La nuova compagnia del Centro Nazionale della Danza Cango/Firenze trasforma la danza in un atto spirituale: un ponte verso il professionismo per danzatori under 25 che forgiano il proprio futuro tra formazione e creazione, esplorando il gesto artistico. Nell’opera d’esordio di Jari Boldrini, Sulle montagne c’è libertà, la montagna si distacca dalla retorica romantica per farsi spazio di indagine pura. Non è un punto di arrivo, ma un orizzonte dove il corpo si spoglia di ogni narrazione predefinita per misurarsi con una condizione essenziale. La coreografia esplora dinamiche che sfuggono alla consuetudine: il movimento si fa ripetizione, rito, talvolta si tinge di un sottile straniamento, come se il corpo cercasse nuove grammatiche per abitare l’altitudine. In questo contesto, il gesto non cerca l’evasione, ma risponde allo spazio con una pratica lucida e vitale, capace di tenere insieme indipendenza e vincolo. Il lavoro si sviluppa per quadri, una tessitura di studi che indaga le possibilità dell’abitare il vuoto: dalla solitudine dell’individuo alla negoziazione a due corpi, fino al ritmo condiviso del gruppo. Attraverso regole che non limitano, ma aprono nuovi varchi d’azione, la performance trasforma il bisogno in uno spazio praticabile. Sulle montagne c’è libertà non descrive una fuga, ma una ...
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