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Tag Archives: Teatro alla Scala

La maestra accademica Paola Vismara “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala (prima della ristrutturazione). Un romanzo da trasformare in balletto? Novecento di Alessandro Baricco oppure La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Novecento di Bernardo Bertolucci. Il costume di scena indossato che hai preferito? Sono tanti i costumi… Tra i tutù sicuramente Kitri in Don Chisciotte e Cigno nero del Lago, poi Giulietta, Carmen e Valencienne in Vedova Allegra, etc. etc. Quale colore associ alla danza? Cipria. Che profumo ha la danza? Ombre Rose (rosa cipriata). La musica più bella scritta per balletto? Scritta espressivamente per balletto il Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta di Herbert Ross. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Natalija Makarova. Il tuo “passo di danza” preferito? Développé à la seconde e Grand Pas de Chat. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi personaggi del balletto? Tatiana (Onegin). Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine e Jiří Kylián. Tornando indietro, ...

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GD AWARDS: decretata l’Eccellenza della Danza 2025 dal Giornale della Danza

DECRETATI I GD AWARD 2025 – L’eccellenza della Danza  Anche quest’anno come da tradizione dal 2010, ogni fine anno, il Giornaledelladanza.com, i lettori, tutta la redazione, il direttore Sara Zuccari, il vicedirettore Lorena Coppola, il caporedattore e coordinatore del Premio Michele Olivieri, hanno proclamato l’eccellenza dell’Anno della Danza GD AWARDS 2025. Di seguito tutte le categorie e i vincitori.   CATEGORIA STELLA INTERNAZIONALE: MAIA MAKHATELI (prima ballerina del Dutch National Ballet) JULIAN MACKAY (primo ballerino del Bavarian State Ballet) GUILLAUME DIOP (danseur étoile Ballet de l’Opéra de Paris) CHLOE MISSELDINE (prima ballerina dell’American Ballet Theatre) GIORGI POTSKHISHVILI (primo ballerino al Dutch National Ballet) MATTHEW BALL (primo ballerino al The Royal Ballet)   CATEGORIA GIOVANE STELLA INTERNAZIONALE: VSEVOLOD MAIEVSKYI (Dutch National Ballet) VICTOR CAGNIN (Wiener Staatsballett) THOMAS DILLEY (Cincinnati Ballet) JORGE GARCIA ALONSO (Philadelphia Ballet) JOAKIM VISNES (Norwegian National Ballet)   CATEGORIA STELLA ITALIANA: MARTINA ARDUINO (prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano) ANNACHIARA AMIRANTE (étoile del Teatro San Carlo di Napoli) DOMENICO DI CRISTO (solista del Teatro alla Scala di Milano) SIMONE AGRO’ (primo ballerino al Teatro dell’Opera di Roma) LINDA GIUBELLI (solista del Teatro alla Scala di Milano) ALESSANDRA AMATO (étoile del Teatro dell’Opera di Roma)   CATEGORIA ...

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Addio a Hans van Manen, il coreografo dell’essenziale

Con la scomparsa di Hans van Manen (1932-2025) il mondo della danza perde una delle sue menti più lucide, radicali e raffinate. Coreografo olandese di statura internazionale, van Manen ha attraversato oltre mezzo secolo di storia del balletto e della danza contemporanea lasciando un segno indelebile: ha dimostrato che la danza può essere arte bella nel senso più profondo del termine, capace di unire rigore formale, intelligenza musicale ed emozione senza mai cedere all’eccesso. Nato nei Paesi Bassi, si forma come danzatore prima di affermarsi come coreografo. Dopo gli esordi negli anni Sessanta, entra in contatto con le grandi correnti europee del rinnovamento coreutico, ma sceglie una strada personale: non la rottura totale con il balletto classico, né l’abbandono della tecnica, bensì la sua trasfigurazione. È stato figura centrale per compagnie come il Nederlandse Dans Theater e il Dutch National Ballet, ma le sue opere sono state rappresentate dalle più importanti compagnie del mondo come quella del Teatro alla Scala. Van Manen non ha mai cercato lo scandalo o la provocazione fine a sé stessa: la sua rivoluzione è stata silenziosa, costruita passo dopo passo, gesto dopo gesto. La sua cifra stilistica è immediatamente riconoscibile. Linee pulite, geometrie perfette, movimenti ...

