Find the latest bookmaker offers available across all uk gambling sites www.bets.zone Read the reviews and compare sites to quickly discover the perfect account for you.
Home / Tag Archives: Bolero

Tag Archives: Bolero

Il maître de ballet Marc-Emmanuel Zanoli “allo specchio”

Il tuo balletto classico preferito? The Dream di Sir Frederick Ashton. Il tuo balletto contemporaneo preferito? Sleight of Hand di Sol León e Paul Lightfoot. Il teatro del cuore? Il Grand-Théâtre di Bordeaux… Senza alcuna esitazione! Un romanzo da trasformare in un balletto? La Venere d’Ille di Prosper Mérimée. E un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Bolero, un film francese di Anne Fontaine. Racconta la storia della vita di Maurice Ravel. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Il mio costume preferito è quello di Carabosse nella versione di Charles Jude. A quale colore associ la danza? A tutti i colori. Che profumo ha la danza? Un mix di pece (colofonia), polvere e qualcosa di straordinario. La musica più bella mai scritta per un balletto? Sono indeciso tra il quarto atto de Il lago dei cigni e Romeo e Giulietta di Prokof’ev. Il film sulla danza da non perdere?Cantando sotto la pioggia… oppure Dirty Dancing. Due leggende della danza del passato, una donna e un uomo? Zizi Jeanmaire e Pierre Lacotte. Mi hanno sempre affascinato. Il tuo passo di danza preferito? Il grand jeté. Tra i personaggi del grande repertorio del balletto classico, ...

Read More »

Hugo Marchand protagonista al “New York City Center”

Quando un grande interprete sale sul palcoscenico, il pubblico non assiste soltanto a uno spettacolo: entra in contatto con una storia fatta di disciplina, emozione e ricerca artistica. È questa la dimensione che accompagna Hugo Marchand, étoile dell’Opéra di Parigi, protagonista di una nuova avventura internazionale al New York City Center. Il suo debutto nella prestigiosa istituzione americana rappresenta molto più di una semplice tournée. È l’incontro tra due grandi tradizioni culturali che condividono la stessa convinzione: la danza è un linguaggio capace di superare confini geografici, differenze linguistiche e barriere culturali. Secondo il programma annunciato dal New York City Center, Hugo Marchand sarà protagonista di quattro rappresentazioni, dal 23 al 26 luglio 2026. In scena presenterà un gala da lui ideato e interpretato, con artisti del Balletto dell’Opéra di Parigi e del Béjart Ballet Lausanne. Il programma include, tra gli altri: Boléro di Maurice Béjart (con Hugo Marchand nel ruolo principale); il passo a due da Le Parc di Angelin Preljocaj, con Dorothée Gilbert; Sonatine di George Balanchine; Trois gnossiennes di Hans van Manen; L’esprit du Bleu di Carolyn Carlson. Negli ultimi anni Marchand si è imposto come uno degli interpreti più raffinati della scena internazionale. La sua tecnica ...

Read More »

La prima ballerina étoile Sabrina Brazzo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián su musiche di Wolfgang Amadeus Mozart. Il teatro del cuore? Teatro Marinskij di San Pietroburgo. Un romanzo da trasformare in balletto? La portalettere di Francesca Giannone Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Marie Antoinette del 2006 con Kirsten Dunst. Il costume di scena che hai preferito indossare? La grande gonna nera del balletto Bolero di Francesco Ventriglia. Quale colore associ alla danza? Un colore chiaro glitterato. Che profumo ha la danza? Quello del sudore. La musica più bella scritta per balletto? Chopin. Il film di danza irrinunciabile? Flashdance di Adrian Lyne. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo passo di danza preferito? Développé. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Aurora (La Bella Addormetata). Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Di rimanere immortale. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Folle, Magica, Irresistibile. Come ti vedi oggi allo specchio? No Comment! Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

Read More »

