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Tag Archives: Carla Fracci

Carla Fracci si inchina di fronte alla “maestra” Alicia Alonso

Oggi pomeriggio, appena entrata nel foyer del Teatro San Carlo di Napoli gremito per l’occasione del suo incontro aperto con il pubblico,  Alicia Alonso è stata accolta da un lunghissimo, interminabile applauso. Per più di un’ora la grande madre della danza contemporanea, ospite del festival della danza curato da Alessandra Panzavolta, si è raccontata al pubblico senza filtri, mentre scorrevano le immagini della sua straordinaria parabola artistica. Punta di commozione nel momento in cui Alicia dona al Museo del Teatro di San Carlo le scarpette da punta utilizzate per danzare nel ruolo di Giselle nel 1953. La soprintendente Rosanna Purchia le ha accolte su un cuscino di velluto rosso, insieme a manifesti e libri, che “Alicia la tigre”, come la chiamava affettuosamente Nureyev, vuole “siano conservati in un tempio, in cui anche io ho avuto il privilegio di potermi esprimere”. A sorpresa tra il pubblico, a rendere omaggio alla leggenda, anche Carla Fracci, negli anni ’80 interprete, proprio al San Carlo, della Giselle coreografata dalla Alonso. Ovazione quando la Fracci si inginocchia ad Alicia: “Tutti lo dobbiamo fare davanti a lei”. Lorena Coppola

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La comparsa del tutù romantico

  Tutù è un termine di origine francese ed indica un costume di scena indossato dalle danzatrici nel balletto classico. Nato nel 1832 con la SYLPHIDE (capostipite del balletto romantico), il tutù ha creato uno stile che ha segnato il mondo della danza per più di un secolo ed è ancora oggi la divisa tipica della ballerina “classica” . Esistono due principali tipi di tutù: il tutù lungo o romantico e il tutù corto o classico. La costruzione di entrambi si appoggia su un busto con baschina sulla quale vengono fissate le sovrapposizioni degli strati di tulle che devono rispettare dei calcoli matematici di sviluppo in funzione della lunghezza delle gambe della ballerina; questi strati di tulle,inoltre, hanno pesi e consistenze diverse: dall’estrema leggerezza di quelli del tutù romantico alla solidità e rigidità di quelli del tutù classico. Ciò che differenzia in maniera netta le due tipologie di costume è la lunghezza della gonna, la quale, mentre nel periodo romantico va dal ginocchio alla caviglia, alla fine del diciannovesimo secolo si accorcia notevolmente fino ad assumere la forma di un disco sopra le anche della ballerina. Il busto, al contrario, non subisce variazioni: è confezionato in tela ed è rinforzato con ...

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Al via la nuova stagione di balletto del Teatro dell’Opera di Roma

Carla Fracci dopo dieci anni se ne è dovuta andare dalla direzione del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera, rimpianta più dagli amanti del puro balletto classico – del cui repertorio ella è maestra – che dai ballerini a contatto obbligato col suo caratterino, e dai vertici del Teatro, che hanno preferito sostituirla. E mentre il Maestro Muti concorda in silenzio i programmi con la direzione del Teatro, in attesa di concedere la firma di direttore musicale dell’Ente, dal 1° settembre nel nostro lirico è dunque giunto il ben più che sessantenne Micha van Hoecke, coreografo russo-belga, che ha lavorato con Roland Petit e con Béjart, fedele collaboratore di Riccardo Muti alla Scala e non solo, e del RavennaFestival diretto dalla moglie di lui, Cristina Muti. A  Micha è spettato di annunziare – in mattinata al Teatro dell’Opera, alla presenza del sovrintendente Catello De Martino, del direttore artistico Alessio Vlad, del pur impegnatissimo Sindaco Alemanno e del consigliere e giornalista televisivo Bruno Vespa – la stagione 2010-11 del Balletto all’Opera. Che l’attività del M° van Hoecke si sia svolta prevalentemente in direzione della danza contemporanea appare evidente, in un programma in cui solo due sono i balletti di repertorio, “La ...

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Renato Zero festeggia i suoi ’60 anni all’insegna della danza: Carla Fracci e la scuola di Ballo dell’Opera di Roma

«Devo ammettere di averla combinata grossa. È un po’ di tempo che non mi prendevo il lusso di sconvolgere». Renato Zero parla così di “Sei Zero: i concerti (dovevano essere 6 come le decine dei suoi anni ma sono diventati 8 grazie alle richieste che hanno superato ogni più rosea aspettativa) che, in occasione del suo sessantesimo compleanno, il cantante terrà a Piazza di Siena, nel cuore del parco romano di Villa Borghese. Il 29 e 30 settembre, e il 3, 5,6, 8 e 9 ottobre Renato si esibirà in spettacoli del tutto diversi l’uno dall’altro, nel corso dei quali, sarà accompagnato da una serie di ospiti d’onore. Tra i musicisti sul palco con lui Stefano Senesi, Piero Pintucci, Phil Palmer, Antonio Di Stasio, Stefano Di Battista e forse Danilo Rea. Ogni sera una scaletta diversa, tra cui non mancheranno i suoi classici, “Il Triangolo” al “Il carrozzone”, da “Cercami” a “Mi vendo”, da “Ancora Qui” a “Il Cielo”, da “Amico” a “I migliori anni della nostra vita” e tante altre. Ancora misteriose però rimangono le personalità che affiancheranno il cantante. Il quale però ha rivelato la presenza di Carla Fracci, che durante la prima serata verrà accompagnata dalla scuola ...

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Carla Fracci, ritratto di un mito dei nostri giorni

Carla Fracci è per tutti la personificazione danza. È il sogno di tutte le bambine che vogliono studiare danza classica. È una donna caratterizzata da dedizione assoluta alla danza: un mito vivente del balletto. Dietro al mito costruito di Carla, c’è la forza che lo ha creato: lei stessa. Non si è infatti costruita un personaggio, non è dovuta ricorrere a continue revisioni e adeguamenti dell’immagine, come tante persone di successo, perché non è un tipo, è lei. Il suo è un successo che non ha conosciuto periodi di crisi, ma solo una continua crescita. Eppure non è diva tradizionale; ha mantenuto la sua spontaneità e genuinità popolare; anche nella vita quotidiana, fuori dal teatro, ha la stessa eleganza, lo stesso equilibrio, la stessa nobiltà d’animo che solitamente esterna attraverso la danza: è come se fosse sempre “in punta di piedi”. Questo suo modo di essere e di porsi agli altri ha fatto nascere sin dall’inizio alla gente una spontanea adesione alla sua persona. La danza le ha offerto, nella società delle immagini, l’opportunità di diffondere di sé un’immagine gradevole e naturale, senza forzature, nella quale spiccano i suoi occhi scuri e profondi, un corpo esile e nobile, le lunghe ...

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