laboratori destinati sia a specialisti che aperti a tutti, un modo per entrare nel vivo del fare danza, ...

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La Fura dels Baus

La Fura dels Baus torna in Italia con “SONS: Ser o No Ser”

La compagnia più radicale e visionaria del teatro contemporaneo torna in Italia. Dopo il successo straordinario riscosso a Buenos Aires e Málaga, La Fura dels Baus approda alla Fabbrica del Vapore di Milano con SONS: Ser o No Ser, nuova creazione immersiva ispirata all’Amleto di Shakespeare e presentata da Show Bees, in collaborazione con Fabbrica del Vapore – Comune di Milano. Lo spettacolo debutta il 28 novembre 2025, in esclusiva nazionale, e promette di trasformare il modo stesso di vivere la scena. Sotto la direzione artistica di Carlus Padrissa, storico regista e co-fondatore della compagnia catalana, SONS è un’esperienza immersiva che unisce teatro fisico, video a 360°, scenografie digitali, suono surround e un impianto drammaturgico che scardina ogni convenzione. L’installazione è site-specific: gli spazi monumentali della Fabbrica del Vapore vengono completamente ripensati, trasformandosi in un ambiente fluido in cui il pubblico ‒ in piedi, libero di muoversi ‒ diventa parte integrante dell’azione scenica. Il nostro è un teatro che provoca e fa secernere adrenalina ‒ afferma Padrissa ‒ Vogliamo creare un cortocircuito sensoriale, una riflessione fisica e collettiva sul nostro tempo attraverso uno dei testi più iconici del teatro. La drammaturgia non riproduce l’Amleto in senso classico: lo de-costruisce, lo ...

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“Landless”

“Landless”: Il corpo come territorio da reinventare

Il 30 ottobre 2025, al Kinneksbond – Centre Culturel Mamer di Lussemburgo, andrà in scena Landless, il nuovo lavoro del coreografo greco Christos Papadopoulos, interpretato da Georgios Kotsifakis. Figura di spicco della danza contemporanea europea, Papadopoulos continua a stupire per la precisione e la profondità della sua ricerca sul movimento. In questo nuovo lavoro, il coreografo esplora l’origine stessa del gesto, trattando il corpo come un’architettura vivente: uno spazio da costruire e da decostruire, dove ogni micro-movimento diventa un atto poetico e una rivelazione. Ispirandosi all’architettura (post)moderna, Landless indaga il legame tra struttura e libertà, organicità e artificio, presenza e smarrimento. Il titolo, Landless, letteralmente “senza terra”, evoca una condizione di sradicamento e ricerca. Papadopoulos guarda al corpo come a uno spazio architettonico: un luogo da plasmare, ordinare, attraversare, in cerca di un luogo, di un’identità, di un nuovo equilibrio. L’ispirazione all’architettura (post)moderna si traduce in una danza che indaga i principi di costruzione, equilibrio e frammentazione. Come un architetto che organizza lo spazio urbano, il coreografo modella il corpo del danzatore, esplorandone la struttura, le tensioni interne, le simmetrie e le rotture. Ne nasce una gestualità ibrida, a metà strada tra l’organico e l’artificiale, tra il moto naturale e ...

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D.OFF in Art: “Danza celata, danza trovata”: un viaggio tra visibile e invisibile

Il 31 agosto 2025, alle ore 17:00, nella cornice di Piazza Garibaldi, a Matelica, andrà in scena  Danza celata, danza trovata, ultimo lavoro della Compagnia degli Istanti, ideato da Simona Bucci, coreografia di Roberto Lori, organizzazione Marika Errigo. La performance si inserisce all’interno della rassegna D.OFF in Art, che da anni indaga le possibilità della danza contemporanea nello spazio urbano e nei luoghi non convenzionali. Il progetto, affidato a un cast di interpreti eterogeneo – Fabio Bacaloni, Benedetta Balducci, Giorgia Bruno, Alba Maestrelli e Simona Rando – sviluppa un’indagine sulla dialettica tra rivelazione e occultamento del gesto. La “danza celata” non si configura soltanto come sottrazione del movimento allo sguardo, ma come sospensione del significato immediato; la “danza trovata” è invece l’atto della riemersione, del disvelamento di una traccia che riporta il corpo alla sua evidenza scenica. In questa dinamica di emersione e sparizione, la coreografia lavora per contrasto, alternando sequenze di forte densità cinetica a momenti rarefatti, quasi meditativi, dove la relazione tra i corpi si riflette e si moltiplica nello spazio pubblico. Il lavoro indaga la tensione tra visibile e invisibile, tra gesto che si cela e gesto che si rivela, in una coreografia che alterna sequenze di ...

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