Il primo ballerino Andrea Volpintesta “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Scegliere un balletto classico preferito, per un danzatore, è davvero complicato. Ho avuto la fortuna di interpretarne molti e ognuno mi è rimasto nel cuore. Posso dire sinceramente Manon di Kenneth MacMillan, Onegin di John Cranko, ma anche i balletti di Rudolf Nureyev, come Il lago dei cigni, La bella addormentata e Don Chisciotte. Non è uno solo, ma ben cinque: faccio davvero molta fatica a scegliere quale, tra questi, sia il mio preferito. Il balletto contemporaneo prediletto? Sicuramente In the Middle, Somewhat Elevated di William Forsythe e poi il balletto che ha fatto innamorare me e Sabrina Brazzo, quello che ha fatto scattare la scintilla tra di noi e cioè Now and Then di John Neumeier. Il teatro del cuore? Il teatro del cuore non può che essere il Teatro alla Scala. Per me, fin da bambino, è stato il teatro prediletto: il luogo in cui sognavo di arrivare, di studiare, di crescere e di ballare. Non ci sono riuscito subito, perché ho avuto una parentesi all’Aterballetto di Reggio Emilia, ma in età piuttosto giovane ho avuto la fortuna di entrare con la direzione di Elisabetta Terabust. Devo dire che ho realizzato il mio sogno, ...

Read More »

Il danzatore dell’Opera Nova, Denis Zammillo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Boléro di Maurice Béjart. Il Teatro del cuore? Quello in cui danzo: l’Opera Nova di Bydgoszcz Un romanzo da trasformare in balletto? Adoro il romanzo già trasformato in balletto Dangerous Liasons. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? In scena, in prima mondiale prossimamente all’Opera Nova di Bydgoszcz, coreografato da Krzysztof Pastor, un balletto ispirato al film Un Americano a Parigi. Il costume di scena indossato che hai preferito? Quello indossato nel balletto Dangerous Liasons perché mi ha fatto sentire totalmente immedesimato nel ruolo da interpretare. Quale colore associ alla danza? I colori dell’arcobaleno. Che profumo ha la danza? Una miscela di profumi e note olfattive. La musica più bella scritta per balletto? Tutte le composizioni per balletto di Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot (lo avrò visto decine di volte). Due miti della danza del passato, uomo e donna? Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Il tuo “passo di danza” preferito? Sissonne. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Il Principe della Bella Addormentata, gentile, romantico, elegante. Chi è stato il genio per ...

Read More »

Il solista scaligero Gioacchino Starace “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Senza dubbio il Boléro di Maurice Béjart. Il Teatro del cuore? Ogni teatro mi ha lasciato qualcosa, ma il Teatro alla Scala è diventato la mia casa da circa dieci anni. Un romanzo da trasformare in balletto? Io non ho paura di Niccolò Ammaniti. Infanzia, paura, coraggio. Movimento istintivo, fisico, vero. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Shape of Water di Guillermo del Toro. È già una favola danzata, dove il corpo è il vero protagonista. Trasformarlo in balletto significherebbe togliere le parole per lasciare parlare il movimento: esattamente ciò che la danza sa fare meglio. Il costume di scena indossato che hai preferito? Ogni costume ha la sua storia, il suo peso, il suo incanto. Forse però, quello che mi viene in mente su due piedi è lo Schiavo ne La Bayadère di Rudolf Nureyev. Quale colore associ alla danza? Ogni giorno la danza ha un colore diverso: a volte bianco, altre uno dei mille colori dell’arcobaleno, a seconda dei sentimenti che porto sul palco. Che profumo ha la danza? Il profumo del palcoscenico, del legno, del linoleum, della lacca per capelli. ...

Read More »

Jorge Donn: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Dalla Argentina al palcoscenico mondiale: Nato a Buenos Aires nel 1947, Jorge Donn iniziò a danzare da bambino e a soli sedici anni lasciò l’Argentina per trasferirsi a Bruxelles, dove entrò nella compagnia di Maurice Béjart, segnando l’inizio di una carriera internazionale. Il ballerino prediletto di Béjart: Béjart creò numerose coreografie appositamente per lui, tra cui Bhakti e Nijinsky, Clown de Dieu. Donn era capace di unire forza tecnica e intensità drammatica, diventando il volto stesso della compagnia. Un Bolero diventato leggenda: La sua interpretazione maschile di Bolero di Ravel, originariamente pensata per una donna, lo rese celebre in tutto il mondo. La performance fu immortalata anche nel film Les uns et les autres di Claude Lelouch, portando la sua arte al cinema. Innovatore della danza contemporanea: Oltre a danzare, Donn fu direttore artistico e pioniere della danza contemporanea. Fondò l’Europa Ballet e collaborò con compagnie internazionali, contribuendo a diffondere una visione innovativa della danza moderna. Un’eredità che dura nel tempo: Morì prematuramente nel 1992, a 45 anni, ma la sua influenza è ancora viva: in Argentina il 28 febbraio è il Día del Bailarín, e coreografi di tutto il mondo continuano ad ispirarsi alla sua energia e al suo ...

