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Nel giorno della sua nascita, danza ancora la luce di Lindsay Kemp

Oggi il tempo si piega dolcemente nel ricordo della nascita di Lindsay Kemp (Irby, 3 maggio 1938 – Livorno, 24 agosto 2018), apparizione rara e luminosa, artista capace di trasformare il gesto in visione e la scena in sogno. Nato tra le nebbie del nord dell’Inghilterra e approdato a una dimensione senza geografia, Kemp ha abitato il teatro come si abita un mondo interiore: con grazia, inquietudine e una dedizione assoluta alla bellezza. In lui convivevano disciplina e incanto, tecnica e vertigine poetica, come se ogni movimento fosse il punto d’incontro tra la carne e l’immaginazione. La sua arte nasceva da una sorgente molteplice, nutrita di letteratura e immagini: Oscar Wilde, William Shakespeare, Lewis Carroll, ma anche visioni cinematografiche sospese tra luce e silenzio, e figure mitiche della danza come Vaslav Nijinsky, Isadora Duncan e Anna Pavlova. Tutto si sedimentava in lui come materia viva, pronta a rifiorire in forme nuove, mai imitative, sempre trasfigurate. Il suo teatro non raccontava: evocava. Non mostrava: suggeriva, lasciando che lo spettatore si smarrisse in un territorio dove il confine tra realtà e immaginazione si dissolveva. La danza, per Kemp, non era mai semplice esecuzione, ma una lingua segreta fatta di respiri, attese e ...

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Borderlinedanza presenta “Romeo & Juliet Project” di Lindsay Kemp

“Tutti siamo Romeo, tutte siamo Giulietta” A distanza di oltre dieci anni dal suo debutto, il Romeo & Juliet Project di Lindsay Kemp torna a calcare le scene grazie al riallestimento di Borderlinedanza di Claudio Malangone. Il debutto del tour, che vede già diverse date, è previsto il 1° maggio a Cagliari, al Festival Corfuentes, organizzato da Asmed- CRID Sardegna. Non si tratta di una semplice replica, ma di un atto di trasmissione artistica: Daniela Maccari, musa e collaboratrice di Lindsay Kemp, consegna ai nuovi interpreti il “credo” del Maestro, mantenendo viva quella fiamma che ha rivoluzionato il teatro-danza contemporaneo. Nato nel 2013 come celebrazione della poetica shakespeariana lo spettacolo si spoglia di ogni sovrastruttura. Senza scenografie e con costumi stilizzati, la scena è abitata unicamente dalla forza dei corpi, da pochissimi oggetti simbolici e da un tappeto sonoro eclettico – che spazia dalla malinconia di Nino Rota alla maestosità di Haendel e Purcell, fino alle dissonanze di George Crumb. Lo spettacolo esplora il mito universale degli amanti di Verona attraverso una rappresentazione stilizzata e trascinante. In questa visione, la violenza e il pregiudizio – temi tragicamente attuali- vengono contrastati dalla purezza dell’emozione. Come scriveva lo stesso Kemp nelle sue ...

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La prima ballerina e maestra Daniela Maccari “allo specchio”

Balletto classico preferito? Giselle e Don Chisciotte. Balletto contemporaneo preferito? Ifigenia in Tauride di Pina Bausch e Frammenti dal diario di Nijinsky di Lindsay Kemp. Teatro del tuo cuore? Il Teatro Verdi di Pisa, il Teatro Goldoni di Livorno e il Teatro Lope de Vega di Siviglia. Un romanzo da trasformare in balletto? I Promessi Sposi! Ma forse più che a romanzi, penserei a grandi figure della tragedia greca come Medea, Antigone o alla meravigliosa storia di Didone raccontata da Virgilio nell’Eneide. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Le notti di Cabiria di Fellini e Roma città aperta di Rossellini. Mi affascinano grandi ruoli femminili!  Il costume di scena indossato che hai preferito? Il tutù strappato, disegnato da Lindsay Kemp per la Ballerina in Nijinsky. A quale colore associ la danza? Rosso. Che odore ha la danza? Quell’odore di teatro, misto di legno, polvere, pece e linoleum del tappeto danza. La musica più bella mai scritta per il balletto? Forse il Romeo e Giulietta di Prokofiev. Un film di danza indimenticabile? Due vite e una svolta (The turning point) e, anche se vado un po’ fuori tema: Grease! Due miti della danza del passato: uomo e ...

