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Tag Archives: Rudolf Nureyev

Il danzatore e coreografo Gianni Melfi “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Dal repertorio classico, il mio preferito è Giselle. Drammatico, delicato e struggente. Il balletto contemporaneo prediletto? I lavori di Alexander Ekman sono tra i miei preferiti. Davvero non riesco a sceglierne uno soltanto. Il Teatro del cuore? L’Opera Nazionale Polacca, dove attualmente lavoro. Un romanzo da trasformare in balletto? Direi Cime tempestose di Emily Brontë. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Questo non lo dirò! Sto lavorando proprio ora a un progetto del genere, quindi niente spoiler. Il costume di scena indossato che hai preferito? Quello dell’Ammiratore di Manon, da Dama delle Camelie di John Neumeier. Quale colore associ alla danza? Il bianco. Che profumo ha la danza? Del calore delle luci che scaldano il vetro dei riflettori, percepibile anche da dietro le quinte. Del trucco di scena, del velluto dei costumi e del linoleum consumato delle sale prove. La musica più bella scritta per balletto? Il Grand pas de deux de Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? L’arabesque. Forza ed eleganza insieme. Chi ti sarebbe piaciuto essere ...

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Il Teatro alla Scala ha annunciato la Stagione di Balletto 26/27

La seconda Stagione di Balletto firmata da Frédéric Olivieri fa della continuità la propria forza e il vero propulsore per nuove sfide artistiche e stilistiche; tornano importanti titoli del repertorio, per coinvolgere l’intera Compagnia, fare tesoro della maturazione acquisita dagli artisti già cimentatisi nei ruoli, ma anche per offrire chances alle nuove generazioni, del Corpo di Ballo e quelle che sempre più accorrono in Teatro; si accolgono nuove firme, per permettere agli artisti di affrontare stili inconsueti consolidando le doti di curiosità, versatilità e impegno che tanto consenso hanno generato nel pubblico con le recenti proposte in cartellone. La nuova Stagione propone sette programmi, ma nove titoli, essendo una serata a dittico e una a trittico; cinque le riprese, di cui tre a serata intera, e quattro nuovi ingressi, tra cui, vero momento clou nella nuova programmazione, l’acclamata rivisitazione di Giselle firmata da Akram Khan: nata nel 2016 come produzione esclusiva dell’English National Ballet, viene ora affidata agli artisti del Balletto della Scala. E sarà una prima nazionale, non essendo mai stata rappresentata prima d’ora nel nostro Paese. Dal grande repertorio, torna ad allietare le feste Lo Schiaccianoci di Rudolf Nureyev, che apre la Stagione; titolo ideale e sempre atteso, ...

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Intervista esclusiva a Vasily Medvedev e Stanislav Fečo

Il Petipa Award 2025-2026 si è affermato come uno dei riconoscimenti più autorevoli nel panorama internazionale del balletto classico: quale visione ha guidato la sua creazione da parte della Petipa Ballet Association? Vasily Medvedev: La “Petipa Ballet Association” svolge un ruolo importante nella conservazione e nella promozione dell’eredità di Marius Petipa, uno dei più grandi coreografi della storia del balletto. Il nostro obiettivo è proteggere la ricchezza del balletto classico mantenendolo vivo per il pubblico e gli artisti di oggi. Attraverso spettacoli, progetti educativi, collaborazioni con compagnie di balletto ed eventi internazionali, cerchiamo di creare una comprensione più profonda dell’opera di Petipa e della sua influenza sul balletto contemporaneo. Allo stesso tempo, vogliamo ispirare ballerini e coreografi a continuare a sviluppare questa tradizione in modo significativo. Il “Petipa Award” è stato creato non solo per onorare artisti importanti, ma anche per costruire un ponte tra passato e presente — tra patrimonio storico e futuro del balletto. In qualità di fondatori, come definite oggi il concetto di “tradizione vivente” nel linguaggio coreografico contemporaneo? Stanislav Fečo: Una “tradizione vivente” è qualcosa che continua a crescere ed evolversi. Da questa prospettiva, da molti anni teniamo conferenze e masterclass sull’eredità di Marius Petipa, basate ...

