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Tag Archives: Pina Bausch

Il mestiere del danzatore e la sua evoluzione con “As Nora on the pavement” di Lara Martelli

Il 29 aprile 2017, all’interno di Giornata internazionale della danza – Fermignano 2017, il Salone Comunale di Fermignano (PU) vede in scena As Nora on the pavement, regia, coreografia e performance di Lara Martelli, su musica dal vivo di Daniele de Santis, drammaturgia di Ulrich Huhn, video di Andrea Familari, In collaborazione con AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali. Pesarese stanziata in Germania, Martelli studia danza contemporanea a New York con i maestri Murray Louis e Alwin Nikolais, si laurea all’Università di Essen Folkwang in Germania sotto la direzione artistica di Pina Bausch ed è stata danzatrice solista in diverse compagnie europee. Attualmente insegna tecniche della Danza contemporanea all’Università delle arti UDK a Berlino ed è impegnata in numerosi progetti artistici e pedagogici nelle scuole pubbliche di Berlino. As Nora on the pavement vuole far conoscere al pubblico la professione del danzatore, utilizzando il corpo della ballerina che nella sua bellezza naturale, sensibilità ed espressività ha ispirato artisti, musicisti, filosofi e scrittori. Compagna di scena di Martelli è Siri, assistente virtuale che la aiuterà a spiegare come dall’estetica del balletto e dalle storie romantiche si è arrivati alla danza moderna e contemporanea, e come si è modificata la figura del danzatore. Ne ...

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Omaggio a Pina Bausch nelle “storie” dei suoi danzatori

Omaggio a Pina Bausch nelle “storie” dei suoi danzatori

  Pina Bausch, indiscutibilmente compianta Signora della danza del nostro Tempo, è stata omaggiata lo scorso 6 aprile al Teatro Duse di Bologna con lo spettacolo Lo sguardo dell’imperatrice, che ha visto protagonisti tre danzatori del Tanztheater Wuppertal, in scena con delle proprie creazioni coreografiche: l’italiano Damiano Ottavio Bigi con Cittadella e il colombiano Jorge Puerta Armenta con At 17 centimeters above the floor, performata da Pablo Aran Gimeno. Due assoli assai distanti a livello stilistico e interpretativo, ma perfettamente accomunabili nell’intenzione di debordare i confini della danza per travalicare quelli del teatro. Bigi, infatti, propone se stesso in una figura che va al di là dell’essere umano, un’entità artistica alla ricerca – inizialmente plausibile, poi quasi disperata – di una performance che gli renda giustizia. Una rappresentazione così meta-performativa da risultare davvero sincera, sebbene pensata e – di sicuro – minuziosamente collezionata per la messinscena del teatro bolognese. Il dialogo diretto col pubblico, in particolar modo, è la fonte principale del dubbio nascente nella mente dello spettatore: «sta improvvisando o ha davvero bisogno di essere rassicurato sull’andamento della performance e delle scelte coreografiche prestabilite?». La verità non conta, perché l’escamotage funziona e lo sguardo del pubblico non si distrae ...

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“Pina Bausch a Roma”: un documentario di Graziano Graziani

  Lunedì 10 aprile, al Teatro Argentina di Roma, sarà proiettato in anteprima Pina Bausch a Roma, un film di Graziano Graziani, da un’idea di Simone Bruscia e Andrés Neumann, prodotto da Riccione Teatro in collaborazione con l’Archivio Teatrale Andrés Neumann/il Funaro Centro Culturale di Pistoia. Il periodo romano dell’indimenticabile coreografa tedesca rivive nei racconti inediti di compagni di viaggio come Matteo Garrone, Mario Martone, Vladimir Luxuria, Leonetta Bentivoglio, Cristiana Morganti e Andrés Neumann. Scomparsa nel 2009 a 68 anni, Pina Bausch – mito della danza e del teatro di fine Novecento, meravigliosa visionaria capace di stregare registi come Federico Fellini, Pedro Almodóvar e Wim Wenders – “ha terremotato con una determinazione senza confronti il panorama delle arti contemporanee” (Leonetta Bentivoglio).  Della serie di quindici spettacoli che la grande coreografa ha realizzato ispirandosi ad altrettante città del mondo, Roma è l’unica che vanta ben due titoli dedicati: Viktor (1986), e O Dido (2000), entrambi coprodotti con il Teatro di Roma. Il documentario Pina Bausch a Roma ripercorre le due residenze romane dell’artista tedesca, riportando alla luce, attraverso un intreccio di testimonianze inedite, la Roma insospettabile di Pina Bausch, una città autentica e assolutamente anticonvenzionale: una Roma quotidiana, scandita da pranzi in trattoria, incursioni ...

