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Tag Archives: Leo Délibes

“Coppélia” dell’Opera di Varna al Municipale di Piacenza

Domenica 8 marzo alle ore 16, la Stagione Danza del Teatro Municipale di Piacenza prosegue con Coppélia, uno dei balletti più celebri e amati della tradizione ottocentesca, capace di coniugare virtuosismo tecnico, finezza narrativa e spirito teatrale. Sarà il Balletto dell’Opera di Varna a portare in scena il racconto di E. T. A. Hoffmann, sulla musica di Léo Delibes, le coreografie di Sergey Bobrov, con il coordinamento e supervisione di Sabrina Bosco e le scene e costumi di Lora Marinova. Il balletto racconta, com’è noto, la storia del misterioso inventore Coppélius e della sua enigmatica bambola meccanica, scambiata per una giovane donna reale. Attorno a questo inganno si sviluppa una vicenda brillante e ricca di colpi di scena, in cui realtà e finzione si intrecciano con ironia, fino al lieto fine che riafferma il valore dei sentimenti autentici. La musica di Léo Delibes, raffinata e immediatamente riconoscibile, è uno degli elementi distintivi del balletto: una partitura luminosa, ricca di celebri danze di carattere, che accompagna con leggerezza ed eleganza l’azione scenica e valorizza il dialogo continuo tra musica e movimento. Dal punto di vista coreografico, Coppélia è considerata un modello di equilibrio tra danza accademica e pantomima, con una struttura ...

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“La gioia di danzare” tra memoria e presente [RECENSIONE]

Nello storico Teatro Ponchielli di Cremona, tra ori antichi e velluti che custodiscono memorie ottocentesche, il gala La gioia di danzare, prodotto da ARTEDANZA srl, ha trovato la sua naturale dimora. In una sala gremita in ogni ordine di posti, l’emozione non era frutto di attesa mondana, ma di autentica partecipazione a un’arte che qui si è mostrata nella sua continuità, dal grande repertorio classico alle scritture contemporanee. Protagonisti della serata, il primo ballerino Timofej Andrijashenko e l’étoile Nicoletta Manni, interpreti di riferimento del Teatro alla Scala, hanno dato forma a un programma articolato e coerente, capace di intrecciare virtuosismo e consapevolezza stilistica. L’apertura con La bella addormentata di Marius Petipa, sulle immortali architetture musicali di Pëtr Il’ič Čajkovskij, ha subito inscritto il gala nella linea aurea del classicismo imperiale. Nel passo a due, Manni e Andrijashenko hanno restituito la purezza accademica del dettato petipiano: equilibri nitidi, linee distese, un dialogo limpido fra sostegno e abbandono. Non vi era ostentazione tecnica, bensì la chiarezza di un linguaggio che vive di proporzione e di ascolto musicale. Con Almost Blue, creazione di Mauro Bigonzetti sulle malinconiche sonorità di Chet Baker, Maria Celeste Losa ed Emanuele Cazzato hanno abitato uno spazio più intimo, ...

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George Balanchine e la forma assoluta della danza

Nella cartografia del balletto del Novecento, il nome di George Balanchine si staglia con la solennità di un monumento intellettuale e artistico. Coreografo di statura universale, teorico della forma, demiurgo di geometrie corporee, egli non si limita a creare danze: plasma un linguaggio in cui ogni gesto, ogni arabesque, ogni plié è sintesi di rigore formale e intuizione poetica. Alla guida del New York City Ballet, istituzione da lui fondata nel 1948, Balanchine innalza la tecnica accademica a paradigma estetico e simbolico, trasformandola in uno strumento capace di incarnare la musica, l’armonia e lo spirito del tempo. La sua prima affermazione in territorio americano, Serenade (1934), inaugura quella che può definirsi la poetica balanchiniana: un sistema coreografico in cui il gruppo e il singolo dialogano come archi di un’orchestra, traducendo in gestualità la partitura di Tchaikovsky con sublime naturalezza. In quest’opera emerge già la tensione tra precisione matematica e lirismo sospeso: ogni corpo è misura, ritmo e immaginazione, quasi una microcosmica architettura del movimento. Successivamente, opere come Symphony in C (1947) consacrano la capacità di Balanchine di fondere virtuosismo tecnico e costruzione formale. In questo capolavoro, il tessuto musicale di Bizet si trasfigura in geometria corporea, ciascun movimento risultando calcolato ...

