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Tag Archives: George Balanchine

Panoramica sui grandi nomi della danza mondiale

La danza è molto più di un semplice movimento del corpo: è espressione di cultura, emozione e innovazione. Nel corso della storia, alcuni coreografi e ballerini hanno saputo rivoluzionare questo mondo, lasciando un’impronta indelebile che ancora oggi influenza spettacoli e insegnamenti. Scopriamo alcune delle icone che hanno cambiato la scena della danza. MARTHA GRAHAM: la rivoluzionaria del movimento moderno Considerata la madre della danza moderna americana, Martha Graham (1894-1991) ha introdotto un linguaggio coreografico basato sull’espressività interna e sulla tensione muscolare. La sua tecnica, conosciuta come Graham technique, rompeva con i rigidi schemi del balletto classico, enfatizzando contrazioni e rilasci del corpo per trasmettere emozioni profonde. Attraverso opere come Appalachian Spring, Graham ha dimostrato che la danza poteva raccontare storie complesse, sociali e psicologiche, aprendo la strada a generazioni di coreografi moderni. RUDOLF NUREYEV: la leggenda del balletto classico Rudolf Nureyev (1938-1993) è stato uno dei ballerini più carismatici del XX secolo. La sua tecnica impeccabile e la presenza scenica magnetica hanno elevato il balletto a una forma d’arte globale. Nureyev non solo eccelleva in performance classiche come Il lago dei cigni e Giselle, ma ha anche portato una nuova interpretazione dei ruoli maschili nel balletto, rompendo stereotipi e ispirando ...

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La prima ballerina Silvia Azzoni “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Isadora now di Joy Alpuerto Ritter + Bella Addormentata di Mats Ek. Il Teatro del cuore? Bunka Kaikan a Tokyo. Un romanzo da trasformare in balletto? Ikigai di Ken Mogi (la filosofia giapponese dell’arte di vivere). Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Chocolat di Joanne Harris. Il costume di scena indossato che hai preferito? Nikiya primo atto (versione di Makarova). Quale colore associ alla danza? L’arcobaleno, perché senza avere tutti i colori è limitante poter esprimere le emozioni dei vari ruoli. Che profumo ha la danza? Un misto di profumo di teatro (polvere, legno, pittura) e i profumi che indossi tu e i tuoi partner… tutto crea il profumo giusto per il giusto balletto. La musica più bella scritta per balletto? Tantissime …è impossibile sceglierne solo una! Il film di danza irrinunciabile? Natalia Makarova: disasters on stage… bisogna imparare che noi ballerini non siamo macchine ma persone che possono fare errori e su questi errori bisogna imparare a sorriderci sopra! I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Natalia Makarova (il mio idolo assoluto) e Michail Baryšnikov (the one&only). Il tuo “passo di danza” ...

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La direttrice artistica e maestra Caridad Martínez “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Non ho un balletto contemporaneo preferito in particolare, ma mi ispiro a coreografi come Alexei Ramatsky, Twyla Tharp e Balanchine. Adoro Revelations di Alvin Ailey, ma credo che sia più vicino al balletto moderno. Il Teatro del cuore? Tutti! Il Teatro è la dinamica elettrica tra la passione degli artisti e il pubblico vibrante. Questa è magia. Un romanzo da trasformare in balletto? Cecilia Valdés o la Loma del Ángel di Cirilo Villaverde. L’Università di New York mi invita una volta all’anno a discutere della versione cubana di quel romanzo. È molto interessante il dibattito con i giovani su questo libro. Purtroppo Cuba ha perso quella coreografia. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La forma dell’acqua, regia di Guillermo del Toro. È una storia incredibile. Il costume di scena indossato che hai preferito? La coreografia di Alberto Méndez di Tarde en la Siesta. Il costume è stato ispirato dal Romanticismo cubano del XIX secolo. Quale colore associ alla danza? Non ci ho mai pensato. Dipende… è difficile. Forse il “rosso”. Che profumo ha la danza? Un odore difficile da classificare. Questa è una percezione molto personale: energia, ...

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La maestra accademica Paola Vismara “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala (prima della ristrutturazione). Un romanzo da trasformare in balletto? Novecento di Alessandro Baricco oppure La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Novecento di Bernardo Bertolucci. Il costume di scena indossato che hai preferito? Sono tanti i costumi… Tra i tutù sicuramente Kitri in Don Chisciotte e Cigno nero del Lago, poi Giulietta, Carmen e Valencienne in Vedova Allegra, etc. etc. Quale colore associ alla danza? Cipria. Che profumo ha la danza? Ombre Rose (rosa cipriata). La musica più bella scritta per balletto? Scritta espressivamente per balletto il Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta di Herbert Ross. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Natalija Makarova. Il tuo “passo di danza” preferito? Développé à la seconde e Grand Pas de Chat. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi personaggi del balletto? Tatiana (Onegin). Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine e Jiří Kylián. Tornando indietro, ...

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Lo Schiaccianoci al cinema: dal palcoscenico al grande schermo

Lo Schiaccianoci è uno dei simboli più iconici del Natale, un balletto che ha ispirato generazioni di spettatori con la sua magia, i personaggi incantati e le musiche indimenticabili di Čajkovskij. Nel corso degli anni, il celebre racconto di E.T.A. Hoffmann è stato adattato numerose volte sul grande schermo, dando vita a film e versioni animate che portano la magia del Natale nelle case di grandi e piccini. Nel corso di oltre un secolo sono esistite anche riprese televisive, mediometraggi e versioni locali; noi ci concentriamo sulle trasposizioni cinematografiche più rilevanti e riconosciute, che hanno contribuito a costruire l’immaginario collettivo legato allo Schiaccianoci. Pochi balletti hanno esercitato un fascino duraturo e trasversale come Lo Schiaccianoci. Nato nel 1892 dalla collaborazione tra Pëtr Il’ič Čajkovskij e il coreografo Marius Petipa (con il decisivo contributo decisivo di Lev Ivanov). Nel tempo, questa storia sospesa tra sogno, infanzia e magia natalizia è diventata un terreno fertile per il cinema, che ne ha reinterpretato personaggi, atmosfere e musiche secondo sensibilità diverse, spesso allontanandosi dalla forma puramente coreutica. Le prime trasposizioni e l’animazione classica Già nei primi decenni del Novecento, Lo Schiaccianoci cominciò a interessare il mondo del cinema, soprattutto in ambito animato. Uno dei ...

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L’insegnante e coreografo Vinicio Mainini “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Onegin di John Cranko. Il balletto contemporaneo prediletto? Lo Spazio di Leonardo di Louis Falco. Il Teatro del cuore? Teatro San Carlo di Napoli. Un romanzo da trasformare in balletto? Un biglietto per il Paradiso di Domenico Titubante. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? C’era una volta in America di Sergio Leone. Il costume di scena indossato che hai preferito? Quello usato nello Spazio di Leonardo nel ruolo di Gesù. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Sicuramente dolce e caldo come la vaniglia. La musica più bella scritta per balletto? Romeo e Giulietta di Prokofiev. Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Louis Falco e Luciana Savignano. Il tuo “passo di danza” preferito? Tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi personaggi del balletto? Michail Baryšnikov. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Grazie, hai dato un senso alla mia vita. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Formativa, educativa, emozionante. Come ti vedi oggi allo specchio? ...

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Il danzatore Nicola Di Vico “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Il balletto contemporaneo prediletto? Le Sacre du Printemps di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? L’Opéra di Parigi. Un romanzo da trasformare in balletto? La Bella e la Bestia di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La La Land diretto da Damien Chazelle. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume del principe Siegfried nel Lago dei cigni. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Ha il profumo di ciò che non si può afferrare: un attimo che passa e rimane. La musica più bella scritta per balletto? Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Entrechat Six. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi personaggi del balletto? Romeo. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Che la sua arte è disciplina prima che ispirazione. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Costanza, precisione, responsabilità. Come ti vedi oggi allo specchio? Una ...