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Danzando con la Storia: intervista a Marigia Maggipinto

Marigia Maggipinto, danzatrice, membro della compagnia del “Tanztheater Pina Bausch” dal 1989 al 1999. Inizia la sua carriera professionale con il balletto nella compagnia della Fondazione Niccolò Piccinni (J. De Min/Roberto Fascilla). Nel 1985 partecipa al tour internazionale con la compagnia di danza contemporanea dei “Danzatori Scalzi” di Roma, partecipa al film “Il Giovane Toscanini” di Franco Zeffirelli. Studia a Roma con Viola Faber, Libby Ney (tecnica Limon) André Peck, Roberta Garrison (tecnica Cunningham), Richard Haisma (Nikolais) Mudra (Bejart), Matt Mattox (Jazz) e Martha Graham. Partecipa alla creazione dello spettacolo di Giorgio Rossi (Sosta Palmizi/Carolin Carlson) per il Festival di Polverigi. Studia con le tecniche di Jean Cebron (composizione/improvvisazione), Hans Zullig (tecnica Joss) alla Folkwang Hochschule di Essen (diretto da Pina Bausch). Danza con Pina Bausch in quattordici differenti coreografie e partecipa alle nuove creazioni della coreografa tedesca: “Tanzabend II” (1992), “Schiff” (1993), “Trauerspiel” (1994), “Danzon” (1995), “Fensterputzer” (1997). Lascia la Compagnia nel 1999 ma ritorna come ospite successivamente partecipando ai festival del Tanzteather (2000, 2001, 2002). Negli Stati Uniti partecipa alla creazione di un pezzo di teatro con la compagnia “Mutation Theater Projet”, e insegna nella facoltà dell’“American Dance Festival” alla Duke University (2003, 2004, 2005). Lavora con “Emilia ...

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I più bei ritratti di étoiles donne nei nuovi libri sulla Danza

I più bei ritratti di étoiles donne nei nuovi libri sulla Danza

Il Giornaledelladanza.com, per la rubrica LIBRI E VIDEO, presenta un excursus particolare. Ponendo all’attenzione dei lettori le recenti pubblicazioni dedicate a danzatrici e ballerine, si vuole dimostrare quanto importante ed imponente sia stata e, continuerà sicuramente ad esserlo, la componente femminile nell’evoluzione della Danza e del Balletto. Molte sono state infatti le danzatrici che, oltre ad essersi imposte come autentiche personalità di spicco nella cultura del loro tempo, hanno fatto delle loro idee il manifesto di un’epoca, che è certamente anche la nostra. Il risultato è una top five che parte da una raccolta che palesa una verità fondamentale: la danza è donna. Infatti, gran parte di quanto sta alla base della danza contemporanea deriva da idee, da innovazioni e da sperimentazioni di donne che hanno rotto con il passato percorrendo nuove strade e prendendo direzioni inaspettate. Si continua poi con la biografia dedicata alla “madre” del teatro-danza europeo, Pina Baush, senza dimenticare i grandi astri femminili del Balletto italiano ed internazionale. Da Natalia Makarova, celebre étoile russa che, nella sua autobiografia, racconta la penosa inconciliabilità tra la figura della ballerina e quella della mamma, al libro fotografico mozzafiato di Svetlana Zakharova, fino alla bellissima biografia dedicata all’étoile italiana Luciana ...

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Eva Yerbabuena al Teatro Grande di Brescia

Non sarà presente il 16 aprile al Teatro Grande di Brescia Israèl Galvan, la cui performance sarà però sostituita da una carismatica interprete di flamenco: Eva Yerbabuena. Nata a Francoforte nel 1970, Eva inizia a studiare flamenco all’età di 11 anni, e inizia una brillante carriera lavorativa già all’età di 16 anni con una compagnia di Siviglia e con i grandi maestri Manolete e Merche Esmeralda. Nel corso del tempo si fa notare per la sua tecnica, per l’interpretazione intensa ed espressiva, e vince numerosi premi internazionali tra cui il Premio Nazionale di Danza. Al Grande di Brescia la Yerbabuena porta il più intimo dei suoi spettacoli, Ay!, in cui è accompagnata da cinque musicisti (chitarra, percussioni, canto, violino) nella rappresentazione di quello che è il simbolo sonoro del flamenco, il grido di dolore e rabbia, di allegria e festa, che unisce tutti gli esseri umani. E se in uno spettacolo già forte, l’interprete porta anche gli insegnamenti e l’esperienza di collaborazioni come quella con Pina Bausch (con cui ha collaborato nel 1998) e con Carolyn Carlson, allora Ay! diventa uno spettacolo da non perdere, per esplorare tutte le sfumature e le opportunità del flamenco. ORARI&INFO: Ay! Eva Yerbabuena 16 ...