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“La Bella Addormentata nel Bosco”

“La Bella Addormentata nel Bosco” di Nureyev al Teatro alla Scala di Milano

Il Teatro alla Scala di Milano apre la stagione delle festività con uno dei titoli più prestigiosi del repertorio classico: La Bella Addormentata nel Bosco, nella versione di Rudolf Nureyev. Dal 18 dicembre 2025 al 13 gennaio 2026, il balletto torna in scena offrendo al pubblico un’opera che unisce fedeltà alla tradizione, complessità tecnica e intensità drammaturgica, rappresentando uno dei punti di riferimento più significativi per lo studio e l’interpretazione del repertorio classico ottocentesco. Pur rispettando la struttura originale di Marius Petipa, Nureyev apporta modifiche sostanziali ai ruoli principali e al secondo atto. Le variazioni dei solisti diventano più dense e articolate, con estensioni e combinazioni tecniche complesse, in particolare per il Principe Desiré. I passi a due sono sviluppati con maggiore attenzione alla psicologia dei protagonisti, mentre il corpo di ballo assume un ruolo attivo nella narrazione, con schemi geometrici, dinamiche di gruppo e simmetrie visive che arricchiscono la dimensione scenica complessiva. Questa versione richiede non solo una tecnica impeccabile, ma anche una consapevolezza interpretativa e un controllo scenico, elementi fondamentali per trasmettere la precisione e l’eleganza che contraddistinguono l’approccio nureyeviano. La versione di Nureyev nasce negli anni ’70 come una rilettura personale di uno dei capolavori di Marius Petipa, ...

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La Stagione Danza 2026 del Teatro Ponchielli di Cremona

  La Stagione Danza 2026 del Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona nasce come un percorso che attraversa linguaggi, estetiche e visioni differenti. Non più una rassegna isolata, ma una trama narrativa che dialoga con l’intera programmazione del teatro, rispecchiando il nuovo corso voluto dal sovrintendente Andrea Nocerino: un’unica grande stagione, dove la danza diventa voce essenziale per interpretare il presente. Per il 2026 il cartellone si compone di otto appuntamenti che, da febbraio ad aprile, porteranno sulla scena cremonese alcune tra le realtà coreutiche più rilevanti del panorama internazionale. La varietà è la chiave: il pubblico attraverserà classico, contemporaneo, danza-teatro e nuove creazioni, trovandosi di fronte a un ventaglio di possibilità che invita a osservare il movimento come un linguaggio in continua trasformazione. A inaugurare simbolicamente la stagione sono le grandi compagnie internazionali. Les Ballets de Monte-Carlo tornano al Ponchielli con una delle loro produzioni più amate, Romeo e Giulietta, che nel tempo è diventata non solo un classico del repertorio ma anche la dimostrazione di come la danza possa rinnovare la materia shakespeariana senza tradirne la forza emotiva. Accanto a loro, la presenza di compagnie come NDT2 o Tao Dance Theater porta sul palco una danza dal carattere più ...

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La Scala e il 7 dicembre: un rito civile, culturale e mondano

Ogni 7 dicembre, mentre Milano celebra il suo patrono Sant’Ambrogio, il sipario del Teatro alla Scala si alza per inaugurare la nuova stagione lirica. È un appuntamento che travalica l’ambito musicale: un rito civile, culturale e mondano che da oltre settant’anni scandisce l’identità della città e la sua relazione con il teatro d’opera più celebre del mondo. Sebbene il teatro sia stato inaugurato nel 1778, la tradizione del 7 dicembre come apertura ufficiale è relativamente recente. Solo a partire dal secondo dopoguerra la scelta del giorno del patrono milanese si impose con regolarità, trasformando l’avvio della stagione lirica in un momento simbolico della rinascita cittadina. La data, perfetta sintesi tra devozione civica e vocazione culturale, richiama ancora oggi l’idea di una Milano che trova nell’arte un elemento identitario fondamentale. L’inaugurazione della Scala non è semplicemente la prima di un’opera. È un evento che muove istituzioni, diplomazia, alta società e opinione pubblica. Gli elementi rituali restano saldi: la presenza delle autorità, tradizionalmente il Presidente della Repubblica, il Sindaco, i rappresentanti del governo e del mondo culturale siedono nei palchi istituzionali. Il red carpet milanese: un tappeto rosso non dichiarato ma socialmente percepito, dove sfilano volti della cultura, dell’imprenditoria, dello spettacolo e ...

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“Romeo e Giulietta” di John Cranko al Regio di Torino

Da venerdì 5 a domenica 14 dicembre per dieci rappresentazioni va in scena Romeo e Giulietta, balletto in tre atti musicato da Sergej Prokof’ev sul libretto che lo stesso Prokof’ev e Sergej Radlov trassero dalla tragedia di Shakespeare. L’interpretazione è affidata al prestigioso Balletto del Teatro Nazionale di Praga. La coreografia è di John Cranko; scene e costumi originali di Jürgen Rose; coreologia e ripresa di Jane Bourne; messa in scena di Filip Barankiewicz, direttore artistico della Compagnia; luci di Jürgen Rose e Valentin Däumler. L’Orchestra del Teatro Regio è diretta dal Maestro Václav Zahradník. Commissionato dal Bol’šoj nel 1933, abbozzato nel 1934 e completato nel settembre 1935, Romeo e Giulietta affrontò da subito resistenze in ambito sovietico. Prokof’ev rielaborò la partitura — anche su stimolo di direttore d’orchestra, orchestrali e ballerini, tra cui la star dell’epoca Galina Ulanova — abbandonando l’ipotesi di un lieto fine per restituire la verità tragica della vicenda. L’interesse di Ėjzenštejn nel 1938 testimonia la potenza visiva di questa scrittura che debuttò proprio nel 1938 a Brno, vicino a Praga; la versione oggi più eseguita vide la luce al Kirov l’11 gennaio 1940. In queste pagine l’energia “barbarica” delle prove giovanili si fonde con una ...

