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Tag Archives: George Balanchine

Il solista scaligero Domenico Di Cristo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Ce ne sono tanti, e ognuno ha il suo “momento”. Quello da pelle d’oca rimane Onegin. Il balletto contemporaneo prediletto? Petit mort. Il Teatro del cuore? Dove sono cresciuto dalla Scuola, il Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? È un libro più per bambini ma Il piccolo principe potrebbe essere molto interessante. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il pianista, la lotta per sopravvivere al genocidio nazista. Il costume di scena indossato che hai preferito? Rubies di George Balanchine. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Ognuno può sentire il profumo che preferisce. La musica più bella scritta per balletto? Sicuramente la musica per la Bella Addormentata. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Pina Baush e Nižinskij. Il tuo “passo di danza” preferito? Petit Allegro. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Romeo di Romeo e Giulietta. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Impegno, divertimento e passione. Come ti vedi oggi allo ...

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La prima ballerina Nino Samadashvili “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle, Il lago dei cigni, Romeo e Giulietta. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il teatro del cuore? Adoro il mio teatro (Teatro Nazionale Georgiano dell’Opera e del Balletto di Tbilisi) e la Royal Opera House. Un romanzo da trasformare in balletto? Poiché amo molto leggere, potrebbe essere molto interessante L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? My Fair Lady di George Cukor. Il costume di scena che hai preferito indossare? Amo tutti i miei costumi, in particolare quelli creati da Kirill Gassiline per La Bayadère, il costume di Nikiya per le Snake variations, l’abito di Giulietta per la scena del balcone e il tutù del Cigno Bianco. Quale colore associ alla danza? Per me la danza è estremamente colorata: non riesco ad associarla a un solo colore. Che profumo ha la danza? A mio avviso ha il profumo del gelsomino. La musica più bella scritta per balletto? Prokofiev Romeo e Giulietta, Cenerentola, 
Adolphe Adam Giselle, in particolare il secondo atto. Il film di danza irrinunciabile? Amo il film Dancers con Mikhail Baryshnikov, Alessandra Ferri e Julie Kent. Inoltre White Nights – ...

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Il direttore artistico Joshua Beamish “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Mayerling di Kenneth MacMillan. Il balletto contemporaneo prediletto? Infra di Wayne McGregor Il teatro del cuore? Il mio teatro preferito è la Royal Opera House di Londra (Royal Ballet & Opera). Un romanzo da trasformare in balletto? Atonement di Ian McEwan. Ho creato per la prima volta un balletto in un atto basato su questa storia nel 2010. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Power of the Dog oppure The Lost Daughter, entrambi in realtà anche libri. Il costume di scena che hai preferito indossare? I miei pantaloni per Restless Creature con Wendy Whelan. Erano perfettamente realizzati da Karen Young. Quale colore associ alla danza? C’è così tanta diversità nella danza. Nessun singolo colore potrebbe definirla. Che profumo ha la danza? Sudore. La musica più bella scritta per balletto? Il lago dei cigni. Il film di danza irrinunciabile? Black Swan. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Wendy Whelan e Vaslav Nijinsky. Il tuo passo di danza preferito? Pirouette. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Apollo. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine, Kenneth MacMillan, William ...

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Balletto: storia di una grande arte in un solo libro

Il volume Balet. Istorija velikogo iskusstva v odnoj knige (in italiano: Balletto. Storia di una grande arte in un solo libro) si presenta come un’opera di sintesi ambiziosa, pensata per offrire in un unico percorso narrativo una visione completa e accessibile della storia del balletto. Pubblicato dalla casa editrice Eksmo, una delle più importanti realtà editoriali russe nel campo della divulgazione culturale, il libro è scritto in lingua russa ed è concepito per un pubblico ampio: non solo studiosi o appassionati di danza, ma anche lettori curiosi che desiderano avvicinarsi a questa forma d’arte. L’opera conta circa 200-250 pagine (a seconda dell’edizione), è uscita negli anni recenti – indicativamente nel primo ventennio del XXI secolo – e si inserisce in una collana che mira a raccontare grandi fenomeni artistici “in un solo libro”, con un taglio chiaro ma non superficiale. Gli autori, specialisti nell’ambito della storia della danza e della cultura teatrale, adottano un approccio narrativo che intreccia rigore storico e fluidità espositiva. Ciò che colpisce fin dalle prime pagine è la volontà di raccontare il balletto come un organismo vivo, in continua trasformazione, piuttosto che come una sequenza rigida di eventi. La narrazione prende avvio dalle corti rinascimentali italiane ...

