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Tag Archives: Teatro alla Scala

Il primo ballerino Andrea Volpintesta “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Scegliere un balletto classico preferito, per un danzatore, è davvero complicato. Ho avuto la fortuna di interpretarne molti e ognuno mi è rimasto nel cuore. Posso dire sinceramente Manon di Kenneth MacMillan, Onegin di John Cranko, ma anche i balletti di Rudolf Nureyev, come Il lago dei cigni, La bella addormentata e Don Chisciotte. Non è uno solo, ma ben cinque: faccio davvero molta fatica a scegliere quale, tra questi, sia il mio preferito. Il balletto contemporaneo prediletto? Sicuramente In the Middle, Somewhat Elevated di William Forsythe e poi il balletto che ha fatto innamorare me e Sabrina Brazzo, quello che ha fatto scattare la scintilla tra di noi e cioè Now and Then di John Neumeier. Il teatro del cuore? Il teatro del cuore non può che essere il Teatro alla Scala. Per me, fin da bambino, è stato il teatro prediletto: il luogo in cui sognavo di arrivare, di studiare, di crescere e di ballare. Non ci sono riuscito subito, perché ho avuto una parentesi all’Aterballetto di Reggio Emilia, ma in età piuttosto giovane ho avuto la fortuna di entrare con la direzione di Elisabetta Terabust. Devo dire che ho realizzato il mio sogno, ...

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Il danzatore del Bolshoi Filippo Ferdinando Pagani “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Spartacus di Grigorovich. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala perché mi ha formato e mi ha reso un ballerino professionista, il Teatro Bol’šoj di Mosca perché mi sta dando tante opportunità per la mia carriera. Un romanzo da trasformare in balletto? Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov, perché parla di amore assoluto, seduzione, follia e sacrifico. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutti costumi mi lasciano emozioni diverse, il mio preferito è quello di Franz in Coppélia. Quale colore associ alla danza? Colore oro perché ogni volta che ballo sento di esprimere potenza e regalità. Che profumo ha la danza? Per me la danza profuma di zenzero, frizzante come il carattere dell’artista, bergamotto e pompelmo che irradiano vivacità e brio. La musica più bella scritta per balletto? Aram Il’ič Chačaturjan, Spartacus. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Vladimir Vasiliev ed Ekaterina Maksimova. Il tuo “passo di danza” preferito? Giri alla seconda. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Filipp in Fiamme di Parigi, ...

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Il danzatore del Cleveland Ballet Lorenzo Maria Pontiggia “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Adoro tutti i balletti classici molto drammatici, ma il mio preferito è sicuramente L’Histoire de Manon di Kenneth MacMillan. Il balletto contemporaneo prediletto? Sicuramente Playlist di William Forsythe. Il Teatro del cuore? Ho avuto l’onore di ballare al Teatro alla Scala quando ero in Accademia e per me resterà sempre il mio teatro del cuore. Un romanzo da trasformare in balletto? Il rosso e il nero di Stendhal perché il romanzo è un avvicendarsi di eventi drammatici, avventurosi e passionali. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Le pagine della nostra vita è la storia perfetta. Potrebbe essere la nuova versione di Romeo e Giulietta ma ambientato negli anni ‘40. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume che ho indossato allo YAGP per la variazione di Albrecht, indossato da Julio Bocca. Quale colore associ alla danza? Mi viene in mente il bianco. Per citare Martha Graham, “La danza è il linguaggio nascosto dell’anima” e l’anima per me è segno di purezza che associo al bianco. Che profumo ha la danza? Ha il profumo di camelia perché è un fiore dal sentore dolce, delicato, raffinato ed elegante. È un fiore antico ...

