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Théophile Gautier, il poeta che fece danzare la parola

Il 30 agosto 1811 nasceva a Tarbes Théophile Gautier, poeta, scrittore, giornalista e critico d’arte, figura tra le più originali del Romanticismo francese. Ma ricordarlo significa anche tornare a uno degli aspetti più moderni della sua sensibilità: il rapporto con la danza. Gautier fu infatti tra i primi grandi intellettuali dell’Ottocento a riconoscere al balletto una piena dignità artistica, intuendo che il corpo in movimento poteva diventare una forma di poesia. In un’epoca in cui il balletto romantico stava conquistando i teatri europei, la danza assumeva un nuovo linguaggio fatto di leggerezza, sogno e dimensione soprannaturale. La ballerina sulle punte sembrava liberarsi dalla gravità, trasformandosi in una creatura quasi immateriale. Gautier seppe cogliere la forza di quella rivoluzione estetica e guardò alla scena con gli occhi del poeta, più che con quelli del semplice cronista teatrale. Nei suoi scritti la ballerina non è soltanto un’interprete: è una figura capace di incarnare la bellezza, il desiderio, la malinconia e persino la morte. Il suo nome è indissolubilmente legato a Giselle, uno dei massimi capolavori del balletto romantico, rappresentato per la prima volta all’Opéra di Parigi nel 1841. Gautier contribuì alla concezione del libretto insieme a Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, su musica ...

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Giselle: il capolavoro romantico torna alla Scala

Il Balletto del Teatro alla Scala diretto da Frédéric Olivieri inaugura il ritorno in palcoscenico dopo la pausa estiva con uno dei massimi capolavori della storia della danza: Giselle, titolo imprescindibile del repertorio romantico che dall’1 al 23 ottobre torna a vivere sul palcoscenico scaligero in una delle produzioni più rappresentative della tradizione classica internazionale. L’allestimento, che sarà inoltre oggetto di una registrazione realizzata da Rai Cultura, consentirà di documentare e diffondere una delle pagine più significative del patrimonio coreutico custodito dal Teatro alla Scala, contribuendo alla valorizzazione di un’opera che da oltre un secolo e mezzo continua a rappresentare il paradigma del balletto romantico. Assente dalla programmazione milanese dal 2022, ma accolta con grande entusiasmo dal pubblico internazionale durante la tournée del Corpo di Ballo a Shanghai nel 2024, Giselle ritorna nella storica coreografia di Jean Coralli e Jules Perrot, proposta nella celebre ripresa di Yvette Chauviré, interprete leggendaria e custode della più autentica tradizione dell’École française. La sua versione rappresenta uno dei più autorevoli punti di riferimento nella trasmissione dello stile romantico, capace di preservarne la purezza formale, l’equilibrio drammatico e quella particolare qualità poetica che continua a renderla un modello interpretativo per generazioni di ballerini. Presentato all’Opéra ...

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Carla Fracci e Giselle: l’identificazione perfetta

Esistono grandi ballerine che interpretano un ruolo e, più raramente, artiste che finiscono per incarnarlo fino a diventarne il riferimento storico. Carla Fracci appartiene senza alcun dubbio alla seconda categoria. Se la sua carriera è stata straordinariamente vasta – comprendendo i grandi titoli del repertorio classico, neoclassico e contemporaneo – è in Giselle che la ballerina milanese ha raggiunto una forma di identificazione artistica pressoché assoluta, tanto da essere universalmente riconosciuta come la Giselle del Novecento. Il balletto di Adolphe Adam, su libretto di Théophile Gautier, Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges e Jean Coralli, rappresenta probabilmente la più alta espressione del Romanticismo coreutico. La sua protagonista attraversa una trasformazione drammatica senza eguali: giovane contadina ingenua e innamorata nel primo atto, spirito ultraterreno e incarnazione del perdono nel secondo. È un percorso che richiede non soltanto una tecnica impeccabile, ma anche una profondissima maturità interpretativa. Carla Fracci seppe fondere entrambe le dimensioni con una naturalezza che pochi artisti hanno mai raggiunto. Diplomatasi alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala nel 1954, Carla Fracci si impose rapidamente come una delle maggiori promesse della danza italiana. Fu proprio il repertorio romantico a rivelare pienamente la sua personalità artistica. Negli anni Sessanta la sua ...