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Lo Schiaccianoci illumina il Nevada Ballet Theatre a Las Vegas

A dicembre, quando le luci di Las Vegas si accendono come un firmamento artificiale, la città del gioco e dello spettacolo svela il suo lato più poetico: il balletto. Dal 13 al 28 dicembre 2025, il Nevada Ballet Theatre torna nella magnifica Reynolds Hall del The Smith Center for the Performing Arts con una nuova edizione dello Schiaccianoci, firmata nel segno di George Balanchine. Una produzione sontuosa e raffinata, che coniuga la tradizione natalizia del balletto classico con l’inconfondibile energia visiva di Las Vegas. Questa versione dello Schiaccianoci non rinnega la struttura originale — la festa, la battaglia dei topi, la danza della neve e il viaggio nel Regno dei Dolci — ma la reinterpreta con la sensibilità di una città abituata a reinventare lo stupore. Le scenografie e i costumi, ispirati all’Art Deco americano degli anni ’30, giocano con la luce e il colore come fossero parte di un grande spettacolo cinematografico. 
Proiezioni digitali, effetti visivi e giochi di prospettiva amplificano l’incanto della musica di Čajkovskij, creando un’esperienza che va oltre il palcoscenico: un sogno immersivo e multisensoriale. “Volevamo che il pubblico vivesse la magia del balletto con lo stesso entusiasmo con cui Las Vegas vive lo spettacolo,” racconta ...

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La prima ballerina Anbeta Toromani “allo specchio”

Balletto classico preferito? Mi piacciono più balletti per motivi diversi. Balletto contemporaneo preferito? Petite Mort di Jiří Kylián. Teatro del tuo cuore? Teatro dell’Opera di Tirana. Un romanzo da trasformare in balletto? Le pagine della nostra vita di Nicholas Sparks. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Colazione da Tiffany di Blake Edwards. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutù del cigno. A quale colore associ la danza? Una tela bianca. Che odore ha la danza? Profumo di malinconica. La musica più bella mai scritta per il balletto? Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev. Un film di danza indimenticabile? Dirty Dancing diretto da Emile Ardolino. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Michail Baryšnikov e Natalia Makarova. Il tuo passo di danza preferito? Fondu. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Nessuno. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per averci ispirati verso quest’arte meravigliosa. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Impegno, curiosità, dedizione. Come ti vedi allo specchio oggi? Soddisfatta. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Lo Schiaccianoci: un’analisi delle coreografie internazionali

Lo Schiaccianoci di Čajkovskij, dal suo debutto nel 1892 a San Pietroburgo, ha assunto nel tempo forme coreografiche straordinariamente diverse. Ogni paese, compagnia e coreografo ha reinterpretato il balletto adattandolo alle tradizioni locali, al pubblico e alle tendenze artistiche. Analizzare queste versioni offre uno sguardo unico sulle molteplici possibilità di interpretazione di uno stesso classico. 1. Versione russa: la tradizione classica Coreografi principali: Marius Petipa e Lev Ivanov (originale 1892), versioni di Aleksandr Gorskij, Fyodor Lopukhov, Vasilij Vainonen, Jurij Grigorovič, Nikolaj Tsiskaridze Stile: Classico accademico rigoroso, linee pulite, grande attenzione alla tecnica dei passi, variazioni tradizionali per il corps de ballet. Caratteristiche distintive: Clara è spesso una bambina sul palco, ma la precisione dei movimenti rimane alta. Le scene del regno dei dolci e della battaglia dei topi sono grandiose, con scenografie elaborate. Coreografie fedeli al libretto originale, con qualche aggiunta di virtuosismi contemporanei. Esempio: Il Bolshoi e il Mariinsky mantengono il repertorio quasi intatto, enfatizzando l’aspetto fiabesco e la purezza della danza classica. 2. Versione americana: spettacolo e teatralità Coreografi principali: George Balanchine (New York City Ballet, 1954), Peter Martins, Mikhail Baryshnikov Stile: Classico con influenze neoclassiche, forte enfasi sulla musicalità e sul ritmo. Caratteristiche distintive: La storia è resa ...

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