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Il Teatro alla Scala e Frédéric Olivieri ricordano Anna Razzi

Riceviamo e pubblichiamo: Anna Razzi è parte della storia e della tradizione del Teatro alla Scala e del suo Corpo di Ballo. Al nostro Teatro è infatti legata una splendente fase della sua carriera artistica: dal 1963 al 1986, da solista fino ad étoile, ha avuto una carriera a tutto tondo come protagonista dei grandi balletti del repertorio, da Romeo e Giulietta a Il lago dei cigni, Giselle, La Bella addormentata, Coppélia, fino al Novecento di Petruška, Apollon musagète di Balanchine e La signorina Giulia di Birgit Cullberg. Ha collaborato con Rudolf Nureyev e Paolo Bortoluzzi, sia come partner sia come protagonista delle loro coreografie. Alla Scala e in tour (la ricordiamo nel 1981 al Metropolitan Opera di New York in Giselle accanto a Nureyev), è stata anche creatrice di ruoli, protagonista di The Marriage of Heaven and Hell per Roland Petit. La ricorda Frédéric Olivieri, direttore del Corpo di Ballo e della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala: “Ho appreso la notizia della scomparsa di Anna con profondo dispiacere, una grande artista a tutto tondo che ha davvero dedicato con entusiasmo tutta la sua vita alla nostra arte. Ho avuto la possibilità di danzare con lei quando ero ...

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International Talent Award: al via l’edizione 2026

Il Comitato “Metti le Ali al Talento” annuncia ufficialmente l’edizione 2026 dell’International Talent Award, svelando un nome di assoluto prestigio: Liudmila Konovalova, Guest Principal del Balletto dell’Opera di Vienna, che sarà protagonista al Teatro della Regina di Cattolica. Dal 19 al 22 febbraio 2026, la città romagnola accoglierà quattro giornate dedicate all’eccellenza coreutica internazionale, culminando nella tradizionale e attesissima Soirée de Danse. Anche per il 2026 l’International Talent Award riunisce interpreti, coreografi e direttori provenienti dalle più prestigiose istituzioni mondiali, confermando una rassegna ambiziosa e in costante crescita. Accanto a Liudmila Konovalova, madrina dell’edizione 2026, saranno presenti personalità di spicco del panorama accademico e professionale internazionale: Fabienne Cerutti, dell’École de Danse de l’Opéra de Paris; Jessica Clarke, Artistic Manager della Royal Ballet School di Londra; Lynne Charles, Artistic Director della English National Ballet School; Dario Elia, Deputy Artistic Director della Dutch National Ballet Academy; Christian Schön, della Hamburg Ballet School; Gaia Straccamore, étoile del Teatro dell’Opera di Roma; Michele Merola, direttore artistico della MM Contemporary Dance Company e co-direttore dell’Agora Coaching Project di Reggio Emilia; Stephen Delattre, direttore della Delattre Dance Company e dell’Evolution Dance Platform di Mainz; Antonia Čop, per la Iwanson International School of Contemporary Dance; Giorgia Maddamma ...

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Vera Colombo: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

È stata una delle stelle della Scala: Vera Colombo fu prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano, punto di riferimento della danza classica italiana nel secondo dopoguerra. Era famosa per eleganza e purezza di stile: Non puntava sull’effetto spettacolare, ma su linee pulite, musicalità e raffinatezza, qualità molto apprezzate nel repertorio classico. Interprete ideale dei grandi balletti romantici: Era particolarmente amata in ruoli come Giselle e Il lago dei cigni, dove contavano sensibilità e controllo più che virtuosismo estremo. Ha dato moltissimo anche come insegnante: Dopo la carriera sul palco si dedicò all’insegnamento, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di ballerini italiani. Rappresenta la “scuola italiana” del Novecento: La sua danza incarnava disciplina, eleganza e rigore tecnico, diventando un modello per chi studiava balletto in Italia in quegli anni. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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La danzatrice del San Carlo, Vittoria Bruno “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Sagra della primavera di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala e la mia casa di oggi, il Teatro San Carlo. Un romanzo da trasformare in balletto? Cime tempestose di Emily Brontë. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La favorita (The Favourite) di Yorgos Lanthimos. Il costume di scena indossato che hai preferito? Direi in assoluto quello di Kitri in Don Quixote. Quale colore associ alla danza? Il bianco, un colore puro ed etereo. Che profumo ha la danza? Il profumo del palcoscenico… di libertà, avvolgente ed intenso. La musica più bella scritta per balletto? Il IV atto del Lago dei cigni di Tchaikovsky, carica di tensione emotiva e senso del destino, è incredibile. Il film di danza irrinunciabile? Il film della mia infanzia: Il ritmo del successo (Center Stage) di Nicholas Hytner. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Sylvie Guillem. Il tuo “passo di danza” preferito? Gran jeté. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Nessuno in particolare. I personaggi del grande repertorio portano ...