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Panoramica sui grandi nomi della danza mondiale

La danza è molto più di un semplice movimento del corpo: è espressione di cultura, emozione e innovazione. Nel corso della storia, alcuni coreografi e ballerini hanno saputo rivoluzionare questo mondo, lasciando un’impronta indelebile che ancora oggi influenza spettacoli e insegnamenti. Scopriamo alcune delle icone che hanno cambiato la scena della danza. MARTHA GRAHAM: la rivoluzionaria del movimento moderno Considerata la madre della danza moderna americana, Martha Graham (1894-1991) ha introdotto un linguaggio coreografico basato sull’espressività interna e sulla tensione muscolare. La sua tecnica, conosciuta come Graham technique, rompeva con i rigidi schemi del balletto classico, enfatizzando contrazioni e rilasci del corpo per trasmettere emozioni profonde. Attraverso opere come Appalachian Spring, Graham ha dimostrato che la danza poteva raccontare storie complesse, sociali e psicologiche, aprendo la strada a generazioni di coreografi moderni. RUDOLF NUREYEV: la leggenda del balletto classico Rudolf Nureyev (1938-1993) è stato uno dei ballerini più carismatici del XX secolo. La sua tecnica impeccabile e la presenza scenica magnetica hanno elevato il balletto a una forma d’arte globale. Nureyev non solo eccelleva in performance classiche come Il lago dei cigni e Giselle, ma ha anche portato una nuova interpretazione dei ruoli maschili nel balletto, rompendo stereotipi e ispirando ...

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Una targa per Lindsay Kemp al Teatro Goldoni di Livorno

Lunedì 22 dicembre alle ore 17, nella Sala Mascagni del Teatro Goldoni, nel corso di una cerimonia aperta al pubblico, sarà scoperta una targa dedicata al grande artista Lindsay Kemp. Il rapporto con Livorno e con il Goldoni inizia già dagli anni ’70. Dopo che il miracolo di Flowers, la sua prima e più famosa creazione, gli ha aperto le strade del mondo, influenzando la cultura e il modo di fare teatro di innumerevoli Paesi, Lindsay porterà a Livorno ogni sua produzione. Sicuramente il rapporto con la città diventa molto più stretto a partire dagli anni ’90 quando gli vengono affidate regie di opere liriche, produzioni del Teatro Goldoni, fino all’ultima, più recente ripresa de Il Flauto Magico nel 2016. Diventa quindi sempre più stretto il legame con il Teatro in tutti i suoi reparti. Nel 2009 questo amore si concretizza nella scelta di trasferirsi definitivamente a Livorno, di farne la sua hometown, come amava chiamarla, di trascorrervi da vero livornese l’ultimo decennio della sua vita e di fare del Teatro Goldoni la “casa” della sua creatività. Sono gli anni in cui dedica attenzione anche all’insegnamento. Livorno diventa inoltre la sede delle prove delle nuove creazioni della Compagnia che da ...

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FIND 43: a Cagliari i “Fili invisibili” della Nuova Danza

Ritorna il FIND 43 – Festival Internazionale Nuova Danza, fondato da Paola Leoni, e lo fa con un’edizione intitolata Fili invisibili che promette di essere un potente spazio di incontro, resistenza e poesia del movimento. Dall’11 ottobre al 29 novembre, Cagliari e Selargius diventano il palcoscenico di una danza contemporanea che parla lingue universali, riflettendo sulle sfide più urgenti del nostro tempo: la ricerca di radici e identità, la libertà e la forza delle donne, la fragilità e la potenza del corpo, il dialogo tra presenza e assenza, caduta e rinascita. Il festival non è solo una rassegna di spettacoli, ma una vera e propria mappa emotiva, un viaggio tra vuoti e incontri, crolli e trasformazioni, isolamento e risveglio. Come afferma la direttrice artistica Cristiana Camba «abitare il nostro corpo insieme significa percepire quei fili invisibili, lasciarsi attraversare e riconoscere che nessuno è davvero solo, e che ogni movimento condiviso è dono intimo e necessario». Gli appuntamenti avranno il loro palcoscenico per Cagliari a Sa Manifattura, al Teatro Massimo, al Teatro Carmen Melis e al Terrapieno; per Selargius alla Sala delle Arti Musicali e al Teatro Si’ e’ Boi. Il FIND 43 porta in scena nomi di rilievo internazionale e ...

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Lindsay Kemp “For You!”: un sogno verso l’Oriente

Lindsay Kemp raccontato da un fiume di foto, video, disegni originali e danza dal vivo in una mostra-evento curata dai suoi più stretti collaboratori, David Haughton, braccio destro di Lindsay per quasi 50 anni, e Daniela Maccari, sua prima ballerina, coreografa e strettissima collaboratrice. Un evento per continuare a far “danzare” Lindsay Kemp, uno dei maestri più eclettici e visionari del teatro-danza, che ha saputo creare mondi fantastici e profondi, ricchi di simbolismi e trasformazioni, influenzando il modo di far teatro a partire dalla fine degli anni ’60. Una mostra immersiva che racconta lo spirito poetico di Lindsay Kemp, con un focus speciale sulla sua fascinazione per il Giappone e il teatro giapponese, in occasione del 35 anniversario della prima di Onnagata-Il Canto di Orfeo, la sua creazione “giapponese”, avvenuta proprio in Italia il 26 ottobre 1990. Lindsay Kemp “For You!” – Un sogno verso l’Oriente è una mostra “totale” con foto storiche di Lindsay nelle sue più importanti trasformazioni, tra cui Onnagata, Flowers, Salome, Kabuki Courtesans, quadri e disegni di Lindsay, bozzetti per costumi di scena. Ed ancora i meravigliosi Kimono indossati da Lindsay nello spettacolo Onnagata, maschere e ventagli. Il mondo onirico kempiano prenderà vita animandosi in uno ...

