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Tag Archives: Royal Ballet

Novità editoriale: “Infinite Steps” di Gavin Larsen e Gene Schiavone

Il libro Infinite Steps: Thirty-Three Dancers and Their Lives in Ballet, è un’opera che si colloca a metà strada tra saggio, ritratto umano e racconto poetico del mondo del balletto. Fresco di stampa (marzo 2026) pubblicato dalla University Press of Florida, il volume raccoglie le storie di trentatré danzatori provenienti da diverse generazioni e contesti culturali, offrendo uno sguardo intimo e profondo su ciò che significa dedicare la propria vita alla danza. Il balletto è un’arte fragile e fugace: vive nel momento in cui accade e scompare appena il sipario si chiude. Infinite Steps nasce proprio dal desiderio di preservare qualcosa di quella esperienza effimera, raccontando le vite di coloro che dedicano il proprio corpo e la propria esistenza alla danza. Attraverso parole e immagini, il libro apre al lettore una finestra su un universo fatto di disciplina, sacrificio, passione e silenziosa resilienza. L’autrice, che per diciotto anni è stata ballerina professionista e principal all’Oregon Ballet Theatre, costruisce una serie di ritratti narrativi che vanno oltre la semplice biografia artistica. Ogni capitolo è un incontro: un dialogo con un danzatore che racconta il proprio percorso, dalle prime lezioni di danza fino ai momenti cruciali della carriera o alla vita dopo ...

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Annunciati i cast del nuovo trittico di balletto alla Scala

Terza produzione della nuova Stagione di Balletto, l’attesissimo trittico McGregor / Maillot / Naharin, arriva alla Scala dal 18 al 28 marzo, più una serata benefica il 31 marzo riservata alla Fondazione Ospedale Niguarda. Ricco di novità, sarà un debutto per il Corpo di Ballo scaligero, che per la prima volta interpreterà i tre lavori in cartellone, e per il pubblico nazionale, essendo due delle tre produzioni mai prima d’ora rappresentate nel nostro Paese. Novità ma anche continuità: torna la firma di Wayne McGregor, con cui Frédéric Olivieri aveva inaugurato nelle sue precedenti direzioni una collaborazione proseguita in maniera costante, che si rinnova ora con uno dei pezzi più rappresentativi, Chroma, per la prima volta su un palcoscenico italiano, nel ventennale dalla sua creazione. Entra nei programmi del Ballo scaligero per la prima volta il nome di Jean-Christophe Maillot, la sua visione artistica molto articolata, con un lavoro profondo e delicato, Dov’è la luna, in prima nazionale, a cui prende parte anche Roberto Bolle nelle recite di apertura. In maniera dirompente chiude il trittico Minus 16, uno dei più illustri manifesti dell’originalità di Ohad Naharin e del suo linguaggio di movimento innovativo. Irrompe per la prima volta alla Scala portando ...

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L’histoire de Manon: storia, personaggi, curiosità e trama

Tra i grandi balletti narrativi del Novecento, L’histoire de Manon occupa un posto speciale per la sua capacità di fondere dramma psicologico, sensualità e tragedia in una coreografia intensa e cinematografica. Creato dal celebre coreografo britannico Kenneth MacMillan, questo balletto in tre atti racconta l’ascesa e la caduta della giovane Manon, protagonista di una storia d’amore passionale che si trasforma lentamente in una tragedia inevitabile. L’histoire de Manon debuttò il 7 marzo 1974 presso la Royal Opera House di Londra, interpretato dal Royal Ballet con protagonisti i primi ballerini Antoinette Sibley (Manon) e Anthony Dowell (Des Grieux) insieme a David Wall (Lescaut), Dereck Rencher (Monsieur G.M.), Monica Mason (l’amante di Lescaut), David Drew (il carceriere). Sir Kenneth MacMillan si ispirò al romanzo del XVIII secolo Histoire du chevalier des Grieux et de Manon Lescaut scritto dall’abate Antoine François Prévost nel 1731. L’opera letteraria aveva già dato origine a famose versioni operistiche, come Manon di Jules Massenet e Manon Lescaut di Giacomo Puccini. Per la partitura del balletto, tuttavia, MacMillan non utilizzò una di queste opere: scelse invece una selezione orchestrale di brani del compositore francese Jules Massenet, arrangiati e orchestrati appositamente dal direttore e compositore Leighton Lucas. Il balletto ruota ...

