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Il principal dancer Jacopo Bellussi “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Dame aux camélias e Romeo e Giulietta. Il balletto contemporaneo prediletto? Gods and dogs di Jiří Kylián. Il teatro del cuore? L’Opera di Amburgo… la mia casa per 14 anni! Un romanzo da trasformare in balletto? Il nome della rosa di Umberto Eco. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La voce della luna di Federico Fellini. Il costume di scena che hai preferito indossare? Bernstein Dances di John Neumeier, avevamo degli stupendi abiti da sera di Armani. Quale colore associ alla danza? Tutti i colori, a seconda di che tipo di danza e di come mi sento in quel preciso istante. Che profumo ha la danza? Muschio Bianco. La musica più bella scritta per balletto? Nocturnes di Chopin e Quinta sinfonia di Mahler. Il film di danza irrinunciabile? The Company di Robert Altman. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo passo di danza preferito? Grand jeté. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Onestamente cerco semplicemente di essere Jacopo ogni volta che salgo in scena e non penso mai all’interpretare un personaggio, non importa ...

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La prima ballerina étoile Sabrina Brazzo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián su musiche di Wolfgang Amadeus Mozart. Il teatro del cuore? Teatro Marinskij di San Pietroburgo. Un romanzo da trasformare in balletto? La portalettere di Francesca Giannone Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Marie Antoinette del 2006 con Kirsten Dunst. Il costume di scena che hai preferito indossare? La grande gonna nera del balletto Bolero di Francesco Ventriglia. Quale colore associ alla danza? Un colore chiaro glitterato. Che profumo ha la danza? Quello del sudore. La musica più bella scritta per balletto? Chopin. Il film di danza irrinunciabile? Flashdance di Adrian Lyne. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo passo di danza preferito? Développé. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Aurora (La Bella Addormetata). Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Di rimanere immortale. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Folle, Magica, Irresistibile. Come ti vedi oggi allo specchio? No Comment! Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Buon compleanno a John Neumeier, custode del balletto europeo

Nel giorno del suo compleanno, rendere omaggio a John Neumeier significa celebrare una delle figure più autorevoli e longeve del balletto contemporaneo europeo. Nato a Milwaukee nel 1939, Neumeier ha saputo costruire un ponte solido e visionario tra tradizione classica e sensibilità moderna, ridefinendo il ruolo del coreografo come autore totale: narratore, drammaturgo, curatore musicale e custode della memoria del balletto. La sua storia artistica è indissolubilmente legata all’Hamburg Ballet, compagnia che ha diretto dal 1973 trasformandola in un centro di eccellenza internazionale. Ad Amburgo, Neumeier ha sviluppato un repertorio vastissimo, capace di dialogare con il grande patrimonio ottocentesco senza mai cedere alla musealizzazione. Il suo lavoro non è mai stato semplice rilettura: è stato, piuttosto, un atto di interpretazione critica, un’indagine psicologica condotta attraverso il corpo. Basti pensare alla sua versione di La Dame aux Camélias, forse il suo titolo più celebre: una coreografia che intreccia letteratura, musica e introspezione, costruita sulle pagine di Chopin, dove la tragedia romantica diventa studio delle fragilità umane. Oppure alla monumentale Symphony of Sorrowful Songs, su musica di Górecki, in cui il linguaggio neumeieriano si fa meditazione spirituale e riflessione sul dolore collettivo. Neumeier ha spesso scelto figure biografiche come chiave narrativa, trasformando ...

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Isadora Duncan: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Danzava a piedi nudi: Isadora ruppe con la danza accademica del suo tempo esibendosi senza scarpette e senza tutù. Per lei il movimento doveva nascere in modo naturale dal corpo, in contatto diretto con la terra. Si ispirava all’Antica Grecia: La sua arte era fortemente influenzata dall’estetica greca classica: tuniche leggere, pose armoniche e un’idea di danza come espressione libera dell’anima, non come esercizio tecnico. Rivoluzionò il rapporto tra musica e danza: Fu tra le prime a danzare su musica sinfonica e classica (Beethoven, Chopin, Gluck), non composta appositamente per il balletto, creando un nuovo dialogo tra movimento e musica. Una vita segnata dalla tragedia: La sua esistenza fu drammatica: nel 1913 perse entrambi i figli in un incidente nel fiume Senna. Questo evento influenzò profondamente il tono emotivo delle sue coreografie successive. Una morte simbolica e tragica: Morì nel 1927 a Nizza in modo assurdo e celebre: la sua lunga sciarpa si impigliò nella ruota dell’automobile su cui viaggiava, causandole la morte. Un epilogo che contribuì al mito romantico attorno alla sua figura. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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La prima ballerina Petra Conti “allo specchio”