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Gli allievi accademici della Scala al Fraschini di Pavia

Domenica 30 novembre 2025, alle ore 20.30, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, si esibisce al Teatro Fraschini di Pavia in una serie di coreografie che permettono ad allievi ed allieve di cimentarsi in stili tanto diversi quanto impegnativi: dalla Suite classica dal divertissement di Paquita di Marius Petipa a Rossini cards di Mauro Bigonzetti fino a Bolero X di Shahar Binyamini. Lo spettacolo si apre con una Suite dal divertissement di Paquita di Marius Petipa, rimontato dai maestri della Scuola Leonid Nikonov e Tatiana Nikonova. Ambientato in Spagna durante la dominazione napoleonica, Paquita debutta come balletto in due atti e tre scene a Parigi nel 1846, su coreografia di Joseph Mazilier, libretto di Mazilier e Paul Foucher, musiche di Édouard-Marie-Ernest Deldevez. L’anno successivo il balletto va in scena ai Teatri Imperiali di San Pietroburgo, dove Marius Petipa, da poco nominato Primo ballerino, non solo interpreta il ruolo maschile principale, ma, ne rivede alcune parti con l’assistenza di Pierre Frédéric Malavergne. Pone mano in particolare al Pas de trois del primo atto e aggiunge un terzo atto. Successivamente, nel 1881, realizza una nuova versione che da quel momento diventa la versione di riferimento per ...

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Simone-Valastro

Simone Valastro: “Creare senza tradire sé stessi. L’equilibrio tra istinto e consapevolezza”

Simone Valastro è una delle voci più autorevoli nel panorama della danza contemporanea internazionale. Dopo essersi diplomato alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala nel 1998, entra nel Balletto dell’Opéra di Parigi, dove raggiunge alti traguardi, ricevendo nel 2008 il premio AROP e nel 2009 il titolo di miglior ballerino italiano all’estero. Oltre alla sua carriera di danzatore, ha debuttato come coreografo nel 2008 e ha fondato, insieme ad Alessio Carbone, la compagnia Les Italiens de l’Opéra nel 2016. Dopo essere stato protagonista sulle scene di teatri prestigiosi come l’Opéra di Parigi, ha saputo imporsi come coreografo, firmando creazioni per compagnie di grande tradizione come il Bol’šoj, l’Opera di Roma, e il Teatro alla Scala. La sua traiettoria artistica non è solo un racconto di successo, ma una riflessione costante sull’evoluzione del linguaggio coreografico e sulla relazione tra passato e futuro nella danza.  Nel  2025, Simone Valastro è designato coreografo del progetto Le Stelle di Domani, un’iniziativa del Balletto di Venezia con la partecipazione di 12 giovani danzatori internazionali, selezionati tra le migliori istituzioni di formazione, come l’Académie Princesse Grace di Montecarlo, l’Accademia Teatro alla Scala di Milano, l’ABT/J.K.O. School di New York, l’École de Danse de l’Opéra National ...

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“Le stelle di domani” all’Orsolina 28 Art Foundation

La quinta edizione di “Le stelle di domani” – il progetto internazionale creato dalla storica compagnia Balletto di Venezia – ha preso il via il 5 luglio 2025 e si concluderà il 30 luglio. Il 19 luglio 2025, alle 19:30, presso l’Open Air Stage di Orsolina28 Art Foundation a Moncalvo, si terrà uno spettacolo esclusivo che vedrà protagonisti i giovani talenti emergenti provenienti da alcune delle accademie e compagnie di danza più prestigiose a livello mondiale. L’evento culminerà un’intensa residenza artistica diretta dal coreografo Simone Valastro, diplomato alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala e già primo ballerino all’Opéra di Parigi fino al 2020. Con una carriera che lo ha visto collaborare con istituzioni di fama internazionale come il Bol’šoj, l’Opera di Roma e il Teatro alla Scala, Valastro ha creato produzioni per compagnie di grande tradizione e ora porta la sua esperienza al servizio dei talenti di domani. I partecipanti, giovani danzatori tra i 17 e i 19 anni, provengono da rinomate scuole di formazione, tra cui l’Académie Princesse Grace di Montecarlo, l’Accademia Teatro alla Scala di Milano, l’American Ballet Theater J.K.O. School e l’American Ballet Theater Studio Company di New York, l’École de Danse de l’Opéra National de ...

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