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Buon compleanno a Sylvie Guillem: étoile per sempre

In occasione del compleanno di Sylvie Guillem, il mondo della danza celebra non solo una delle più grandi ballerine del nostro tempo, ma un’artista che ha ridefinito i confini stessi del balletto classico. Nata a Parigi il 25 febbraio 1965, Sylvie Guillem entra giovanissima all’Opéra di Parigi. La sua ascesa è fulminea: nel 1984, a soli 19 anni, viene nominata étoile del Ballet de l’Opéra national de Paris da Rudolf Nureyev, allora direttore della compagnia. Un riconoscimento straordinario, che segna l’inizio di una carriera destinata a lasciare un’impronta indelebile. Dotata di una tecnica prodigiosa, di un’estensione fuori dal comune e di una linea perfetta, Guillem ha incarnato un ideale di ballerina moderna: rigorosa ma libera, disciplinata ma indipendente. Le sue celebri arabesque a 180 gradi sono diventate iconiche, ma ridurre la sua grandezza alla sola tecnica sarebbe limitante. Guillem è stata soprattutto un’interprete intelligente, capace di scavare nei personaggi con profondità drammatica e sensibilità contemporanea. Dopo aver lasciato l’Opéra di Parigi, Guillem diventa artista ospite principale del Royal Ballet, consolidando la propria fama internazionale. Interpreta i grandi ruoli del repertorio classico — da Giselle a Il lago dei cigni, da Manon a Romeo e Giulietta — ma è nel dialogo ...

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1926-2026: un secolo di storia alla Royal Ballet School

Nel 2026 la Royal Ballet School celebra il suo centenario: cento anni di storia intrecciata indissolubilmente con la nascita, l’affermazione e la diffusione del balletto britannico nel mondo. Fondata nel 1926 da Dame Ninette de Valois con il nome di Academy of Choreographic Art, l’istituzione nacque da un progetto culturale preciso e ambizioso: creare in Gran Bretagna una tradizione nazionale del balletto classico, capace di dialogare con le grandi scuole europee e di formare artisti autoctoni di livello internazionale. A distanza di un secolo, la scuola non rappresenta soltanto un centro di formazione, ma un vero laboratorio storico di continuità stilistica, trasmissione pedagogica e rinnovamento artistico. Le origini: Ninette de Valois e l’idea di un balletto inglese Ninette de Valois (1898-2001), nata Edris Stannus in Irlanda, aveva danzato nei Ballets Russes di Sergej Djagilev negli anni Venti. Quell’esperienza, a contatto con la grande tradizione imperiale russa e con l’avanguardia coreografica europea, fu decisiva: comprese che la Gran Bretagna, pur possedendo una ricca cultura teatrale e musicale, non disponeva ancora di una scuola nazionale strutturata di balletto classico. Nel 1926 fondò dunque a Londra l’Academy of Choreographic Art. Il suo metodo si fondava su una rigorosa tecnica accademica, influenzata dal metodo ...

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Alicia Markova: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Prima ballerina inglese di fama internazionale: Alicia Markova (1910-2004) è stata la prima ballerina britannica a raggiungere fama mondiale. Fin da giovane mostrò un talento straordinario e fu notata da importanti coreografi, diventando una delle principali interpreti di balletto classico, spesso al fianco di Anton Dolin. La sua carriera l’ha portata a danzare nei teatri più prestigiosi del mondo. Nome d’arte legato alle origini: Il suo vero nome era Lilian Alicia Marks, ma decise di usare il nome d’arte Alicia Markova perché suonava più “europeo” e adatto al mondo del balletto, che all’epoca era dominato da nomi russi e francesi. Questa scelta fu strategica per ottenere maggiore riconoscimento internazionale. Fondatrice di compagnie di danza: Oltre a ballare, Markova contribuì enormemente alla diffusione del balletto in Inghilterra. Nel 1931 co-fondò con Anton Dolin il Ballet Club, che poi divenne il Ballet Rambert, e più tardi fu tra i membri fondatori del Sadler’s Wells Ballet, il precursore del Royal Ballet. Il suo ruolo di pioniere ha permesso al balletto inglese di affermarsi su scala mondiale. Tecnica raffinata e grazia inimitabile: Markova era famosa per la sua leggera eleganza e precisione tecnica. La critica la descriveva come una ballerina “eterea”, capace di combinare ...

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‘Pierrot Lunaire’ torna al Royal Ballet per celebrare Glen Tetley

Nel febbraio 2026 il Royal Ballet rende omaggio ad una delle figure più rivoluzionarie della danza del Novecento celebrando il centenario della nascita di Glen Tetley con la ripresa di Pierrot Lunaire, opera simbolo della sua visione coreografica. Non si tratta soltanto di una commemorazione, ma di un ritorno necessario: riportare in scena Tetley oggi significa interrogarsi su cosa sia davvero il balletto contemporaneo e su come sia nato il linguaggio che ancora abita i palcoscenici internazionali. Glen Tetley, nato nel 1926, è stato uno dei primi coreografi ad infrangere in modo consapevole e radicale il confine tra balletto classico e danza moderna. Formatosi tra Europa e Stati Uniti, collaboratore di compagnie storiche come lo Stuttgart Ballet e il Royal Ballet stesso, Tetley ha saputo unire la purezza della linea accademica alla forza espressiva, spesso aspra, della modern dance. Pierrot Lunaire, creato nel 1962, rappresenta forse meglio di ogni altra opera questa fusione audace. Il balletto prende ispirazione dall’omonima composizione di Arnold Schoenberg, caposaldo della musica atonale del primo Novecento. La scelta non è casuale: la partitura, inquieta e frammentata, diventa per Tetley un terreno fertile su cui costruire un movimento spezzato, nervoso, lontano da ogni compiacimento decorativo. Il personaggio ...