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Vilnius riscrive Coppélia per il centenario [RECENSIONE]

In occasione del centenario del Balletto di Stato Lituano, il sipario del Teatro Nazionale Lituano dell’Opera e del Balletto si è alzato su una Coppélia (premiére il 4 dicembre 2025, disponibile attualmente in streaming) che non rappresenta soltanto un tributo alla memoria, ma una dichiarazione d’intenti sul futuro della compagnia. Il capolavoro di Léo Delibes, nato nel 1870 come perfetto congegno di grazia, ironia e brillantezza musicale, ritrova oggi una nuova tensione interpretativa nella visione del coreografo e direttore del balletto Martynas Rimeikis con l’arrangiamento musicale a cura di Jievaras Jasinskis. Rimeikis non altera l’impianto narrativo di Coppélia, ma ne approfondisce le stratificazioni psicologiche: la civetteria di Swanilda diventa percorso di consapevolezza, l’automa Coppélia si carica di significati che travalicano il semplice artificio teatrale, trasformandosi in riflessione sull’identità e sull’illusione del controllo. La pantomima tradizionale viene snellita, integrata in un flusso coreografico più continuo che dialoga con la partitura di Delibes, esaltandone le trasparenze orchestrali e i contrasti dinamici. Sul piano visivo, l’allestimento evita il pittoresco convenzionale e costruisce uno spazio sospeso tra fiaba e modernità: linee pulite, cromatismi misurati, un disegno luci sofisticato. Il laboratorio di Coppélius perde la dimensione meramente caricaturale e si configura come metafora di una ...

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A Bolzano “Coppélia” con la Junior Company del Balletto di Roma

Lo storico e celebrato balletto Coppélia, musicato da Léo Delibes e ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann, torna in scena in una nuova e audace rilettura firmata da Fabrizio Monteverde. La Junior Company del Balletto di Roma, composta da quattordici giovani talenti under 21, porta sul palco un’interpretazione attuale, intensa e profondamente emotiva. Ambientato nei nostri giorni, lo spettacolo affronta il contrasto tra amore vero e relazioni artificiali, tra autenticità e apparenza. La bambola meccanica, fulcro della narrazione, diventa metafora della solitudine, del rifiuto del diverso e del bisogno di amare. Monteverde esplora con sensibilità l’adolescenza, mettendo in scena un mondo fragile, carico di paure, desideri e sogni. Il rosso dei costumi sostituisce le tinte ottocentesche, raccontando una passione giovane, viva, a tratti dolorosa. Con luci evocative, coreografie dinamiche e una drammaturgia densa di significati, questa Coppélia si fa specchio del nostro tempo. Un viaggio verso l’altro, verso l’amore, inteso come linfa vitale e verità esistenziale. Un omaggio al classico che non rinuncia a interrogare il presente. BALLETTO DI ROMA JUNIOR COMPANY Direzione Artistica Francesca Magnini Nuova produzione 2025 Coreografia, drammaturgia, regia Fabrizio Monteverde Musiche Léo Delibes Costumi Santi Rinciari Light designer Emanuele De Maria Maitre de ballet Simone Manzato ...

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Il fascino delle danze spagnole nei balletti classici di repertorio

Tra i diversi stili che popolano il grande repertorio del balletto classico, le danze spagnole occupano un posto speciale. Brillanti, colorate e ritmicamente complesse, esse rappresentano un ponte tra tradizione folklorica e virtuosismo teatrale, inserendosi in opere classiche come momenti di esotismo e spettacolo. Origine e funzione delle danze spagnole Le danze spagnole nei balletti classici non nascono come vera danza folklorica, ma come reinterpretazione teatrale dei ritmi e dei movimenti della Spagna, filtrati dalla sensibilità europea ottocentesca. Sono spesso introdotte come danze caratteriali, inserite nel secondo atto o come divertissement, per aggiungere varietà e colore al balletto. Il pubblico europeo del XIX secolo era affascinato dall’esotismo: l’“altro” culturale veniva rappresentato attraverso passi codificati, costumi suggestivi e musica dai ritmi incisivi. Tra le funzioni principali troviamo l’evidenziare la tecnica dei danzatori: battements, pirouettes e footwork ritmici sono tipici delle danze spagnole. Creare contrasto con le scene liriche o romantiche: il ritmo serrato e la precisione del movimento generano un effetto di spettacolo puro. Colorare la narrazione con un tocco esotico senza modificare la trama principale. Caratteristiche coreografiche delle danze spagnole Le danze spagnole nei balletti classici sono riconoscibili per alcuni elementi distintivi: Ritmo e dinamica: marcato, vivace, con accenti sincopati ...

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In scena “Coppélia” per la Scuola di Danza dell’Opera di Roma

«Penso di aver realizzato un balletto autobiografico – racconta Giorgio Mancini – una sorta di ‘balletto nel balletto’ che mette in luce la mia personalità poliedrica. Coppélia è stato il primo titolo che ho danzato da bambino, quello che mi ha avvicinato alla danza in modo decisivo. La mia versione è una lettura per adulti e bambini.» Dal 3 al 7 dicembre, al Teatro Nazionale, torna in scena Coppélia in un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, con scene di Michele Della Cioppa, costumi di Anna Biagiotti e luci di Stefano La Selva. Creata da Giorgio Mancini per il Teatro di San Carlo di Napoli nel 2009, la coreografia era già stata interpretata con successo nel 2017 dal Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Ora viene riproposta dagli allievi della Scuola di Danza, in una produzione che unisce tradizione e sguardo contemporaneo. Ispirato a un racconto di E.T.A. Hoffmann, Coppélia debuttò nel 1870 all’Opéra di Parigi con la coreografia di Arthur Saint-Léon e la musica di Léo Delibes. Considerato un punto di svolta rispetto al balletto romantico, il titolo abbandona gli spiriti eterei – silfidi e villi – per raccontare con ironia le avventure di una bambola ...

