
Il balletto classico preferito?
Ce ne sono tanti, e ognuno ha il suo “momento”. Quello da pelle d’oca rimane Onegin.
Il balletto contemporaneo prediletto?
Petit mort.
Il Teatro del cuore?
Dove sono cresciuto dalla Scuola, il Teatro alla Scala.
Un romanzo da trasformare in balletto?
È un libro più per bambini ma Il piccolo principe potrebbe essere molto interessante.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Il pianista, la lotta per sopravvivere al genocidio nazista.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
Rubies di George Balanchine.
Quale colore associ alla danza?
Bianco.
Che profumo ha la danza?
Ognuno può sentire il profumo che preferisce.
La musica più bella scritta per balletto?
Sicuramente la musica per la Bella Addormentata.
Il film di danza irrinunciabile?
Billy Elliot.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Pina Baush e Nižinskij.
Il tuo “passo di danza” preferito?
Petit Allegro.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Romeo di Romeo e Giulietta.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
George Balanchine.
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Impegno, divertimento e passione.
Come ti vedi oggi allo specchio?
Con l’esperienza e con il passare degli anni, credo sia sempre più importante staccarsi dallo specchio e imparare a sentirsi. A guardarsi dentro senza bisogno di paragonarsi a quello che vediamo davanti a noi.
Michele Olivieri
Foto Brescia-Amisano, Teatro alla Scala
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