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Boris Charmatz a Milano per FOG con un assolo intimo e radicale

Tra le figure più influenti della danza internazionale, Boris Charmatz presenta a FOG un assolo intimo e radicale che lavora sulla danza come atto essenziale, trasformando il silenzio e il non detto in gesto. Concepito come prosecuzione di SOMNOLE, presentato in Triennale nell’ambito di FOG 2022, Muette riduce al minimo ogni elemento scenico per lasciare emergere una coreografia minimalista che tuona nel silenzio. Di fronte alle incertezze di una realtà indicibile e all’impossibilità di pronunciare una parola Charmatz crea una danza sospesa sul filo del respiro: una danza silenziosa, fragile come una bolla di saliva, che racchiude una profusione di tensioni, nodi e slanci. Un assolo essenziale, nel quale la bocca e il volto costituiscono il centro nevralgico. Come un sismografo, la danza dà forma a un magma di sensazioni, facendo vibrare la pelle come una membrana sensibile alle più lievi variazioni: interno ed esterno si intrecciano, portando in superficie un confine invisibile, spartiacque tra il disordine intimo e il clamore del mondo. Tra momenti sospesi e una profusione di movimenti, Muette coreografa un lungo minuto di silenzio, tendendo alla ricerca di una calma interiore. Nell’immediata prossimità con il pubblico, il movimento nasce dall’ascolto del corpo e delle sue vibrazioni ...

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Gennaro Chianese del Ballett Theater Magdeburg “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Giselle, per la sua narrativa ed estetica senza tempo. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Bella Figura di Jiří Kylián. Il teatro a cui sei più legato? Ogni teatro in cui ho danzato ha un posto speciale nel mio cuore, ma la Royal Swedish Opera di Stoccolma, dove ho mosso i primi passi della mia carriera professionale e dove ho scoperto la mia passione per l’opera lirica, occupa un posto particolare. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, essendo uno dei miei romanzi preferiti. Quale film trasformeresti in un balletto? Il Gattopardo, di Luchino Visconti, si presterebbe a una grande reinterpretazione danzata. Qual è il costume di scena che hai amato di più? Quello de Lo Specchio di Biancaneve, nella reinterpretazione coreografica di Jörg Mannes. Il costume di Louise Flanagan prevedeva anche delle applicazioni argentate sul viso e sui capelli. Mi ha particolarmente ispirato e fatto sentire nel personaggio. Di che colore è la danza? La danza è una moltitudine di colori, perché cambia continuamente sfumature con ciò che racconta e con il momento della vita in cui la si attraversa. Che profumo ha ...

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Una vita in punta di piedi: buon compleanno, Marie‑Agnès Gillot!

Oggi, 7 settembre 2026, Marie-Agnès Gillot compie 51 anni. Nata a Caen nel 1975, è una delle figure più originali e riconoscibili della danza francese contemporanea: una grande interprete formatasi nella più rigorosa tradizione dell’Opéra national de Paris, ma capace di trasformare quella stessa tradizione in uno strumento di ricerca, libertà e modernità. La sua storia all’Opéra comincia giovanissima. Nel 1985, a nove anni, entra nella Scuola di danza dell’istituzione parigina; nel 1990, appena quindicenne, viene ammessa al Corps de ballet. Nel 1992 diventa Coryphée, nel 1994 Sujet e nel 1999 Première danseuse. È un percorso rapido e insieme costruito con una determinazione fuori dal comune. Il 18 marzo 2004 arriva la consacrazione: al termine di una rappresentazione di Signes di Carolyn Carlson, Marie-Agnès Gillot viene nominata Étoile dell’Opéra di Parigi. È un momento storico: è la prima danzatrice a ottenere il massimo titolo della compagnia in seguito all’interpretazione di un balletto contemporaneo. La scelta non è casuale. Gillot è ormai un’interprete capace di attraversare due mondi che nella sua danza non sono mai veramente separati: il grande repertorio classico e la coreografia contemporanea. Da una parte ci sono i grandi ruoli del balletto: da Don Chisciotte a Il lago ...