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Allo Staatsballett Berlin debutta “Fearful Symmetries”

Nel mese di maggio, la prima di Fearful Symmetries, con coreografie di George Balanchine e Christian Spuck, celebra e al tempo stesso mette in discussione il fascino delle simmetrie e la loro rottura. La prossima settimana prende inoltre il via la prevendita per la nuova stagione, mentre il programma Education offre alle scuole la possibilità di entrare a far parte del progetto di cooperazione. Il 30 maggio 2026 debutta Fearful Symmetries una serata che unisce una nuova creazione del direttore artistico Christian Spuck, sulla musica omonima di John Adams, al capolavoro senza tempo Symphony in C di George Balanchine, su musica di Georges Bizet. Mentre la coreografia di Balanchine celebra la perfezione della simmetria classica, Christian Spuck esplora nella sua nuova creazione le simmetrie inquietanti evocate dal titolo, indagandone la rottura in chiave coreografica. Entrambe le opere si distinguono per un grande organico e per la forza musicale, portata in scena dalla Staatskapelle Berlin. In occasione dell’incontro di presentazione della prima, il 17 maggio alle ore 11.00, Christian Spuck dialogherà con la dramaturg Katja Wiegand offrendo uno sguardo sul processo creativo e sulle ispirazioni artistiche del nuovo lavoro. Il direttore d’orchestra Paul Connelly approfondirà gli aspetti musicali, mentre danzatori e maestri di balletto ...

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Sogno di una notte di mezza estate al Comunale di Modena

Va in scena mercoledì 6 maggio 2026 alle ore 20.30 per la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena, Sogno di una notte di mezza estate, recente coreografia tratta dalla commedia di Shakespeare e firmata da Davide Bombana per la COB Compagnia Opus Ballet. Davide Bombana ha seguito una personale chiave interpretativa nell’ideare la sua versione coreografica del testo per la brillante compagnia fiorentina diretta da Rosanna Brocanello. Un ensemble composto da giovani talenti messi dalla direttrice a confronto serrato con differenti cifre autoriali e nomi altisonanti della scena, come nel caso di Davide Bombana, coreografo dal linguaggio neoclassico ricco di sfumature espressive, la cui carriera ha intrecciato le più grandi compagnie di balletto europee e la direzione di due corpi di ballo italiani: MaggioDanza a Firenze e il Teatro Massimo di Palermo. Per COB Compagnia Opus Ballet, su commissione, Davide Bombana trascrive in movimento la celebre commedia del Bardo senza tuttavia stravolgerne l’essenza, inserendosi con estro sugli archetipi del balletto ispirati allo stesso testo e firmati nel Novecento da due giganti: George Balanchine per il New York City Ballet nel 1962 e John Neumeier per l’Hamburg Ballet nel 1977.  Centrale nella sua lettura il personaggio della giovane Ermia, simbolo ...

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#InternationalDanceDay: gli aforismi dei grandi maestri

La danza è un’arte che sfugge alle parole, eppure i più grandi interpreti della sua storia hanno spesso cercato di raccontarla attraverso frasi brevi, intense, capaci di racchiudere un universo in poche righe. Gli aforismi dei maestri non spiegano la danza: la evocano, ne suggeriscono il mistero, il rigore e la libertà. Nelle parole di figure come Martha Graham, Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov o Isadora Duncan, il movimento diventa pensiero, emozione, visione. Questa raccolta riunisce alcune delle loro riflessioni più celebri: lampi di verità che continuano a ispirare chi danza e chi guarda.   “La danza è il linguaggio nascosto dell’anima.” — Martha Graham “Non cerco di danzare meglio degli altri, ma solo meglio di me stesso.” — Mikhail Baryshnikov “La più autentica espressione di un popolo è nella sua danza e nella sua musica.” — Agnes de Mille “Danza per te stesso. Se qualcuno capisce, bene. Se no, non importa.” — Louis Horst “I grandi danzatori non sono grandi per la loro tecnica, ma per la loro passione.” — Martha Graham “Credo che la danza venga dal popolo e che debba sempre tornare al popolo.” — Alvin Ailey “Danzare è creare una scultura visibile solo per un istante.” — ...