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Il direttore artistico e coreografo Iñaki Urlezaga “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? La sagra della primavera. Il teatro del cuore? Teatro Mariinskij. Un romanzo da trasformare in balletto? Ragione e sentimento di Jane Austen. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Ragione e sentimento di Ang Lee. Il costume di scena che hai preferito indossare? Qualsiasi di quelli disegnati da Yannis Georgiadis. Quale colore associ alla danza? Cambia ad ogni balletto. Che profumo ha la danza? Libertà. La musica più bella scritta per balletto? Quella di Prokofiev per Romeo e Giulietta. Il film di danza irrinunciabile? Un americano a Parigi. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Isadora Duncan. Il tuo passo di danza preferito? Tutti i piccoli passi. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Spartacus. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per tutte le meravigliose melodie. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Intelligenza, sensibilità e passione. Come ti vedi oggi allo specchio? Sorridente. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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L’ultimo inchino di Margot Fonteyn

Nel 1979 Sir Frederick Ashton concepì Salut d’Amour à Margot Fonteyn come ultimo, raffinato omaggio alla più luminosa étoile del Royal Ballet. La serata d’addio si svolse il 23 maggio presso il teatro di Covent Garden, luogo simbolo della danza britannica, e segnò il congedo dalle scene di Dame Margot Fonteyn che, a sessant’anni, salutava il pubblico dopo una carriera entrata ormai nella leggenda. La coreografia, costruita sulle delicate note di Edward Elgar e impreziosita dai costumi di William Chappell, si sviluppava come un poetico viaggio nella memoria artistica della ballerina. Ashton evocò infatti alcuni dei ruoli che avevano consacrato la Fonteyn al mito internazionale, trasformando l’assolo in una sorta di ritratto danzato della sua intera esistenza teatrale. Ogni gesto sembrava custodire il ricordo di un’epoca irripetibile del balletto inglese, di cui Margot era stata il volto più amato e riconoscibile. Il momento più emozionante giungeva nel finale, quando Ashton stesso entrava in scena per accompagnare la sua musa nell’esecuzione del celebre Fred Step,  la sequenza di passi che il coreografo aveva disseminato in quasi tutte le sue creazioni e che traeva ispirazione dai movimenti osservati anni prima nella danza della leggendaria Anna Pavlova. Arabesque, fondu, coupé, petit développé, pas ...

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Presentazione del docufilm “Antidiva” dedicato a Liliana Cosi

La presentazione del documentario Antidiva dedicato a Liliana Cosi presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura nasce, nello spirito del Piano Olivetti promosso dallo stesso Ministero, come un incontro aperto ai giovani danzatori e alle giovani danzatrici delle scuole di danza italiane, con l’obiettivo di iniziare a creare uno spazio reale di ascolto, confronto e avvicinamento alle istituzioni. Un’azione che mette al centro anche insegnanti e realtà provenienti dalle periferie e dalle zone meno servite, riconoscendo in queste scuole un avamposto culturale diffuso e capillare sul territorio nazionale. Per attivare questo dialogo è stata scelta un’icona internazionale della danza come Liliana Cosi, étoile del Teatro alla Scala, formatasi presso la Scuola di Ballo del teatro e protagonista di una carriera che l’ha portata sui principali palcoscenici internazionali, dal Bolshoi al Kirov, fino a tournée nei più importanti teatri d’Europa, Stati Uniti e Asia. Ha danzato con alcuni dei più grandi artisti del Novecento, tra cui Rudolf Nureyev, portando in scena i grandi titoli del repertorio classico e contribuendo alla diffusione della danza italiana nel mondo. Il documentario Antidiva, già nel titolo, comunica con chiarezza ai giovani un messaggio essenziale, il valore dell’impegno, della cultura e del sacrificio come fondamento ...

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Tanti auguri di buon compleanno ad Alessandra Ferri

Tanti auguri di buon compleanno alla stella del balletto internazionale, Alessandra Ferri (Milano, 6 maggio 1963). L’unica ballerina italiana del Novecento ad essere stata invitata come star dall’esclusiva compagnia di balletto dell’Opéra di Parigi (nel 1992 per Carmen e nel 1996 per Notre-Dame de Paris, entrambi di Roland Petit) e al Teatro Marijnskij di San Pietroburgo con il Balletto Kirov (nel 2000 per Manon). È stata prima ballerina del Royal Ballet (1983-1985) e dell’American Ballet Theatre (1985-2007) e prima ballerina assoluta del Teatro alla Scala. Nel corso della sua lunga carriera ha vinto due Premi Laurence Olivier, un Prix Benois de la Danse, ha ballato come ospite con molte delle maggiori compagnie al mondo e ha danzato accanto ad alcuni dei maggiori ballerini dell’epoca, tra cui Rudolf Nureyev, Michail Baryšnikov, Anthony Dowell, Patrick Dupond, Manuel Legris, Julio Bocca, Herman Cornejo, Laurent Hilaire, Carlos Acosta, Maximiliano Guerra, Edward Watson, Roberto Bolle, Massimo Murru, Yonah Acosta, Denys Cherevychko e Federico Bonelli. Incomincia a studiare danza al Collegio Bianconi di Monza, poi a Milano alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala. All’età di quindici anni vince una borsa di studio assegnata dal British Council, prima volta per una danzatrice, e grazie a ...