Read More »

Il danzatore e coreografo Ahmad Joudeh “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère (“la danzatrice del tempio”). Porta con sé l’essenza del desiderio spirituale, del destino e della devozione. Il balletto contemporaneo prediletto? Boléro: il suo ritmo ipnotico è come un battito cardiaco che non si ferma mai. Il Teatro del cuore? Il Teatro Romano di Palmira, in Siria. È lì che ho ballato la mia prima esibizione… e la mia ultima in Siria. Ho ballato lì da solo per dire agli estremisti che i teatri sono per l’arte, non per uccidere. Un mese dopo è stato bombardato. Sono diventato l’ultimo ballerino ad esibirsi su quel palco. Sarà per sempre il mio tempio. Un romanzo da trasformare in balletto? L’Alchimista di Paulo Coelho: perché ogni ballerino è un viaggiatore alla ricerca del tesoro interiore. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Fountain – L’albero della vita diretto da Darren Aronofsky: i suoi temi di amore, sacrificio e rinascita sono pura coreografia in attesa di essere realizzata. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? Rothbart nel Lago dei Cigni. Potere, mistero e libertà in un unico ruolo. Quale colore associ alla danza? Il bianco: perché è divino, pacifico e porta con ...

Read More »

Bayerisches Staatsballett – “Waves and Circles”: un trittico d’autore

Il Bayerisches Staatsballett di Monaco di Baviera inaugura la stagione invernale con Waves and Circles. Lo spettacolo  ‒ che debutterà al Nationaltheater il 21 dicembre 2025 (con repliche fino a luglio 2026)  propone un programma triplo che mette in dialogo tre delle personalità più influenti della danza contemporanea: Maurice Béjart, William Forsythe ed Emma Portner con tre coreografie di grande impatto: Boléro, Blake Works I e Kreation. Il titolo Waves and Circles evoca immagini di flusso e ritorno, simboli di ciclicità, trasformazione e continuità nella storia della danza. L’idea centrale dello spettacolo è proprio il confronto tra epoche, linguaggi e sensibilità coreografiche differenti, mostrando come la danza, pur evolvendo, rimanga un mezzo universale di espressione umana. In Boléro Maurice Béjart esplora il dramma umano attraverso il linguaggio teatrale del corpo. Quest’opera è un’indagine sulla tensione, il desiderio e l’accumulazione emotiva: i gesti, l’uso dello spazio e il crescendo musicale diventano strumenti per comunicare emozioni universali, come passione, attesa e celebrazione della vita. La sua danza, simbolica e teatrale, ci ricorda come la memoria, la tradizione e la storia personale siano il terreno fertile da cui nasce l’arte. William Forsythe rappresenta il polo opposto: l’astrazione pura, il rigore geometrico e il ...

Read More »

Un’anima in volo: ritratto dell’indimenticabile Jorge Donn

Jorge Donn è stato uno di quei rari artisti che trasformano il proprio corpo in un linguaggio universale. Ogni suo movimento sembrava sorgere da un luogo segreto, come se la musica trovasse in lui un corpo disposto non solo a interpretarla, ma a trasformarla in esperienza viva. Vederlo in scena era come assistere all’invenzione di un dizionario sconosciuto, eppure capace, all’istante, di farsi comprensibile a chiunque. La sua eleganza non era un fatto estetico: era un modo di abitare il mondo. C’era in Donn una specie di trasparenza ardente, un equilibrio raro tra vulnerabilità e potenza, tra abbandono e controllo. Era capace di rendere un passo semplice un atto di rivelazione, un gesto minimo un varco emotivo. Il suo Boléro non è rimasto nella memoria collettiva per virtuosismi o per difficoltà tecniche, ma perché in quella spirale di movimenti, sempre uguali e sempre diversi, Donn riusciva a raccontare qualcosa dell’essere umano: il desiderio, l’attesa, la febbre, l’ascesa. Era una metamorfosi più che una coreografia. Oggi, ricordare Jorge Donn significa ricordare che la danza può essere un luogo di verità: uno spazio in cui il corpo, invece di nascondere ciò che siamo, lo rivela con una sincerità quasi disarmante. Donn ha ...

Read More »

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. E maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi