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Israel Galvan porta l’età dell’oro alla Lavanderia a Vapore

Va in scena il 5 marzo alla Lavanderia a Vapore di Collegno (Torino), nell’ambito della stagione Let’s Dance promossa da Piemonte dal Vivo, lo storico spettacolo La edad de oro, dello spagnolo Israel Galván, unanimemente riconosciuto come il più importante interprete di flamenco, creatore di uno stile virtuoso e innovatore che unifica in modo significativo i due approcci contemporaneo e tradizionale. Ma da dove nasce uno spettacolo con questo titolo? Da una osservazione delle epoche storiche: nel flamenco, come in ogni altra arte, storici, specialisti e critici hanno progressivamente definito i periodi di riferimento. Il periodo definito “L’età dell’oro” del Flamenco, corrisponde ad un periodo che va dalla fine del XIX secolo fino agli anni ’30 del XX secolo, e si distingue in modo particolare per la danza e il canto (la chitarra subentrerà in seguito). Secondo questo approccio, nessun cantante o ballerino di oggi, tranne casi eccezionali, è in grado di eguagliare la qualità, la purezza e la creatività di coloro i quali hanno portato il flamenco alla sua massima espressione, segnandone il periodo d’oro. Da allora, secondo gli storici, si registra un declino nell’arte del flamenco: impoverimento, semplificazione, fusioni e anche perdita di contenuti, senso e spirito che hanno animato quest’arte del ...

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¡Flamenco!: la sesta edizione del Festival di arte gitano-andalusa

La sesta edizione di ¡Flamenco!, che ha avuto un’anteprima d’eccezione lo scorso 8 settembre con Israel Galván in “Solo”, continua i suoi appuntamenti, dal 5 all’11 ottobre all’Auditorium Parco della Musica. Il Festival, prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, con la direzione artistica di Juan Angel Vela del Campo, offrirà uno spettacolo al giorno per vivere l’energia e la poesia di una delle espressioni artistiche più antiche e popolari, profonde e spettacolari, dell’area del Mediterraneo. La maggior parte degli appuntamenti sarà rappresentata in prima nazionale e il anche quest’anno il cartellone vanta nomi di assoluto prestigio, confermandosi come una delle maggiori manifestazioni internazionali legate alla cultura popolare spagnola. Il programma è stato costruito seguendo la filosofia di sempre: l’impegno nei confronti delle avanguardie sperimentali e dei valori solidi della tradizione e l’apertura ai nuovi interpreti. Il sipario si riapre il 5 ottobre con Casa Patas a Roma, Una muestra autentica de tablao flamenco. Il 6 ottobre è la volta di Sara Calero con El mirar de la maja. A seguire Miriam Mendez in Flamenco’s Seduction (7 ottobre), Rosario La Tremendita y Mohammad Motamedi in Qasida (8 ottobre), Pablo Rubén Maldonado in Fuera de la realidad (9 ottobre),  NinJazz – Tap toc ...

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Israel Galván in “Solo”: sperimentalismo e avanguardia

Anteprima d’eccezione per la sesta edizione del Festival ¡Flamenco!, in programma al Parco della Musica dal 5 all’11 ottobre 2015. Martedì 8 settembre, Israel Galván si presenta in prima italiana al pubblico dell’Auditorium nel suo nuovo “Solo”. Il grande bailaor, che incarna appieno la ricerca d’avanguardia condotta sul flamenco classico, si esibirà entusiasmante e trasgressivo, negli spazi insoliti del Foyer Sinopoli. “Solo” è una personalissima riflessione sul ballo flamenco totalmente priva di musica e orpelli superflui. L’artista sivigliano si fa protagonista di un’esperienza radicale, in cui il bailaor è il solo e unico signore della scena, senza nessun altro supporto. Nel tempio della musica progettato da Renzo Piano Galván sceglie dunque di danzare senza accompagnamento musicale e in uno spazio altro rispetto al teatro, un esperimento realizzato anche presso la Fondazione Hermès per la danza di Parigi (dicembre 2007), la Dia Art Foundation di New York (giugno 2008), il Guggenheim di Bilbao e il Mercat de les Flors di Barcellona. «Mi sento a mio agio solo quando ballo assumendomi dei rischi. Non lo faccio per un calcolo strategico o perché mi sia ripromesso di essere all’avanguardia. Mi viene spontaneo. Quando sviluppo una cosa nuova, innovativa o mai fatta prima, inizio ...