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“La Bayadère” torna a Parigi nel classico di Rudolf Nureyev

Il Balletto dell’Opéra di Parigi si prepara a riportare in scena uno dei capolavori più affascinanti del repertorio classico: La Bayadère nella versione coreografica di Rudolf Nureyev, in programma dal 17 giugno al 14 luglio 2026 all’Opéra Bastille. Questo grande balletto, nato a San Pietroburgo nel 1877, è a lungo rimasto poco conosciuto in Francia nella sua forma completa, dove per anni ha circolato quasi esclusivamente la celebre scena delle Ombre, divenuta iconica per la sua potenza visiva e la sua ipnotica processione. Fu nel 1992 che Rudolf Nureyev, ormai alla fine della sua carriera, dedicò le ultime energie alla creazione di questa sontuosa produzione per il Balletto dell’Opéra di Parigi, costruendo un allestimento capace di restituire l’intera ricchezza narrativa dell’opera. Nei tre atti si intrecciano amore, tradimento e morte, in una dimensione sospesa tra sogno e tragedia, dove la danza si sviluppa con straordinaria intensità drammatica. Le coreografie si inseriscono in un universo visivo opulento, fatto di scenografie e costumi ispirati a un’India immaginata attraverso lo sguardo orientalista, mentre la partitura di Ludwig Minkus accompagna e amplifica l’emozione della narrazione. Il ritorno di La Bayadère rappresenta non solo un appuntamento centrale della stagione, ma anche un’occasione per il pubblico ...

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Nureyev

Gala di Danza Omaggio a Rudolf Nureyev

Il 12 maggio 2026, all’Auditorium “10 Settembre 1943” di Isernia, la danza celebra uno dei suoi miti più luminosi con un Gala dedicato a Rudolf Nureyev, leggenda assoluta del balletto mondiale e artista capace di rivoluzionare per sempre il linguaggio del movimento. I primi ballerini e solisti di prestigiosi teatri internazionali accompagneranno il pubblico in un viaggio artistico che ripercorrerà le tappe fondamentali della straordinaria carriera dell’artista. Il programma della serata si articolerà come un racconto in danza, alternando grandi pagine del repertorio classico a momenti di ispirazione più contemporanea, nel segno della libertà espressiva che ha sempre contraddistinto Nureyev, con estratti da Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata nel Bosco, Lo Schiaccianoci, Giselle, Le Corsaire, Spartacus, Diana e Atteone, Le Burgeois e Don Chisciotte, un mosaico coreografico che riflette l’ampiezza del repertorio dell’artista e la sua capacità di attraversare stili e tradizioni diverse. Lo spettacolo, organizzato da Best Eventi e PS Live Group, si propone di restituire, attraverso una selezione accurata di estratti, la complessità artistica di Nureyev: interprete carismatico, coreografo rigoroso e innovatore capace di ridefinire il ruolo maschile nel balletto. Il “tartaro volante” non si limitò a interpretare il repertorio, ma ne operò una profonda trasformazione: ...

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#InternationalDanceDay: gli aforismi dei grandi maestri

La danza è un’arte che sfugge alle parole, eppure i più grandi interpreti della sua storia hanno spesso cercato di raccontarla attraverso frasi brevi, intense, capaci di racchiudere un universo in poche righe. Gli aforismi dei maestri non spiegano la danza: la evocano, ne suggeriscono il mistero, il rigore e la libertà. Nelle parole di figure come Martha Graham, Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov o Isadora Duncan, il movimento diventa pensiero, emozione, visione. Questa raccolta riunisce alcune delle loro riflessioni più celebri: lampi di verità che continuano a ispirare chi danza e chi guarda.   “La danza è il linguaggio nascosto dell’anima.” — Martha Graham “Non cerco di danzare meglio degli altri, ma solo meglio di me stesso.” — Mikhail Baryshnikov “La più autentica espressione di un popolo è nella sua danza e nella sua musica.” — Agnes de Mille “Danza per te stesso. Se qualcuno capisce, bene. Se no, non importa.” — Louis Horst “I grandi danzatori non sono grandi per la loro tecnica, ma per la loro passione.” — Martha Graham “Credo che la danza venga dal popolo e che debba sempre tornare al popolo.” — Alvin Ailey “Danzare è creare una scultura visibile solo per un istante.” — ...

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