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Su Rai 5 “Coppélia” dalla Scala con Manni-Andrijashenko

Sabato 22 novembre  alle ore 08.00 su Rai5 viene trasmessa Coppélia, la creazione coreografica di Alexei Ratmansky, su musica di Léo Delibes, con interpreti Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko nei panni di Swanilda e Franz, insieme a Christian Fagetti nel ruolo di Coppélius e al Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. Rappresentata per la prima volta nel 1870 all’Opéra di Parigi sulla splendida musica di Léo Delibes, Coppélia si annovera tra i capolavori del grande repertorio del balletto. Molte sono state le versioni coreografiche di questo titolo, documentato alla Scala fin dalla fine dell’Ottocento. Risale al 2009 la penultima produzione per il Balletto scaligero, ma nel 2023 con l’inaugurazione della nuova Stagione si è aperto un nuovo capitolo firmato da Alexei Ratmansky. L’autore proprio alla Scala e al suo Corpo di Ballo ha destinato una nuova Coppélia, in prima assoluta, a conferma della lunga e stimolante collaborazione con il Teatro e la sua Compagnia. Il nuovissimo allestimento è firmato da Jérôme Kaplan, e la sensibilità creativa di Ratmansky ha arricchito il repertorio della Compagnia scaligera con la sua visione di questo storico Balletto. Non una ricostruzione ma una nuova coreografia, che segue la storia ma con l’energia del nostro tempo, fresca e moderna. Il linguaggio di Alexei Ratmansky sulla musica di Delibes, tra le più amate partiture di balletto, ricchissima di finezze, temi e motivi che caratterizzano azione, ...

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Rita Sangalli: dall’Accademia della Scala alle ribalte del mondo

Nel cuore dell’Ottocento emerse una figura destinata a lasciare un’impronta profonda nella storia del balletto: Rita Sangalli. Nata il 20 agosto 1849 ad Antegnate, nella bergamasca, Rita fu molto più di una semplice ballerina: fu pioniera, innovatrice e musa in un’epoca in cui la danza era in trasformazione. La passione per la danza la portò giovanissima alla Scuola del Teatro alla Scala di Milano, dove si formò sotto la guida del coreografo Auguste Hus. A tredici anni era già in scena, dimostrando un talento che non poteva restare confinato ai teatri di provincia. Il debutto ufficiale arrivò nel 1865 con il balletto Flik e Flok, ma era solo l’inizio di un percorso straordinario. Nel 1866 Rita fece una scelta audace: salpò verso gli Stati Uniti. A New York, collaborò con Maria Bonfanti nello spettacolo The Black Crook, considerato da molti il primo musical della storia. Non si limitò a esibirsi: fondò una sua compagnia, portando il balletto classico in luoghi allora periferici alla scena culturale, come la California e l’Oregon. Dopo aver conquistato il Nuovo Mondo, Rita tornò in Europa e si stabilì a Parigi, dove nel 1872 entrò nel corpo di ballo dell’Opéra de Paris, all’epoca il palcoscenico più ambito ...

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Coppelia del NBC: il riflesso della bellezza [RECENSIONE]

Marinel Stefanescu portò in scena, per la prima volta, la sua Coppelia nel 1982 al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia con la Compagnia Balletto Classico, protagonisti Liliana Cosi e lo stesso Stefanescu. Una storia d’amore che, a differenza di altri balletti romantici, in cui la passione non corrisposta porta alla morte, si conclude felicemente (con il matrimonio, rispettando così le convenzioni del XIX secolo). La versione di Stefanescu, tecnicamente forte e ricca di virtuosismi, è stata all’epoca del debutto un’opera pionieristica la quale incorporava diversi aspetti innovativi. Ancora oggi appare senza tempo per freschezza, potenza estetica e vitalità. Il balletto Coppelia si annovera senz’altro tra i capolavori del grande repertorio della disciplina classica per gli elementi artistici misurati perfettamente: coloritura musicale vivace e romantica, una storia credibile, ambientazione facilmente riconoscibile. Il nuovo allestimento presentato come spettacolo istituzionale di fine anno accademico dal NBC diretto da Elena Casolari, Rezart Stafa, Nicoletta Stefanescu al Teatro Ariosto di Reggio Emilia, sabato 14 giugno, ha posto in primo piano la coreografia di Marinel Stefanescu per il primo e terzo atto (mantenendo la sua versione musicale originale e così la trama) mentre per il secondo è stato un autentico debutto nello stile contemporaneo ad ...

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