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Martina Valentini, nuova solista del Teatro alla Scala

Dal 24 agosto sono riprese le attività del Corpo di Ballo, impegnato nelle produzioni che caratterizzeranno i prossimi mesi autunnali, da Giselle (in scena dal 1 al 23 ottobre) al dittico Balanchine Bausch / Stravinskij (dal 7 al 21 novembre, con il ritorno di Apollo e con la prima volta della Scala per la attesissimo Sacre di Pina Bausch), oltre che nelle danze della Traviata di Liliana Cavani in scena dal 19 settembre al 15 ottobre con la direzione di Michele Gamba. E la ripresa porta anche nuovi passaggi nella Compagnia: avendo superato il Concorso internazionale recentemente tenutosi al Teatro alla Scala, a partire dal 24 agosto Martina Valentini assume la posizione di ballerina solista. Per quanto riguarda il Corpo di ballo, il Concorso internazionale per posti di ballerine di fila e ballerino di fila ha portato ai seguenti risultati: Daisy Libero, Ludovica Di Pasquale, Sienna Bingham, Stefania Boanta, Laura Farina entrano in organico dal 24 agosto; nei prossimi mesi a loro si aggiungeranno anche Gisele Ghidoli e Francesco Della Valle. Martina Valentini inizia i suoi studi a Roma. Dal 2013 al 2017 è presso la Scuola di Danza Balletto di Roma; nel 2018 entra alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla ...

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86 anni fa, iniziava il viaggio di Pina Bausch

C’era un luogo dove il silenzio imparava a danzare. Tu lo hai abitato con passi fragili e necessari, come chi attraversa la pioggia senza chiedere al cielo di smettere. Non cercavi la perfezione, ma la verità nascosta in una mano che trema, in uno sguardo che sfugge, in un corpo che ricorda ciò che le parole dimenticano. Hai insegnato che ogni gesto porta il peso di una vita, che una caduta può essere un abbraccio, che ripetere è scavare fino a trovare il cuore delle cose. Sul palcoscenico hai seminato domande, mai risposte. E il pubblico, uscendo, portava addosso un pezzo di sé che prima non aveva visto. Ora il sipario si apre ancora, e in ogni danza che osa essere umana, nelle lacrime che diventano movimento, nei fiori sparsi sul pavimento, c’è ancora la tua voce. Perché alcuni artisti finiscono con il tempo. Tu, Pina, continui a nascere ogni volta che qualcuno ha il coraggio di danzare la propria verità. Nel cuore del Novecento, tra le rovine di una Germania che cercava di rialzarsi, nacque una voce capace di riscrivere il linguaggio del corpo: Pina Bausch. Coreografa, danzatrice e visionaria, Bausch ha rivoluzionato la danza contemporanea fondendo gesto, parola ...

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In autunno la Scala riporta in scena la storica “Giselle”

Dopo le otto recite di Don Chisciotte praticamente esaurite, al rientro dalla pausa estiva sarà Giselle a ritornare in scena alla Scala e sarà anche oggetto di registrazione da parte di Rai Cultura. La Stagione in corso si concluderà poi a novembre con l’attesissima serata Balanchine Bausch/ Stravinskij che ben  riassume ed esalta  le linee guida delle Stagioni del Ballo: grandi nomi, grande repertorio, nuove sfide con nuovi stili e produzioni in debutto. Assente dal palcoscenico scaligero dal 2022, ma nel 2024 in trionfo con il pubblico di Shanghai, Giselle torna alla Scala dall’ 1 al 23 ottobre, nella classica coreografia di Coralli/Perrot ripresa da Yvette Chauvirè. Una storia d’amore, tradimento e redenzione, tra gioiose feste contadine e il bianco stuolo di willi, affascinanti quanto spietate: Giselle, balletto romantico per eccellenza, continua a commuovere il pubblico con la sua storia delicata, a coinvolgerlo grazie alla tecnica e alla sensibilità dell’interpretazione dei protagonisti, nel contrasto fra un mondo solare e un regno oscuro popolato di spiriti. Il Corpo di Ballo scaligero riporta in scena l’indimenticabile coreografia di Coralli-Perrot nella ripresa di Yvette Chauviré, che proprio con la cura e la raffinatezza di ruoli come Giselle ha esaltato la tradizione classica in tutta ...

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Santa Maria Novella: La Prima Danza / The Butterfly Dream

FABBRICA EUROPA presenta, all’interno del Complesso di Santa Maria Novella a Firenze, un evento composto da due performance: La Prima Danza (ore 18:30, Cappellone degli Spagnoli), con coreografia di Damiano Ottavio Bigi e Alessandra Paoletti (Italia), e The Butterfly Dream (ore 19:00, Chiostro Verde), coreografia di Ahn Aesoon (Corea). L’appuntamento del 23 giugno si inserisce nell’ambito di SECRET FLORENCE, festival dell’Estate Fiorentina, mentre la serata del 24 giugno inaugura la 37ª edizione di FLORENCE DANCE FESTIVAL. Il progetto, una produzione di Fondazione Fabbrica Europa e Ahn Aesoon Company, nasce dalla volontà di trasformare i luoghi del patrimonio storico e artistico in dispositivi performativi che instaurano una relazione profonda tra contesto, memoria, opera e pubblico. Attraverso la danza, il patrimonio emerge come un organismo vivo, percorso dalle tracce dei mutamenti storici, politici e culturali che i performer riattivano trasformandole in esperienza condivisa. Il gesto coreografico non si limita ad abitare lo spazio, ma ne dischiude le stratificazioni invisibili, facendole affiorare per interrogare il presente e il nostro modo di vivere i luoghi della storia. Articolato in più capitoli, il progetto ha preso avvio con À coups de marteau, presentato nel settembre 2025 nel Chiostro e nel Cenacolo di Ognissanti a Firenze. ...