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Giunge alla quinta edizione il Gala Fracci al Teatro alla Scala

Prosegue il tributo del Teatro alla Scala e dei suoi artisti a Carla Fracci, figura cardine della storia della danza e fonte di ispirazione per intere generazioni di giovani non solo nel mondo del balletto. Il direttore Frédéric Olivieri porta avanti la tradizione istituita dal 2022 da Manuel Legris volta a celebrare la danza e il balletto nel nome di questa artista eccezionale. Sulla scia del tutto esaurito delle precedenti edizioni l’appuntamento raddoppia: nell’anno che coincide con i 5 anni dalla scomparsa e con i 90 anni dalla nascita di Carla Fracci saranno due le date in cui viene omaggiato il suo mito attraverso lo smisurato e ricchissimo repertorio dei suoi ruoli d’elezione e dei balletti da lei interpretati, che rivivranno attraverso il Corpo di Ballo, i Solisti, i Primi ballerini, le Étoile e gli ospiti internazionali: il 3 febbraio torna alla Scala Marianela Nuñez, stella del Royal Ballet, e il 31 gennaio Jacopo Tissi, primo ballerino presso il Dutch National Ballet; in debutto sul palcoscenico del Piermarini sempre il 31 gennaio Maia Makhateli, prima ballerina al Dutch National Ballet, e su entrambe le recite Patricio Revé, già primo ballerino del Queensland Ballet e del Balletto Nazionale di Cuba, guest ...

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La Royal Opera House annuncia la stagione estiva 2026

Il Royal Ballet and Opera ha svelato la sua stagione estiva 2026 al Royal Opera House di Londra, con due programmi distinti curati da figure di spicco del balletto: Marianela Núñez e Carlos Acosta. MARIANELA – TIMELESS Questo è un programma speciale curato da Marianela Núñez, étoile del Royal Ballet, come tributo alla compagnia e al repertorio che hanno segnato la sua carriera. La serata includerà una selezione di balletti in un atto dal repertorio del Royal Ballet, insieme a divertissements(piccoli pezzi di balletto) eseguiti con altri danzatori della compagnia. Le opere scelte rifletteranno le collaborazioni, le influenze e il repertorio che hanno plasmato la carriera di Núñez, offrendo al pubblico uno sguardo sul suo percorso artistico. Carlos Acosta: Myths and Modern Masters Parallelamente al programma di Núñez, Carlos Acosta presenterà un programma separato intitolato Myths and Modern Masters. Il programma includerà una combinazione di opere classiche e contemporanee, con artisti ospiti del Birmingham Royal Ballet e della sua compagnia Acosta Danza, mostrando lavori legati alla sua carriera.  Date e biglietti MARIANELA – TIMELESS si terrà dal 29 luglio al 2 agosto 2026 al Royal Opera House di Londra. Maggiori dettagli sui programmi completi e sui biglietti saranno disponibili a ...

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La danzatrice che non smette di rinascere: Alessandra Ferri e Vienna

Nel mondo del balletto esistono figure che non soltanto interpretano la danza, ma la trasformano. Alessandra Ferri è una di queste. Per oltre quattro decenni ha incarnato un’idea di femminilità scenica che fonde tecnica, intensità emotiva e una qualità narrativa rara. Nel 2025 inaugura un nuovo capitolo alla guida del Wiener Staatsballett, dopo una carriera che da sola basterebbe a riempire le pagine di un manuale di storia della danza. L’ascesa di Ferri comincia a Londra, dove si forma alla Royal Ballet School. Qui, sotto gli occhi attenti dei maestri che hanno fatto la storia del balletto britannico, rivela una maturità espressiva sorprendente per la sua età. Non è una sorpresa, quindi, che il Royal Ballet la promuova principal dancer appena diciannovenne: un record che segna il primo tratto di una carriera destinata a non conoscere confini. Dopo Londra, New York: all’American Ballet Theatre diventa partner di star assolute come Baryshnikov, consolidando la sua fama di ballerina capace di coniugare virtuosismo e drammaturgia. Poi Milano, dove dal 1992 diventa étoile del Teatro alla Scala. È qui che interpreta i ruoli che la renderanno immortale: Manon, Giselle, Marguerite and Armand, Romeo and Juliet. Ogni personaggio prende vita attraverso la sua sensibilità ...

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