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A Montpellier il Festival della Danse celebra la coreografia contemporanea

Il festival della danza di Montpellier compie 35 anni, e festeggia dal 24 giugno al 9 luglio con una serie di appuntamenti legati a grandi nomi della coreografia contemporanea, con creazioni ad hoc affiancate a un diretto coinvolgimento del pubblico sia nelle “Grandi Lezioni di danza” aperte a tutti e tenute dai coreografi o loro stretti collaboratori nelle piazze della città, sia nelle proiezioni itineranti nelle mediateche limitrofe. Il 24 e 25 giugno un’apertura che festeggia ben tre ricorrenze: i 35 anni del festival, i 20 anni di un sodalizio coreografico, la première di una creazione ad hoc dopo una nomina a direttore artistico: va in scena infatti Ballet National de Marseille, con Extremalism – le corps en révolte, creazione di Emio Greco e Peter Scholten, che mettono il corpo al centro di una ricerca che arriva a indagare anche i tempi di crisi e gli spazi ostili, con un linguaggio istintivo e virtuosisico. Il 25 e 26, in scena Bouchra Ouizguen, danzautrice molto legata al Festival che presenta la sua creazione Ottof, e in tarda serata in scena anche l’americano Trajal Harrell, che in Le fantome de Montpellier rencontre le Samourai (Il fantasma di Montpellier incontra il Samurai) immagina ...

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Il messaggio ufficiale di Israel Galván per la Giornata Internazionale della Danza 2015

Di seguito il messaggio diffuso dall’Institut International du Théâtre – ITI  in occasione delle celebrazioni del prossimo 29 aprile (anniversario della nascita di Jean-Georges Noverre): Carmen Amaya, Valeska Gert, Suzushi Hanayagi, Michael Jackson… danza non classificabile, non potrei decifrare i loro stili…  li vedo come delle turbine generatrici di energia e questo mi fa riflettere sull’importanza della coreografia in relazione all’energia stessa di chi danza. Sicuramente la cosa importante non è la coreografia, ma specificamente quella energia, il turbine che essa provoca. Io immagino una bobina di Tesla che li attrae tutti emettendo  un raggio risanatore e provocando una metamorfosi nei loro corpi: Pina Bausch come una mantide religiosa, Raimund Hoghe trasformato in uno scarabeo appallottolatore, Vicente Escudero in un insetto stecco e Bruce Lee addirittura in una scolopendra. Danzai il mio primo duetto con mia madre, incinta di sette mesi. Può sembrare un’esagerazione. Sebbene io quasi sembre balli solo, immagino che mi accompagnino da fantasmi che fanno sì che abbandoni il mio ruolo di «danzatore di solitudini». Didi-Huberman non voleva dire: «di soleares». Da piccolo non mi piaceva la danza, ma era qualcosa che usciva da me in una maniera naturale e facile. Quasi istintiva. Con il tempo mi ...