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L’Opéra national de Paris e la Stagione di Balletto 26/27

La Stagione di Balletto 2026/2027 dell’Opéra national de Paris si presenta come uno dei momenti più significativi degli ultimi anni nel percorso artistico della prestigiosa istituzione francese, confermando la sua storica vocazione a coniugare tradizione e innovazione. Erede di una delle più antiche e influenti compagnie di danza del mondo, le cui origini risalgono all’Académie Royale de Danse fondata da Luigi XIV nel 1661, l’Opéra riafferma il proprio ruolo di laboratorio privilegiato della creazione coreografica contemporanea attraverso un ampio rinnovamento del repertorio. La stagione comprende infatti quattro nuove creazioni e cinque ingressi nel repertorio principale, cui si aggiungono una creazione e due nuove acquisizioni destinate al Junior Ballet. Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo emerge la prima mondiale di Rings of Saturn di Juliano Nunes, presentata in occasione del Gala di apertura della danza al Palais Garnier il 10 ottobre 2026. Nella medesima circostanza fanno il loro ingresso nel repertorio Vers un pays sage di Jean-Christophe Maillot e Busk di Aszure Barton, successivamente riproposti all’interno del programma Paysages Intérieurs. Il programma Rituels, all’Opéra Bastille, accoglie Boléro X di Shahar Binyamini, mentre Pulsations, al Palais Garnier, si distingue per una nuova creazione di Lucinda Childs e per l’inclusione nel repertorio di ...

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Il danzatore, pedagogo, coreografo Lucas Viallefond “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle è il mio balletto classico preferito per la storia, per i diversi personaggi e soprattutto per il secondo atto, che per me è il più bello mai creato. Il balletto contemporaneo prediletto? Le Sacre du Printemps di Pina Bausch (1975), per la sua potenza. Il Teatro del cuore? Ovviamente il Palais Garnier. Un romanzo da trasformare in balletto? Ho sempre desiderato creare un breve balletto basato sul racconto per bambini The Duck and the Panther tratto da Le Chat Perché di Marcel Aymé. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Forse un film sulla Callas o su Barbara (la cantante francese). Il costume di scena indossato che hai preferito? Un semplice body mentre danzavo un pezzo di Cunningham. Molto semplice, come una seconda pelle. Quale colore associ alla danza? Un azzurro pallido, come il colore della notte quando c’è la luna piena. Che profumo ha la danza? Legno vecchio, polvere e sipario di velluto. La musica più bella scritta per balletto? Giselle, ma amo anche Chopin (La Dame aux Camélias di John Neumeier, anche se non è stata scritta per il balletto). Il film di danza irrinunciabile? Center Stage e Billy Elliot. I ...

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Il Teatro alla Scala ha annunciato la Stagione di Balletto 26/27

La seconda Stagione di Balletto firmata da Frédéric Olivieri fa della continuità la propria forza e il vero propulsore per nuove sfide artistiche e stilistiche; tornano importanti titoli del repertorio, per coinvolgere l’intera Compagnia, fare tesoro della maturazione acquisita dagli artisti già cimentatisi nei ruoli, ma anche per offrire chances alle nuove generazioni, del Corpo di Ballo e quelle che sempre più accorrono in Teatro; si accolgono nuove firme, per permettere agli artisti di affrontare stili inconsueti consolidando le doti di curiosità, versatilità e impegno che tanto consenso hanno generato nel pubblico con le recenti proposte in cartellone. La nuova Stagione propone sette programmi, ma nove titoli, essendo una serata a dittico e una a trittico; cinque le riprese, di cui tre a serata intera, e quattro nuovi ingressi, tra cui, vero momento clou nella nuova programmazione, l’acclamata rivisitazione di Giselle firmata da Akram Khan: nata nel 2016 come produzione esclusiva dell’English National Ballet, viene ora affidata agli artisti del Balletto della Scala. E sarà una prima nazionale, non essendo mai stata rappresentata prima d’ora nel nostro Paese. Dal grande repertorio, torna ad allietare le feste Lo Schiaccianoci di Rudolf Nureyev, che apre la Stagione; titolo ideale e sempre atteso, ...

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