Balletto classico preferito? Giselle e Il lago dei cigni. Balletto contemporaneo preferito? Annunciation di Angelin Preljocaj. Teatro del tuo cuore? Teatro alla Scala. Un romanzo che vorresti trasformare in un balletto? Anche se non è un romanzo, Giuditta e Oloferne. Un film/serie che potrebbe diventare un balletto? Ce ne sono tanti belli, ed è una delle ragioni per cui abbiamo fondato Hollywood Ballet. Il costume di scena che hai amato di più? Onegin (ultimo passo a due). A quale colore associ la danza? Dipende dal ruolo che sto interpretando. Che odore ha la danza? Il profumo del teatro, dietro le quinte. La musica più bella mai scritta per il balletto? Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij e altre musiche che non sono state scritte espressamente per balletto: Manon di Massenet, Lady of the Camellias di Chopin. Un film di danza indimenticabile? Il ritmo del successo, Notti Bianche. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Vladimir Vassiliev ed Ekaterina Maximova. Il tuo passo di danza preferito? Gli equilibri. Quale personaggio del balletto classico ti piacerebbe essere nella vita reale? Cenerentola. Chi era il genio dei geni della coreografia? Marius Petipa. Se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Non ...

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Successo per “L’arte di Marinel Stefanescu” [Recensione]

A due anni dalla scomparsa di Marinel Stefanescu, il Teatro Valli di Reggio Emilia è tornato a farsi luogo di memoria, celebrazione e rivelazione con una serata che più che un galà si è rivelata un atto d’amore: L’arte di Marinel Stefanescu. Un titolo semplice, quasi pudico, dietro cui si nasconde un universo complesso, fatto di poesia coreografica, onestà artistica e una visione della danza come missione umanistica. La manifestazione con la consegna dei Premi intitolati al Maestro, frutto della collaborazione tra Nicoletta Stefanescu, Elena Casolari, Rezart Stafa, il Comune di Reggio Emilia e la Fondazione I Teatri, ha avuto il privilegio della supervisione di Liliana Cosi, compagna d’arte e di vita creativa di Stefanescu, anima di un sodalizio che ha segnato la storia della danza italiana dagli anni Ottanta ad oggi. La sua presenza nel palco di proscenio – figura luminosa, discreta, quasi sacrale – ha aggiunto alla serata una dimensione affettiva impossibile da descrivere senza commozione. Il Foyer: la pittura come preludio al gesto Già nel foyer, l’accoglienza del pubblico è avvenuta nel segno di Stefanescu pittore. Una piccola ma significativa selezione di quadri, scelti con cura quasi filologica, ha introdotto agli echi cromatici che nelle sue coreografie ...

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Isadora Duncan: la rivoluzionaria della danza moderna

Isadora Duncan è stata una delle figure più influenti e rivoluzionarie nella storia della danza del XX secolo. Nata il 26 maggio 1877 a San Francisco, California, Duncan ha sfidato le convenzioni del balletto classico e ha creato un nuovo linguaggio di movimento che ha aperto la strada alla danza moderna. Isadora Duncan si ribellò contro le rigide regole del balletto classico, cercando una maggiore libertà e naturalezza nei movimenti, creando la nascita di un inedito stile. Ispirata dalla Grecia antica e dalla natura, ideò una propria metodologia che enfatizzava la spontaneità, l’espressività e la connessione con la musica. I suoi movimenti fluidi e ondulati, spesso eseguiti a piedi nudi e con abiti fluenti, rappresentavano una rottura radicale con la tradizione del balletto accademico. Duncan si esibì in tutta Europa e negli Stati Uniti, ricevendo grande attenzione e ammirazione per la sua innovativa interpretazione della danza. Le performance erano spesso accompagnate da musica di compositori come Chopin, Gluck e Beethoven. La danza per Isadora non era solo un’esibizione tecnica, ma un’espressione profonda di emozioni e pensieri. Duncan viaggiò in tutta Europa, danzando in teatri prestigiosi e ricevendo critiche positive. La sua enfasi sulla libertà di movimento e sull’espressione personale ha ...