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In autunno la Scala riporta in scena la storica “Giselle”

Dopo le otto recite di Don Chisciotte praticamente esaurite, al rientro dalla pausa estiva sarà Giselle a ritornare in scena alla Scala e sarà anche oggetto di registrazione da parte di Rai Cultura. La Stagione in corso si concluderà poi a novembre con l’attesissima serata Balanchine Bausch/ Stravinskij che ben  riassume ed esalta  le linee guida delle Stagioni del Ballo: grandi nomi, grande repertorio, nuove sfide con nuovi stili e produzioni in debutto. Assente dal palcoscenico scaligero dal 2022, ma nel 2024 in trionfo con il pubblico di Shanghai, Giselle torna alla Scala dall’ 1 al 23 ottobre, nella classica coreografia di Coralli/Perrot ripresa da Yvette Chauvirè. Una storia d’amore, tradimento e redenzione, tra gioiose feste contadine e il bianco stuolo di willi, affascinanti quanto spietate: Giselle, balletto romantico per eccellenza, continua a commuovere il pubblico con la sua storia delicata, a coinvolgerlo grazie alla tecnica e alla sensibilità dell’interpretazione dei protagonisti, nel contrasto fra un mondo solare e un regno oscuro popolato di spiriti. Il Corpo di Ballo scaligero riporta in scena l’indimenticabile coreografia di Coralli-Perrot nella ripresa di Yvette Chauviré, che proprio con la cura e la raffinatezza di ruoli come Giselle ha esaltato la tradizione classica in tutta ...

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Il principal dancer Filippo Montanari “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle di Jean Coralli e Jules Perrot. Il balletto contemporaneo prediletto? In The Middle, Somewhat Elevated di William Forsythe. Il Teatro del cuore? Il Teatro dell’Opera di Tbilisi occupa un grande spazio nel mio cuore in quanto ho debuttato con i miei primi grandi ruoli. Ma il “primo vero amore” è stato il Teatro Bonci di Cesena che mi fece capire che la vita in teatro era ciò che mi serviva. Un romanzo da trasformare in balletto? Cime Tempestose di Emily Brontë. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Blue Valentine di Derek Cianfrance. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume dell’ultima scena di Romeo e Giulietta. Quale colore associ alla danza? Bianco e Nero. Che profumo ha la danza? È davvero difficile associare la danza ad un “profumo”. Io la danza la associo agli odori più basici e oggettivi: per me è l’odore di uno studio, del palcoscenico da dietro le quinte, della platea, quello è il “profumo della danza”. La musica più bella scritta per balletto? Tante musiche mi piacciono, ma quella che mi fa crollare anche dopo averla ascoltata più volte è Romeo e Giulietta di Prokofiev. ...

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Margot Fonteyn: un omaggio alla divina nel 107° dalla nascita

Dame Margaret Evelyn Hookham, conosciuta con il nome d’arte di Margot Fonteyn (Reigate, 18 maggio 1919 – Panama, 21 febbraio 1991) è considerata tra le più grandi ballerine di tutti i tempi. Ha trascorso l’intera carriera come artista del Royal Ballet (ex Sadler’s Wells Theatre Company), ed è stata nominata prima ballerina assoluta. Essere riconosciute con tale titolo è un grande onore, tradizionalmente riservato solo a ballerine eccezionali. La Fonteyn fu designata nel 1979, come premio per il suo 60º compleanno. Il titolo fu ratificato da Sua Maestà la Regina Elisabetta II in qualità di patrona della compagnia inglese di balletto. I primi anni li trascorse in Cina, dove la famiglia si trasferì per seguire il lavoro del padre. All’inizio della sua carriera, Margaret trasformò il cognome Fontes in Fonteyn (lo stesso fece suo fratello) e iniziò a prendere lezioni di danza classica all’età di quattro anni, studiando sia in Inghilterra che in Cina. La sua formazione a Shanghai avvenne con il ballerino russo espatriato Georgy Goncharov, contribuendo al suo continuo interesse per il balletto russo. La compagna di Goncharov, Vera Volkova, divenne in seguito influente nella carriera e nella formazione di Fonteyn. Tornata a Londra all’età di quattordici anni, ...

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La Giselle di Vienna, coerenza e controllo interpretativo [RECENSIONE]

La diretta del 26 aprile dalla Wiener Staatsoper ha offerto una Giselle costruita con coerenza e senso della misura, capace di integrare con naturalezza gli elementi produttivi e artistici in un disegno unitario. L’appuntamento in streaming con il Balletto di Stato di Vienna ha reso evidente come questa produzione, firmata da Elena Tschernischova, si muova lungo una linea di equilibrio tra fedeltà al testo e attenzione alla sua tenuta nel presente, senza ricorrere a soluzioni forzate. La struttura coreografica e drammaturgica si sviluppa nel rispetto dell’impianto tradizionale su musiche di Adolphe Adam, qui integrate con intermezzi di Friedrich Burgmüller, ma ciò che emerge è soprattutto una volontà di lavorare sulle transizioni emotive più che sugli snodi narrativi. Il riferimento al libretto di Théophile Gautier, Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges e Jean Coralli (da Heinrich Heine) resta saldo, ma viene attraversato da una sensibilità che tende a smussare i contrasti più marcati per privilegiare una continuità espressiva più sfumata. In questo contesto, la direzione musicale di Luciano Di Martino, alla guida dell’Orchestra dell’Opera di Stato di Vienna, si distingue per una gestione attenta delle dinamiche e dei colori, orientata verso la chiarezza del tessuto sonoro piuttosto che verso effetti di ampiezza. La ...