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Il Giornaledelladanza.com consiglia 10 libri di danza da leggere e regalare a Natale

Il Giornaledelladanza.com quest’anno offre ai suoi lettori un’idea semplice e colta per facilitarli nella loro impegnativa e frenetica corsa ai regali, oppure lo spunto per un piacevole intrattenimento durante le vacanze natalizie. Perché non regalare un libro? Se poi il fortunato destinatario del bellissimo tomo impacchettato ed infiocchettato di rosso è un adepto di Tersicore perché non regalare lui un bel volume di danza? Nasce così questa iniziativa del Giornaledelladanza di proporvi una lista di 10 scelte di lettura tutte riguardanti l’ambito della danza e del balletto e tutte pubblicate di recente. La selezione è stata fatta in base ad un criterio eclettico piuttosto che omogeneo, per rispondere all’intento fondamentale di offrirvi il meglio di tutto ciò che è uscito nel corso degli ultimi tempi. È la tipologia di scrittura che rende quindi varia questa lista: monografie, volumi di storia, manuali pratici, libri fotografici… La seguente top ten diventa così al tempo stesso dispensatrice di consigli utili per azzeccare l’acquisto e una panoramica complessiva della storiografia coreutica di questo periodo, confermando pienamente quanto detto dal maestro Alberto Testa sul fatto che la danza vive in questo momento una fortunata pioggia benefica di libri. “Pina Bausch. Una santa sui pattini a ...

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Lindsay Kemp, il poeta della danza

  Lindsay Kemp nasce sull’Isola di Lewis e cresce nel nord dell’Inghilterra, sin dall’infanzia s’innamora della danza, del teatro, del cinema. Terminati gli studi al Bradford College of Arts, si trasferisce a Londra dove frequenta la scuola del Ballet Rambert. Lavora in varie compagnie di danza, teatro, teatro-danza, cabaret, musical, mimo, ecc.. Nel 1962, forma la sua prima compagnia, la “The Lindsay Kemp Dance Mime Company”. In seguito sviluppa la propria sintesi tra diversi linguaggi teatrali privilegiando un approccio personale ed innovativo alla danza e al teatro, così nel 1968-1969 nasce “Flowers” e nel 1974 lo ripropone in una nuova versione “trionfale”. Ha così inizio un ventennio ricchissimo di successi che porta Kemp e la sua compagnia in ogni angolo del mondo. Precursore di un genere di danza onirico, ricco di contenuti e ispirazione, al limite dell’acrobatico e forte di effetti spettacolari ha influenzato molte compagnie che a partire dalla seconda metà degli anni ‘70 hanno contribuito a rinnovare i fasti della danza classica e contemporanea. In seguito produce le sue opere più significative e conosciute: Sogno di una notte di mezza estate (1980) Salomè (1977), Mr. Punch’s Pantomime, Sogno di Nijinscky o Nijinscky il matto (1983), The Big Parade ...

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Pina Bausch. Una santa sui pattini a rotelle

«Un giorno, in classe, quando studiavo danza da bambina, ci chiesero di fare un esercizio per cui bisognava essere molto elastici, e a me riusciva alla perfezione, più che a tutti gli altri allievi. Sei la donna-serpente, mi complimentò la maestra. Non mi ero mai sentita tanto fiera». (Tratto da un’intervista di Leonetta Bentivoglio). La citazione riporta soltanto una delle tante testimonianze originali di Pina Bausch (ricordi della propria vita e riflessioni sul proprio operato artistico) di cui è costellata, insieme a fotografie di Ninni Romeo che ritraggono l’indimenticabile coreografa tedesca, la terza e ultima parte di Pina Bausch. Una santa sui pattini a rotelle: la recente biografia curata da Leonetta Bentivoglio per le Edizioni Clichy. Uscito nel 2015, il piccolo volume ripercorre la biografia artistica e umana di colei che viene giustamente considerata la “madre” del teatro-danza europeo, di questo genio femminile la cui luce ha influenzato tutti gli sviluppi della danza successiva e ancora oggi, anzi per sempre, sarà un’alba fiammeggiante ed intramontabile. Dopo la prima parte che ricostruisce quindi la vita e l’arte della Bausch con un preciso schema cronologico, il volume contiene anche l’importantissimo saggio di Leonetta Bentivoglio, che ha avuto la fortuna di conoscere ed ...

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“Jessica and me”: Cristiana Morganti torna al Teatro Astra di Torino

Dopo lo strepitoso successo ottenuto nell’edizione 2013 di Palcoscenico Danza con Moving with Pina, torna a Torino Cristiana Morganti, una delle grandi danzatrici storiche e coreografe del Tanztheater di Wuppertal di Pina Bausch con il nuovo lavoro Jessica and Me. “Sotto l’ombra di un grande albero non cresce mai nulla”: partendo da questa frase che da tempo è diventata motivo della sua riflessione, Cristiana si interroga sul proprio lavoro, sulle sue radici, la memoria e il futuro: un nuovo assolo, una sorta di racconto autobiografico danzato. Cristiana Morganti, recentemente insignita del Premio Danza&Danza 2014 come migliore Interprete/Coreografa, presenta questa riflessione danzata e ironica dopo il successo durante il debutto al Festival Aperto di Reggio Emilia. Lo spettacolo si sviluppa poi da alcune domande cruciali che si pone la performer: domande che affrontano il delicato tema della memoria, delle radici e delle eredità. Come gestire l’influenza artistica di un grande Maestro? Come non cedere alla consuetudine di una certa estetica? Come rielaborare un passato di studi di danza classica lavorando a Wuppertal? In Jessica and Me, Cristiana Morganti, giunta a un momento importante del suo percorso, si ferma a riflettere su se stessa: sul rapporto con il proprio corpo e con la ...

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