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Valzer e Can-Can nella “Vedova Allegra” di Abbati al Teatro Ariosto

Valzer, can-can, equivoci amorosi e intrighi diplomatici: La Vedova Allegra torna al Teatro Ariosto di Reggio Emilia sabato 28 febbraio alle ore 20.30 e domenica 1 marzo alle ore 15.30, con la regia di Corrado Abbati, la direzione musicale di Alberto Orlandi e le coreografie di Francesco Frola. Le origini dell’opera, un sempreverde dell’operetta, risalgono al 1861, quando il commediografo Henri Meilhac scrisse il vaudeville da cui è tratta. La versione che conosciamo oggi nacque però nel 1905, con la musica di Franz Lehár. La trama si svolge all’ambasciata del Pontevedro a Parigi, dove si trama per impedire che la ricca vedova Anna Glavari sposi un francese, disperdendo all’estero la sua cospicua eredità. L’ambasciatore punta a farla sposare con il conte Danilo, suo antico amore. Tra equivoci, gelosie e un intrigo parallelo che coinvolge Valencienne e il diplomatico Camillo, la situazione sembra complicarsi — finché l’astuzia di Njegus non scioglie i nodi: Anna e Danilo si dichiarano il loro amore e convolano a nozze, salvando insieme la patria dalla rovina economica. Corrado Abbati, fondatore dell’omonima compagnia nel 1988, ha dedicato la propria carriera alla regia, all’adattamento e all’interpretazione di operette e musical classici, contribuendo a riportare questo genere nei principali ...

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Toulouse-Lautrec e la danza: il battito segreto di Montmartre

Nelle notti di Parigi di fine Ottocento, quando il fumo dei caffè si mescolava al profumo di assenzio, Henri de Toulouse-Lautrec trovò la sua verità. Nei gesti delle ballerine del Moulin Rouge — un salto, un sorriso, una piega del busto — egli vide l’anima inquieta della modernità. Per Lautrec la danza non era spettacolo, ma vita allo stato puro: un corpo che sfida la gravità, un istante di libertà prima della caduta. Seduto ai tavoli dei cabaret di Montmartre, disegnava febbrilmente, come se temesse che la musica finisse prima del suo tratto. Le sue donne — Jane Avril, La Goulue, Yvette Guilbert — non sono figure idealizzate, ma creature vive, contraddittorie, consumate dalla stessa energia che le anima. Con linee spezzate e colori vibranti, Lautrec trasformò il movimento in ritmo visivo. Le sue litografie non descrivono: pulsano. Ogni manifesto è una danza che si espande nello spazio, dove il nome di un’artista diventa coreografia tipografica e la luce gialla del cabaret diventa battito del cuore. Dietro il clamore del can-can e le risate della folla, Lautrec dipinse anche la malinconia del dopo: la stanchezza, la solitudine, il corpo che si spegne. Forse perché conosceva bene il prezzo della fragilità, ...

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La storia del Moulin Rouge: il regno del can-can

Ha compiuto 130 anni lo scorso anno, ma il suo fascino è rimasto immutato nel corso del tempo. Il Moulin Rouge (letteralmente “Mulino Rosso”) è situato nel famoso quartiere a luci rosse di Pigalle, vicino a Montmatre, è uno dei più famosi locali di Parigi. Il locale divenne particolarmente famoso per la presenza di un mulino a vento rosso che si trova sul tetto della struttura. Il Moulin Rouge è universalmente noto per essere il luogo di nascita spirituale del can-can. Originariamente introdotto come danza seduttiva utilizzata dalle cortigiane che qui si trovavano per intrattenere i clienti, il can-can divenne una vera e propria forma di spettacolo. Attualmente il Moulin Rouge è principalmente un’attrazione turistica che offre spettacoli di musica e danza ai visitatori di tutto il mondo. L’interno è decorato con un raffinato stile fine secolo francese. Il Moulin Rouge nasce grazie a Charles Ziedler e Joseph Oller, allora proprietari dell’Olympia I fondatori pensarono di creare un cabaret sullo stesso stile del Moulin de la Galette a Pigalle, proprio ai piedi di Montmartre. Costruirono sopra un mulino, ovviamente finto, ma di colore rosso così che potesse colpire immediatamente per la sua stravaganza, divenendo l’emblema del locale. L’idea era quella ...

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Il Mulino più famoso del mondo, immortalato da pittori e artisti di ogni epoca, compie 125 anni

Era il 6 ottobre 1889 e quello che si preparava a diventare uno dei simboli parigini più fotografati, tanto quanto la Tour Eiffel o la reggia di Versailles, apriva le sue porte nel quartiere di Pigalle, ai piedi della collina di Montmartre. Nato sulla scia del successo del Moulin de la Galette, un vero mulino, che da bar divenne sala da ballo, ospitando feste e incontri della Belle époque parigina, il Moulin Rouge nacque molti anni dopo, dall’idea dei proprietari dello storico teatro Olympia, che fecero costruire un finto mulino sulla sommità dell’entrata, per attirare i clienti. Allora, come oggi, il ‘Mulino rosso’ era il luogo di svago per eccellenza, dove tutti potevano assistere agli spettacoli più incredibili di danza e intrattenimento. Il re Eduardo VII, principe del Galles, era nelle sale del Moulin nel 1890 e tre anni più tardi, tra le altre stravaganze proposte al pubblico, fece la sua comparsa il  Bal des Quat’z’arts , il punto forte del locale, con ballerine nude, che diffusero in tutto il mondo la fama del posto. E non conosce crisi neanche oggi la culla del Cancan francese, immortalato dal celebre Toulouse Lautrec in tutte le variazioni di luci e posizioni del corpo di ...

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