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L’étoile Calvin Royal III “allo specchio”

Balletto classico preferito? Romeo e Giulietta coreografato da Sir Kenneth MacMillan. Balletto contemporaneo preferito? Revelations di Alvin Ailey. Il teatro del cuore? Del mio cuore… Metropolitan Opera House, New York City. Un romanzo da trasformare in un balletto? Beloved di Toni Morrison. Un film da cui trarre uno spettacolo di balletto? Call Me By Your Name. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Apollo e il Principe Sigfrido. Quale colore associ alla danza? La danza è un’espressione così varia e ogni stile, emozione e movimento porta con sé il proprio colore e la propria energia. Il balletto può essere caratterizzato da tenui colori pastello o da un audace bianco e nero. Il contemporaneo può essere caratterizzato da blu profondi o toni terrosi, e qualcosa di gioioso e passionale può esplodere in rossi, arancioni o ori brillanti. La danza, per me, è tutto questo! Che profumo ha la danza? La danza ha un odore misto di polvere di colofonia, sudore, un leggero odore di gomma dei pavimenti in studio, il calore delle luci del palcoscenico, il trucco e la lacca per capelli. La musica più bella scritta per il balletto? Sono un grande fan di Chopin, Čajkovskij ...

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“PUPO” di Sofia Nappi: una fiaba riscritta attraverso il corpo

Giovedì 3 ottobre 2025, il Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio ospiterà PUPO, la nuova creazione della coreografa Sofia Nappi, una pièce che trasforma il celebre Pinocchio di Carlo Collodi in un viaggio universale sulla crescita, la consapevolezza e la relazione tra individuo e mondo. Lontano da ogni narrazione lineare o didascalica, PUPO racconta il percorso del bambino che, confrontandosi con tentazioni, manipolazioni e sfide, apprende a riconoscere e accettare i propri limiti, trasformando le fragilità in occasione di crescita. La figura del burattino diventa metafora del desiderio umano di diventare la versione migliore di sé stessi, senza dimenticare il bambino interiore, impulsivo, giocoso e spinto da un incontenibile desiderio di esprimersi attraverso il movimento. La coreografia di Sofia Nappi esplora le dinamiche tra individualità e collettivo: sette danzatori abitano lo spazio scenico alternando assoli e momenti corali, pieni e vuoti, modulando intensità, ritmo e relazione con lo spazio in una tessitura scenica che valorizza presenza, energia e tensione fisica. Il risultato è un linguaggio poetico e contemporaneo, capace di tradurre in movimento la complessità emotiva e morale della storia di Pinocchio. PUPO nasce da una produzione di Komoco e Sosta Palmizi, con coproduzioni internazionali che coinvolgono Burghof Lörrach (Germania), ...

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Il primo ballerino Alessandro Frola “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Nijinsky di John Neumeier. Il Teatro del cuore? Il Sistina di Roma. Un romanzo da trasformare in balletto? Il Piccolo Principe. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Farinelli – Voce Regina. Il costume di scena indossato che hai preferito? Mercuzio in “Romeo e Giulietta”. Quale colore associ alla danza? Viola. Che profumo ha la danza? Incenso. La musica più bella scritta per balletto? Le composizioni da Chopin. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot e The Red Shoes. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Gelsey Kirkland. Il tuo “passo di danza” preferito? Pas de chat, Brisé. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i ruoli del grande repertorio di balletto classico? Albrecht. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? John Neumeier. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per l’ispirazione e l’arte. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Passione, libertà ed educazione. Come ti vedi oggi allo specchio? Vedo parti che non mi piacciono ma le accetto sempre. Michele Olivieri Foto di Infinitesky Photography www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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