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Salomè (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

La Danza dei sette veli è la danza eseguita da Salomè davanti al re Erode Antipa nel teatro moderno, nella letteratura e nelle arti visive. Appartiene alla storia del Nuovo Testamento della festa di Erode e dell’esecuzione di Giovanni Battista, che si riferisce a Salomè che danza davanti al re. Il titolo Danza dei sette veli è stato reso popolare con la traduzione del 1894 del testo teatrale francese di Oscar Wilde Salomè. La danza è stata in seguito incorporata nell’opera lirica Salomè del 1905 del compositore Richard Strauss. Oscar Wilde descrisse la scena semplicemente come Salomè danza la danza dei sette veli. Sebbene l’obiettivo sia sedurre il patrigno, re Erode, le azioni di Salomè non sono apertamente erotiche, almeno inizialmente. Un’introduzione frenetica nella partitura viene interrotta dalla danzatrice, che riprende con un languido e deliberato atto di logoramento, mentre l’orchestra presenta note lunghe riccamente ornate, intervallate da valzer provocanti. Il ritmo di Salomè aumenta gradualmente mentre si libera dei veli in un’ultima frenesia, poi crolla come esausta. Dopo un attimo di pausa, si rialza per gettarsi ai piedi di Erode in trionfo. La prima rappresentazione avvenne a Parigi nel 1896. Lo spettacolo divenne famoso in Germania e il testo ...

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Nijinsky (balletti): storia, personaggi, curiosità e trama

Il più celebre balletto dedicato a Nijinsky, andato in scena nel 2017 presso l’Hamburg State Opera con la regia di Thomas Grimm porta la firma coreografica di John Neumeier. La sua danza è una lucida pennellata, le forme e l’uso dello spazio si sviluppano espressivamente in crescendo, trasformando pagine di vita in sculture viventi che poggiano sulla fragilità dell’animo. Un corpo vivido, un’architettura che ha definito i limiti della follia, i tormenti, la guerra, la pazzia, i silenzi, i fantasmi, le costrizioni umane. Le inquadrature, come in un film, tratteggiano nettamente il personaggio di Nijinsky dove il tormento viene rivissuto mediante flashback evocativi in cui i danzatori illuminano le zone oscure della mente, tamponando le sfumature del male oscuro. Il ballerino protagonista si fonde in totale simbiosi con Nijinsky descrivendo l’azione col pensiero, attento al gesto, al suo valore, ai suoi significati, ai suoi modi. Lo spettacolo, diventato negli anni un cult, rimane ad oggi opera magistrale nel racchiudere i sentimenti e i deliri di uno dei più grandi ballerini di tutti i tempi, il cuore e l’anima dei Ballets Russes, narrati da Neumeier con ritmo compulsivo e incalzante, a tratti poetico e malinconico, spingendo lo spettatore più empatico ad ...

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“Sentire la Luce”: Paolo Bonciani espone alla Fondazione Livorno

Il 9 maggio 2025, presso la sede della Fondazione Livorno, il pluripremiato fotografo Paolo Bonciani inaugurerà una mostra antologica, dal titolo Sentire la Luce, con più di cento foto scattate a partire dagli anni ‘70 sino ad oggi. Partecipano all’evento Luciano Barsotti, Presidente della Fondazione Livorno, e Giorgio Bacci, curatore della mostra. Riconosciuto come uno dei principali interpreti italiani e internazionali della fotografia di danza, Bonciani si distingue per la sensibilità artistica, la rigorosa preparazione tecnica e una lunga serie di riconoscimenti prestigiosi. Nella sua arte la fotografia è, inoltre, linguaggio coreutico. Attraverso la lunga collaborazione con il coreografo Micha Van Hoecke, Bonciani, sin da giovanissimo, ha affinato una sensibilità particolare per la danza, che traspare nella composizione dei suoi scatti. Il movimento non viene “fermato” nel classico senso fotografico, ma lasciato vivere, sfumare, a volte persino dissolversi. Questa scelta suggerisce una visione “dinamica” della fotografia, in cui l’immagine cattura un flusso, un’energia più che una forma fissa. L’utilizzo di tempi lunghi, sfocature controllate e tagli inaspettati trasforma il gesto danzato in simbolo. Il corpo si fa traccia, scrittura nello spazio. Nella sua lunga carriera ha fotografato alcuni tra i più grandi nomi della danza nazionale e internazionale: Carla Fracci, ...

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