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“GID@AND”: l’Accademia Nazionale di Danza festeggia la Giornata Internazionale della Danza

Tre giorni di danza, tre giorni per la danza. Dal 27 al 29 aprile, presso l’Accademia Nazionale di Danza a Roma si festeggerà la Giornata Internazionale della Danza con la seconda edizione di GID@AND, progetto curato dal maestro Joseph Fontano. Il 29 aprile è la data prescelta per festeggiare ufficialmente la danza, in onore di Jean-George Noverre, nato il 29 aprile 1727, creatore del balletto moderno. E’ in questa data che si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Danza, per promuovere e diffondere i valori universali della danza, linguaggio capace di superare ogni confine. Dal 2006 WDA Europe collabora alla diffusione di questa celebrazione al livello privato e istituzionale. Tanti saranno i momenti che caratterizzeranno queste tre giornate: il 27, ma anche nei giorni a seguire, si svolgerà un Laboratorio di aggiornamento di tecnica della danza classica, una lezione  all’aperto di Danze Storiche a cura della prof.ssa Claudia Celi. Sempre lunedì 27 si svolgerà la seconda edizione del Forum Comunicare la Danza, creato in collaborazione con il giornaledelladanza.com, a cui seguirà la presentazione del libro Elisabetta Terabust – L’assillo della perfezione di Emanuele Burrafato, curata da Sara Zuccari direttore del giornaledelladanza.com e critico per L’Espresso, alla presenza ...

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Presentata la 29a edizione del Romaeuropa Festival

Ecco che il Romaeuropa Festival dà il via alle danze del programma della ventinovesima edizione, con 52 appuntamenti per 118 recite da 19 paesi diversi. Il programma è stato presentato all’Opificio Telecom Italia, sede della Fondazione, da Monique Veaute, Francesca Barracciu, Lidia Ravera, Michela Di Biase, Ercole Pietro Pellicanò Alain Fleischer e Fabrizio Grifasi, direttore Fondazione Romaeuropa. Il Festival avrà inizio il 24 settembre e terminerà il 30 novembre prossimi, con appuntamenti che spazieranno dalla danza, al teatro, al circo, alle arti visive e alla musica, riempiendo quindici location sparse per tutta la Capitale, come l’Accademia Di Francia a Villa Medici, l’Auditorium Conciliazione, la Pelanda, i teatri Argentina, Brancaccio, Eliseo, Orologio, Piccolo Eliseo e Vascello. Akram Khan e Israel Galván con Torobaka, una coreografia tra khatak e flamenco, apriranno la programmazione del Festival, per poi fare largo a Hofesh Shechter con Sun, Frédérick Gravel con la coreografia Usually Beauty Fails e Dada Masilo con una originalissima Carmen, una fusione tra danza africana e balletto classico. Anna Lea Antolini curerà danza emergente italiana e internazionale con la rassegna DNA che quest’anno vedrà protagonisti i diversi linguaggi di Jefta Van Dinther e Thiago Granato, Louise Vanneste, Sharon Fridman, Claudia Catarzi, Arno Schuitemaker, ...

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Il flamenco di Israel Galván all’Auditorium Parco della Musica

Si intitola Fla-Co-Men lo spettacolo che il ballerino Israel Galván porterà in scena all’Auditorium Parco della Musica di Roma il  24 settembre. Accompagnato dalla voce di Tomas de Perrante, dal violino di Eloisa Canton e dal duo Proyecto Lorca, il celebre danzatore offrirà al pubblico il “suo” flamenco, di cui è al momento uno degli interpreti più apprezzati al mondo. Elemento fondamentale della sua danza è la musica, che non gioca il ruolo di supporto alla narrazione ma suona libera, seguendo l’inerzia del corpo e del ritmo. Israel Galván è sempre rifuggito dalla fusion, astrusa categoria musicale, sfuggente, colma di ovvietà. Il suo campo è il montaggio, come nel flamenco della tradizione, come nel cinema. Saper comporre con frammenti, brandelli, avanzi. Israel accosta riferimenti disparati: non è Tárrega ad affacciarsi nella rondeña ma Ligeti, non è Albéniz ad aprire la granaína ma Luigi Nono. Per questo può succedere che il taranto rimandi alla tarantella o che i tangos seguano la strada del rebetiko, che la toná congiunga un testo di Hugo Ball alla musica di Mauricio Sotelo, e che i verdiales riecheggino Antony and the Johnsons. E nello spettacolo non manca il dono ormai antico fatto a Israel dal maestro ...

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