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Al via l’atteso “Festival Aperto” di Reggio Emilia, tra danza e musica

In piazza Prampolini, sabato 19 settembre alle 18.45, il pubblico starà in piedi e dentro lo spazio della danza. Dance People, lo spettacolo del coreografo Omar Rajeh e della sua compagnia Maqamat, è una coreografia per dieci interpreti e per chiunque, tra gli spettatori, abbia voglia di unirsi a loro. È il centro della giornata inaugurale di Festival Aperto, che comincia alle 11 del mattino con una colazione e si chiude a sera con un concerto. Al debutto, all’International Festival di Edimburgo nell’agosto 2025, il pubblico aspettava dietro un nastro rosso mentre i danzatori giravano tra la gente e spiegavano le poche regole del gioco. Poi il nastro veniva tagliato e la folla entrava nell’area della danza, tra piattaforme su ruote e scale che si spostavano di continuo. Chi voleva ballava, chi preferiva guardava dai bordi. La musica di Mathias Delplanque e Ziad El Ahmadie è suonata dal vivo, con la voce del cantante libanese Abdul Karim Chaar. Festoso e apertamente politico, lo spettacolo parte da una domanda semplice: in un mondo regolato dagli algoritmi, come si sta insieme in uno spazio pubblico, e chi decide chi guida e chi segue? Festival Aperto è tra i coproduttori. Alle ore 21 ...

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Akira Uchida: nuova voce della danza contemporanea internazionale

Ci sono artisti che appartengono a una disciplina e altri che sembrano aver bisogno di attraversarle tutte. Akira Uchida appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Danzatore, coreografo, movement director e creative director, originario di Ottawa e oggi residente a New York, Uchida sta costruendo un percorso nel quale la danza non appare mai come un linguaggio isolato. Il movimento è il suo strumento principale, ma intorno a quel movimento ruotano musica, cinema, fotografia, animazione, moda, cultura dei club e arti visive. Il suo lavoro nasce proprio nello spazio in cui queste forme si incontrano, in quella zona intermedia che lui stesso considera particolarmente fertile. Forse è questo il primo elemento da comprendere per avvicinarsi alla sua arte: Akira Uchida non sembra interessato a scegliere un territorio e a difenderne i confini. Al contrario, sembra volerli attraversare. E il corpo diventa il luogo nel quale questi attraversamenti avvengono. La sua storia artistica comincia molto presto. Cresciuto a Ottawa con entrambi i genitori impegnati professionalmente nel fitness, durante il periodo di grande diffusione dell’aerobica negli anni Novanta, è entrato fin dall’infanzia in contatto con la musica ad alta energia e con una fisicità fortemente legata al ritmo. La danza sarebbe diventata progressivamente ...

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Site Dance 2026: gli appuntamenti conclusivi del Festival

Prosegue in settembre la settima edizione di SITE DANCE, la rassegna di danza contemporanea itinerante che vede alla direzione artistica Simona Bucci e Marika Errigo, progetto della Compagnia degli Istanti, con il sostegno di MIC, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze e Fondazione CR Firenze. Il 19 settembre 2026, alle ore 18:00, al Piccolo Teatro delle Rose di Scandicci andrà in scena Ritorno Altrove, di e con Luca Campanella e Françoise Parlanti. Il duetto riflette sul tema della nostalgia, complesso, pregno di sfumature e ambivalenze. È un’immersione emotiva, guidata dai ricordi, che fa emergere non solo la mancanza di relazioni, luoghi e tempi vissuti, ma anche la malinconia per dimensioni dell’animo come un criptico “altrove”: uno spazio interiore di progetti sognati e mai realizzati. Seguirà la Compagnia Egribianco Danza con She Screams, firmato da Raphael Bianco, un lavoro sull’amore: frammenti di passione e dolore fragilità e forza, dolcezza e follia. Il potere immenso dell’amore, che può essere devastante o vivificante visto attraverso un caleidoscopico ritratto gestuale focalizzato su tre donne accompagnato dalle ruvide, appassionate, graffianti canzoni di Janis Joplin. Chiuderà la serata Miniatures: Ground Studies, una creazione di Camilla Giani che esplora il corpo nella sua scala più intima, dove ...

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Il “dAS Festival” di Piacenza giunge alla IV edizione

Giunge alla IV edizione dAS FESTIVAL, festival multidisciplinare ideato e diretto dal coreografo piacentino Riccardo Buscarini che porta la danza, la musica e le arti dal vivo all’interno di Palazzi signorili, dimore storiche e giardini nobiliari della città. Il Festival è un omaggio alla figura di Domenichino da Piacenza, maestro di buone maniere che del lavoro presso le famiglie nobili fece il fulcro della sua attività, considerato il primo coreografo della storia per aver composto il trattato De Arte Saltandi (dAS nel titolo), il cui manoscritto è conservato presso la Bibliothèque Nationale Française di Parigi. In programma dal 17 al 20 settembre 2026, la IV edizione di dAS Festival è emblematicamente intitolata Tema e Variazioni e ci conduce in un immaginario simposio sul tema dei classici. Modelli da seguire, ispirazioni da cui trarre nuove forme, guida per gli interrogativi universali del passato e del presente: i classici ci accompagnano anche quando vorremmo fuggire da loro. Tema portante degli eventi di dAS Festival 2026 è proprio il dualismo tra storia e rivisitazione declinato in varie sfaccettature. È affidata come da tradizione alla musica l’inaugurazione, giovedì 17 settembre all’Auditorium Santa Margherita, con il concerto di Giulia Zaniboni (soprano) e Luca Fraternali (pianoforte) ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Leonid Lavrovskij

Nella storia del balletto del Novecento esistono figure che hanno trasformato la tecnica e altre che hanno cambiato il modo stesso di concepire il teatro. Leonid Michajlovič Lavrovskij appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. La sua arte non cercava l’effetto virtuosistico fine a sé stesso, ma la forza della narrazione, la profondità psicologica dei personaggi e la capacità della danza di diventare autentico linguaggio drammatico. Con lui il balletto smette di essere soltanto una raffinata successione di passi e diventa un racconto vissuto, dove ogni gesto possiede un significato e ogni movimento contribuisce a costruire l’emozione della scena. Lavrovskij concepiva il coreografo come un regista della danza. Ogni dettaglio della costruzione scenica era studiato per dare coerenza al racconto: la disposizione dei danzatori, il rapporto con la musica, la gestualità, la pantomima e persino i silenzi scenici si fondevano in una scrittura coreografica di straordinaria eleganza. Nulla appariva decorativo o casuale. Ogni elemento aveva il compito di accompagnare lo spettatore all’interno delle passioni, dei conflitti e delle fragilità umane. La sua cifra artistica trovò la più alta espressione nell’incontro con la musica di Sergej Prokof’ev. Il suo Romeo e Giulietta rappresentò una svolta epocale nella storia del balletto, dimostrando ...

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