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Alla Scala l’originalità stilistica di tre grandissimi coreografi

Tre titoli mai presentati prima alla Scala, tre autori contemporanei acclamati e influenti, un nuovo banco di prova stilistico per gli artisti scaligeri. In Chroma, che esplora la drammaticità del corpo umano e la sua capacità di comunicare emozioni e pensieri più profondi, McGregor propone una coreografia inventiva ed energica che vent’anni fa gli è valsa la nomina a coreografo residente del Royal Ballet. In Dov’è la luna, intimistico lavoro di Jean-Christophe Maillot con i suoi toni chiaroscurali, scuote ed estende il vocabolario e la tecnica della danza classica, spinta dal coreografo alle sue frontiere più lontane. Per esplodere infine con la potenza trascinante di Minus 16, uno dei più illustri manifesti dell’originalità di Ohad Naharin e del suo linguaggio di movimento innovativo, che irrompe per la prima volta alla Scala portando i ballerini a sfidare sé stessi, rompendo le barriere tra artista e spettatore in una intensa e gioiosa esperienza per entrambi. Il trittico McGregor / Maillot / Naharin, alla Scala dal 18 al 28 marzo, è ricco di novità e di debutti per il Corpo di Ballo scaligero diretto da Frédéric Olivieri, che per la prima volta interpreterà i tre lavori in cartellone, e per il pubblico nazionale, ...

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Il danzatore del Bayerisches Andrea Cipolla “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Il balletto contemporaneo prediletto? Le Table Verte di Kurt Jooss. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala e Bayerisches Staastsoper. Un romanzo da trasformare in balletto? Non è esattamente un romanzo, ma la biografia di Edith Piaf. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Sabrina del 1954 di Billy Wilder. Il costume di scena indossato che hai preferito? Red scottish nella Sylphide, versione di Pierre Lacotte. Il primo costume in cui mi sono sentito un ballerino professionista. Spero in futuro di indossare quello di James. Quale colore associ alla danza? Vermiglio. Che profumo ha la danza? Legnoso. La musica più bella scritta per balletto? Ce ne sono tante. Ma il Grand pas de deux dal secondo atto de Lo Schiaccianoci credo sia il maggiore capolavoro di Tchaikovsky. Il film di danza irrinunciabile? Carla di Emanuele Imbucci. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Fernando Bujones e Natalia Makarova. Il tuo “passo di danza” preferito? Entrelacé. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Onegin. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Sicuramente Marius Petipa. Negli ultimi anni ...

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La già solista scaligera e maestra Daniela Cavalleri “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Don Chisciotte. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala, ovviamente! Un romanzo da trasformare in balletto? Novecento di Alessandro Baricco. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Titanic. Il costume di scena indossato che hai preferito? Senza dubbio il tutù del Valzer dei fiocchi di neve nello Schiaccianoci di Rudolf Nureyev. Quale colore associ alla danza? Il rosa. Che profumo ha la danza? Di palcoscenico, di legno, di pece… La musica più bella scritta per balletto? Il passo a due dello Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Flashdance. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Alessandra Ferri. Il tuo “passo di danza” preferito? Gli equilibri… adoravo farli! Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Kitri. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Jiří Kylián e John Neumeier. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? La ringrazierei perché mi ha reso felice! Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Determinazione forza e bellezza. Come ti vedi oggi allo specchio? Mi sento ...

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