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Soirée al Teatro di San Carlo in omaggio a Balanchine

È dedicato a George Balanchine e alla sua eredità e per aver ispirato tutto il XX secolo il prossimo appuntamento della Stagione di Danza 2025/26 del Teatro di San Carlo, che conclude il mese di aprile con una soirée incentrata sul linguaggio neoclassico: da Serenade alle successive declinazioni del secondo Novecento, con Black Cake di Hans van Manen e Sinfonia n. 7 di Uwe Scholz. Impegnati Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo. A dirigere l’Orchestra del Lirico di Napoli sarà Paul Connelly. Cinque le recite, da martedì 28 aprile (ore 20:00) a domenica 3 maggio, ciascuna preceduta da Incontro agli specchi: 30 minuti prima di ogni spettacolo, il Direttore del Balletto Renato Zanella incontrerà il pubblico nel Salone degli Specchi per una introduzione alla soirée tra storia, musica, aneddoti e curiosità. In occasione della replica di mercoledì 29 aprile (ore 20:00), nella Giornata Internazionale della Danza, Casa Ronald McDonald promuoverà un’azione di sensibilizzazione a sostegno dell’apertura di una struttura a Napoli – la prima del Sud Italia – che offrirà ospitalità gratuita ai genitori dei piccoli pazienti in cura nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II. “La soirée si presenta come un viaggio affascinante attraverso le molteplici ...

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La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala torna allo Strehler

Dal 7 al 10 maggio 2026, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna per cinque rappresentazioni sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano con l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca. L’apertura è affidata alla Presentazione, ideata dal Direttore Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria mappa visiva della didattica scaligera, la coreografia si sviluppa in una progressione di passi e movimenti sempre più complessi, restituendo con immediatezza l’evoluzione del percorso formativo, articolato nell’arco di 8 anni, e mettendo in luce lo stretto legame tra studio della tecnica e pratica scenica, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala. Si prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio, rimontato dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Questa versione, in cui spicca il celebre Grand Pas Classique, che nella prassi esecutiva compare spesso come pezzo a ...

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Addio a Jacqueline Rayet, già étoile dell’Opéra di Parigi

La scomparsa di Jacqueline Rayet, avvenuta il 17 aprile 2026 a Parigi, segna la fine di una delle figure più raffinate e discrete del balletto francese del secondo Novecento. Non era soltanto una grande interprete: era una custode silenziosa di una tradizione coreutica che, attraverso il suo stile, ha continuato a vivere ben oltre i riflettori del palcoscenico. Nata in Francia, esattamente a Parigi il 26 giugno 1932, Rate si formò all’interno della rigorosa scuola dell’Opéra di Parigi, una delle istituzioni più antiche e prestigiose al mondo. Qui assimilò quella purezza di linea, quella precisione musicale e quell’eleganza sobria che costituiscono la cifra distintiva della scuola francese. Fin dagli anni della formazione, mostrò una qualità rara: la capacità di coniugare disciplina tecnica e naturalezza espressiva. Entrata nel corpo di ballo dell’Opéra, la sua ascesa fu costante e meritata. Negli anni Cinquanta e Sessanta, periodo di grandi trasformazioni per il balletto europeo, Jacqueline Rayet si impose come una presenza autorevole e al tempo stesso misurata. Non cercava l’effetto, né indulgava in virtuosismi fini a sé stessi; il suo era un stile costruito sull’equilibrio, sulla chiarezza del gesto e su una musicalità quasi interiore. Divenuta étoile, interpretò ruoli centrali del repertorio classico ...

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