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Giselle in diretta da Vienna: la fragilità del corpo romantico

Il 26 aprile 2026 alle ore 20, la trasmissione in diretta gratuita dalla Wiener Staatsoper di Giselle si presenta come un appuntamento che non si limita a riproporre uno dei capolavori fondativi del balletto romantico, ma ne riattiva la stratificazione emotiva e simbolica attraverso una lettura contemporanea firmata da Elena Tschernischova. In un’epoca in cui il repertorio classico viene continuamente interrogato sul piano della sua attualità, questa produzione si colloca nel punto di equilibrio fragile e necessario tra conservazione e reinvenzione. Il balletto, su musica di Adolphe Adam, continua a rappresentare uno dei vertici della scrittura romantica per la danza: un’opera in cui il confine tra vita e morte, amore e perdita, realtà e trascendenza viene attraversato non attraverso la parola, ma attraverso il corpo. Il libretto, originariamente concepito da Théophile Gautier, Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges e Jean Coralli, costruisce una narrazione che ha segnato in profondità l’immaginario occidentale del balletto: quello di una giovane donna tradita, Giselle, che dopo la morte entra in una dimensione ultraterrena popolata dalle Villi, spiriti di fanciulle morte prima delle nozze. In questa versione, la regia e coreografia di Elena Tschernischova non si limitano a ripercorrere la tradizione, ma sembrano interrogare il mito dall’interno, lavorando ...

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Les Étoiles a Milano: trionfo e défilé di stelle [RECENSIONE]

Il gala Les Étoiles, ideato e diretto da Daniele Cipriani, ha confermato al Teatro Arcimboldi di Milano (con doppia rappresentazione) la sua natura di appuntamento capace di coniugare prestigio internazionale e costruzione intelligente del programma, trovando nel caloroso consenso del pubblico – con applausi a scena aperta e un finale accolto da una vera ovazione – la misura più evidente della sua riuscita. Non si è trattato soltanto di una parata di stelle, ma di un percorso articolato nella storia del balletto, in cui ogni intervento ha trovato un proprio spazio espressivo senza risultare episodico. Tra i momenti più intensi della serata si è imposto il passo a due tratto da Le Parc di Angelin Preljocaj, interpretato eccezionalmente da Aurélie Dupont e Hugo Marchand. Il celebre “bacio volante”, sospeso tra attrazione e slancio, ha suscitato un’immediata reazione in sala: Marchand, saldo e misurato, ha costruito una presenza quasi gravitazionale, mentre Dupont, con un controllo ormai essenziale e privo di compiacimenti, ha dato corpo a una leggerezza che appariva realmente sottratta al peso. L’applauso è scattato spontaneo, interrompendo per un attimo la continuità del gala, come accade raramente quando il pubblico percepisce di trovarsi di fronte a un’immagine ormai entrata nella ...

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Osipova e Dupont a sorpresa: Les Étoiles 2026 a Milano

Les Étoiles, il gala internazionale a cura di Daniele Cipriani che offre la possibilità di vedere concentrati in un unico spettacolo alcuni nomi di punta del balletto mondiale, ritorna al Teatro degli Arcimboldi, Milano 11 (ore 21) e 12 aprile (ore 17) 2026, con una grande sorpresa. Anzi, due. Arrivano due stelle tra le più luminose a Les Étoiles: dall’Opéra di Parigi, Aurélie Dupont (11 aprile) e dal Royal Ballet di Londra, Natalia Osipova (12 aprile). Sono loro le étoile a sorpresa: tradizione del gala che a Milano, eccezionalmente è duplice. L’appuntamento milanese vede la partecipazione delle seguenti stelle: Davide Dato (Opera di Vienna) e Cassandra Trenary (Opera di Vienna, già principal con l’American Ballet Theatre), Hugo Marchand (Opéra National de Paris), Tatiana Melnik e Motomi Kiyota (Balletto Nazionale Ungherese). Insieme a loro, la estrella spagnola Sergio Bernal, presenza imprescindibile dei gala Les Étoiles, nonché Sasha Riva e Simone Repele (Riva & Repele, Ginevra), i coreografi residenti della Daniele Cipriani Entertainment. Il cast si arricchisce ulteriormente della partecipazione straordinaria di Luciana Savignano, nome leggendario del balletto italiano. Ѐ con profondo dispiacere che dobbiamo annunciare che Marianela Núñez, attesa al gala insieme a Patricio Revé, non sarà presente a causa di ...

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